Il comune di Trevi nel Lazio vanta una ricca storia ecclesiastica, culminata nella presenza di una diocesi, successivamente soppressa. Il suo patrimonio culturale è strettamente legato a edifici religiosi di grande pregio e a famiglie storiche del luogo.
La Soppressione della Diocesi di Trevi e la Collegiata di Santa Maria Assunta
La Collegiata di Santa Maria Assunta, conosciuta anche come la chiesa maggiore di Trevi, è il risultato dell'unione tra la chiesa superiore e la cripta, che anticamente era denominata chiesa di San Pietro. Queste due chiese rimasero giuridicamente separate e con propri sacerdoti fino al 1470.
Dopo la soppressione della diocesi di Trevi nel 1227 e il conseguente inevitabile declino della cattedrale di San Teodoro, la Collegiata di Santa Maria Assunta assunse il ruolo di chiesa principale e più importante del paese.
La Struttura e gli Elementi Architettonici della Collegiata
La Collegiata è costituita da tre navate, di cui quella centrale si presenta notevolmente più alta delle due laterali. All'interno, di notevole pregio e rilevanza, si trova l'altare, costruito anch'esso con marmi provenienti dalla villa dell'imperatore Traiano. Un elemento distintivo è il monumentale organo del 1634, opera di Ennio Bonifazi, sovrintendente agli organi della Basilica di San Pietro in Roma, che si inserisce perfettamente nel contesto barocco dell'interno della chiesa.

L'organo è caratterizzato da canne a tortiglioni, fregi lignei intagliati e dorati, e registri potenti e dolci, capaci di conferire solennità e importanza alle celebrazioni religiose più significative. È inoltre presente all'interno della Collegiata la fonte battesimale, attualmente in disuso, posizionata su un pregevole capitello ionico rinvenuto nel territorio di Trevi in ottimo stato di conservazione.
La Cripta di San Pietro Eremita
La cripta sottostante la Collegiata è di struttura romanica e anch'essa a tre navate. Prende il nome di San Pietro Eremita (patrono di Trevi), il quale fu qui sepolto nel 1215 e dove le sue spoglie mortali sono tuttora custodite, sotto l'altare eretto nel 1619. Questo altare fu realizzato utilizzando i marmi provenienti dalla villa romana dell'imperatore Traiano. Dello stesso anno (1619) sono il coro in legno e la cancellata che delimitano l'area.

Borghi d'Italia (TV2000) - Trevi nel Lazio (FR)
La Famiglia Cecconi di Trevi nel Lazio e il suo Legame con la Chiesa
La famiglia Cecconi è certamente tra le più antiche ed illustri di Trevi nel Lazio, con un profondo legame con la storia locale e le sue istituzioni ecclesiastiche.
Ricerca di Informazioni Storiche e Genealogiche
Per chi desidera approfondire la storia della famiglia Cecconi, le più importanti informazioni storiche, così come per altre famiglie di Trevi, si possono rintracciare soprattutto nella documentata opera Storia di Trevi del celebre Professor Filippo Caraffa, nativo della vicina Filettino, scomparso alcuni anni fa. Si trovano invece ben poche notizie a riguardo nel libro del sacerdote Dante Zinanni (1970).
Lo Stemma e i Dubbi sull'Attribuzione
Sulla facciata di Palazzo Cecconi è affisso uno stemma lapideo databile al XVII secolo, blasonabile come "di (...), alla fiamma di (...) accompagnata in capo da tre stelle di otto raggi di (...) male ordinate". Tuttavia, sussistono forti dubbi sul fatto che questo stemma sia attribuibile alla famiglia Cecconi, come invece fanno tutti gli scrittori locali. Si propende piuttosto per l'idea che il manufatto sia riconducibile ad altra nota famiglia trebana, forse imparentata con i Cecconi o in precedenza proprietaria dello stabile.

Fonti per la Ricerca Genealogica e Storica
Per quanto concerne la genealogia della famiglia Cecconi, non si crede che ne esista una realizzata con criteri scientifici. A questo scopo sono, comunque, facilmente consultabili i registri parrocchiali della locale chiesa di Santa Maria Assunta, che coprono il periodo dalla fine del XVI secolo ai giorni nostri. Altre preziose fonti di storia familiare sono i libri delle Visite Pastorali, reperibili presso l'Archivio abbaziale di Subiaco.
La Cappella di San Carlo nella Chiesa Parrocchiale
Un legame diretto tra la famiglia Cecconi e la chiesa parrocchiale (già cattedrale della soppressa diocesi di Trevi) dedicata a Santa Maria Assunta è testimoniato dalla presenza della "Cappella di San Carlo con ius patronato della famiglia Cecconi". Questa cappella fu fondata e dotata sotto papa Gregorio XV da Olivante Cecconi di Angelo, dietro consiglio del vescovo di Anagni Antonio Seneca, che fu segretario e confidente di San Carlo Borromeo.