Il panorama culturale e sociale contemporaneo è animato da una serie di iniziative che spaziano dalle esposizioni artistiche ai progetti di cooperazione internazionale, con una particolare attenzione ai temi della migrazione, dell'identità e del ruolo del Mediterraneo. Questo articolo raccoglie informazioni su figure accademiche e diverse manifestazioni culturali e sociali che toccano questi ambiti, con un focus significativo sulla regione Marche e le sue connessioni con il bacino mediterraneo.
Silvia Rodeschini: Contributo al Pensiero Critico Accademico
La dottoressa Silvia Rodeschini dell'Università di Firenze è un membro del comitato scientifico della collana "Storia delle idee". Questa collana, pubblicata dalla "Perugia Stranieri University Press", si propone di promuovere testi che esplorano la storia delle idee, il pensiero politico, la filosofia e l'analisi teorico-filosofica della politica e della cultura. L'obiettivo è mobilitare un laboratorio interdisciplinare che, attraverso strumenti storiografici e analitici, elabori ricerche utili al pensiero critico.
Il Mediterraneo: Tra Filosofia, Musica e Identità Europea
Il Mediterraneo è stato oggetto di profonde riflessioni filosofiche, come quelle proposte da Cacciari (alla Summer School di Maratea), che lo ha riguardato come “identità e alterità dell’Europa”. Esso si configura come “mare nostrum”, il “cuore” di un’“Europa segreta” chiamata ad assumere un “nuovo umanesimo”, basato sull’unità e sulle differenze, e che non può non richiamarsi al Mediterraneo. Cacciari, come ha scritto nella nuova edizione di Geofilosofia dell’Europa, lamenta come la dimensione mediterranea sia divenuta per l’Europa “un mero limes, qualcosa da cui difendersi o da usare come difesa”.
Nei Dialoghi di Trani, Cacciari ha sostenuto la necessità di “riportare il Mediterraneo nella discussione politica europea e nel dibattito attuale per superare la fase di stallo” continentale. L’idea del Mediterraneo come Arcipelago, assunta da Cacciari a categoria filosofica nel suo libro omonimo, può fungere da metafora per l’Europa stessa, poiché “l’Europa non consiste di terra, ma di mare e di terra”. Il Mediterraneo è definito come il mare più significativo perché "vi sono isole, perché si dà terra", un mare non astrattamente separato dalla terra e ricco di isole, luogo di relazione, dialogo e confronto delle diverse isole, "tutte dal Mare distinte e tutte dal Mare intrecciate, tutte dal Mare nutrite e tutte dal Mare arrischiate". L'interrogativo "Quale mare vogliamo?" è al centro di questa riflessione, auspicando un’Europa desiderosa di conversare attorno al suo mare, scambiandosi idee, tradizioni, progetti e inquietudini.
In tale contesto di scambio culturale, la musica del Tamara Obrovac Ensemble rappresenta una combinazione unica di jazz ed elementi musicali tipici della penisola istriana, della musica popolare del Mediterraneo e della musica contemporanea. L'Istria è una penisola che unisce nella sua cultura elementi delle tradizioni italiane, slovene e croate, di cui la musica del transHISTRIA ensemble è una testimonianza. Questo ensemble interpreta la musica della Obrovac con spontaneità, improvvisazione creativa e umorismo, esprimendo il meglio nelle performance dal vivo, dove l'esperienza e le doti musicali di ogni membro consentono escursioni artistiche inaspettate ispirate dal live, trasportando verso territori inesplorati della musica contemporanea.
Progetti Artistici e Culturali nella Regione Marche
La regione Marche, e in particolare la città di Ancona, si è fatta promotrice di numerose iniziative culturali che mettono in risalto l'arte, la memoria storica e l'impegno sociale, spesso con un legame profondo con il Mediterraneo.
L'Impegno dei Lavoratori di Anconambiente e la Mostra Fotografica
Il cuore dell’azienda Anconambiente sono le lavoratrici ed i lavoratori: a loro è stata dedicata una mostra attraverso gli scatti di Luigi Sauro, che ha immortalato i gesti quotidiani, i volti e i servizi svolti dall'azienda. Le immagini tracciano l’impegno e la professionalità di tante persone, un impegno che si rinnova ad ogni ora del giorno, mentre la città vive, dorme o si risveglia alle prime luci dell’alba. Festività, caldo, ferie, notte, freddo, altezze, anonimato, fatica, profondità e silenzi: per questi uomini e donne, quasi sempre, tutto si azzera di fronte al servizio che sono chiamati a compiere.

"Arrivi e Partenze": Arte e Mediterraneo
Il progetto artistico Arrivi e Partenze, giunto alla sua terza tappa e protrattosi fino al 2 settembre, è dedicato agli artisti under 35. Dopo aver presentato significative esperienze artistiche in Italia e in Europa nelle passate edizioni, il progetto si è allargato allo spazio del Mediterraneo. I giovani artisti, provenienti dai diversi Paesi, sono stati selezionati sulla base della loro produzione (pittura, disegno, installazione, fotografia, video e performance) avendo come bussola e cardine la lettura sociale e l'intervento artistico di stampo estetico-politico.
Si compone così un mosaico fatto di dissonanze, rotture, assenze e qualche incontro, che ha come caratteristica distintiva un linguaggio che parla il codice della contemporaneità. Le traiettorie individuali degli artisti e delle artiste invitati sono accomunate quindi da una stessa langue, il che non significa che essi siano tessere che compongono un unico mosaico. La scelta della curatrice Elettra Stamboulis si è concentrata su artisti che pongono l'accento sulla geografia intesa non come dispositivo, ma come strumento di conoscenza e rappresentazione: il confine fisico, il paesaggio percepito e rappresentato, il disegno di luoghi dell'anima, i destini incrociati e spesso conflittuali che non possono essere taciuti in una ideologia falsamente armonica, di un Mediterraneo non pacificato. Il grande impatto emotivo ed estetico dei lavori esposti dagli oltre 25 artisti protagonisti di questa edizione, provenienti da 17 Paesi di 3 diversi continenti, ha messo in evidenza opere con una profonda valenza politica e civile, alcune delle quali interattive con il pubblico.
La Mostra "Beirutopia" di Randa Mirza alla Mole Vanvitelliana
La personale Beirutopia di Randa Mirza (Libano), fotografa e video maker formatasi tra Beirut e Parigi, si è inserita nell'ambito della terza edizione del progetto di arte contemporanea "Arrivi e Partenze". Promossa dal Fondo Mole con la collaborazione dell'Assessorato alla cultura del Comune di Ancona e il sostegno del Dipartimento della gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Marche, l'esposizione si è svolta alla Mole Vanvitelliana di Ancona dal 15 giugno 2012, in concomitanza con il Festival Adriatico Mediterraneo 2012.
Randa Mirza rivolge la sua attenzione ai contesti urbani e sociali, ai conflitti e alle situazioni di cambiamento, alle questioni di genere, per comprendere la complessità della realtà legata ai luoghi, alla storia e alla politica. L'opera Beirutopia è una serie di grandi fotografie (80 x 100) esposte nella capitale libanese alla fine del 2011, configurandosi come un progetto di resistenza attraverso la fotografia. Con il suo obiettivo, Mirza ha indagato nelle strade di Beirut il processo di ricostruzione della città dopo il conflitto, confrontandolo con l'immaginario collettivo trasformatosi attraverso la fiction che accompagna questo stesso processo. La Beirut del futuro, simulata e raccontata nei tabelloni pubblicitari delle compagnie immobiliari, è una città illusoria, così come lo stile di vita standardizzato che l'affianca induce a sognare qualcosa in realtà nelle mani di altri, come il lusso, il benessere, il comfort. L'iperrealismo di queste immagini è la pelle artificiale della città che l'artista solleva a tratti, rivelandone l'illusione, con l'arma sottile della fotografia. La Quattrocentonetriquadri gallery ha dedicato una personale ad una delle artiste selezionate, mettendo in relazione questi due importanti appuntamenti che hanno coinvolto l'intera città.

"Gli Uomini delle Navi" e la Tradizione Cantieristica Marchigiana
Il successo di visitatori della prima edizione della Mostra fotografica “Gli Uomini delle Navi” ha spinto la neonata Associazione “Uomini delle Navi” a rinnovare i contatti con colleghi delle altre realtà cantieristiche delle Marche e del suo indotto, per coinvolgerli in una seconda edizione nell'ambito del Festival Adriatico Mediterraneo 2012. Questa seconda edizione, oltre a proporre nuovo materiale ricevuto dai visitatori della precedente, ha esposto foto degli uomini delle navi che da Pesaro a S. Benedetto hanno lavorato nei numerosi Cantieri della costa marchigiana.
L'intento è stato quello di allargare all'ambito regionale l'omaggio di memoria a tutti coloro che si sono succeduti nei cantieri, alla loro passione, professionalità e operosità, restituendone momenti di vita lavorativa attraverso immagini fotografiche. È importante ricordare che le città costiere della regione Marche hanno avuto ognuna cantieri navali per la costruzione e il raddobbo di numerose barche in legno da pesca o da cabotaggio operanti nell'Adriatico. Questi cantieri sono nati all'interno dei porti canale di Senigallia, Fano e Pesaro, o direttamente sulle spiagge di Portorecanati, Portocivitanova, Porto S.Giorgio, S. Benedetto del Tronto, prima ancora che fossero realizzati i rispettivi porti.

Il Linguaggio del Tessile e la Formazione Artistica
Un terzo e ultimo appuntamento ha esplorato il linguaggio del tessile, presentando il risultato di un lavoro svolto in collaborazione tra lo studio di arti tessili “la Congrega” e gli studenti di una classe seconda dell'Istituto di Istruzione Superiore "Vanvitelli Stracca Angelini" di Ancona. Gli studenti sono stati guidati all'osservazione di alcuni manufatti della banca dati del tessile, che nel 2010 avevano costituito l'oggetto della prima mostra "Tramare e mare", evento svoltosi all’interno degli spazi della Mole Vanvitelliana.
Gli oggetti tessili esposti testimoniano il transito e l'incessante scambio di simboli, forme, tecniche e colori tra le due sponde dell'Adriatico, di cui il tessuto offre una chiara lettura e una sintesi formale tra aspetti tecnici, artistici e culturali. Inoltre, un percorso espositivo più ampio ha coinvolto 3 artisti emergenti nel panorama internazionale e 25 studenti delle Accademie di Belle Arti di Urbino e Macerata, attraverso atelier d'artista, pittura, scultura, fotografia, video, disegno, installazione e performance.
Altre Iniziative Culturali e Figure Anconetane
Tra le altre iniziative, la presentazione "Teti in mare. Lei. Lui. Ancona. Ottobre." ha offerto uno sguardo inatteso sul quotidiano e sulla ricerca di libertà e rinascita. Questo evento poetico e suggestivo ha esplorato come "un tuffo in mare o sulla nuda terra" possa risvegliare "dal torpore maledetto, dal timore maledetto, dall’abitudine soffocante, dalla rabbia tarpata, come una poesia".
Ancona è anche il luogo di attività di figure come Patrizia Caporossi, docente al Liceo classico “Rinaldini”. La Caporossi ha avuto un ruolo significativo come dirigente provinciale dell’Unione Donne Italiane di Modena (1976-1978), socia fondatrice dell’Istituto Gramsci Marche (1980), commissaria della prima Commissione delle Pari Opportunità delle Marche (1987-1991) e promotrice dei Seminari Magistrali di Genere “Joyce Lussu” di Ancona (1995). Cura e conduce Corsi di Formazione per gruppi di donne e non solo, con l’approccio di genere dei Women’s Studies. Tra le sue ultime pubblicazioni si segnalano “Vedere con gli occhi del cuore”, “Simone Weil, l’indomabile” e “Donne e Risorgimento: una questione storiografica”. Anche Lella Marzoli, giornalista, ha contribuito al panorama culturale locale.
Infine, la città offre la scoperta di uno dei suoi luoghi più suggestivi e meno conosciuti: l'antico Palazzo del Capitano del Porto di Ancona, risalente al XIII secolo e posto sul fronte del Porto, che ospita al suo interno un prezioso Planetario.
Fatoumata e le Storie di Migrazione: Il Ruolo del Cinema Sociale
Il Terra di Tutti Film Festival di Bologna (www.terradituttifilmfestival.org), organizzato dalle ONG GVC e COSPE, si distingue come una rassegna di documentari e cinema sociale dal sud del mondo. GVC (Gruppo di Volontariato Civile) è una Organizzazione Non Governativa laica nata nel 1971 a Bologna, riconosciuta dal Ministero degli Esteri e dall'Unione Europea, che si occupa di cooperazione internazionale allo sviluppo.
Nell'ambito del festival, un documentario ha raccontato le migrazioni di ritorno nelle province di Khouribga, Beni Mellal e Fkih Ben Salah, principali bacini d'emigrazione dal Marocco verso il Sud dell'Europa. Il film ha descritto le problematiche legate a questo fenomeno da un punto di vista di genere, concentrandosi sulle storie femminili. Narra le vicende di sei donne marocchine, tornate nella loro terra d'origine dopo essere emigrate e aver vissuto in Europa, mettendo in evidenza i diversi motivi che le hanno spinte a emigrare, le differenti ragioni che le hanno portate di nuovo in Marocco e soprattutto le difficoltà del ritorno.
Una delle storie narrate è quella di Fatoumata, partita dalla Libia con il figlio, sbarcata in Italia dove incontra un giovane siciliano. Il fenomeno dell'immigrazione illegale porta con sé una conseguenza dolorosa: la separazione dei migranti dalla loro famiglia. Questo documento nasce dal desiderio di unire, anche solo attraverso una telecamera, una famiglia che da molto tempo spera di ricongiungersi. Un altro film, "Harga", ha mostrato i sogni di una generazione nata sotto l'abbaglio dell'illusoria opulenza imposta dalla società moderna, in un mondo dove "non c'è più posto per gli emarginati, dove tutto è condizionato dal luogo di nascita, dove il quartiere in cui si vive definisce il nostro avvenire, si sogna di luoghi lontani". Per allontanarsi dalla miseria, alcuni scelgono tra agire e subire; partire o morire.
A completamento di queste narrazioni visive, un progetto fotografico ha visto sei fotografi viaggiare per la Tunisia e scattare 100 foto-ritratti per rappresentare la diversità dei tunisini: uomini e donne, giovani e vecchi, provenienti da Nord, Sud, Est o Ovest, ricchi o poveri, funzionari pubblici, imprenditori, operai, contadini, disoccupati. Dalle foto sono stati realizzati enormi poster affissi poi in diversi punti strategici della Tunisia, simboli del potere di Ben Ali.
MAROCCO: Migrazione, tutti in rete
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