Da secoli, la figura di Maria, madre di Gesù, ha ispirato un’infinità di espressioni artistiche e devozionali. Tra queste, un posto speciale occupano i canti a lei dedicati, un patrimonio spirituale e culturale che attraversa epoche e tradizioni. Contemporaneamente, il termine "Madonna dei Canti" può richiamare alla mente specifici luoghi di culto immersi nella natura, come la suggestiva Madonnina dei Canti in Valle Imagna, unendo così la venerazione attraverso il canto alla presenza sacra in contesti naturali.
Canti Mariani: Storia e Tipologie
Le Origini Antiche
Le origini dei canti mariani si perdono nella notte dei tempi. Già nei primi secoli del cristianesimo, si elevavano inni e preghiere a Maria, riconoscendone il ruolo unico nel piano di salvezza. La figura di Maria, madre di Gesù, i dogmi, i misteri e le solennità liturgiche a lei dedicate sono stati nel corso dei secoli oggetto privilegiato della contemplazione lirica dei poeti, da Dante a Petrarca, da Alda Merini a Mario Luzi, fino a Pasolini che pure non era credente. In Oriente, non si può pregare senza Maria, la Theotókos (Madre di Dio), in relazione con l'opera salvifica del suo figliuolo.
Canti Liturgici e Tradizione Popolare
Si possono distinguere diverse categorie di canti mariani. Alcuni sono profondamente radicati nella liturgia, come l’antico e solenne “Salve Regina”, il gioioso “Regina Caeli” del tempo pasquale, o il sublime “Magnificat”, il cantico di lode che Maria stessa intonò durante la Visitazione. Insieme a questi canti liturgici, è fiorita una ricca tradizione popolare. Questi canti, spesso erano e sono legati a particolari santuari o festività mariane, raccontano storie di grazie ricevute, di protezione invocata, di una presenza rassicurante nella vita quotidiana.

Grandi Autori e Canti Celebri
Dal Medioevo al Settecento
Certamente, tralasciando le antifone cantate in “gregoriano”, non potevano mancare canti dedicati alla Vergine Maria. Già nel 1732, S. Alfonso Maria De’ Liguori (1696-1787) compose melodia e testo di “O bella mia speranza”, e lo stesso santo scrisse un motivo dal titolo “Maria che dolce nome”. Certamente non possiamo dimenticare un inno cantato in occasione della solennità dedicata alla Vergine: “O Santissima”. L’autore di quest'ultimo è sconosciuto, ma nel 1792 il testo fu pubblicato da un giornale britannico “Europe Magazine e London Review”. Le prime parole si trovano in un’iscrizione nella Cattedrale di Spira, dedicata ai Santi Stefano e Maria in Germania, e risale al X secolo. Mentre, secondo altre fonti, nel XV secolo la melodia era già conosciuta come l’inno dei marinai siciliani.
Il Rinascimento del Canto Popolare (1940-1950)
Nel periodo che comprende gli anni 1940-1950, il canto mariano popolare trovò diversi autori che cercarono di richiamare l’attenzione dei fedeli e dei pellegrini. In questo contesto, ricordiamo: “Quando nell’ombra cade la sera” di autore ignoto; “Odo suonar la squilla della sera”, su testo di Nicola Pietrogiovanna (la musica fu composta da un monsignore, il cui nome non è specificato nel testo). Ricordiamo inoltre “Nome Dolcissimo” che venne pubblicato per la prima volta nel 1920, con il titolo “Canzoncina alla Vergine”, di cui fu autore della musica mons. Andrea Castelli (1876-1970), mentre il testo è opera di Don Pietro Rigosa (1889-1968).
Infine, tra i canti più recenti, spiccano il famoso canto di Juan Antonio Espinosa, autore del testo e della musica, scritto nel 1973, “Mientras recorres la vida” conosciuto e divenuto famoso in Italia col titolo di “Santa Maria del Cammino”, e “Giovane Donna” del 1976 su testo di L. Scaglioni e musica di L. (autore della musica non specificato nel testo).
Canti Mariani Diffusi e la Devozione Popolare
Un’indagine sui canti dedicati alla Madonna, a partire dai primi secoli della Chiesa, è stata realizzata da Sergio Militello, musicista e compositore, fondatore del Centro internazionale di musica sacra, e contenuta nel volume "I primi canti a Maria", Editrice Vaticana. I canti mariani sono per lo più di matrice popolare, appartengono alla memoria e alla devozione della gente. Spesso non ci sono autori riconosciuti (o riconoscibili) dietro molti di questi canti, ma piuttosto autori che li hanno riveduti, rielaborati o musicati.
Tra i canti più diffusi nella Chiesa si ricordano “Dell'aurora tu sorgi più bella”, “Evviva Maria”, “Ti salutiamo, Vergine”, “Mira il tuo popolo”, “Andrò a vederla un dì”. Esempi di devozione popolare sono anche le espressioni come “È l'ora che pia / la squilla fedel / le note c'invia / dell'Ave del ciel” o “la diva del mare / l'Assunta del ciel”, cantata in preparazione della festa patronale in onore di S. Maria a Mare, protettrice di Maiori.
Il culto mariano, come è espresso nelle tammurriate, recepisce antiche tradizioni nelle quali s'intrecciano reminiscenze pagane e cristianesimo, espressioni di fede vera che spingono tante persone ad arrampicarsi fin sopra l'Avvocata o a partecipare ai pellegrinaggi a Montevergine, alla Madonna dei Bagni, a quella dell'Arco. In un tempo in cui il processo di scolarizzazione interessava una percentuale minima della popolazione e l'analfabetismo era molto diffuso, canti e preghiere in dialetto locale erano meglio recepiti e compresi dalla popolazione. I canti alla Madonna, eseguiti in modo corale, perfino chiassoso, come la celebre tammurriata della festa dell'Avvocata, sono testimonianza di una genuina e ruspante devozione popolare.
La Madonnina dei Canti: Un Santuario nella Natura
Ubicazione e Significato
La Madonnina dei Canti è un luogo di profonda spiritualità e bellezza naturale, situato a 1563 metri di altitudine, al cospetto del quale si gode di un ampissimo panorama sulla Val Taleggio e la Valle Imagna, e su buona parte della catena delle Orobie. Nei pressi di questo punto panoramico sorge anche una piccola santella dedicata alla Madonna, circondata da alcuni curiosi merletti in pietra che la rendono simile a un luogo irlandese dal grande fascino. Questo fa della Madonnina dei Canti un vero e proprio santuario naturale, che unisce la devozione mariana alla maestosità del paesaggio montano.

Percorso Escursionistico alla Madonnina
L'escursione alla Madonnina dei Canti è un percorso ad anello di bassa montagna, lungo circa 8-9 km, adatto a tutti anche nel periodo invernale grazie al dislivello e alla lunghezza moderati. Si parte da Sant'Omobono Terme in Vall'Imagna, salendo per circa 10 km fino ai 1019 metri di Fuipiano, pomposamente descritto come il tetto della Valle Imagna.
Dalla chiesa di Fuipiano, si prosegue lungo la strada principale verso Brumano, deviando poi a destra in Via Milano. Risaliti alcuni tornanti, si lascia l'auto nel parcheggio sterrato sulla sinistra, in prossimità dell'acquedotto a 1150 m. Il percorso inizia su una ripida stradina asfaltata, vietata alle auto, che conduce a un bivio con un crocifisso in legno. Si segue il segnavia per lo Zuc de Valmana/I Canti 579 - Tre Faggi 579A, procedendo dritti. La strada perde pendenza e supera un abbeveratoio, entrando in una faggeta.
Ignorando le varie stradine laterali, si giunge a un bivio senza segnalazioni. Si può prendere a destra per ampi e ripidi prati fino a due cascine sotto il crinale, da cui un sentierino porta ai Tre Faggi. In alternativa, prendendo a sinistra del bivio, la strada sale meno ripidamente con un ampio giro, conducendo nuovamente alle cascine e poi ai faggi.

I Tre Faggi e la Santella
I Tre Faggi, situati a 1399 metri di altitudine, sono un vero e proprio monumento della Natura. Sebbene di dimensioni non eccezionali, il loro portamento e il loro intreccio li rendono affascinanti, tanto da farli sembrare un enorme esemplare unico. Purtroppo, uno dei tre faggi pare soffrire di qualche malattia che lo sta lentamente facendo deperire. Nei pressi delle piante sorge la piccola santella dedicata alla Madonna. Dopo una pausa ai faggi, si prende il sentiero che porta sul filo di cresta dietro di essi, indicato come 571, seguendolo verso sinistra. Il percorso è agevole e rilassante, con saliscendi e passaggi tra rocce suggestive.
Attraversando il Passo dei Grasselli o Bocca del Grassello a 1390 m, si continua a salire all'interno di una bella faggeta. Usciti dal bosco, si risale il ripido pendio fino all'ampia cresta, da cui si prosegue agevolmente verso destra per arrivare in pochi minuti alla Madonnina dei Canti. Il tempo stimato per l'intero percorso ad anello è di circa 3 ore, se fatto con la dovuta calma.