Il Salmo "Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio": Un Annuncio Universale di Gioia

Il Salmo 97 (talvolta indicato come Salmo 98 nella numerazione greca dei Settanta) è un canto di esultanza che proclama la salvezza e la giustizia di Dio manifestate a tutte le genti. Questo salmo responsoriale, profondamente radicato nella tradizione liturgica, invita l'intera creazione a lodare il Signore per le sue meraviglie e la sua fedeltà. In particolare, la frase "Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio" risuona come un potente richiamo alla universalità del messaggio divino.

Il Testo del Salmo 97 (98)

Il Salmo 97 è un inno alla potenza e all'amore del Signore, che ha compiuto meraviglie e ha rivelato la sua giustizia. Il suo testo invita alla gioia e alla lode universale:

  • Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.
  • Gli ha dato vittoria la sua destra e il suo braccio santo.
  • Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza, agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
  • Egli si è ricordato del suo amore, della sua fedeltà alla casa d’Israele.
  • Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio.
  • Acclami il Signore tutta la terra, gridate, esultate, cantate inni!
  • Cantate inni al Signore con la cetra, con la cetra e al suono di strumenti a corde;
  • con le trombe e al suono del corno acclamate davanti al re, il Signore.
Illustrazione del Salmo 97 con persone che cantano, suonano strumenti musicali (arpa, tromba, corno) e un paesaggio terrestre che si estende all'infinito

La Salvezza di Dio: Un Messaggio di Gioia Universale

Il messaggio di questo salmo trova profonde risonanze nelle scritture, in particolare nel contesto natalizio. La prima lettura di Isaia (Is 52, 7-12) preannuncia un annuncio di gioia portato da messaggeri che recano una bella notizia. Essa narra di sentinelle che risvegliano il popolo e avvertono dell'arrivo del Signore, diventando così un motivo per cantare la gioia. Questo canto, che parte dalle rovine di Gerusalemme, si espande progressivamente per raggiungere tutti i popoli, sottolineando che la salvezza di Dio è destinata a ogni essere umano.

Questo dono si realizza pienamente lungo la storia e giunge alla sua conclusione quando la "Parola di Dio", che era con Lui da sempre, è diventata un uomo. Nato a Betlemme, il Figlio di Dio è venuto per rendere tutti gli uomini figli di Dio. Egli è la luce che splende in mezzo alle tenebre, illuminando quanti si lasciano coinvolgere in questo annuncio di gioia (cfr. Gv 1,1-18). Una luce che illumina il mondo intero e sveglia tutti i popoli.

Icona della Natività o una rappresentazione artistica di una luce che emerge dalle tenebre e illumina il mondo

Il "Canto Nuovo" e la Nascita di Cristo

Il Salmo 97 invita a cantare al Signore un canto nuovo. Questo "canto nuovo" emerge come risposta a un fatto nuovo, un evento sorprendente che manifesta la potenza inaudita di Dio. Ci sono infatti tanti fatti per cui lodare Dio, ma alcuni sono così importanti da richiedere l'invenzione di parole e musiche nuove per celebrare una scoperta così sorprendente.

Dio è Padre sia del Bambino che è nato, sia di ogni fratello di questo Bambino. Questo Bambino realizza la salvezza e la rende visibile fino ai "confini della terra", in modo che nessuno rimanga escluso. Questo annuncio di gioia è per tutti i popoli, poiché la salvezza non è un evento riservato a pochi fortunati che vivono nella campagna attorno a Betlemme, né è confinata alla sola città santa di Gerusalemme. Ogni uomo, dovunque viva, può ascoltare un canto nuovo che coinvolge tutti in una gioia senza fine.

La Risonanza del Canto dalla Notte di Natale ai Confini della Terra

Nella notte stessa della nascita umana del Figlio di Dio, cielo e terra si unirono in un canto di lode. Il cielo lo intonò con "una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio", cantando "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace agli uomini che egli ama". A questo primo coro risposero subito i pastori, che si recarono a Betlemme e, dopo aver contemplato il bambino, "se ne tornarono glorificando e lodando Dio".

Già in quella notte il loro canto raggiunse le case di Betlemme, e nei giorni seguenti Gerusalemme, e persino il castello di Erode. Fu portato in queste stanze austere da alcuni Magi, che si fermarono dal re per domandare dove era nato il bambino annunciato in cielo da una stella, la loro guida in quel lungo e interessante cammino. Nessun vangelista lo racconta esplicitamente, ma si può immaginare che la grandissima gioia provata da questi esperti del cielo si sia tradotta anche in un canto, con parole sconosciute agli Ebrei. Un canto che, quando "fecero ritorno al loro paese", è risuonato a migliaia di chilometri di distanza. Così, proprio i "confini della terra", ovvero i paesi lontani da cui erano partiti, hanno potuto partecipare a questa grande gioia, magari suonando altri strumenti ancora sconosciuti a Betlemme.

Mappa antica che mostra i viaggi dei Magi dall'Oriente a Betlemme, o un'illustrazione dei Magi che si prostrano al bambino

La Musica e gli Strumenti nei Salmi e nel Tempo di Natale

I salmi, vere e proprie parole umane suggerite da Dio, fanno eco ai fatti della vita, accompagnano il momento del dolore e della gioia, stimolano a chiedere perdono e invitano a dire grazie al Padre i sentimenti che sono nel cuore dei figli. Sono parole spesso arricchite dalla musica e accompagnate da vari strumenti, come testimoniato dall'uso di arpa, tromba e corno per produrre un suono melodioso, e dal Salmo 150 che menziona corde, flauti e cembali.

Il tempo di Natale è da sempre segnato dai canti tradizionali e dai nuovi jingle. Li sentiamo come sottofondo nelle piazze illuminate a giorno, nei grandi magazzini, e li eseguiamo noi stessi per le strade del paese e del quartiere quando andiamo a "cantare la stella", vestiti da angeli o da pastori. Non portiamo con noi arpe e corni, ma chitarre e qualche flauto dolce; i più fortunati anche fisarmonica e magari la zampogna.

IMMACOLATA CONCEZIONE [8 DICEMBRE] - SALMO 97 (Cantate al Signore un canto nuovo...)

L'Appello alla Missione: Cantare la Salvezza Oggi

Il Signore stesso è il canto nuovo, il vero motivo della gioia e il protagonista della festa. Noi cantiamo a Lui la nostra gioia perché è nostro fratello e salvatore, la Parola che ci racconta di Dio e del suo amore per tutti gli uomini.

Esistono ancora fratelli che non conoscono, non incontrano e non sanno del Signore. È un compito dei credenti cantare la propria fede per lodare il Signore, ringraziare il Padre che ci rende suoi figli, e far sapere a tutti la notizia della Sua presenza in mezzo a noi. Non siamo angeli, né pastori, ma possiamo sempre esprimere la nostra gioia per i Suoi doni, e anche il nostro canto può risuonare sulla terra.

Abbiamo amici in tante parti del mondo; a loro possiamo e dobbiamo portare questo annuncio di gioia, senza dimenticare chi vive vicino a noi: nella nostra casa, nell'appartamento di fronte, a scuola o nelle attività quotidiane.

Risorse Correlate e la Tradizione della Diocesi di Bari

La diffusione e l'esecuzione di salmi come il Salmo 97 sono parte integrante della vita liturgica, come testimoniato anche dalle risorse musicali prodotte, ad esempio, nell'ambito della Diocesi di Bari-Bitonto con progetti come "Shout! Koinonia". Questo progetto, spesso associato a compositori come don Antonio Parisi, Diego Montaiuti e altri, offre numerosi salmi responsoriali che arricchiscono la celebrazione della Parola, incoraggiando la partecipazione assembleare al canto. La musica e melodia di molti salmi, inclusi quelli legati al tempo di Natale, sono proposte da questa serie per favorire un'esperienza più profonda della fede attraverso l'armonia.

tags: #diocesi #di #bari #salmo #tutta #la