La Diocesi di Parma: Storia, Archivi e Figure Pastorali

La Diocesi di Parma: Cenni Storici e Amministrativi

La Diocesi di Parma, in latino Dioecesis Parmensis, è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'Arcidiocesi di Modena-Nonantola, appartenente alla Regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Fu eretta sicuramente prima della seconda metà del IV secolo, con il primo Vescovo noto, Urbano, risalente al 366.

Il 10 agosto 1058, un grave incendio colpì Parma e distrusse l'antica Cattedrale. Per volere del vescovo Cadalo (antipapa Onorio II), ne fu costruita un'altra fuori dalle mura, sul sito di un'antica basilica paleocristiana. Terminata probabilmente già nel 1074, venne consacrata da papa Pasquale II tra il 31 ottobre e il 4 novembre 1106. Nella seconda metà del XIII secolo, a Parma si diffuse la setta eretica degli Apostolici, che fu condannata dal Concilio di Lione del 1274.

Il 30 marzo 1818, la Diocesi fu resa immediatamente soggetta alla Santa Sede. Il 28 luglio 1826, la duchessa di Parma Maria Luigia insignì i vescovi di Parma del titolo di Gran Priore dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio. Nel 1919, fu fondato il settimanale diocesano Vita Nuova.

Nel 2023, la Diocesi contava 296.940 battezzati su 375.585 abitanti e comprende circa i due terzi della provincia di Parma.

Mappa della Diocesi di Parma con i suoi confini

Archivi e Registri Sacramentali della Diocesi di Parma

La Diocesi di Parma conserva una vasta gamma di documenti storici e registri sacramentali, fondamentali per la ricerca genealogica e storica. Tra i fondi documentari disponibili vi sono:

  • Berceto: San Lorenzo di Villa Lozzola Parish - Morti indicizzati 1646-1913.
  • Borgo Val di Taro: Records civili indicizzati - Nati 1807-1825, Morti 1810, Matrimoni 1807-1825 & 1870.
  • Castelnovo (parte di Parma appartenente al Distretto di Golese): Documenti digitalizzati - Battesimi 1564-1914. Cresime 1761-1913. Matrimoni 1565-1914. Morti 1618-1914. Stati dell'Anime 1747-1802, 1805-1895, 1860-1904.
  • Città di Parma:
    • Capitolo Cattedrale Curia Vescovile Vescovado Parma: Cresime 1575-1576, 1578, 1789-1824, 1843, 1844, 1845-1849, 1850-1852, 1854-1858, 1861-1862, 1859-1869, 1872-1875, 1876-1883, 1883-1884, 1874-1883, 1885-1886, 1887-1893, 1893-1897, 1898-1902.
    • Chiesa e Monastero di S. Apollonia di Parma: Morti 1611-1846 (con diverse serie), Stati delle Anime 1780, 1807, 1835, 1866 & Statistiche; Stati delle Anime 1807, 1838; Stati delle Anime 1839, 1843; Stati delle Anime 1855, 1856, 1858-1860, 1859-1860.
    • S. Barnabas: Matrimoni 1780-1807.
    • San Benedetto: Matrimoni 1780-1806.
    • San Paolo Apostolo: Matrimoni 1780-1807, 1784-1806.
    • San Vitale: Matrimoni 1564-1645.
    • Santa Cecilia (Coeciliae): Matrimoni 1784-1806.
    • Santa Silvestro: Matrimoni 1780-1807.
  • San Prospero (frazione di Parma): San Lazzaro Parrocchia Matrimoni 1873-1929.
  • Collecchio: Chiesa San Prospero - Morti 1680-1740.
  • Corniglio: Battesimi 1568-1599, 1915-1954, 1954. Morti 1914-1959.
  • Sesta Inferiore (frazione di Corniglio): Battesimi 1651-1656.
  • Sauna (frazione di Corniglio): Battesimi 1856-1927, 1928-1959_1, 1928-1959_2. Matrimoni 1856-1925, 1931-1951. Morti 1859-1925, 1928-1959.
  • Vestana Inferiore (frazione di Corniglio): Battesimi 1914-1950. Matrimoni 1914-1959. Morti 1915-1950.
  • Fontevivo: San Bernardo - Stati delle Anime 1825-1826, 1837-1841, 1867.
  • Lesignano de' Bagni: Abbazia di San Basilide: Matrimoni 1784-1806. SS Pietro e Paolo: Battesimi 1578-1699, Matrimoni 1564-1757.
  • Montechiarugolo: San Lorenzo Martire - Battesimi 1728-1903, Cresime 1667-1900, Matrimoni 1667-1900, Morti 1754-1927, Stati dell'Anime 1861-1877.
  • Porporano: San Pietro Apostolo - Cresime 1701-1913, Matrimoni 1677-1937, Morti 1631-1740.
  • Traversetolo:
    • S. Martino: Battesimi 1564-1779, 1780-1863, 1864-1914. Matrimoni 1610-1903. Morti 1661-1849, 1850-1912. Stati delle Anime 1801, 1802, 1849.
    • S. Maria Assunta: Battesimi, Matrimoni, e Morti 1671-1899. Morti 1714-1969.
    • S. Pietro: Battesimi 1564-1779. Matrimoni 1610-1681, 1797-1903. Morti 1661-1849.
    • Castione de Baratti (frazione di Traversetolo): S. Donnino - Battesimi 1618-1913. Battesimi Indici 1805-1820. Cresime 1818-1833, 1875-1903. Matrimoni 1622-1913. Morti 1618-1914. Stati delle Anime 1684-1920.
    • Guardasone (frazione di Traversetolo): S. Lorenzo - Battesimi 1564-1728. Cresime 1684-1733. Matrimoni 1602-1679, 1679-1733. Matrimoni Pubblicazioni 1602-1650. Morti 1638-1733.
    • Mamiano (frazione di Traversetolo): S. Biagio - Battesimi 1642-1762. Matrimoni 1758-1929. Stati delle Anime 1822-1922.
    • Torre (frazione di Traversetolo): S. Stefano - Battesimi 1593-1916.

Sebbene la Diocesi di Parma detenga un patrimonio archivistico molto ricco, l'elenco dei registri sacramentali e civili disponibili non include una specifica "lista battezzati 1981". Tuttavia, le parrocchie mantengono registri aggiornati localmente, e per informazioni precise su specifici anni o sacramenti, è consigliabile contattare direttamente gli uffici diocesani o le singole parrocchie.

Antichi registri parrocchiali o libri di battesimo

Profili di Sacerdoti e Diaconi della Diocesi

Questa sezione è dedicata alla memoria e al ricordo grato di alcuni sacerdoti e diaconi che hanno servito la Diocesi di Parma con la loro vita e il loro ministero. I testi sono stati scritti da don Stefano Rosati e don Giuseppe Mattioli.

Don Rino: Una Vita di Dedizione Pastorale

Nato a S. Secondo il 28 gennaio 1924, don Rino ricevette l'ordinazione sacerdotale il 22 giugno 1947. Iniziò il suo ministero sacerdotale come cappellano a Noceto dal 1947 al 1953, rimanendo cinque anni in mezzo ai ragazzi dell’Oratorio e agli scout, che non lo dimenticheranno mai. Ritornava spessissimo a Noceto anche dopo essere diventato parroco di Costamezzana dal 1952. Successivamente, fu parroco di Pieve Cusignano dal 1995 al 2003.

Don Rino aveva accolto come decano i ragazzi di IV ginnasio nell’ottobre 1945, per il primo anno scolastico dopo la guerra. I decani erano seminaristi di teologia del Maggiore, mandati al Minore per sovrintendere ai ragazzi del ginnasio. Era di una disponibilità assoluta, sempre presente per qualunque necessità e accoglieva sempre tutti. Tanti gli sono diventati amici. Attraverso la sua semplice cordialità, la sua accoglienza e la sua bontà, ha dato una grande testimonianza dell’amore di Dio.

La sua popolarità come parroco, meritata con l’esempio e la sollecitudine pastorale, era evidente, come constatato durante le celebrazioni della Cresima a Costamezzana, dove riusciva a far cantare il popolo con magnificenza. L'amore di cui era circondato si manifestò in modo straordinario nelle ultime settimane della sua vita a Villa S. Ilario. La numerosa assemblea riunita per le sue esequie e le veglie precedenti testimoniano quanto questo pastore, "tutto donato a Dio e alla gente", fosse e sia amato.

La famiglia, in particolare la sorella Luisa e la nipote Maria Luisa, insieme agli altri parenti, hanno espresso un grande grazie al Vescovo Enrico, al presbiterio di Parma, al personale di Villa S. Ilario che lo ha sostenuto negli ultimi tempi difficili. Un ringraziamento è stato rivolto anche al Vescovo di Fidenza e agli altri presbiteri di Fidenza e della Fraternità Francescana di Cella. La chiesa non riuscì a contenere tutte le persone che sono volute venire a dare l'ultimo saluto a don Rino.

I famigliari e i parrocchiani hanno anche espresso la volontà di devolvere le offerte raccolte all’Avis di Noceto, di cui don Rino era un donatore, e al Centro tumori, che lo vedeva attento e generoso. Ringraziamo il Signore per questo immenso dono che è stato don Rino per tutti noi.

Foto di un anziano sacerdote sorridente in contesto parrocchiale

Mons. Giuseppe Corchia: Il "Mito" di Langhirano

Mons. Giuseppe Corchia, nato a Casaselvatica di Berceto il 2 aprile 1882 e ordinato sacerdote il 26 giugno 1906, è ricordato come l'ultimo parroco di "Mattaleto con Langhirano". Fu cappellano legatario di Langhirano dal 1906 al 1915 e parroco di "Mattaleto con Langhirano" dal 1915 al 1944. Nel 1941, fu nominato canonico onorario della Basilica Cattedrale. Successivamente, divenne parroco di S. Sepolcro in città, prima di trasferirsi come cappellano e confessore al Santuario della Madonna di Montallegro nel 1960. Deceduto nell'Ospedale di Rapallo nel 1965 e lì sepolto, la sua salma fu traslata a Langhirano dopo qualche anno, a "furore di popolo", con un funerale solenne.

È unanimemente riconosciuto come il salvatore di Langhirano da una minacciata strage dei tedeschi durante la guerra, grazie a una strategia concordata con don Giorgio Battilocchi che convinse il comandante tedesco a non effettuare rappresaglie.

Appena ordinato sacerdote, giunse a "Mattaleto con Langhirano" nel 1906 e si stabilì nella vecchia Canonica di Langhirano con l'incarico specifico di interessarsi soprattutto del capoluogo. Nel 1915, succedette come parroco a don Carlo Cavalli. Già da cappellano, don Corchia riempì Langhirano con le sue iniziative. Nel 1911, in pochi mesi, costruì il "Ricreatorio festivo", un salone dietro la Chiesa di Langhirano per ritrovo e laboratorio di varie iniziative pastorali, culturali e musicali. Quella modesta ma audace costruzione è oggi il Cinema Teatro Aurora, che può fregiarsi delle radici gloriose del Ricreatorio. In questo luogo, fece il suo debutto la famosa soprano Renata Tebaldi, partecipando all'operetta "Il talismano di Pin" del maestro parmigiano Torricelli.

Don Corchia a Langhirano visse momenti drammatici e superò non poche difficoltà pastorali, come il difficile clima sociale del 1911, con l'uccisione di quattro persone da parte dei Carabinieri durante le proteste per la guerra di Libia. Affrontò una freddezza e distacco verso la parrocchia, con un certo numero di ragazzi che crescevano senza battesimo. Don Corchia riuscì a sanare queste situazioni e ad attirare tanti ragazzi e giovani con iniziative svariate: cura appassionata dell'istruzione religiosa e delle feste, gite, filodrammatica, giochi attrezzati in cortile, musica e canto (era un bravo musicista autodidatta), dimostrandosi infaticabile e creativo. Durante la prima guerra mondiale, fu chiamato al servizio militare nel reparto sanità, e fu sostituito temporaneamente da don Giuseppe Orsi. Tornato dalla guerra, si adoperò per la diffusione della devozione a San Giovanni Bosco per i giovani e a Maria Ausiliatrice, alla quale era dedicata ogni anno una grande processione.

Non accettò mai la separazione pastorale tra Mattaleto e Langhirano, soffrendo immensamente per il distacco. Obbedì al Vescovo Mons. Colli e divenne parroco di S. Sepolcro in Città, dove non visse un periodo felice. Tuttavia, la contiguità con la sede del Partito Comunista gli permise di incontrare spesso Giacomo Ferrari, suo sincero amico langhiranese. Nel 1922, solo don Corchia ebbe il coraggio di nascondere Ferrari quando era ricercato dalla polizia, permettendogli persino di impartire la benedizione pasquale alla sede del Partito Comunista. A Montallegro, mons. Corchia ha lasciato un ottimo ricordo di fede, saggezza pastorale e discernimento delle coscienze, soprattutto nelle lunghe ore di confessionale.

Vecchia foto in bianco e nero di un sacerdote con gruppo di giovani

Don Igino Cerati: La Tenacia della Fede in Età Matura

Don Igino Cerati, affettuosamente chiamato don Gino, ha dimostrato tanta fede e determinazione per diventare prete in età avanzata. Il suo percorso formativo in Seminario iniziò nell'ottobre 1976. Insieme a compagni di corso, fu ordinato Diacono dal vescovo Amilcare Pasini nella Chiesa dello Spirito Santo il 20 dicembre 1981, e successivamente Presbitero in Cattedrale dal vescovo Benito Cocchi il 14 novembre 1982.

Dopo una vita di lavoro, di dedizione in famiglia e di impegno generoso nella società, entrò in Seminario con i capelli grigi. Divenne prete con tenacia, con i capelli ormai bianchi, ma con un cuore sempre giovane. La sua testimonianza di fede e coraggio, l'esempio di umiltà nel ricominciare gli studi e la gioia di servire nella Chiesa, furono confermati dalla sua disponibilità negli impegni pastorali in diverse Comunità. Don Gino affrontò con molta dignità e fede la sofferenza della sua malattia, accettandola con semplicità in un fiducioso abbandono alla volontà del Signore, che fu il suo ultimo prezioso servizio. La frase che scelse per il santino della sua Ordinazione Sacerdotale fu: "Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi, che annunzia la pace, messaggero di bene che annuncia la salvezza...." (Is. 52,7).

Don Giuseppe Mattioli, al termine delle esequie di Don Gino a Castrignano il 15 marzo 2000, ha ringraziato il Vescovo Cesare e il Vicario generale mons. Ranieri per aver seguito con amore il doloroso cammino di don Gino. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai nipoti, che non lo hanno mai lasciato solo nelle ultime settimane, assistendolo giorno e notte, e ai suoi parrocchiani di Castrignano, che gli sono stati vicini durante la malattia. Molte persone sensibili, tra cui don Franco Guiduzzi, don Giuseppe Canetti e il personale di Villa San Ilario e delle Case di Cura, gli hanno dimostrato affetto e attenzione. Numerosi sacerdoti si sono avvicendati al suo capezzale per una visita, una preghiera e una parola di conforto, a dimostrazione della realtà del Presbiterio come una comunità unita. Erano presenti al funerale il sindaco di Langhirano, sen. Antonio Vicini, i parrocchiani di Castrignano e gli amici della sua terra natale.

Foto di un sacerdote anziano che abbraccia un gruppo di persone

Don Iames: Formatore, Intellettuale e Accompagnatore Spirituale

Don Iames, nato a Basilicagoiano il 5 novembre 1939 da una famiglia di agricoltori, ha respirato la fede unita ai valori sociali fin dalla nascita. Primogenito di tre figli, entrò in Seminario a Parma come adolescente e completò gli studi, venendo ordinato presbitero nella Basilica Cattedrale il 22 settembre 1963. La sua ordinazione avvenne in un periodo significativo, a pochi giorni dal suo LX Anniversario e nel pieno dell'assise conciliare.

La sua "prima stagione" di ministero fu dedicata alla pastorale parrocchiale, servendo come vicario cooperatore ad Ognissanti (1963-69) e poi parroco a Bosco (1969-72), condividendo la cura pastorale e la vita comune con due compagni di ordinazione nelle parrocchie dell’alto Cornigliese. Successivamente fu collaboratore parrocchiale di S. Bernardo in città (1986-1991).

La "seconda stagione" lo vide impegnato in Seminario e in vari campi della vita diocesana. Nel 1974 si laureò in Lettere e filosofia all’Università Cattolica di Milano e nel 1980 conseguì la Licenza in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana di Roma. Fu Direttore spirituale del Seminario Minore (1972-86), impegnato nella formazione umana e cristiana degli adolescenti delle Superiori. Contribuì anche al "governo" della Diocesi come Pro-Vicario pastorale (1979-80) e Vicario episcopale per il Clero (1980-86). Ricoprì il ruolo di Guardacoro (1979-84), poi Canonico e, dal 1987 al 1997, Presidente del Capitolo della Basilica Cattedrale (1984-2011).

Per decenni, mise a frutto la propria preparazione culturale e teologica come Insegnante alla Scuola di Formazione teologica di Parma e all’Istituto di Scienze religiose S. Ilario di Poitiers di Parma-Piacenza-Fidenza, di cui fu Presidente (1986-2001), oltre che all'Università Cattolica (sedi di Milano e Piacenza) e al Collegio teologico Alberoni di Piacenza.

Fu Assistente diocesano di Rinascita Cristiana (1969-1975 e 1986-1995), poi Assistente nazionale (1995-2004) e quindi Assistente del MIASMI (Movimento Internazionale di Apostolato per gli Ambienti Sociali Indipendenti) dal 2004 al 2013. Questo ministero lo portò in giro per il mondo, in "amati" viaggi che erano per lui momenti di incontro, scambio culturale e rappresentanza.

Nella "terza ed ultima stagione" di ministero, continuò a dirigere vari Uffici della Curia Diocesana, tra cui Ecumenismo, Vita consacrata e Progetto culturale. Fu soprattutto vicerettore della Basilica Minore della Madonna della Steccata (2011-oggi), dedicandosi al ministero della confessione nel Santuario cittadino, la Chiesa magistrale dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, dove espresse il desiderio di essere tumulato nell'arco alla Villetta. In questi anni, esercitò il ministero di accompagnamento come Direttore spirituale del Seminario diocesano (2013-22) e continuò a seguire la formazione cristiana e sociale di associazioni laicali come Rinascita cristiana (Assistente diocesano per la terza volta dal 2013) e l’UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, come Consulente ecclesiastico dal 2014).

Apprezzato dal mondo laicale, dalle istituzioni e dalla cultura come persona "intelligente, colta e piacevole", è ricordato come "prete e formatore". Nelle sue dispense della Scuola di formazione teologica, intitolate «Il Mistero pasquale. Evento fondante della morale cristiana. Per un contributo allo studio della teologia Morale fondamentale», si evince come il Mistero di Cristo compenetra la storia umana e agisce attraverso il ministero sacerdotale. Don Iames concludeva che il cristiano, per realizzarsi come soggetto etico, deve modellare la sua esistenza sulla teologia dell’icona, vedendo le cose del mondo trasfigurate dalla luce divina.

Scatto di un teologo in aula durante una lezione universitaria

Don Elio: Il "Conservatore pro tempore" della Pieve di Scurano

Don Elio, nato il 29 gennaio 1932 a Castrignano (Langhirano) da Luigi e Riccò Maria, fu un presbitero novello inviato come vicario a Traversetolo per l'iniziazione alla vita pastorale (1958-61) sotto la guida di mons. Mario Affolti. La sua prima esperienza come parroco fu a Fugazzolo, dove rimase quasi 20 anni (1961-1980). Successivamente, trascorse 40 anni esatti a Scurano come arciprete della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano (1980-2020), aggiungendo via via le vicine parrocchie di San Prospero in Ceretolo (1984), San Lorenzo in Lodrignano (1994) e San Michele Arcangelo in Mediano (1994).

Nell’autunno 2020, accettò il trasferimento a Villa S. Ilario, dove fu amorevolmente assistito, come già negli ultimi anni in parrocchia, da don Giandomenico Ferraglia, a cui va la riconoscenza dei familiari (la sorella Bruna e i nipoti) e di tutto il presbiterio.

Due "istantanee" illustrano la sua persona e il suo stile. Una si colloca agli inizi degli anni novanta, quando don Elio, scendendo periodicamente in città, si fermava a pranzo nell’allora Seminario minore, "ospite fisso" del vescovo Benito. I dialoghi tra don Elio, don Igino Marchi e il vescovo Benito erano quasi una rappresentazione teatrale, dove don Elio proponeva provocazioni sferzanti su attualità, politica e Chiesa, don Gino faceva da "spalla" con ironia intelligente, e il vescovo Benito concludeva con sapienti affermazioni nette e sincere.

La seconda istantanea è legata alla "sua" pieve, per la quale aveva una grande "passione" e dedizione. Era un "conservatore pro tempore" dei beni ecclesiastici a lui affidati, spesso mettendo del proprio e non curandosi troppo dei permessi. Fino all’ultimo, i suoi parrocchiani lo vedevano sul trattorino, e il prato davanti alla chiesa era sempre "impeccabile". La sua passione si estendeva al decoro liturgico: ogni visita alla sagrestia era un’occasione per ammirare i suoi paramenti, conservati e spiegati come in un museo. Una recensione di un turista genovese del 2017 su Tripadvisor testimonia l'impatto di don Elio e della sua pieve: "Fatevi aprire e illuminare questo splendore di Pieve: cercate e ascoltate don Elio. Una piacevole e spirituale visita ad una chiesa ristrutturata in molti anni e finalmente ora splendente: fatevi accendere le luci dal parroco, don Elio, e lasciatevi guidare dalla sua parlantina; ama tanto questa chiesa che l'ha resa nei colori e negli aggiustamenti architettonici veramente una perla."

Panoramica della Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano a Scurano

Giorgio Azzoni: Diacono Evangelizzatore e Uomo della Parola

Giorgio Azzoni, nato ad Asmara (Eritrea) il 23 agosto 1938 da Lorenzo e Bucci Ada, fu battezzato il 28 settembre 1938 e cresimato il 16 giugno 1946. Parrocchiano a Parma prima del Corpus Domini e poi delle SS. Stimmate, ha servito per 42 anni, tra le altre, le comunità di Castrignano, Langhirano, San Marco in città e Viarolo. Il 13 aprile 1980, è stato ordinato diacono, il secondo nella storia della Diocesi di Parma, insieme a Remo Mazzoni, entrambi diaconi dell'episcopato di mons. Amilcare Pasini.

Ha ricoperto il ruolo di collaboratore pastorale nella parrocchia delle SS. Stimmate in città, animatore del gruppo dei candidati diaconi e responsabile diocesano del Servizio al Catecumenato. Giorgio è stato un diacono evangelizzatore, sulla scorta dei diaconi degli Atti degli Apostoli, ricordato per il suo amore alla Parola, custodita e nutrita anche attraverso l’assidua frequentazione della Comunità di Monteveglio. Ha spezzato la Parola nell’esercizio del suo multiforme ministero, ospitando per tanti anni un gruppo biblico nella sua stessa casa e annunciandola a tutti, a cominciare dai catecumeni dei nostri tempi, consapevole che «la Scrittura non è solo la pagina che contiene l’annuncio della salvezza, è la salvezza in atto, è il Salvatore che si fa presente al mio spirito ed alla realtà di ogni tempo» (G. Dossetti).

Giorgio è stato un diacono con tutta la sua famiglia, nel segno e col sigillo dell’obbedienza. Nell’archivio della cancelleria sono conservate le due lettere manoscritte che egli scrisse all’allora Vescovo Amilcare Pasini, prima e dopo la sua ordinazione diaconale, firmate da lui e sottoscritte anche dalla sua sposa Carla e dai due figli. L’ordinazione fu vissuta come «atto di obbedienza», sottolineata dall’icona dell’Annunciazione e da un Detto dei Padri del deserto: «Se qualcuno obbedisce a Dio, Dio obbedisce a lui». Ha celebrato il suo 56° anniversario di matrimonio «con un pezzo di torta e un sorso di vino», pregando ogni giorno i Vespri con moglie, figli e nipoti, fino al suo ingresso nella Vita alle ore 6:30 del 27 giugno 2023. Don Domenico Magri ha scelto di intitolare questa rubrica “Profili di preti”, ma ha sentito l'obbligo di far memoria della figura del diacono Giorgio, diacono tout court, senza aggettivi.

Icona dell'Annunciazione o scena di un diacono che proclama il Vangelo

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