Il Diavolo nel Catechismo: Significato, Origine e la Lotta Spirituale

La Percezione Moderna del Diavolo e l'Insegnamento della Chiesa

Una volta, una semplice filastrocca bastava a far "sentir dire" che il diavolo esiste e che non è niente di buono. Oggi, anche se cartoni, giochi e serie per bambini contengono riferimenti al diavolo - a volte presentato persino come un personaggio positivo - si riscontrano molte remore a parlarne ai più piccoli. È come se noi adulti ci fossimo convinti che ai bambini bisogna dire solo cose positive e non affrontare le negatività, quasi a volerli tenere lontano da ciò che immaginiamo non possa essere adatto, evitando così anche di parlare del diavolo.

Tuttavia, quando vanno a messa la domenica, capita che si imbattano in passi del Vangelo in cui si parla del diavolo. Il trucco più sottile di Satana è proprio quello di far credere che non esista, che sia solo una figura di fantasia o una metafora. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) affronta ampiamente l'azione del diavolo, collegandola soprattutto alla scelta disobbediente di Adamo ed Eva ed evidenziando la stretta relazione tra la caduta degli angeli e quella dei nostri progenitori.

Chi è il Diavolo? Origine e Natura secondo il Catechismo

L'Angelo Caduto

La Chiesa insegna che all’inizio il diavolo era un angelo buono, creato da Dio. Il Concilio Lateranense IV (anno 1215), al Cap. 1, afferma: “Diabolus enim et alii dæmones a Deo quidem natura creati sunt boni, sed ipsi per se facti sunt mali - Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi”.

La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo (CCC 391). La Scrittura parla di un peccato di questi angeli (CCC 392). Tale « caduta » consiste nell’avere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno (CCC 392). A far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta, e non un difetto dell’infinita misericordia divina (CCC 393).

Potere e Limiti di Satana

Satana è molto forte e potente, ma è infinitamente inferiore a Dio. Gesù stesso ha affermato: “Egli non può nulla contro di me” (Giovanni 14, 30). Il potere di Satana non è niente paragonato a Dio.

La potenza di Satana, però, non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l’edificazione del regno di Dio (CCC 395). Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni - di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica - per ogni uomo e per la società, questa azione è permessa dalla divina provvidenza, la quale guida la storia dell’uomo e del mondo con forza e dolcezza (CCC 395). La vita terrena è un tempo di prova, durante il quale Dio consente al demonio di tentare e ‘saggiare’ l’uomo, mai però al di sopra delle sue forze.

La Scrittura attesta la nefasta influenza di colui che Gesù chiama « omicida fin dal principio » (Gv 8,44), e che ha perfino tentato di distogliere Gesù dalla missione affidatagli dal Padre. È « omicida fin dal principio […], menzognero e padre di menzogna » (Gv 8,44), « Satana, che seduce tutta la terra » (Ap 12,9). È a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo (CCC 2852).

Il Diavolo e la Caduta dell'Uomo

Dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori c’è una voce seduttrice, che si oppone a Dio e che, per invidia, li fa cadere nella morte. Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori: « Diventerete come Dio » (Gn 3,5) (CCC 392).

Dio ha creato l’uomo a sua immagine e l’ha costituito nella sua amicizia (CCC 396). Creatura spirituale, l’uomo non può vivere questa amicizia se non come libera sottomissione a Dio. Questo è il significato del divieto fatto all’uomo di mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male, « perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti » (Gn 2,17) (CCC 396). « L’albero della conoscenza del bene e del male » (Gn 2,17) evoca simbolicamente il limite invalicabile che l’uomo, in quanto creatura, deve liberamente riconoscere e con fiducia rispettare (CCC 396).

L’uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio (CCC 397). Con questo peccato, l’uomo ha preferito se stesso a Dio, e, perciò, ha disprezzato Dio: ha fatto la scelta di se stesso contro Dio, contro le esigenze della propria condizione di creatura e conseguentemente contro il suo proprio bene (CCC 398). Costituito in uno stato di santità, l’uomo era destinato ad essere pienamente « divinizzato » da Dio nella gloria (CCC 398). La Scrittura mostra le conseguenze drammatiche di questa prima disobbedienza (CCC 399).

Rappresentazione simbolica del diavolo secondo la tradizione cristiana

La Vittoria di Cristo sul Diavolo

« Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo » (1 Gv 3,8) (CCC 394). Gesù stesso è stato tentato dal diavolo direttamente nel deserto (cfr. Lc 4,1-13), dove ha trionfato su Satana in forza della sua piena adesione al disegno di salvezza voluto dal Padre, ricorrendo alla Parola di Dio (CCC 566). Così Gesù è vincitore del diavolo: egli ha legato l’uomo forte per riprendergli il suo bottino (CCC 539).

La tentazione di Gesù manifesta quale sia la messianicità del Figlio di Dio, in opposizione a quella propostagli da Satana e che gli uomini desiderano attribuirgli (CCC 540). Per questo Cristo ha vinto il tentatore per noi: « Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato » (Eb 4,15).

Nel Vangelo di San Luca, leggiamo che Gesù comanda ai demoni, che lo riconoscono come il Figlio di Dio. Fra i miracoli che Gesù compie, ci sono liberazioni da possessioni diaboliche (cfr. Mc 1,25-26; 5,2-20): realizzando tali guarigioni, Egli ha vinto il demonio, causa di tali mali, mentre “ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie” (Mt 8,17). Più volte gli Evangelisti ci narrano che Gesù pratica anche vari esorcismi, con i quali libera alcune persone dal tormento dei demoni, anticipando così la grande vittoria che egli attuerà sul principe di questo mondo.

La vittoria definitiva di Cristo sul mondo del male avviene soprattutto nella sua Morte e Risurrezione, con la quale vince Satana e definitivamente spezza il dominio dello spirito maligno. Con la sua passione Cristo ci ha liberati da Satana e dal peccato, meritandoci la vita nuova nello Spirito Santo (CCC 1708). La vittoria sul « principe del mondo » è conseguita, una volta per tutte, nell’Ora in cui Gesù si consegna liberamente alla morte per darci la sua vita. Avviene allora il giudizio di questo mondo e il principe di questo mondo è « gettato fuori » (CCC 2853).

Cristo è disceso nella profondità della morte affinché i « morti » udissero « la voce del Figlio di Dio » (Gv 5,25) e, ascoltandola, vivessero (CCC 635). Gesù, « l’Autore della vita », ha ridotto « all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo », liberando « così tutti quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita » (Eb 2,14-15) (CCC 635). Egli ha affidato ai suoi apostoli il potere di scacciare i demoni. È in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà « liberata dalla corruzione del peccato e della morte » (CCC 2852). « Sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca: chi è nato da Dio preserva se stesso e il maligno non lo tocca » (1 Gv 5,18). Cristo è « il più forte » che ha vinto « il forte » (cfr. Lc 11,22).

Icona di Cristo che scaccia i demoni

La Lotta Spirituale e i Mezzi per Resistere al Diavolo

Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta incominciata fin dall’origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l’uomo deve combattere senza sosta per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l’aiuto della grazia di Dio” (Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, n. 13).

Mezzi Spirituali di Difesa

  • Vita di Fede e Obbedienza: Il primo e più sicuro scudo è una genuina vita di Fede, caratterizzata da fiducioso abbandono all’amore paterno e provvidente di Dio (cfr. Lc 12, 22-31), e dall’obbedienza alla sua volontà (cfr. Mt 6, 10), in imitazione di Cristo Signore. La più bella vittoria sull’influenza di Satana è la continua conversione della nostra vita, che ha una sua speciale e continua attuazione nel Sacramento della Riconciliazione.
  • Vigilanza e Annuncio del Vangelo: È necessaria una permanente vigilanza: « Vigilate ». Bisogna accogliere e testimoniare, sempre più, con la parola e con le opere, il Vangelo. Per questo occorre un annuncio integrale e coraggioso del Vangelo: non si deve avere paura di parlare anche del demonio, e soprattutto della vittoria che Cristo ha già riportato su di esso e continua a riportare nella persona dei suoi fedeli.
  • Fuga dal Peccato e Discernimento: Fuggire ed evitare il peccato è fondamentale, poiché esso “è un’offesa a Dio: « Contro di te, contro te solo ho peccato. Quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto » (Sal 51,6)”. Il peccato si erge contro l’amore di Dio per noi e allontana da lui i nostri cuori. Come il primo peccato, è una disobbedienza, una ribellione contro Dio, a causa della volontà di diventare « come Dio » (Gn 3,5), conoscendo e determinando il bene e il male. È altrettanto cruciale utilizzare il discernimento: lo Spirito Santo ci porta a discernere tra la prova, necessaria alla crescita dell’uomo interiore in vista di una « virtù provata », e la tentazione, che conduce al peccato e alla morte. Dobbiamo anche distinguere tra « essere tentati » e « consentire » alla tentazione. Le pratiche di magia e stregoneria, l'utilizzo di amuleti e lo spiritismo sono gravemente contrari alla virtù della religione (CCC 2117).
  • La Preghiera: “Se infatti Dio è dalla nostra parte, chi sarà contro di noi?” (Rm 8,31). Lo stesso Signore, nella preghiera del Padre nostro, ci ha insegnato a chiedere a Dio Padre: ‘Liberaci dal male’. In questa richiesta, il male non è un’astrazione; indica invece una persona: Satana, il maligno, l’angelo che si oppone a Dio (CCC 2851). Chiedendo di essere liberati dal male, noi preghiamo nel contempo per essere liberati da tutti i mali, presenti, passati e futuri, di cui egli è l’artefice o l’istigatore (CCC 2852). In quest’ultima domanda la Chiesa porta davanti al Padre tutta la miseria del mondo. Insieme con la liberazione dai mali che schiacciano l’umanità, la Chiesa implora il dono prezioso della pace e la grazia dell’attesa perseverante del ritorno di Cristo (CCC 2853).

Il Diavolo esiste?Una riflessione sulla tentazione e la vittoria di Cristo - P. Raniero Cantalamessa

L'Esorcismo: Strumento della Chiesa

L’esorcismo è un’antica e particolare forma di preghiera, che la Chiesa adopera contro il potere del diavolo. È “una preghiera del genere dei sacramentali” (RITO DEGLI ESORCISMI, Praenotanda, n. 11), che sono segni sacri istituiti dalla Chiesa, per mezzo dei quali vengono santificate alcune circostanze della vita.

Forme di Esorcismo

  1. Esorcismo semplice-ordinario: Questa forma è praticata durante la celebrazione del Battesimo. Dal momento che il Battesimo significa la liberazione dal peccato e dal suo istigatore, il diavolo, vengono pronunziati uno (o più) esorcismo(i) sul candidato. Questi viene unto con l’olio dei catecumeni, oppure il celebrante impone su di lui la mano, ed egli rinunzia esplicitamente a Satana.
  2. Esorcismo solenne (grande esorcismo): Questo può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa (cfr. Diritto Canonico, can. 1172). L’esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca, e ciò mediante l’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa.

È importante sottolineare che il caso di malattie, soprattutto psichiche, è molto diverso e la loro cura rientra nel campo della scienza medica.

Sacerdote che celebra un rito di esorcismo semplice durante il battesimo

tags: #diavolo #disegno #catechismo