La Bibbia non è un semplice libro, ma una vasta raccolta di scritti composti nell'arco di secoli, che costituisce per molti un punto di riferimento autorevole. La sua trasmissione è frutto di una lunga catena di testimonianze, che parte dalla tradizione orale delle origini fino alla fissazione per iscritto dei testi sacri, un compito affidato nel tempo a scribi ebrei e monaci amanuensi.
La redazione e la trasmissione dei testi originali
La tradizione ebraica e cristiana attribuisce la redazione dei primi cinque libri dell'Antico Testamento, la Torah, a Mosè. Successivamente, il popolo d'Israele ha continuato a raccogliere la propria storia, tramandando testi come il Libro di Giosuè e le cronache dei regni. Nel Nuovo Testamento, il compito di comunicare gli insegnamenti di Gesù è stato affidato agli apostoli e ai discepoli.
Prima dell'invenzione della stampa, i testi venivano ricopiati a mano su supporti come il papiro e la pergamena. Inizialmente presentati come rotoli, dal III-IV secolo d.C. si diffusero sotto forma di codici. La filologia o critica testuale è la disciplina scientifica che confronta i manoscritti per ricostruire il testo originale, un'impresa resa possibile dall'eccezionale abbondanza di copie bibliche rispetto ad altri testi dell'antichità.

Manoscritti e scoperte archeologiche
Il ritrovamento, nel 1947, dei Manoscritti del Mar Morto ha rivoluzionato lo studio del testo biblico, offrendo documenti risalenti tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C. Tra i codici più importanti dell'era cristiana figurano il Codex Sinaiticus e il Codex Vaticanus, entrambi del IV secolo d.C., mentre il frammento più antico è il papiro P52 del Vangelo di Giovanni, datato al 125 d.C.
Principali versioni e traduzioni della Bibbia
La traduzione della Bibbia si basa oggi sulla ricerca filologica, utilizzando testi critici come la Biblia Hebraica Stuttgartensia per l'ebraico e il Novum Testamentum Graece per il greco. La storia delle traduzioni è millenaria e riflette le diverse sensibilità confessionali e linguistiche.
La Vulgata e le radici latine
San Girolamo realizzò la Vulgata, traduzione latina basata sui testi ebraici, includendo però anche i testi deuterocanonici. Essa divenne un punto di riferimento fondamentale per gran parte della produzione successiva, comprese molte delle prime versioni in lingue volgari.
Versioni europee e internazionali
Il panorama delle traduzioni è estremamente vasto e include opere che hanno segnato la letteratura e la lingua delle rispettive nazioni:
- Lingua italiana: Dalla Bibbia Malermi (1471) e quella di Giovanni Diodati (1607), fino alle moderne Bibbia di Gerusalemme, Bibbia TOB, la Nuova Riveduta e la Bibbia TINTI, un progetto interlineare curato da Roberto Reggi.
- Lingua inglese: La King James Version (1611) è considerata la bibbia inglese per eccellenza, mentre la Bibbia di Douai-Rheims rimane la versione cattolica ufficiale.
- Lingua tedesca: La Bibbia di Lutero (1534) ha influenzato profondamente la lingua tedesca moderna, pur non essendo la prima traduzione in volgare (preceduta dalla Bibbia di Mentelin del 1466).
- Lingua spagnola: La Bibbia Alfonsina (XIII secolo) e la Bibbia di Ferrara (1553) rappresentano tappe cruciali per la diffusione nelle lingue iberiche.

La diffusione globale oggi
Secondo i dati forniti dall'Alleanza Biblica Universale, la Bibbia è stata tradotta, interamente o parzialmente, in oltre 2.500 lingue. La missione di rendere il testo accessibile continua ancora oggi, includendo versioni in lingue artificiali e formati innovativi, come la traduzione in alfabeto Morse realizzata nel 2015.
| Lingua | Traduzione/Versione notevole | Anno |
|---|---|---|
| Tedesco | Bibbia di Mentelin | 1466 |
| Italiano | Bibbia Malermi | 1471 |
| Inglese | King James Version | 1611 |
| Rumeno | Biblia de la Bucureşti | 1688 |