La Diocesi di Albano vive un periodo di significativi eventi e celebrazioni, culminato nel 50° anniversario di un evento cruciale e l'emozionante arrivo di un nuovo Pontefice, Papa Leone XIV. Questo periodo è segnato anche dal congedo e dal Giubileo sacerdotale del Cardinale Marcello Semeraro, figura centrale per la comunità locale.
Il congedo del Cardinale Marcello Semeraro e il suo ministero episcopale
Mercoledì 8 settembre, in occasione della festa della Natività della Beata Vergine Maria, la Chiesa di Albano ha vissuto un momento storico: dopo diciassette anni, il Cardinale Marcello Semeraro ha concluso il suo ministero episcopale nella Diocesi di Albano. Questo avvenimento è seguito alla sua nomina da parte di Papa Francesco a Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Gli succede Monsignor Vincenzo Viva.
Nella celebrazione dell’ordinazione episcopale di Monsignor Viva, è stato festeggiato anche il Giubileo sacerdotale del Cardinale Semeraro. La scadenza giubilare ha aperto il cuore del cardinale al ringraziamento. Ponendosi sulla vetta degli anni giubilari e mettendo a fuoco principalmente gli ultimi diciassette anni, quelli dell’episcopato nella Diocesi di Albano, il Cardinale ha scorto un "filo d’oro" che attraversa tutta la sua esperienza di pastore.
Tratti salienti del servizio alla Chiesa del Cardinale Semeraro
Tra i tratti salienti del suo servizio alla Chiesa, spicca l’alto profilo che ha saputo dare al suo magistero. I suoi interventi, dispiegati in una vasta e varia gamma di tempi e occasioni, costituiscono un denso "corpus" magisteriale al quale è possibile attingere fruttuosamente per un’azione pastorale capace di rispondere alle sfide che l’attuale cambiamento di epoca presenta. Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione permanente dei sacerdoti, privilegiando temi di viva e urgente attualità relativi all’identità spirituale e alla missione dei presbiteri.
Accanto al servizio del "maestro della fede", si aggiunge il servizio del pastore, riferendosi ai temi della cura e della carità. Nell’affrontare alcune particolari situazioni, il pastore ha saputo coniugare la fermezza dell’autorità con l’amabilità della paternità. Riguardo alla cura, in questi anni si sono realizzate significative "opere segno". Il servizio alla Chiesa, dunque, è stato il vero elemento che ha dato unità alle molteplici espressioni del ministero episcopale del Cardinale Semeraro.
Mario Placidini intervista il vescovo di Albano Marcello Semeraro
Ricordo della fondazione della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue ad Albano
Il 24 marzo 1821, il venerabile Giovanni Merlini arrivò ad Albano Laziale, a 20 chilometri fuori Roma, per preparare l’arrivo di San Gaspare, che sarebbe giunto la sera del giorno successivo. Papa Pio VII, grande benefattore della Congregazione, credeva molto nel giovane sacerdote Gaspare Del Bufalo, tanto da affidargli un progetto di riforma della vita della Chiesa e del clero nel territorio dello Stato Pontificio. Una casa ad Albano era considerata un punto strategico per la rievangelizzazione della zona sud dello Stato papale.
In quest’ottica di riforma, fu donata una casa e una chiesa per fungere da punto logistico dell’opera da compiere. Partendo da Albano, i Missionari predicarono molte missioni popolari. La casa di Albano fu la sede della curia generalizia dal 1821 al 1838. Il 24 marzo 2021, con una messa presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione dei Santi e Amministratore Diocesano della Diocesi di Albano, si è voluto ricordare questo evento. Oltre ai missionari CPPS residenti ad Albano, erano presenti altri confratelli delle comunità vicine.
"Lumen Gentium - Cinquanta anni dopo": il libro del Vescovo Marcello Semeraro
Venerdì 29 aprile, alle ore 18, presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo, è in programma la presentazione del libro del Vescovo di Albano, Marcello Semeraro, dal titolo "Lumen Gentium - Cinquanta anni dopo" (Ed. Marcianum Press, collana “Strumenti di catechesi”, pagine 512, prezzo € 26,00). Il volume, con la prefazione di Enzo Bianchi, raccoglie scritti preparati da Monsignor Semeraro sia per i corsi di Ecclesiologia del Vaticano II e di Storia dell’Ecclesiologia da lui tenuti al Laterano, sia per altre circostanze accademiche.
Questi interventi sono presentati in forma unitaria e organica, nella prospettiva della ricorrenza "giubilare" del Concilio Vaticano II, e tratteggiano l’immagine della Chiesa che emerge dalla costituzione dogmatica "Lumen Gentium", uno dei pilastri del Concilio, decisivo per l’approfondimento del mistero della Chiesa e del suo radicale rinnovamento. L’Autore considera i temi ecclesiologici generali e particolari discussi in seno al Vaticano II, con attenzione anche alla fase redazionale, proponendo, infine, alcuni sguardi retrospettivi a cominciare dal discorso di Paolo VI a chiusura del Concilio.
All’evento di presentazione parteciperanno il giornalista Gianfranco Svidercoschi, scrittore e vaticanista, inviato dell’Ansa durante il Concilio Vaticano II, poi vicedirettore dell’Osservatore Romano e autore di numerosi libri, e Monsignor Dario Vitali, presbitero della Diocesi di Velletri-Segni, professore ordinario di Ecclesiologia alla Pontificia Università Gregoriana e professore invitato presso l’Istituto Teologico Leoniano di Anagni, autore di molti testi sul tema della sinodalità.

L'arrivo di Papa Leone XIV ad Albano Laziale
Domenica 20 luglio, ad Albano Laziale, si è verificato un evento di grande portata: l'arrivo di Papa Leone XIV. Il Pontefice ha camminato tra un mare di fedeli festanti da Villa Barberini fino alla cattedrale di San Pancrazio per celebrare la Messa. Migliaia di fedeli, turisti e cittadini, in piazza Pia e in piazza Duomo, lo hanno salutato con affetto. Affiancato da due ali di folla festante, disposte dietro alle transenne gialle, a destra e sinistra di piazza Pia, Papa Leone XIV ha percorso il tragitto dal cancello delle Ville Pontificie fino all’ingresso principale della cattedrale di Albano in piazza Duomo, dove ha celebrato la Messa a partire dalle ore 9:35.
Giunto davanti alla facciata della cattedrale di San Pancrazio, fatta costruire dall’Imperatore Costantino, il Papa è stato accolto, come da protocollo, dalle autorità civili e religiose. Sul sagrato erano presenti Monsignor Vincenzo Viva, vescovo di Albano; il Ministro italiano della Salute, Orazio Schillaci; il sindaco di Albano Laziale, Massimiliano Borelli, oltre a tutti i sindaci della Diocesi suburbicaria di Albano. I gonfaloni di tutte le città della Diocesi sventolavano orgogliosamente in aria al passaggio del Papa.
Sulle note dell’Inno pontificio, intonato dalla banda cittadina "Cesare Durante" disposta nei pressi del sagrato, il Pontefice ha ricevuto un piatto d’argento con il suo stemma. Il dono, realizzato dai fratelli maestri argentieri Alessandro e Massimo Pirani, era stato preparato per la sua presa di possesso come cardinale-vescovo di Albano, programmata per il 12 maggio 2025, solennità di San Pancrazio, patrono della Diocesi. Papa Francesco infatti, il 6 febbraio scorso, aveva nominato l’allora cardinale Prevost "cardinale-vescovo" della Diocesi suburbicaria di Albano. La presa di possesso ufficiale del titolo era stata programmata per il 12 maggio, ma saltò, dal momento che quattro giorni prima il porporato diventò vescovo di Roma col nome di Leone XIV.
Ad Albano un Pontefice mancava dal 21 settembre 2019, quando Papa Francesco celebrò una Messa proprio a San Pancrazio. Naturale dunque che l’arrivo di Papa Leone, che dal 6 luglio sta trascorrendo un periodo di riposo estivo nelle Ville Pontificie dell’adiacente Castel Gandolfo, abbia suscitato in migliaia di cittadini, turisti e fedeli tanto affetto e un incontenibile senso di accoglienza.
Testimonianze sull'arrivo del Papa
Don Giacomo Ferri, 40 anni, ordinato sacerdote da Papa Francesco nel 2014, e originario di Pavona, è tornato "a casa", nella sua Diocesi originaria di Albano, per poter vedere Papa Leone XIV. "Sono un missionario itinerante - racconta ai media vaticani - impegnato negli Stati Uniti, ufficialmente nella Diocesi di Dallas, anche se poi lavoro, soprattutto con i migranti, in tutto lo stato del Texas. Siamo stati la prima Diocesi che Papa Leone ha salutato durante il suo primo Angelus a piazza San Pietro. Ovviamente tutti a Dallas hanno salutato con entusiasmo l’elezione del primo Papa americano." Riflettendo sulla situazione geopolitica mondiale, Don Ferri ha concluso: "Certamente è un grande conforto avere in questo momento storico, proprio qui vicino a noi, a Castel Gandolfo, il Santo Padre, che non è solo un generico simbolo di pace, ma una persona che, per missione, diffonde il messaggio della pace di Cristo nel mondo."
La bandiera degli Stati Uniti attendeva l'arrivo in piazza Duomo del primo Papa statunitense. Nonostante avesse già diretto la banda musicale di Albano intitolata a suo nonno, Cesare Durante, davanti a Papa Francesco nel 2019, il maestro Andrea Durante, 50 anni, confessa che "è sempre una grande emozione esibirsi davanti ad un Pontefice". "Questa mattina - prosegue - quando ho incontrato tutti i 48 elementi della banda, ho percepito sensibilmente la loro grande emozione. Abbiamo eseguito l’Inno pontificio, composto da Charles Gounod e revisionato per banda sinfonica dal maestro Fulvio Creux. Per noi dei Castelli Romani è motivo di grande orgoglio poter ospitare il soggiorno estivo di un Papa. Potrei dire che tutta la città era palpabilmente emozionata alla vigilia di questo evento, ma i fatti parlano da sé: tutti i biglietti per assistere alla Messa dal maxischermo in piazza e nella chiesa sono stati prenotati in pochissimo tempo. Questo la dice lunga sull’affetto che Albano prova per Papa Leone."

Momenti salienti della Messa e il saluto del Papa
La Messa si è conclusa alle ore 10:50, e Papa Leone XIV ha potuto rifare il cammino a ritroso verso Villa Barberini con molta più tranquillità, prima della recita dell’Angelus delle ore 12. Si è fermato soprattutto a parlare con persone disabili e sulla sedia a rotelle, che, dopo un intimo scambio, ha benedetto con un segno di Croce sulla fronte. Di nuovo in piazza Pia, prima di imboccare, in senso inverso, il cancello delle Ville Pontificie che affaccia proprio sulla piazza, tante persone ai margini della strada desideravano salutarlo. È stato pressato da persone a caccia di una foto ricordo e da genitori che gli avvicinavano i loro neonati per una benedizione. A tutti il Pontefice, andando via, ha dedicato un po’ del suo tempo: un sorriso, un saluto con la mano, un breve dialogo, una carezza.
Dopo la Messa, Papa Leone XIV si è fermato a benedire i bambini di ritorno a Villa Barberini. Sono rimaste profonde le impressioni lasciate dalla sua omelia. "Certamente il brano del Vangelo di oggi incentrato sulle figure, pratica e contemplativa, di Marta e Maria, parlano al profondo della nostra missione", riflette Chiara Frezza, 36 anni, incaricata del Distretto Sud degli Scout d’Europa. "Il servizio dell’ascolto e della testimonianza da un lato e quello concreto dell’aiuto al prossimo dall’altro - dice prima di lasciare piazza Pia insieme al suo gruppo - sono al centro della vocazione degli Scout. Comincerò a mettere in pratica il messaggio dell’omelia di Papa Leone annunciando ai miei compagni, che non hanno potuto essere qui oggi, le emozioni e gli insegnamenti di questa giornata."