Se stai svolgendo una ricerca genealogica nel territorio della Provincia di Livorno, avere informazioni su Comuni, registri anagrafici e parrocchiali può esserti di grande utilità. Questa guida fornisce dettagli sulla Diocesi di Livorno e sulle risorse disponibili per la consultazione storica e genealogica, inclusi i dati inseriti dagli utenti.
Panoramica della Diocesi di Livorno
La Diocesi di Livorno (in latino: Dioecesis Liburnensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Pisa e appartiene alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2023, la diocesi contava 186.300 battezzati su 200.750 abitanti totali. Il suo territorio si estende su 250 km² ed è suddiviso in 53 parrocchie, raggruppate in 6 vicariati.
Organizzazione Territoriale
Il territorio diocesano è strutturato in sei vicariati. I primi quattro vicariati comprendono le parrocchie del comune di Livorno. Il quinto vicariato include quelle del comune di Rosignano Marittimo, mentre il sesto vicariato copre le parrocchie delle frazioni di Collesalvetti. È da notare che la parrocchia dell'isola di Capraia fa parte del primo vicariato.
Nella Provincia di Livorno, le parrocchie sono così distribuite per comune:
- Bibbona: 2 parrocchie
- Campiglia Marittima: 4 parrocchie
- Campo nell'Elba: 5 parrocchie
- Capoliveri: 1 parrocchia
- Capraia Isola: 1 parrocchia
- Castagneto Carducci: 4 parrocchie
- Cecina: 5 parrocchie
- Collesalvetti: 9 parrocchie
- Livorno: 31 parrocchie
- Marciana: 5 parrocchie
- Marciana Marina: 1 parrocchia
- Piombino: 10 parrocchie
- Porto Azzurro: 1 parrocchia
- Portoferraio: 3 parrocchie
- Rio Marina: 2 parrocchie
- Rio nell'Elba: 1 parrocchia
- Rosignano Marittimo: 8 parrocchie
- San Vincenzo: 3 parrocchie
- Sassetta: 1 parrocchia
- Suvereto: 1 parrocchia

Cenni Storici e Fondazione
La prima testimonianza di un'organizzazione ecclesiastica a Livorno risale al XII secolo, quando, in una bolla di papa Innocenzo II, viene menzionato il castrum et curtem de Livorna. Successivamente, un documento accenna alla pieve di Santa Maria, indicando la presenza di una chiesa con battistero.
Livorno ottenne il titolo di città nel 1606, e nel 1629 la chiesa di San Francesco, destinata a diventare la futura cattedrale, fu insignita del grado di collegiata. Durante tutto il XVIII secolo, furono fatti continui sforzi per fare in modo che la città fosse retta da un proprio vescovo. A tal fine, furono presentate petizioni e suppliche da parte della comunità civile, del clero locale e del popolo stesso.
L'istituzione della diocesi di Livorno si concretizzò grazie all'aiuto di Maria Luisa di Borbone-Spagna, regina reggente d'Etruria. La bolla Militantis Ecclesiae, emessa da papa Pio VII il 25 settembre 1806, sancì ufficialmente la sua erezione. Nella bolla d'erezione, il papa affermava di voler procedere con l'istituzione della diocesi nonostante il dissenso e la contrarietà manifestate dai capitoli delle cattedrali di Pisa, di San Miniato e di Volterra, dalle quali la nuova diocesi traeva il suo territorio.
L'Episcopato e lo Sviluppo Diocesano
Il primo vescovo della Diocesi di Livorno fu Filippo Ganucci, trasferito dalla sede di Cortona. Dopo la sua morte, la diocesi rimase vacante per oltre otto anni, fino alla nomina del fiorentino Angiolo Maria Gilardoni nel 1821.
A Gilardoni succedette Raffaello De Ghantuz Cubbe, nativo di Aleppo in Siria. Egli ottenne la possibilità di utilizzare il terreno di un ex camposanto cittadino per edificare il seminario vescovile; i lavori iniziarono solamente nel 1844, quattro anni dopo la sua morte.
Un evento significativo nella storia della diocesi si verificò il 14 settembre 2007, quando, per la prima volta, l'amministratore diocesano mons. assunse la guida della sede.
Altre Istituzioni e Patrimonio Culturale
La biblioteca diocesana fu originariamente costituita da un fondo librario di 12.000 volumi antichi, donato alla diocesi dall'avvocato Giuseppe Michon nel 1853. Per volere del donatore, la biblioteca fu fin dall'inizio aperta al pubblico. Purtroppo, la maggior parte di questi preziosi libri sono andati distrutti durante i pesanti bombardamenti che colpirono Livorno durante la Seconda Guerra Mondiale, devastando gran parte della città.
Il museo diocesano Leonello Barsotti, fortemente voluto dal vescovo Simone Giusti, è stato inaugurato nel dicembre 2008 all'interno di alcuni ambienti del seminario vescovile livornese. L'attuale direttore della scuola (relativa alla diocesi) è il Diacono Prof. Giulio Metti, C.O.

L'Archivio Storico Diocesano di Livorno (ADL)
L’Archivio Storico Diocesano (ADL) di Livorno rappresenta una risorsa fondamentale per la ricerca storica e genealogica. È formato dall’unione del materiale proveniente dall’Archivio Storico Vescovile (ASCVL) con i fondi degli Archivi Parrocchiali, delle Confraternite e Aggregazioni laicali, e degli archivi di deposito degli Uffici di Curia.
In origine, il materiale dell’Archivio Storico Vescovile, composto principalmente da documenti provenienti dalla Cancelleria, era custodito in locali annessi alla Cattedrale. Dopo la guerra del 1939-1945, l'archivio fu trasferito nei locali dell’attuale Episcopio, al piano ammezzato, dove gli antichi scaffali di legno sono stati sostituiti da scaffali metallici. Nel corso del tempo, il materiale è stato oggetto di vari riordini.

Regole di Accesso e Consultazione
Per accedere ai locali dell’Archivio Diocesano di Livorno è necessaria l’autorizzazione dell’Ordinario diocesano o di un suo delegato, in conformità con il can. 4876 CJC. Tale autorizzazione viene rilasciata previa presentazione di una lettera da parte dell’interessato, nella quale devono essere specificate le motivazioni dell’attività di ricerca.
È importante sapere che non è consentito il prestito di alcun documento e/o registro dell’Archivio (can. 4876 CJC). Dalla consultazione sono inoltre esclusi tutti i documenti che per loro natura sono considerati segreti (can. 4876 CJC).
La ricerca dei documenti e/o dei certificati anagrafici di natura prettamente ecclesiale rientra nella competenza del Direttore dell’Archivio Diocesano di Livorno e del personale incaricato. Per quanto riguarda le ricerche di natura genealogica e di carattere privato, l’utente dovrà presentare una richiesta seguendo le modalità previste dal Regolamento interno.
Ai ricercatori è fatto divieto assoluto di segnare con penna o altro i documenti dati in consultazione, così come di appoggiare sugli stessi quaderni o fogli per scrivere. È inoltre vietata la riproduzione fotografica dei documenti, se non previa specifica autorizzazione del Direttore dell’Archivio Diocesano di Livorno.
L'Archivio spiegato - episodio 2: L'accesso alla consultazione
Contatti Utili
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