La storia di Leonardo da Vinci continua ad affascinare e a riservare sorprese, anche a 500 anni dalla sua morte. Recentemente, l'attenzione si è concentrata su una preziosa reliquia: una ciocca di capelli, storicamente denominata "Les Cheveux de Leonardo da Vinci", recuperata dagli Stati Uniti e ora esposta in anteprima mondiale presso il Museo Ideale di Vinci. Questo reperto, accompagnato da un documento che ne attesterebbe l'autenticità, potrebbe aprire scenari inediti nella ricerca del DNA di Leonardo.

La provenienza della reliquia
La vicenda di questa ciocca di capelli, definita dal direttore del Museo Ideale di Vinci, Alessandro Vezzosi, uno "strumento straordinario di conoscenza", ha radici profonde nel XIX secolo. Nel 1863, lo scrittore e ispettore generale dei musei di provincia francesi, Arsène Houssaye, fu incaricato di ricercare la tomba di Leonardo nel castello di Amboise, dove il genio toscano fu sepolto nel 1519. Houssaye ritrovò quelli che identificò come i resti dell'artista e, secondo i documenti ora esposti a Vinci, trattenne per sé due reliquie: la ciocca di capelli e un anello di bronzo trovato sul dito di Leonardo.
Questi reperti rimasero in possesso della famiglia Houssaye fino al 1925, quando furono acquistati a Parigi da Harold K. Shigley, un noto collezionista americano. Nel 1985, i due cimeli passarono nelle mani di un altro collezionista americano, il quale, nel 2016, dopo essere venuto a conoscenza delle ricerche sulla genealogia di Leonardo condotte dal Museo Ideale, li contattò. Dopo un lavoro durato tre anni, i reperti sono stati finalmente riportati in Italia.
La ricerca del DNA di Leonardo
L'obiettivo principale di questa scoperta è la possibilità di sequenziare il DNA di Leonardo da Vinci. Come spiegato da Agnese Sabato, co-curatrice della mostra, "Grazie al confronto con i risultati degli esami scientifici del DNA dei discendenti viventi del fratello di Leonardo, Domenico, e di alcune sepolture della stessa famiglia Da Vinci, che abbiamo individuato con lunghe ricerche e presentato nel 2016, si potranno fare fondamentali verifiche". Se i capelli risulteranno compatibili con il DNA dei discendenti, si potrà procedere all'analisi genetica del genio.
Alessandro Vezzosi, pur sottolineando la complessità e l'ambizione della missione, si dice fiducioso: "La sfida è partire da questo reperto per cercare il DNA di Leonardo. Non diamo la certezza assoluta del documento di antica provenienza francese circa l'appartenenza della ciocca a Leonardo tuttavia ci stimola a battere la strada per affrontare un tema affascinante". Le analisi genetiche su questo reperto saranno incrociate con quelle sui discendenti e sulle sepolture familiari, anche in rapporto alla tomba di Leonardo ad Amboise.

Dubbi e scetticismo
Nonostante l'entusiasmo degli studiosi del Museo Ideale, la scoperta ha sollevato anche qualche dubbio. Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, ha espresso scetticismo, definendo la vicenda della ciocca "sciocca" e affermando che "nessun specialista ci crede". Secondo Schmidt, è estremamente improbabile che una ciocca di Leonardo potesse essere ritrovata in una collezione privata americana, poiché la tradizione di collezionare ciocche di capelli, definita "cioccomania", risale al Romanticismo dell'Ottocento e non al Rinascimento.
Schmidt ha inoltre sottolineato che, sebbene si conservassero parti del corpo dei santi martiri, non era consuetudine farlo per grandi scienziati e artisti, citando l'esempio di Beethoven, di cui esistono ciocche la cui autenticità è spesso dubbia.
Altre novità espositive
La mostra "Leonardo vive", inaugurata a Vinci in occasione del quinto centenario della morte di Leonardo, non si limita alla presentazione della ciocca di capelli. L'esposizione, che riapre anche il Museo Ideale Leonardo da Vinci e inaugura il nuovo Museo Leonardo e il Rinascimento del vino, offre un caleidoscopio sull'attualità di Leonardo nell'arte e nella cultura contemporanea. La mostra presenta risultati di ricerche genealogiche che risalgono fino a venti generazioni, esplorando anche documenti relativi al padre Ser Piero, alla madre Caterina e al nonno Antonio.
Particolare attenzione è dedicata alla bottega di Leonardo, con opere come la "Gioconda nuda" del Museo Ideale. Analisi scientifiche condotte da Maurizio Seracini di Editech hanno evidenziato che questo dipinto presenta fori per il riporto corrispondenti a quelli del Cartone del Museo Condé di Chantilly, attribuito allo stesso Leonardo. In un'iniziativa di gemellaggio tra Italia e Francia, la "Gioconda nuda" sarà esposta presso il Museo Condé, accanto al disegno originale e a un'altra versione del Museo dell'Ermitage.
Leonardo da Vinci: vita e opere in 10 punti
Altre sezioni della mostra approfondiscono i rapporti di Leonardo con il territorio e l'agricoltura, nonché la sua influenza sull'arte attraverso i secoli, dal Rinascimento al XX secolo, includendo il furto della Gioconda del 1911 e opere come la "L.H.O.O.Q." di Marcel Duchamp.