Tu sei il pane: Nutrimento, Missione e Cammino Sinodale nella Diocesi di Belluno

Il tema del pane e del nutrimento assume molteplici significati nella vita di fede, richiamando sia la provvidenza divina che la responsabilità umana di condivisione e crescita spirituale. La Diocesi di Belluno propone una riflessione profonda su questi aspetti, invitando a guardare oltre la semplice soddisfazione della fame fisica per abbracciare un nutrimento olistico che rafforza la relazione con Dio e il servizio alla comunità.

Il Pane e il Nutrimento Profondo

L'Antico Testamento offre un potente richiamo alla provvidenza divina attraverso la vicenda del popolo d’Israele. Appena uscito dalla terra d’Egitto, il popolo si trovò senza cibo e si lamentò con Dio, ricordando le "pentole di carne" di cui godevano durante la schiavitù. Ancora una volta, Dio si prese cura del suo popolo, inviando alla sera le quaglie e alla mattina la manna. Questo episodio biblico ci ricorda come Dio si prenda cura in maniera costante del suo popolo.

Gesù riprende il segno compiuto e invita ad andare oltre, ad alzare lo sguardo, perché non basta saziare la fame di pane fisico. Il nostro atto di mangiare indica anche altro: il bisogno di nutrimento, di introdurre energie e sostanze da fuori per sostenere il corpo nella sua interezza. Quando abbiamo fame, scopriamo che il corpo ci manda dei segnali per sopravvivere; quando siamo stressati, il corpo (e il cervello) ci invita a prendercene cura; quando siamo innamorati, ci vengono le farfalle nello stomaco e il nostro corpo (il cuore e tutti i sentimenti) ci chiedono attenzione.

Questo "oltre", che è anche il nostro "oltre", rappresenta l’origine di quel pane: c’è chi davvero si prende cura di noi in maniera olistica, desiderando il nostro bene, che si traduce anche nel credere. La nostra relazione con Dio è sostenuta dalla cura che Lui dimostra nei nostri confronti e che, a sua volta, sostiene la nostra fede. «Ciò che conta è piuttosto indicare la giusta direzione, puntare lo sguardo e i desideri verso ciò che davvero rimane. Forse non sarà subito compreso, forse sarà sporcato dai nostri limiti ed errori, ma è la missione che è affidata a ciascuno di noi, mentre ogni giorno siamo circondati dalle mille domande del mondo» (C.).

Illustrazione biblica della manna che scende dal cielo e del popolo di Israele che la raccoglie nel deserto

Quaresima: Un Tempo di Missione e Fraternità

Anche quest’anno la Quaresima ci ricorda che la missione è un dovere di tutti i cristiani, non un optional, ma un aspetto essenziale della nostra fede. Questo tempo accorcia le distanze e ci fa sentire più partecipi della vita dei nostri fratelli che più soffrono. In questi giorni sentiamo vicine in modo particolare le popolazioni dell’Ucraina ferite da una guerra inutile. Per loro siamo invitati a una giornata di preghiera e di digiuno il Mercoledì delle Ceneri. Non dimentichiamoci però di tutte le altre guerre, dimenticate dai mezzi d’informazione, che continuano ad insanguinare il nostro pianeta. La preghiera e il digiuno per la pace sono certamente strumenti privilegiati, ma anche l’ascolto dei racconti dei nostri missionari che troviamo nelle pagine dell’«Amico del Popolo» e delle riviste missionarie sono un gioiello prezioso, un’informazione alternativa rispettosa della Verità. La Quaresima è anche condividere qualcosa che ci appartiene per stringere sempre di più legami di fraternità.

La foto, scelta per il manifesto di quest’anno, fa nascere un senso di pena, non tanto per il giovane scalzo che sull'asfalto rovente spinge il carretto, ma per la persona che non è scesa per alleggerire il carico. Avrebbero camminato insieme per un breve tratto, e la vita di entrambi sarebbe stata migliore. «Camminare insieme» non è l’ennesimo slogan di una Chiesa in cerca di parole e di titoli a effetto, ma la formula che meglio esprime il suo carattere sinodale e il suo impegno missionario. La missione è una realtà condivisa: nessuno è missionario da solo, c’è sempre qualcuno che lo accompagna, anche se lontano.

Un racconto orientale narra di tre uomini che, durante una stagione secca, si recarono in un villaggio lontano per comprare l’acqua. Dopo giorni di viaggio e di ritorno, si persero nel deserto. Trovando un solo piccolo frutto su un albero secco, erano incerti su come condividerlo. Un anziano pastore, rivelatosi mago, propose una sfida: trovare una soluzione per godere tutti del frutto. Mentre i primi due suggerirono soluzioni basate sulla magia o sull'ingrandimento, il terzo rispose: «Rendici tutti più piccoli, in modo che il frutto sia alla nostra portata!». Il vecchio, soddisfatto, concluse: «Quando ci troviamo in gravi difficoltà, la soluzione è sempre quella di renderci più piccoli, più umili!».

Immagine simbolica di persone che camminano insieme o condividono un carico, rappresentando la solidarietà e il cammino sinodale

Che COS'È la QUARESIMA? - Breve Riassunto

La Formazione al Servizio della Chiesa Sinodale

In questi giorni, la nostra diocesi, in collaborazione con la Scuola di Formazione Teologica, ha attivato la fase di promozione e iscrizione al percorso formativo per facilitatori di organismi di partecipazione e di gruppi. Questa formazione è frutto della valutazione della formazione diocesana rivolta ai Consigli pastorali parrocchiali e ai Consigli di Collaborazione pastorale, curata tra il 2023 e il 2025, e anche delle indicazioni del Documento del Sinodo dei Vescovi (2024).

L'Importanza dei Facilitatori per una Chiesa Partecipativa

Il Documento del Sinodo dei Vescovi, al numero 86, sottolinea: «Altrettanto importante è curare la formazione di figure di accompagnatori e facilitatori, il cui apporto si rivela assai spesso cruciale nello svolgimento dei processi di discernimento». Il numero 87 aggiunge che «Favorire la più ampia partecipazione possibile di tutto il Popolo di Dio ai processi decisionali è la via più efficace per promuovere una Chiesa sinodale». Queste figure, il cui apporto è cruciale, sono essenziali per vivere appieno i processi di discernimento e per crescere nella partecipazione, nella corresponsabilità e nella sinodalità all’interno delle nostre comunità cristiane, proprio a partire dagli organismi di partecipazione come i Consigli, ma non solo.

Dettagli del Percorso Formativo

  • Struttura: Il percorso si articola in una serata introduttiva (dalle 20.30 alle 23) e in quattro giornate formative (9-17.30).
  • Modalità: L’intera proposta sarà realizzata, con gli stessi contenuti e le stesse metodologie, in tre luoghi diversi della diocesi e in date diverse (sessione 1, 2 e 3).
  • Partecipazione: Ognuno è libero di scegliere a quale sessione partecipare. L’adesione è alla totalità dei cinque incontri.
  • Capacità: La proposta è rivolta a un massimo di 120 persone. In ogni sessione parteciperanno fino a 40 persone (che lavoreranno in due gruppi di 20). Se dovessero pervenire più di 120 adesioni, si valuterà come e quando rispondere alle adesioni ulteriori.
  • Contributo: Si chiede ai partecipanti un contributo spese di € 40 per l’intero percorso.
  • Metodologia: La metodologia formativa sarà perlopiù di tipo laboratoriale con cicli di esercitazioni esperienziali, riflessività su di esse, e contributi teorici di sintesi (teologici, pastorali, pedagogico-sociali).
Infografica schematica sul percorso formativo per facilitatori, evidenziando struttura, orari e obiettivi

La Scuola di Formazione Teologica: Cinquant'anni di Servizio e Nuove Prospettive

Il desiderio è di far conoscere questa realtà formativa della nostra Diocesi, che da anni si impegna non tanto per offrire un percorso specialistico che abiliti a competenze professionali o ministeriali (per questo ci sono già a Treviso l’Istituto Teologico “Giuseppe Toniolo” e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Giovanni Paolo I”, entrambi collegati alla Facoltà Teologica del Triveneto), quanto per favorire un cammino personale di crescita per una fede più consapevole, libera e capace di «rendere ragione della speranza che è in noi» (cfr. 1 Pt 3,15).

In questa prospettiva, i percorsi di introduzione all’Antico e Nuovo Testamento e ai grandi misteri della fede cristiana, così come i percorsi di approfondimento circa questioni di particolare attualità, in ambito spirituale, pastorale, artistico e filosofico-culturale, sono pensati per aiutare i credenti delle comunità cristiane a riscoprire il tesoro che la Sacra Scrittura e la Tradizione della Chiesa custodiscono e offrono anche a noi oggi, ritrovando così le risorse della fede cristiana per abitare questo nostro tempo. È per questo motivo che dall’anno scorso si è pensato di allargare la possibilità di accesso, valorizzando la modalità online: è possibile, infatti, seguire online un intero corso scelto o più corsi, organizzandosi in gruppo negli ambienti della propria parrocchia, con un minimo di quattro persone.

L’occasione per un ripensamento e un rilancio del servizio della Scuola, all’interno di questo cantiere aperto, sarà anche il cinquantesimo anniversario della nascita della Scuola, che ricorrerà nel prossimo autunno. Vorrebbe essere l’occasione non solo per rendere grazie a tante persone, che in tanti anni hanno lavorato, partecipato e collaborato a vario titolo alle attività della Scuola, ma anche per tornare a riflettere sul valore della formazione - in particolare biblica e teologica - per la vita delle nostre comunità cristiane, e sul servizio che la Scuola può offrire oggi ad esse. Interverranno mons. Michele Tomasi (Vescovo di Treviso), il prof. Aldo Carera (ordinario di storia economica e del lavoro all’Università Cattolica di Milano) e altri relatori. Questa edizione inizierà proprio da Giuseppe Toniolo (1845-1918), uomo di fede, di impegno sociale e di profonda umanità, che ha saputo unire il suo pensiero cristiano con l’attenzione alle sfide del suo tempo: l’etica in economia, il mondo delle cooperative, gli enti locali, i corpi associativi. Durante il periodo di chiusura estiva, fino al 31 luglio, è comunque possibile iscriversi online.

Ritratto di Giuseppe Toniolo, figura storica di impegno cristiano e sociale, o foto di un'aula della Scuola di Formazione Teologica

Esercizi Spirituali e Impegno Ecumenico

L’Azione Cattolica diocesana organizza un week end di esercizi spirituali aperti a tutti i cristiani adulti che desiderano vivere un tempo prolungato di ascolto della Parola, di silenzio e condivisione della Fede.

Durante il prossimo Giubileo cadrà una ricorrenza molto significativa per tutti i cristiani: l'anniversario del Concilio di Nicea, che ebbe il compito di preservare l’unità, seriamente minacciata dalla negazione della divinità di Gesù Cristo e della sua uguaglianza con il Padre. Erano presenti circa trecento Vescovi, che si riunirono nel palazzo imperiale convocati su impulso dell’imperatore Costantino il 20 maggio 325.

L’anniversario della sua ricorrenza invita i cristiani a unirsi nella lode e nel ringraziamento alla Santissima Trinità e in particolare a Gesù Cristo, il Figlio di Dio, «della stessa sostanza del Padre», che ci ha rivelato tale mistero di amore. Ma Nicea rappresenta anche un invito a tutte le Chiese e Comunità ecclesiali a procedere nel cammino verso l’unità visibile «perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,21) (Spes non confundit n. 11). Nell’orizzonte della gioia che quest’anno giubilare può riaccendere nel cuore dei cattolici, ma anche in tutti coloro che sono discepoli e fratelli in Cristo Gesù, dal quale origina «la Speranza che non delude» (Rm 5,5), la nostra diocesi, attraverso l’Ufficio per l’ecumenismo, ha organizzato un duplice appuntamento per ringraziare il Signore del dono del Concilio di Nicea e del suo Simbolo nel giorno anniversario della sua celebrazione.

Icona storica o illustrazione del Concilio di Nicea con i Vescovi riuniti

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