Il Manoscritto della "Cronaca dell'Ultima Infermità di S.M. Il Pontefice Innocenzo XI"
Il manoscritto tramanda la cronaca di ciò che accadde attorno al capezzale del Pontefice, mirabilmente descritta con minuzia, e getta un interessante ponte sulla medicina dell’epoca, la cura con l’uso delle spezie e della dietetica.

Giovanni Maria Lancisi: Figura di Rilievo Scientifico e Umanistico
Giovanni Maria Lancisi, archiatra pontificio di Innocenzo XI Odescalchi e Clemente XI Albani, fu illustre figura di rilievo, nel panorama scientifico e umanistico del XVIII secolo, a livello internazionale ma soprattutto a Roma, ove svolgeva le sue funzioni di professore universitario alla Sapienza, medico e ricercatore presso l’Ospedale S. Spirito in Sassia.
Allievo del celebre anatomista Guglielmo Riva e Giovanni Tiracorda, il Lancisi si formò presso l’Ospedale di S. Spirito in Sassia e l’università romana La Sapienza, ove ne divenne illustre professore e lettore di anatomia e di medicina teorica e pratica, svolgendo le sue lezioni anche all’interno dell’anfiteatro anatomico.
La Collezione Lancisiana: Un Patrimonio di Libri e Manoscritti
La collezione Lancisiana consiste in circa 20.000 volumi tra cui oltre 400 manoscritti, circa 1628 cinquecentine e circa 60 incunaboli tra cui si annoverano tre codici medievali miniati, i consulti lancisiani, e tre testimoni manoscritti del ‘Giornale dell’ultima Infermità di S.M. Il Pontefice Innocenzo XI.
Descrizione del Manoscritto 149
Il manoscritto 149 è un esemplare cartaceo, comprese le carte di guardia, a fascicoli legati. Apre il manoscritto un’incisione che incornicia il frontespizio recante il titolo e il sottotitolo dell’opera. Sempre sul frontespizio è presente un timbro ovale con la legenda “Bibliotheca Lancisiana” e l’arma del Lancisi: due lance in S. Sul dorso del volume sono presenti 5 nervi che delimitano 6 scomparti. La filigrana della carta, che compone il manufatto, riporta un volatile su un trimonte inscritto in un cerchio semplice o sormontato da una G.
Struttura del Manoscritto 149
- Frontespizio (c. 1)
- Dedica a Clemente XI (c. 2)
- Introduzione al Giornale (c. 5-6)
- Il Giornale (c. 6-45)
- Relazione Apertura Cadavere (c. 46)
Il "Giornale dell'Ultima Infermità di S.M. D'Innocenzo XI"
Il manoscritto 149 contiene il "Giornale sull’ultima infermità della S.M. D’Innocenzo XI in cui si rende conto non solo del male, e sua cura, ma eziando della Sofferenza, Pietà, e Morte di questo S. Pontefice, disteso e dedicato alla Santità di N.S. C. C. C.". L'autore, Lancisi, esprime la motivazione di presentare questo lavoro alla Santità di Sua Maestà, desiderando aggiungere autorità alla verità dell'Istoria e far spiccare le virtù del Pontefice, quali la Pietà, la Carità, la Prudenza, il Disinteresse, e il Distaccamento da i suoi.
Il Pontefice Innocenzo XI, nato a Como il 17 Maggio 1611, fu di statura notevolmente grande, di tessitura gracile, di color pallido, e di genio serio, e malinconico. Fin dall'infanzia ebbe poca salute, richiedendo cure particolari. Durante la giovinezza, a Napoli, soffrì di una grave infiammazione alla gola. A Roma, nei primi anni, fu gravemente angustiato da una palpitazione di cuore, da cui si liberò con l'uso dell'acqua della Villa di Lucca. Egli stesso raccontò a Lancisi di aver avuto la ferma intenzione di non scegliere alcuno stato, stimando che un uomo non dovesse mai perdere volontariamente la propria libertà, ma trovandosi sempre nella capitale possibilità di scegliere uno stato migliore.
Tuttavia, sentendo una interna violenza ad appigliarsi alla Prelatura, si portò a Palazzo e diede la supplica alla S.M. di Urbano VIII. Come il Padre di Sua Santità, così tutti i suoi Signori Fratelli patirono assai presto di calcoli e di Podagra. La continenza e il riguardo nel modo di vivere di Innocenzo XI, inalterabili per tutto il corso della sua dimora a Roma, tennero lontana per molti anni la Podagra, che lo attaccò per la prima volta nel Settembre 1683.
Il Pontefice fu molestato da un gonfiore dei piedi e delle gambe, sintomo che in passato era stato osservato anche nelle estati precedenti senza conseguenze gravi. Tuttavia, nel 1689, Sua Santità, assuefatta a non abbandonare quasi mai la sua stanza, usciva solo alle volte. Dall'altro lato dell'appartamento passava a desinare nella stanza vicina, anche per dare un po' di ventilazione alla Camera in cui dormiva. Lancisi stimava cagione di ciò la poca traspirazione del corpo di Sua Santità e, di conseguenza, le spesse raccolte umorali che in esso si facevano.

La Malattia e le Cure
Nel periodo della sua infermità, comparve al lato del cauterio della coscia destra un rossore con notevole calore. Per cinque giorni non si osservò mutazione nei polsi o in altre azioni del corpo, ma Sua Santità era abbattuta da una stanchezza di tutte le membra. Nonostante le istanze di Lancisi, non si volle attendere la sua opinione, poiché non vi era ancora febbre. La malattia si manifestò con un rossore che si dilatava verso la coscia, accompagnato da calore e vigile della notte. L'urina si fece scarsa e sottile, segno di arresto delle parti saline e tartaree nel sangue.
Lancisi sospettò una febbre essenziale, che si rinforzò il mercoledì, con accessi di freddo e difficoltà a riscaldarsi. La sete, le veglie e le smanie persistettero. Si osservò un colore misto di giallo oscuro, bianco e rosso sulla superficie delle mani e delle braccia, con calore variabile, che fece concepire a Lancisi un giusto timore, basato sulla sua esperienza e su quanto descritto da Simone Paulli, indicante un indizio pessimo e letale a causa di un sangue reso poco mobile.
Fu concluso che la febbre fosse di genere continuo, specie terzana doppia, e di costume non affatto benigno, data l'abbondanza di sali erosivi nel sangue che minacciavano di causare un arresto nei polmoni. Furono prescritti lavativi, frizioni e edulcoranti.
Il giovedì la febbre riprese con freddo alle mani e alle braccia, seguito da calore ardentissimo, viscidità delle salive e dolore di testa. Nonostante le speranze di recuperare il sonno, la notte fu caratterizzata da veglie. Le urine seguirono ad essere in quantità mediocre.
Il Pontefice era stato servito per oltre 30 anni dallo Speziale Bucciotti, il quale, abusando della sua posizione, aveva alterato liste e tariffe dei medicinali, incorrendo in una lite in Camera. Poco prima che il Papa si ammalasse, erano state udite le relazioni in merito.
La febbre si presentò con anticipazione, freddo maggiore, affanno e inquietudine, con alcuni movimenti involontari delle braccia. Si scorgeva la resistenza dell'umore peccante a slacciarsi dal sangue per essere deposto verso le gambe, dove apparivano segni di rossore e tensione.
Il polso, inizialmente grande, pieno ed eguale, divenne poi illaguidito e inuguale. Il rossore della gamba diminuì, mentre crebbe l'affanno. Si considerò che la purga, data la natura e la consuetudine del Papa avversa ai purganti, potesse essere pericolosa, potendo l'umore vizioso, interrotto e sviato verso la gamba, causare un subitaneo sconcerto e precipizio della vita. Si optò per un clistere che operò a meraviglia, seguito da vitto liquido e osservazione degli andamenti della febbre.
Alle 17 ore le mani, il naso e gli orecchi iniziarono a raffreddarsi, mentre i piedi rimanevano caldi. Alle 21 ore, il corpo si era interamente riscaldato. Successivamente, le gambe iniziarono lentamente a gonfiarsi, rendendo necessario aiutare il moto di propulsione con una nuova presa di Belzoarro, a cui il Signore aveva grande fede.
La situazione migliorò notevolmente: il Papa restava quasi senza febbre, con polso uguale, sete e affanno dileguati. Il pollice della mano destra, tuttavia, si era gonfiato e teso con dolore, rossore e calore, indicando una vera chiragra. I precordi minacciavano stagnamento.
La rivoluzione tecnologica nel Seicento [Dentro alla storia, episodio 91]
L'Oncia: Unità di Misura e Valore Economico
L'oncia è un sottomultiplo dell'unità di misura principale. Storicamente, l'oncia indicava un dodicesimo della libbra. In Toscana, prima dell'annessione al Regno d'Italia, valeva 28,30 grammi, mentre a Forlì valeva 24 grammi. Nello stato veneziano, un'oncia era divisa in quattro minuti.
L'oncia (ounce) è ancora utilizzata negli Stati Uniti, come retaggio del sistema imperiale britannico. Per il commercio dei metalli preziosi è utilizzata in tutto il mondo l'oncia troy, che deriva dall'oncia del vecchio sistema troy, dove la libbra corrispondeva a 373,24 grammi e l'oncia valeva 1/12 di libbra. Nei paesi anglosassoni è usata l'oncia apothecaries', che corrisponde esattamente all'oncia troy. Esiste anche l'unità di misura di volume oncia fluida (fl oz).
L'Oro: Riserve, Valore e Mercati Finanziari
L'oro è un protagonista dei mercati finanziari, con un prezzo che si aggira attorno ai 2400 dollari/oncia. La Cina sta facendo incetta di oro, mentre il suo prezzo è schizzato alle stelle negli ultimi mesi.
Le riserve auree dei Paesi, detenute dalle banche centrali, hanno diverse funzioni:
- Capitale: vengono conteggiate nel calcolo delle ricchezze di ciascun Paese e diventano una garanzia di solidità.
- Stabilità economica: essendo un bene solido che difficilmente perde valore, funge da "serbatoio" di ricchezza in caso di guerre, crisi, pandemie o disequilibri politici e finanziari.
- Finanziamento di progetti: nel Novecento le riserve d'oro venivano usate quasi esclusivamente per finanziare le guerre.
- Conversione in denaro: in casi estremi e di necessità impellente, l'oro può essere venduto.
L'oro è un prodotto di quantità limitata, la cui estrazione dalla Terra è sempre più difficile. Ciò fa sì che le potenze mondiali debbano dividersi l'oro circolante, aumentandone il prezzo.
Tra i fattori che contribuiscono all'aumento del valore dell'oro vi sono l'incertezza finanziaria mondiale, i conflitti geopolitici (Medioriente, Russia/Ucraina) e le situazioni politiche interne di alcune nazioni.
Classifica delle Maggiori Riserve Aeree Mondiali (in tonnellate)
Secondo i dati del World Gold Council:
- USA: 8133
- Germania: 3359
- Italia: 2452
- Francia: 2436
- Russia: 2298
- Cina: 1948
- Svizzera: 1040
- Giappone: 765
- India: 703
- Paesi Bassi: 612

L'Italia si posiziona al terzo posto, dimostrando la solidità e stabilità della sua economia. Le riserve auree italiane sono conservate nei caveaux della Banca d'Italia.
La Cina e l'Interesse Crescente per l'Oro
La Cina sta dimostrando un crescente interesse per l'oro, sia a livello nazionale che tramite i suoi cittadini, in particolare i giovani. Questi ultimi acquistano oro per creare nuovi business basati su manufatti tradizionali rivisitati in chiave moderna, o come semplice investimento a lungo termine.
Il Vaticano e le Sue Riserve Aoree
Nonostante le leggende metropolitane, non vi sono prove concrete che il Vaticano possieda un'enorme quantità di oro nascosta nei suoi sotterranei. Le voci su presunte ricchezze nascoste, come lingotti e monete d'oro, e sulla detenzione di due terzi dell'oro mondiale, sono prive di fondamento.
L'Impatto degli Eventi Geopolitici sul Prezzo dell'Oro
Gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran e le risposte della Repubblica Islamica hanno scosso il Medio Oriente, portando a un aumento dei prezzi del petrolio e dell'oro. Gli investitori corrono ai ripari, acquistando oro come copertura in un contesto di incertezza geopolitica.
Meccanismi simili si sono osservati anche in passato, come nel febbraio 2022, in occasione dell'attacco della Russia all'Ucraina, quando la domanda di oro esplose. L'interesse per i lingotti fisici cresce di anno in anno, soprattutto tra gli acquirenti individuali.
Il Valore dell'Oro Fisico nell'Investimento
L'oro fisico viene scelto dagli investitori per diversi motivi:
- Mobilità: è facile da trasportare in caso di emergenza.
- Vantaggi fiscali: in alcuni casi.
- Liquidità globale: può essere venduto in tutto il mondo in qualsiasi valuta.
- Divisibilità e conservazione: è disponibile in varie forme e facile da conservare.
La scarsità dell'oro e la volatilità dell'offerta di moneta contribuiscono a mantenere il suo valore intrinseco stabile.
L'Oncia Troy e il suo Significato
L'oncia troy (ozt) è l'unità di misura specifica per i metalli preziosi. Il sistema troy fu ideato in Inghilterra nel XV secolo. Oggi, quando si legge che un pezzo d'oro è $653/ounce, ci si riferisce all'oncia troy. Un lingotto d'oro comunemente utilizzato per trading e investimenti pesa 1 kg, equivalente a 32,14 once troy.
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