Informazioni sulla Parrocchia dei Beati Parroci

Nel 1985, con decreto 291/D/85, nasce la Parrocchia dei Beati Parroci. In un primo momento, la parrocchia ha avuto una sede provvisoria in un garage in via Pomaretto 4/c.

Foto esterna della sede attuale o della prima sede provvisoria della Parrocchia dei Beati Parroci

I Beati Parroci: Federico Albert e Clemente Marchisio

La Parrocchia dei Beati Parroci è intitolata a due figure ecclesiastiche di spicco, il Teologo Federico Albert e Don Clemente Marchisio, le cui vite e opere hanno lasciato un'impronta significativa nella storia religiosa e sociale del Piemonte.

Beato Federico Albert (1820-1876)

Ritratto storico del Beato Federico Albert

Il teologo Federico Albert nacque a Torino il 16 Ottobre 1820. Ordinato sacerdote nel 1843, ricoprì inizialmente l'incarico di cappellano alla Corte dei Savoia. A partire dal 1852, divenne parroco e vicario foraneo (zonale) di Lanzo, dedicandosi con zelo al suo ministero.

La sua formazione spirituale fu profondamente influenzata dalla scuola di san Giuseppe Cafasso, di cui fu allievo, e mantenne una stretta amicizia con san Giovanni Bosco. Albert fu un predicatore instancabile, percorrendo tutto il Piemonte per proporre Esercizi spirituali sia al clero che al laicato, e organizzando Missioni popolari nelle parrocchie.

Fu riconosciuto come un uomo apostolico e un generoso donatore di opere scolastiche ed assistenziali a beneficio della comunità. Tra le sue realizzazioni più importanti, spicca la fondazione delle Suore Vincenzine di Maria Immacolata, affettuosamente conosciute come le suore "Albertine".

Beato Clemente Marchisio (1833-1903)

Ritratto storico del Beato Clemente Marchisio

Don Clemente Marchisio nacque a Racconigi l’1 marzo 1833. Fu ordinato sacerdote nel 1856 e, come il Beato Albert, ebbe l'opportunità di essere allievo di san Giuseppe Cafasso. Iniziò il suo ministero come viceparroco prima a Cambiano e poi a Vigone, presso la parrocchia di Santa Maria del Borgo.

Nel 1860, Don Clemente Marchisio fu nominato parroco di Rivalba Torinese, comunità in cui rimase per tutta la vita. Qui si impegnò in molteplici iniziative di formazione morale e sociale, soprattutto a favore dei giovani. Si distinse anche nella creazione di un laboratorio femminile, offrendo opportunità di crescita e sviluppo.

È rilevante notare che Don Clemente Marchisio ebbe anche la collaborazione del Beato Albert nelle sue opere, un legame che testimonia la comunione di intenti e la dedizione al prossimo di questi due beati sacerdoti.

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