L'evoluzione iconografica di San Giuseppe nella Natività: da figura marginale a padre premuroso

Questo articolo esplora l'evoluzione della rappresentazione iconografica di San Giuseppe nelle scene della Natività, analizzando come la sua figura sia passata da un ruolo secondario e distante a quello di un padre attivamente partecipe e amorevole. Si attinge a traduzioni e approfondimenti di studiosi come Nicholas Rogers e Pamela Tudor-Craig, arricchendo l'analisi con esempi artistici e interpretazioni storiche.

Le origini della rappresentazione di San Giuseppe nella Natività

San Giuseppe compare per la prima volta nelle raffigurazioni del presepe nel V secolo. In queste prime rappresentazioni, era solitamente raffigurato come una figura seduta, contemplativa, a volte addormentata. Questo stato di dormiveglia richiamava l'importanza dei sogni come guida nella sua vita e in quella della sua famiglia. Questa modalità di rappresentazione rimase tipica sia in Oriente che in Occidente per molti secoli.

È importante notare che l'abitudine iconografica precedente di rappresentare Giuseppe in disparte o nel sonno (e nel sogno) non aveva solo il significato indicato nel testo da Nicholas Rogers, ma ancor più quello di significare a livello iconografico che egli era cosciente di non essere il padre fisico del Bambino. Questa consapevolezza contribuiva a sottolineare la natura miracolosa dell'Incarnazione.

Miniatura di San Giuseppe addormentato accanto alla Vergine Maria e al Bambino Gesù, stile medievale

Il XIII secolo: l'inizio di un ruolo più attivo

Solo a partire dal XIII secolo, San Giuseppe iniziò ad assumere un ruolo più attivo nelle raffigurazioni della Natività. Questo cambiamento segnò una graduale evoluzione nella percezione della sua figura all'interno della Sacra Famiglia.

L'arte olandese e tedesca del XIV e XV secolo: Giuseppe come figura paterna e premurosa

Nell'arte olandese e tedesca del XIV e XV secolo, San Giuseppe è raffigurato impegnato in una serie di compiti domestici e di cura. Lo si trova a scaldare vestiti, a cucinare cibo o ad attizzare il fuoco. Queste scene familiari di Giuseppe potrebbero derivare dalla sua rappresentazione nei drammi che rappresentavano in forma teatrale i Misteri.

Un esempio di questa tendenza si ritrova nell'altare boemo di Hohenfurth della metà del XIV secolo, dove Giuseppe aiuta a preparare il bagno al Bambino. In un'altra rappresentazione, Giuseppe si rivolge alla Vergine con queste parole: "Maria, prendi i miei indumenti e avvolgi il tuo caro bambino in loro".

Tali immagini familiari di Giuseppe sottolineano un crescente interesse per la sua partecipazione attiva alla vita quotidiana della Sacra Famiglia, evidenziando il suo ruolo di protettore e nutrito.

Pittura rinascimentale di San Giuseppe che prepara il cibo o attizza il fuoco nella stalla della Natività

Il tardo Medioevo e la figura di Giuseppe che guida il Bambino

Il ruolo di Giuseppe come figura paterna è ulteriormente enfatizzato nell'arte tedesca del tardo Medioevo. Una xilografia del 1470 mostra Giuseppe che guida il Cristo-bambino per mano, un'immagine che potrebbe simboleggiare il ritorno dall'Egitto o semplicemente la sua guida e protezione verso il Figlio.

In una pala d'altare di un seguace dell'artista del Basso Reno, Hendrick Bogaert, Gesù assiste Giuseppe nella bottega del falegname. Questo tipo di rappresentazione, pur non essendo strettamente legata alla Natività, contribuisce a costruire l'immagine di un Giuseppe laborioso e presente nella vita del Bambino.

La Sacra Famiglia di Joos van Cleve: un ritratto patriarcale

Nella "Sacra Famiglia" di Joos van Cleve, conservata al Metropolitan Museum of Art di New York, Giuseppe è raffigurato come un anziano, con denti mancanti e una barba rozza, con in mano un paio di occhiali. Questo esempio si rifà al ritratto medievale di lui come una figura patriarcale, con la barba bianca.

Tuttavia, l'interpretazione di un Giuseppe anziano e "decadente" fu contestata da teologi come Jean Gerson, che riteneva che la Vergine avesse bisogno del sostegno di qualcuno in pieno vigore, specialmente durante la fuga in Egitto. Questa critica evidenzia la continua discussione e interpretazione del ruolo e dell'aspetto di San Giuseppe nell'arte.

Dettaglio della Sacra Famiglia di Joos van Cleve, con San Giuseppe anziano e con occhiali

Interpretazioni storiche e contestuali: il Fitzwilliam 69

L'analisi del manoscritto Fitzwilliam 69, un libro d'ore creato per una donna della Franca Contea negli anni '40 del XV secolo, offre uno spaccato interessante sull'uso e la devozione legati a tali testi. Il calendario e le litanie includono santi locali poco conosciuti, suggerendo un legame con specifiche tradizioni regionali. La raffigurazione della proprietaria inginocchiata in preghiera davanti alla Vergine e al Bambino, e l'aggiunta di letture evangeliche in seguito, testimoniano la continua evoluzione e personalizzazione della devozione.

La presenza di Maria che legge nel Fitzwilliam, come commentato da Pamela Tudor-Craig, serve a ricordare l'evento dell'Incarnazione, proprio come il libro usato da Sant'Anna per insegnare alla Vergine prefigura l'Annunciazione.

La Natività di Villalta e Urbisaglia: Giuseppe culla il Bambino

Negli ultimi anni, alcune rappresentazioni contemporanee della Natività hanno proposto un'interpretazione audace e innovativa del ruolo di San Giuseppe, mettendolo al centro della cura del neonato. Il presepe di Villalta, frazione di Cesenatico, e quello di Urbisaglia, sono esempi significativi di questa tendenza.

In queste versioni, Maria si riposa, stanca dopo il parto e il viaggio, mentre Giuseppe si prende cura del bambino, cullandolo tra le braccia. Questo rovesciamento dei ruoli tradizionali è stato spiegato dai volontari che li hanno realizzati come un omaggio alla figura di San Giuseppe e un invito alla genitorialità condivisa.

Mauro Moschini, del gruppo degli allestitori di Villalta, ha sottolineato che non c'è volontà di provocazione o un inno al femminismo, ma piuttosto il desiderio di celebrare San Giuseppe con un'immagine che, pur non essendo tradizionale, è aderente alla realtà della paternità.

Presepe moderno di strada con San Giuseppe che culla il Bambino Gesù, mentre Maria riposa accanto a lui

Il significato teologico e sociale delle nuove interpretazioni

Queste nuove interpretazioni della Natività, dove Giuseppe culla il Bambino, possono essere viste come un elogio e un invito alla genitorialità condivisa. L'assessore alla Cultura di Urbisaglia, Cristina Arrà, ha spiegato che la scelta di rappresentare la Natività in modo diverso mira a dare ulteriore valore alla donna e a sottolineare un significato più intimo e spirituale del rapporto tra la Vergine, Giuseppe e il Figlio.

L'atteggiamento di Giuseppe, descritto come di "grande umiltà e toccante umanità", mentre accudisce il bambino, contrasta con le rappresentazioni più antiche dove era spesso assente o marginale. La frase luminosa "Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio" (Divina Commedia, Paradiso Canto XXXIII), aggiunta in alcune di queste rappresentazioni, celebra ulteriormente la figura femminile e la misericordia della Vergine Maria.

In un'epoca segnata dal movimento #MeToo, questi presepi inconsueti sembrano voler essere un inno alla donna e un riconoscimento del ruolo paterno attivo e premuroso, sfidando le convenzioni e promuovendo un'idea più equilibrata e moderna della famiglia.

San Giuseppe nel Presepio - Caratteri ed evoluzione

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