Il San Giovanni Evangelista è una celebre scultura in marmo bianco realizzata da Donatello, un'opera che segna un punto di svolta fondamentale nella scultura del primo Rinascimento.
Descrizione dell'opera
La statua raffigura San Giovanni Evangelista, autore del quarto Vangelo, di tre Lettere e del Libro dell'Apocalisse. Il santo è rappresentato come un anziano con una lunga barba, avvolto in un ampio manto all'antica. È seduto su uno scranno, con una mano a riposo su una gamba e l'altra che regge un libro aperto, appoggiato sulla coscia sinistra. La figura compie una lieve torsione, come a rivolgersi verso l'ingresso dei fedeli. L'espressione del suo volto è austera, forse crucciata o allarmata, e contemplativa. Sebbene sembri rivolto verso l'osservatore, le pupille sono concentrate su un orizzonte lontano, suggerendo una profonda interiorità.
La statua, pur apparendo a tutto tondo, è in realtà lavorata principalmente nelle parti visibili, dato che era originariamente destinata a essere collocata in una nicchia.

Realismo e interpretazione psicologica
La figura è resa con uno straordinario naturalismo, evidente sia nei panneggi che nella definizione anatomica delle membra. Particolarmente notevole è la profonda e acuta resa psicologica dello sguardo e dell'attitudine: il corpo appare quieto, ma lo spirito è vibrante.
Le parti del San Giovanni di forte realismo sono il volto e le mani. Le spalle sono curve, le braccia abbandonate e inerti, mentre il busto è semplificato geometricamente secondo una calotta semicircolare. La testa, barbuta e con una folta capigliatura ricciuta, scatta verso destra con uno sguardo fisso e intenso, creando un senso di energia trattenuta tipico delle migliori opere di Donatello, come il San Marco e il San Giorgio, scolpite proprio in quegli anni.
Le stesse pieghe della veste sono solide e convincenti nel loro volume sapientemente scolpito. Il panneggio dell'abito crea profondi chiaroscuri nella parte inferiore, esaltando il volume della statua e rendendo evidenti le masse muscolari delle gambe sottostanti, coperte dal tessuto.
Contesto storico e commissione
Il San Giovanni Evangelista fu commissionato a Donatello dall'Opera del Duomo di Firenze. La statua risale al periodo 1409-1415 e doveva essere originariamente collocata presso la porta sul fianco occidentale del Duomo fiorentino, all'interno di uno dei quattro grandi nicchioni della facciata arnolfiana.
Donatello fu uno dei quattro scultori incaricati di realizzare le quattro grandi statue degli evangelisti per la facciata del Duomo. Contemporaneamente, venivano scolpiti San Luca da Nanni di Banco, San Matteo di Bernardo Ciuffagni e San Marco di Niccolò di Pietro Lamberti. Queste statue sono oggi esposte nella stessa sala del Museo dell'Opera del Duomo.
L'esecuzione di questa scultura richiese circa sei anni per il giovane artista, che all'epoca si occupava anche di altri lavori. Nel luglio del 1410, a Donatello venne offerta una cappella nel Duomo per scolpire il suo evangelista, e l'ambiente venne chiuso da assi per non rivelare l'opera prima del compimento. I lavori andarono per le lunghe e nell'aprile 1415 Donatello ricevette una notifica che gli ingiungeva di terminare l'opera entro l'anno, pena una multa di 25 fiorini.

Innovazioni stilistiche e influenze
La statua di Donatello rappresenta un'importante sperimentazione espressiva che anticipa la definizione del nuovo stile rinascimentale. Il forte realismo e la particolare interpretazione degli esempi classici sono evidenti.
Nel San Giovanni, come farà anche nel San Marco, viene evitata la tradizionale presenza dell'aquila, animale simbolico tradizionalmente collegato al santo, forse per ottenere un'immagine più realistica e incentrata sulla figura umana.
Il classicismo che ispirò la statua si coglie nella postura di San Giovanni, che ricorda le statue di filosofi antichi. Donatello apprese i rudimenti di un nuovo linguaggio plastico nella bottega di Lorenzo Ghiberti e, dopo un viaggio a Roma, tornò a Firenze con un bagaglio di conoscenze sulla scultura classica che utilizzò per rappresentare le figure di importanti personaggi della cristianità.
La modernità dell'opera è tale che un secolo più tardi Michelangelo vi si ispirò per il suo Mosè.
Donatello imprime alla statua un dinamismo del tutto nuovo, coordinando il movimento verso destra delle gambe con quello verso sinistra della testa, così da suggerire l'autonomia psicofisica di una persona vivente. Questo conferisce alla figura un'energia trattenuta, un tratto distintivo delle sue opere più riuscite.
Vicende successive e attribuzioni
Allo smantellamento della facciata di Arnolfo nel 1587, il San Giovanni e gli altri evangelisti furono trasferiti in Cattedrale, nella Tribuna di San Zanobi. Successivamente, la statua è stata custodita presso l'omonimo museo.
Una parte della critica ha proposto attribuzioni alternative, suggerendo che l'opera possa essere dello scultore Simone Talenti, attivo intorno agli anni Cinquanta del Trecento nei cantieri di Santa Maria del Fiore, della Loggia dei Lanzi e di Orsanmichele. Secondo questa ipotesi, la statua sarebbe stata realizzata mostrando grande attenzione alla resa dei volumi e all'espressività del volto, con una lavorazione che include sia la subbia e la gradina per la parte posteriore, sia una finitura più lucida per la parte frontale.
È probabile che le pupille siano state eseguite successivamente, forse durante un restauro o, come ipotizzato da Pope-Hennessy, dallo stesso Donatello in un secondo momento. Un'altra ipotesi suggerisce che la figura in origine tenesse nella mano destra una penna di bronzo.
Donatello: vita e opere in 10 punti
Caratteristiche tecniche
- Artista: Donatello (Donato de’ Bardi)
- Datazione: 1408-1415 (attribuzione prevalente)
- Materiale: Marmo bianco
- Dimensioni: 210 x 88 x 54 cm
- Collocazione attuale: Museo dell'Opera del Duomo, Firenze
La scultura è addossata a una parete, rendendo l'osservatore frontale il principale punto di vista. Nonostante fosse destinata a una nicchia, la parte retrostante è stata lavorata, sebbene con tecniche meno raffinate rispetto alla superficie visibile.
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