Santuario di Santa Maria a Parete

Il Santuario di Santa Maria a Parete rappresenta uno dei luoghi di culto più suggestivi della Campania, offrendo un profondo viaggio tra fede, arte e cultura. Questo santuario si trova in provincia di Napoli, nel comune rurale di Liveri, un piccolo paese situato al confine tra l'area metropolitana di Napoli e il Vallo di Lauro. È noto soprattutto grazie alla chiesa dedicata a Santa Maria a Parete, situata in località Cavallerizza, dove, secondo la tradizione, la Madonna si manifestò a una giovane pastorella. L'atmosfera che si respira in questo luogo, soprattutto all'interno della chiesa, è inebriante.

Le Apparizioni della Vergine ad Autilia Scala

Le origini del santuario sono legate alle apparizioni della Madonna a una giovane pastorella di nome Autilia Scala, figlia di contadini. Il 12 e il 13 aprile 1514, mentre portava al pascolo le sue vacche, Autilia Scala avrebbe visto la Madonna. Nella prima apparizione, la Vergine la invitò ad andare dal conte Orsini, una persona molto pia. Tuttavia, questi non credette alla pastorella. Autilia, delusa dal suo incontro, ritornò nel luogo dove la Madonna si era manifestata.

Fu in questo contesto che avvenne la seconda apparizione. La Vergine la rincuorò, esortandola a ritornare dal conte e le accarezzò il volto, imprimendo sullo stesso l'impronta di una mano luminosa. Il pio uomo, a questo punto, credette ad Autilia. Insieme tornarono sul luogo dell'apparizione, ripulendo dalle erbacce e dai rami la parete dove era raffigurata la Santa Maria a Parete.

Su indicazione della stessa Vergine, Autilia si recò dal conte Orsini affinché questi si adoperasse per riportare alla luce un'antica immagine della Madonna nascosta nei pressi del sito delle apparizioni. Il conte diede avvio agli scavi, dissotterrando una parete affrescata con un'immagine sacra identificata con la Regina delle Vittorie. Circa tre mesi dopo le apparizioni, Autilia morì.

La Struttura del Santuario

L'edificio del Santuario di Santa Maria a Parete, eretto nel XVI secolo, nasce intorno al piccolo tempio originario. È un grande complesso, facilmente visibile grazie alla sua ubicazione soprelevata rispetto all'intera pianura. Si raccorda con il piano stradale attraverso una grande e suggestiva scalinata in piperno, formata da 80 gradini. L'ingresso, anch'esso in piperno, presenta un portale molto lavorato, al di sopra del quale è posta la data in cui fu terminata la chiesa, ovvero il 1551, appena 37 anni dopo le prime apparizioni della Vergine. Il portale è stato per ben due volte consecutive "Porta Santa", luogo cioè dove poter ottenere l'indulgenza plenaria.

L'edificio, costruito nel XVII secolo intorno al piccolo tempio originario, reca la firma dell'architetto Giovanni Paolo di Ambrogio di San Severino. Presenta una pianta a croce greca con una sola navata: al centro della crociera si slancia una cupola maestosa. La facciata è ornata da un bel portale con colonne corinzie.

Il cuore del santuario è la Cappella di S. Maria a Parete, dalla quale tutto ebbe inizio. Il piccolo tempio nella Chiesa è stato ristrutturato per volontà di una famiglia benestante intorno al 1600 e per abbellirlo furono chiamati i più importanti pittori di scuola napoletana del tempo. Al suo interno la chiesa presenta un piccolo tempio fatto costruire dal feudatario Girolamo Barone e realizzato, molto probabilmente, da Cosimo Fanzago. In questo tempio è conservato un dipinto della Madonna, in stile grottesco, attribuito al pittore Tommaso di Stefano.

Il tamburo ottagonale del tempio è dipinto con figure che rappresentano scene di vita della Madonna prese anche dai vangeli apocrifi. La realizzazione degli affreschi è attribuibile ad un discepolo di Raffaello. All'esterno presenta otto finte finestre, intercalate dalle immagini degli otto profeti. Sulla cornice, appoggiata su doppi pilastri, si possono ammirare gli affreschi di Belisario Corinzio, rappresentanti temi ispirati alla Divina Commedia: la Danza della Morte, il Giudizio Universale, l'Inferno e il Paradiso. Al santuario convengono anche esteti e intenditori di arte, attratti dagli affreschi di artisti napoletani del Seicento.

A sinistra dell'edificio sacro si trovano un piccolo chiostro ed il museo del santuario. Qui si trovano frammenti di opere d'arte, dei marmi, lampadari e delle foto che ritraggono le opere d'arte distrutte da un incendio.Schema architettonico o pianta del Santuario di Santa Maria a Parete

L'Icona Sacra: La Regina delle Vittorie

L'icona sacra è costituita da un affresco di scuola italo-bizantina, databile al IX secolo, e raffigura la Vergine in abiti regali, le mani congiunte in preghiera, con il capo coperto e incoronato. Ai lati, due Angeli le offrono il mondo, la palma e lo scettro, simboli dell'universalità della sua mediazione. La sacra immagine venne incastonata in un magnifico tempietto ricoperto dentro e fuori di pitture di inestimabile valore. Intorno alla parete con l'affresco, il Conte Orsini fece subito costruire una Cappella, stabilendo così l'inizio del culto che richiamò numerosi fedeli da tutto il contado. Il Santuario di S. Maria a Parete è dedicato alla Immacolata Regina delle Vittorie e deve le sue origini alle apparizioni della Madre di Dio ad Autilia Scala.

Dettaglio dell'affresco della Regina delle Vittorie

Il Culto Mariano e le Tradizioni

Il culto mariano ha un'impronta così forte a Liveri che nel 2005 il paese ha potuto ottenere dal Papa la modifica dello stemma e della bandiera del Comune, aggiungendo la dicitura "Civitas Mariae". Questo significativo evento ha rafforzato quel fervore spirituale e quella autentica devozione a Maria che ogni anno si rinnovano e tramandano nella Festa di S. Maria a Parete.

La celebrazione della festa fu istituzionalizzata il 19 aprile 1551, quando si stabilì che essa dovesse tenersi la terza domenica dopo Pasqua e continua per tutta la settimana. La festa, al pari di altre celebrazioni legate al culto della Madonna in Campania e nel sud dell'Italia, suscita l'interesse degli studiosi di antropologia, in quanto offre alla santità femminile e al culto mariano la particolare cornice della tradizione popolare campana. I riti religiosi e le manifestazioni civili hanno inizio la terza domenica dopo Pasqua e continuano per tutta la settimana.

Preparazione e Riti della Festa

  • "Dodici Sabati": La preparazione della festa passa attraverso i "Dodici Sabati", nei quali, durante la messa vespertina, il celebrante elogia a turno una delle 12 virtù della Vergine, le Dodici Stelle.
  • Novena: Il venerdì della settimana precedente la festa comincia la Novena, un "Sacro Novenario" di preparazione.
  • Canto delle Scapigliate: La Novena è aperta dal Canto delle Scapigliate: un gruppo di donne vestite di nero, che recano candele accese e intonano in dialetto un antico canto liverese, portando in processione il crocifisso ornato di cera e accompagnando la lamentatio con gesti ricchi di pathos. Dopo nove giorni, la notte del sabato è dedicata al Pio Esercizio della Scala Santa. Nella ripetizione del Canto delle Scapigliate si palesa appieno il carattere tutto meridionale e campano di questa pratica: le donne offrono ancora alla Madonna il loro canto, accompagnato da un grande cero decorato e chiedono perdono, grazia e guarigione per tutti. Ad introdurre il rito è il tradizionale canto delle "Scapigliate", fedeli che con il capo velato, la croce di legno ed i ceri si rivolgono intimamente in dialetto a Maria, invocando grazia per gli ammalati e rendendo grazie per i doni concessi.
  • "Scala Santa": Momento conclusivo e culmine del Novenario è la notte del sabato di festa, durante cui si svolge la pia pratica della "Scala Santa". Dalle 3.30 del mattino e per tutto il giorno, folle di fedeli risalgono i 79 gradini dello scalone del Santuario, completamente illuminato da ceri, alternando salita a preghiera e sostando ad ogni gradino per recitare un'Ave, un Pater e un Gloria. Gruppi di fedeli salgono le scale del santuario, cantano e pregano religiosamente, si inginocchiano o stanno in piedi, fino a raggiungere la chiesa, dove viene solennemente celebrata la sacra messa. Chi non è in grado di compiere tutto il Pio Esercizio in ginocchio, sale inginocchiato almeno gli ultimi 10 scalini. La funzione espiatoria e sacrificale del rito, che ha lo scopo di invocare l'amore della Santa Vergine affinché conceda le grazie richieste, è chiara.

Questa straordinaria manifestazione di fede inizia alle prime ore del mattino e prosegue per l'intera giornata, creando una suggestiva atmosfera di devozione e tradizione, gioia e dolore, fede e speranza, meravigliosa espressione dell'amorevole abbraccio materno con cui Santa Maria a Parete stringe a sé i suoi devoti. Con la processione per le vie del paese della statua della Madonna si concludono le manifestazioni religiose.

Oggetti Sacri e Miracoli

Nel Santuario si trova la pietra sulla quale la Madonna poggiava i piedi quando appariva ad Autilia Scala. Il sasso è incastonato nel muro del tempietto ed i fedeli lo usano come strumento per chiedere la grazia, toccando il blocco e poi la parte malata.

Un altro oggetto miracoloso è rappresentato da una piccola campana ritrovata nello stesso luogo dell'affresco della Vergine. Su questa campanella è presente l'iscrizione: "SS. NICOLAS, CONFESSOR CHRISTI, MARIA VIRGO ORA PRONOBIS, KAROLUS DEI GRATIA REX SICILIAE". Virtù miracolose sono attribuite a questa campanella, che viene suonata a richiesta per allontanare ogni dolore e difficoltà. Numerosi ex-voto custoditi nel santuario testimoniano le grazie ottenute. La recita del Rosario, della Novena e della Supplica completano il rito.

Tradizioni Gastronomiche e Festeggiamenti Civili

Dopo aver riposato un po' al termine dei riti religiosi, i festeggiamenti civili hanno inizio, caratterizzati anche da antiche tradizioni gastronomiche. La Sagra della Polpetta Liverese, detta anche Polpetta di Stoppa, è un delizioso piatto povero, dalla forma arrotondata o schiacciata, a base di carne, pane in quantità doppia alla carne (da qui la denominazione), uova, pinoli, uvetta e formaggio a volontà.

Le bancarelle allestite sotto l'"Allummata" riprendono la "fiera di ogni genere di cose" descritta negli antichi documenti. I festeggiamenti includono anche manifestazioni artistiche, con le imponenti luminarie, gli spettacoli musicali e teatrali e il caratteristico spettacolo di fuochi pirotecnici.

La Fede Locale e l'Importanza della Cera

Nella vita di Liveri regna Santa Maria a Parete, sovrana incontrastata di ogni cuore e devozione, che ha voluto toccare questa terra e questo popolo, colmandolo di grazia ed amore. La dedizione a Lei è grande e forte e si manifesta in molti riti e tradizioni, tutti accompagnati ed arricchiti dall'impiego massiccio di prodotti di cera. In ogni processione sfilano innumerevoli fiammelle devote; ogni liturgia è accompagnata da grandi capolavori d'arte ceraria e nella più importante manifestazione di fede, la Scala Santa, lo scalone del santuario è completamente ed esclusivamente illuminato dalla cera. Forse è lo stesso destino ad aver unito il nome di Liveri alla Regina delle Vittorie, alla cera e alla luce. La Festa di Santa Maria a Parete è rappresentativa in tal senso, in quanto costituisce per i fedeli la vera fine e il vero inizio dell'anno solare.

Oltre al culto mariano, un'altra festa religiosa si svolge nel mese di settembre, in onore del Patrono San Giorgio Martire ed è legata al lavoro nei campi e ai prodotti tipici del luogo: noci, nocciole, olive ed agrumi.

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