Tra il 4 e il 7 novembre si sono tenute conferenze e celebrazioni che hanno avviato un anno speciale dedicato a far conoscere la figura del fondatore della congregazione scalabriniana. Il 7 novembre 2021 si è ufficialmente aperto l’Anno Scalabriniano, un periodo speciale indetto dai superiori dei tre Istituti della Famiglia scalabriniana con l'obiettivo di far risplendere la figura del Beato Vescovo Giovanni Battista Scalabrini, universalmente riconosciuto come il Padre dei Migranti.
L’Anno Scalabriniano è condotto con il patrocinio della diocesi di Piacenza-Bobbio e ha per tema "Fare patria dell’uomo il mondo".
La spiritualità e il messaggio di Scalabrini
La spiritualità di Scalabrini è racchiudibile in una sola parola che riassumeva tutta la sua attività: Incarnazione. Come dichiarato nel suo intervento dallo scalabriniano padre Mario Toffari, vicepostulatore della causa del Beato, «Scalabrini vedeva e ascoltava con il cuore e soprattutto agiva con l’intelligenza dell’amore».
Nello stesso giorno dell'apertura dell'Anno Scalabriniano, nella chiesa della Casa Madre di Piacenza, è stata celebrata una Messa con monsignor Adriano Cevolotto, vescovo di Piacenza-Bobbio e abate di San Colombano.

L'attualità del pensiero migratorio
Il 5 novembre 2021 l’Auditorium Carducci di Como ha ospitato un incontro-dialogo dal titolo "Migrazione. L’attualità del pensiero del beato Scalabrini".
Monsignor Angelo Riva, direttore del Settimanale della diocesi di Como, ha introdotto l’incontro sottolineando l'essenzialità della capacità di Scalabrini di coinvolgersi con il fenomeno migratorio. Ha affermato: «Non solo si è lasciato coinvolgere ma ha anche saputo attivare un coinvolgimento, un meccanismo partecipativo, una “cospirazione ideale”, arrivando a intercettare non solo l’elemento religioso che era suo proprio ma anche quello sociale e quello politico».
Influenza politica e collaborazioni
Sull’influenza politica si sono soffermati anche gli altri ospiti. Maria Grazia Sassi, consigliera provinciale, ha dichiarato di rappresentare «un segmento istituzionale, che è quello dei comuni e delle province, che non legifera: noi ci adattiamo a certe situazioni, cerchiamo di superarle insieme, di analizzarle e di vedere cosa possiamo fare». Ha aggiunto che «La figura e l’azione importante di monsignor Scalabrini (...) diventa un richiamo forte».
Un esempio riuscito di collaborazione è quello ricordato da Nello Scavo, giornalista, scrittore e inviato di Avvenire, il quale, rileggendo i testi di Scalabrini, vi ha trovato molta attualità. Scavo ha descritto un rapporto epistolare tra il Beato Scalabrini e il direttore dell’ufficio di pubblica sicurezza del porto di Genova nel 1887, all'epoca un "commissario di polizia".
«Rispondendo a una delle lettere di Scalabrini il commissario di polizia, quindi un uomo che guarda alla migrazione dal punto di vista dell’ordine pubblico e della sicurezza, pensate cosa dice (...): “anch’io da parecchi anni batto, combatto e prego affinché privati e governo vogliano a questa grave bisogna della vita sociale ed economica rivolgere più cura e amore”» e si riferiva al fenomeno della migrazione, che era soprattutto una migrazione in partenza. Il motivo di tale risposta era che Scalabrini aveva scritto un testo nel quale, tra l’altro, teorizzava la «necessità di seguire e proteggere gli emigrati fin dal loro arrivo nei porti di imbarco».
Celebrazioni a Como e nel mondo
Durante l’incontro è stato proiettato un video sulla figura del Beato Scalabrini e il contesto storico in cui ha operato e ha svolto il suo ministero, dando vita alle opere e alle realtà religiose che portano il suo nome.
Il 7 novembre sono stati tre gli appuntamenti a Como. Nella parrocchia di San Bartolomeo, dove il Beato Scalabrini fu parroco, sono state celebrate due Sante Messe.
«Sono onorato e potrei dire commosso dice nel celebrare l’eucaristia e ancor più nel predicare in questa chiesa di San Bartolomeo in Como dove il Beato Scalabrini ha vissuto la sua esperienza straordinaria e indimenticabile di pastore buono centocinquant’anni fa - ha dichiarato padre Gianni Borin nella sua omelia - Dopo vent’anni di episcopato, a Piacenza scrisse “San Bartolomeo è un ricordo soave e incancellabile dell’anima mia”».
Padre Borin ha inoltre evidenziato come il Beato Scalabrini, «lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, precorre i tempi. Aveva una visione provvidenziale dell’emigrazione». Ha concluso che «Scalabrini oggi certamente denuncerebbe quella che Papa Francesco chiama la globalizzazione dell’indifferenza, e sarebbe per la costruzione di ponti più che di muri».
Eventi globali
L'evento è stato poi celebrato nelle varie missioni e parrocchie scalabriniane in tutto il mondo. Tra le iniziative:
- In Brasile:
- Paróquia Nossa Senhora da Paz a São Paulo
- Paróquia Santa Cecília e São Pio X a Rio de Janeiro
- Paróquia Nossa Senhora da Boa Viagem a São Bernardo do Campo
- Paróquia São Geraldo a Manaus
- Paróquia Divino Espírito Santo a Cuiabá
- Paróquia São José e Santa Felicidade a Curitiba
- Celebrazioni anche a Santos, a Ipiranga, a Guaporé.
- In Perù: Celebrazioni a Lima e a Tacna.
- In Uruguay: Eventi a Montevideo.
- In Argentina: Celebrazioni a Buenos Aires.