La Ka’ba, oggi situata nella Grande Moschea, era un luogo sacro già prima dell'avvento di Maometto. La sua centralità per gli arabi e successivamente per il mondo islamico l'ha resa il santuario più importante, punto di riferimento spirituale e commerciale per secoli.

La Mecca Pre-Islamica: Culla di un Santuario Millenario
Geografia e Posizione Strategica
L’Hegiaz è una stretta fascia di terra, lunga circa 1400 chilometri, che si stende sulla costa araba del mar Rosso. Il suo nome significa “barriera”, e la sua spina dorsale è formata dalla catena montuosa del Sarat, parallela al mare, che separa l’area piana costiera, la Tihama, dai desolati altipiani del Neged. Nel Sarat si aprono valichi e depressioni naturali, e in una delle sue valli, a ottanta chilometri dal mar Rosso, si trova La Mecca, città natale di Maometto, il profeta dell’Islam. Il clima arido rendeva impossibili le coltivazioni, ma la stessa posizione geografica, che l’ha punita con temperature inclementi, l’ha favorita collocandola al crocevia delle rotte carovaniere. Sin dagli albori dell’attività commerciale, La Mecca divenne un’importante enclave che univa l’Asia, l’Africa e l’area del Mediterraneo.
Origini Antiche e Nomi della Mecca
La religione finì per consacrare questo ruolo centrale della Mecca in Arabia. La sua antichità è testimoniata dal geografo alessandrino Claudio Tolomeo, che nel II secolo d.C. la chiamava Macoraba, nome derivato da mikrab, “tempio”. Un altro dei suoi nomi in epoca preislamica fu Bakka, e come tale figura nel Corano, che dice: «La prima Casa che è stata eretta per gli uomini è certamente quella di Bakka, benedetta, guida del creato» (3: 96). Questo nome sembrerebbe derivare dal sudarabico mikrab 'tempio'.
La Religiosità Araba Pre-Islamica e i Betili
Che fossero nomadi o stanziali, gli arabi avevano una certa religiosità con una vaga visione dell’esistenza dell’anima, che chiamavano «spirito» o «alito vitale». Alcune tribù adoravano il Sole e, in generale, celebravano il culto davanti a pietre erette, presunte dimore di qualche divinità. È proprio dall’espressione semitica bet o baytu il·lah, “abitacolo di [un] dio”, che deriva il termine “betilo” con il quale sono note queste pietre, distribuite in tutta la Penisola arabica. Alcuni siti di betili furono trasformati in santuari dove si celebravano feste e cerimonie in determinate date. Anche la zona circostante era considerata sacra ed era proibito spargervi sangue durante alcuni mesi che gli arabi consideravano inviolabili. Il luogo che divenne più famoso fu la Ka’ba, alla Mecca. Un complesso pantheon religioso, la cui venerazione era solo parzialmente contrastata da ebraismo e cristianesimo, esisteva prima di Maometto.

Divinità e Culti della Ka'ba Pre-Islamica
Conosciamo il nome di alcune divinità della Ka’ba. Gli abitanti della Mecca adoravano una triade divina al cui vertice c’era al-Lat, divinità solare femminile rappresentata da una pietra bianca, generalmente quadrangolare e talvolta a forma di albero. La seconda dea, al-Uzza, si rappresentava all’interno di un albero sacro posto sulla via tra La Mecca e l’Iraq. Al-Manat, figlia di al-Lat, chiudeva la triade; a lei era dedicato un santuario sulla costa del mar Rosso, sulla via dalla Mecca a Yathrib (la futura città di Medina), e la rappresentava una grande pietra. Esistevano altri culti politeistici, guidati, a quanto pare, dal dio Hubal. Con il tempo ogni tribù aveva traslato le immagini che adorava alla Mecca, situandole nella Ka’ba, una costruzione di pietra grigia alla quale fu attribuito un carattere sacro sin dalla più remota antichità. Ai tempi di Maometto, la Ka'ba custodiva i simboli delle 360 divinità che gli arabi adoravano.
La Ka'ba: Struttura, Simbolismo e Tradizioni
Caratteristiche della Ka'ba
L’apogeo della Mecca fu dovuto all’esistenza della Ka’ba, parola che significa “cubo”, anche se le misure non riproducono esattamente questa figura geometrica. È costruita su uno zoccolo di marmo bianco alto venticinque centimetri e i suoi quattro angoli corrispondono ai punti cardinali; in quello rivolto a est si trova incastonata la cosiddetta Pietra Nera, sollevata a 140 centimetri da terra. Si tratta di una pietra di circa trenta centimetri di diametro, molto venerata dai musulmani, anche se nessuna tradizione indica che prima fosse legata a qualche divinità. L'unica parte sopravvissuta, grazie al suo carattere sacro, è certamente la Ka῾ba, rimasta sostanzialmente inalterata dall'epoca di al-Ḥajjāj, governatore dell'Iraq dal 693. La Pietra Nera che vi è conservata è forse residuo di antichi culti litolatrici, come testimonierebbe anche la presenza di una meno nota pietra Felice (al-ḥajar al-as῾ad), inserita a S-E dell'edificio.

Il Maqām Ibrāhīm e il Pozzo di Zamzam
All'interno della Ka'ba, due file di tre pilastri ciascuna sostengono il tetto, cui si può giungere attraverso una scala. L'impossibilità di eseguire scavi archeologici non consente uno studio approfondito di tutti i suoi elementi, come il Maqām Ibrāhīm ('stazione di Abramo'), posto non distante dalla Ka῾ba, nel quale è conservata una pietra incassata in un contenitore ligneo. Attualmente la Ka’ba è all’interno della Grande Moschea, nel cui recinto si trova anche il pozzo di Zamzam, di quarantadue metri di profondità, con acqua lievemente salmastra cui si attribuiscono poteri miracolosi. Si potrebbe supporre che la sua esistenza fu una delle cause, se non la principale, che contribuirono alla prosperità del luogo che riforniva le carovane di acqua per uomini e animali. Con l’Islam si disse che la sua acqua sgorgò miracolosamente per la prima volta quando la schiava Agar e suo figlio Ismaele furono abbandonati nel deserto da Abramo e cercavano disperatamente acqua.
Tradizioni sulla Costruzione della Ka'ba
I musulmani ritengono che Abramo abbia edificato la Ka’ba come luogo per l’adorazione del Dio unico, ma ciò non è confermato dalla documentazione. In ogni caso, la narrazione coranica dice: «Prendete come luogo di culto quello in cui Abramo ristette! E stabilimmo un patto con Abramo e Ismaele: “Purificate la mia casa per coloro che vi gireranno attorno, vi si ritireranno, si inchineranno e si prosterneranno» (Corano 2:125). Chiunque sia stato a costruire la Ka’ba, di certo prima della nascita dell’islam il luogo era già divenuto centro religioso di tutti gli arabi.
La Mecca: Hub Commerciale e Sociale del Mondo Arabo
Prosperità Economica e Ruolo dei Quraysh
Grazie alla sua funzione religiosa, con pellegrinaggi annuali delle tribù che si recavano alla Ka’ba, La Mecca raggiunse una grande prosperità economica. I suoi abitanti approfittarono del grande afflusso di gente e fiorì l’attività commerciale, favorita dalla posizione geografica della città. Il principale oggetto di scambi commerciali erano i metalli preziosi delle miniere dei Banu Salaim, tribù che abitava sulla rotta di Yathrib: oro in polvere e in lingotti, e argento. A ciò si aggiungevano avorio, profumi, incenso, mirra, spezie e cuoio provenienti dal Sud della Penisola arabica, dall’India e dalla Cina. Questi prodotti venivano scambiati con i tipici manufatti mediterranei: tessuti di cotone, seta e lino, olio d’oliva, cereali, armi. La penisola arabica era un luogo di transito delle merci fra l’Asia e il Mediterraneo. La Mecca era il centro commerciale più importante ed era dominata dal clan dei Qurayshiti, che avevano eletto la Ka’ba a luogo di culto di tutte le divinità della penisola e meta di pellegrinaggio. Spesso tribù e clan si scontravano tra loro, ma il buon governo della tribù di Quraysh, che dominava La Mecca dal V secolo, fece della città la meta delle carovane provenienti dallo Yemen, e il punto di partenza di quelle dirette a Gerusalemme e Damasco.
Le Rotte Commerciali e la Neutralità Araba
Nel VI secolo nacquero in città importanti organizzazioni mercantili la cui funzione era quella di concordare condizioni di traffico e di compravendita con le autorità di Siria, del Sud dell’Arabia e persino con il sovrano del regno etiopico di Aksum, il Negus, in cambio di protezione a commercianti e merci. Le continue guerre che opponevano le due principali potenze della regione, Bisanzio e l’impero persiano dei Sasanidi, rendevano ancor più insicura la zona, e la neutralità mantenuta dagli arabi facilitò il consolidamento di nuove rotte nei loro territori. Queste sostituivano quelle che in precedenza univano il golfo Persico con Aleppo, nel nord dell’odierna Siria, che era sconsigliabile seguire per via dei conflitti.

Struttura Sociale e Religiosità Tribale
All’interno degli arabi pre-islamici si distinguevano tre gruppi: quelli che vivevano nelle steppe del nord, quelli delle oasi centrali e quelli del fertile sud. Con l’eccezione di società più avanzate come i regni di Ma’in, Saba, Hadramaut e Himyar nel sud, tutti gli altri arabi, organizzati in tribù e clan, erano soliti riunirsi in assemblee periodiche e stabilirono una specie di senato chiamato Mala’. Esisteva una rivalità ancestrale tra gli arabi del nord, che si ritenevano discendenti di Abramo e Ismaele, e quelli del sud, che sostenevano di discendere da Qahtan. Ciononostante, le relazioni burrascose si erano lievemente placate prima della nascita di Maometto, nel 570. Il miglioramento viene attribuito al ruolo della Mecca come centro di pellegrinaggio di tutti gli arabi. Venivano dunque stabilite delle tregue affinché le carovane potessero attraversare con maggior sicurezza le zone desertiche, e anche perché i fedeli delle diverse divinità venerate nella Ka’ba potessero riunirsi alla Mecca e portare a termine i rispettivi rituali. Sappiamo che gli arabi immolavano animali in onore degli dèi e ne imbrattavano le immagini con il sangue delle vittime sacrificali, e che giravano per sette volte in senso antiorario attorno alla Ka’ba. Il territorio circostante, segnalato da pietre, aveva carattere sacro e al suo interno non era permesso tagliare alberi, portare armi né spargere sangue.
La Ka'ba nell'Era Islamica: Da Santuario Politeista a Centro Monoteista
La Predicazione di Maometto e il Cambiamento della Qibla
L’apogeo del commercio non si tradusse solamente in prosperità per La Mecca: diede origine anche a differenze sociali che scalzavano i valori tradizionali delle società beduine. Fu in questo contesto che Maometto iniziò a predicare una nuova religione. L'oligarchia della Mecca, in particolare i Quraysh, temeva la perdita dell'egemonia religiosa della città. Quando nel 622 Maometto dovette fuggire a Yathrib, stabilì la Qibla (il punto verso cui i fedeli devono rivolgere lo sguardo nella preghiera) in direzione di Gerusalemme. Quando, però, le sue relazioni con la vasta comunità ebraica di Medina si deteriorarono, Maometto cambiò la Qibla volgendola verso la Ka’ba. A proposito di questo cambio, nel Corano si dice: «E gli stolti diranno: “Chi li ha sviati dall’orientamento, che avevano prima?”. Di’: “Ad Allah appartiene l’Oriente e l’Occidente, Egli guida chi vuole sulla Retta Via”» (Corano 2, 142).
La Mecca: Città Santa e Distruzione degli Idoli
La Mecca era così diventata la Città Santa dell’Islam, e la Ka’ba il suo epicentro spirituale. Quando nel 630 gli avversari di Maometto alla Mecca si arresero, il profeta ordinò di distruggere gli idoli che si conservavano all’interno dell’antico santuario, anche se volle preservare le immagini della Vergine Maria e di Gesù. Da quel momento in poi La Mecca fu il cuore di una nuova religione che si fondeva con un nuovo ordine politico, nato dalla predicazione di Maometto. I diversi gruppi etnici e tribali furono dunque uniti in una sola comunità o Ummah: quella di coloro che accettavano l’Islam e il suo Dio unico. Tutti questi riti pre-islamici, come la circuizione della Ka'ba, sono in vigore ancora oggi, giacché furono incorporati nell’Islam e si mantengono nel pellegrinaggio minore o umrah.
The UnXplained: La Pietra Nera della Mecca è la PIÙ SACRA del mondo (Stagione 5) | Storia
La Ka'ba nel Medioevo Islamico: Trasformazioni e Sfide
Restauri e Arredi Sacri
Nulla è rimasto dell'impianto urbano relativo all'epoca pre-islamica, e anche le poche notizie sulla città desumibili dalle fonti appaiono contraddistinte da un'aura leggendaria. Nel periodo Omayyade la città subì delle trasformazioni considerevoli, tra cui quelle disposte dal califfo al-Walīd I (705-715), che avrebbe chiamato artigiani cristiani per abbellire l'area della Ka῾ba. Ben poco si sa degli interventi Abbasidi, consistenti prevalentemente in ampliamenti. Importante è lo studio degli arredi destinati all'area sacra: delle kiswa medievali - drappeggi che rivestivano il muro esterno della Ka῾ba - rimane solo la testimonianza delle fonti. Anche delle grondaie (mīzāb al-raḥma), disposte su un angolo della Ka῾ba corrispondente allo Ḥijr (la zona circondata da un muro semicircolare dove secondo la tradizione sarebbero sepolti Ismaele e sua madre Agar), non restano che esempi tardi. Una testimonianza molto interessante è invece fornita da numerose chiavi e serrature di committenza regia, destinate alla porta della Ka῾ba. La maggior parte di esse è conservata a Istanbul e attesta un lavoro di altissima qualità; il più antico esemplare datato tra quelli noti risale al 1160.
Il Trafugamento della Pietra Nera
Nel corso del regno Abbaside, i Carmati, appropriandosi della Mecca nel 930, trafugarono la Pietra Nera, che fu restituita solo nel 950. Con la decadenza degli Abbasidi, alla metà del X secolo, il governo della città passò a varie famiglie di sceriffi ‘alidi.
L'Iconografia Medievale della Mecca e della Ka'ba
Molto significativa è l'iconografia della Mecca nel corso del Medioevo. Tra le opere più antiche in cui è rappresentata la città va ricordata una lastra in marmo proveniente dal santuario dell'imām Ibrāhīm a Mossul (Iraq), conservata a Baghdad, databile tra il 1093 e il 1104. In essa compaiono alcuni dei tratti peculiari di molte rappresentazioni successive, quali la prospettiva 'schiacciata' e topografica, con le indicazioni didascaliche dei luoghi principali del pellegrinaggio, che variano nelle dimensioni a seconda dell'importanza. A questo tipo di iconografia va riconnessa certamente quella dei rotuli di pellegrinaggio, che certificavano il compimento del viaggio alla Mecca, probabilmente concepiti per essere esposti. A Istanbul se ne conservano centottantacinque provenienti dalla Grande Moschea di Damasco, settantotto dei quali datati: dal XIII secolo compaiono i primi esemplari con raffigurazioni dei luoghi santi, come quello del 1285, in cui appaiono le città di Mecca e Medina unite in un binomio molto significativo. Questo tipo di iconografia si può trovare anche in pitture murali. Agli stessi modelli sembrano ispirate le più rozze raffigurazioni presenti in manoscritti destinati all'identificazione della qibla, ovvero all'orientamento per la preghiera. La rappresentazione della Mecca, e quindi della Ka῾ba, in compilazioni storiche compare già nel 1307 nel Jami῾ al-tavārikh dello storico Rašīd al-Dīn, dove è raffigurato l'episodio storico-agiografico in cui Maometto trentacinquenne ricolloca all'interno della Ka῾ba la Pietra Nera, ponendola su un telo tenuto ai quattro angoli dai rappresentanti dei maggiori clan della città. È a questo modello iconografico, ben distinto da quello topografico, che si riferiscono più tarde raffigurazioni della Ka῾ba presenti in opere come una copia dello Shāhnāma di Firdūsī (X secolo) eseguita a Shirāz intorno al 1330.