Il cardellino è un piccolo uccello della famiglia dei fringillidi, diffuso su tutto il territorio nazionale e attualmente specie non cacciabile. Questo volatile racchiude in sé un simbolismo poeticamente ermetico, ed è non a caso raffigurato in diverse opere artistiche, in particolare nell'arte sacra, dove assume un significato profondo legato alla Passione di Cristo.

Il Cardellino nella "Madonna del Cardellino" di Raffaello
La Madonna del Cardellino di Raffaello Sanzio, dipinto nel 1506 (olio su tavola, 107 x 77 cm), è un'opera che racconta l'amore di una madre e anticipa la morte sulla croce del figlio. La presenza di questo uccellino è il motivo del titolo dato al dipinto.
Descrizione dell'Opera
- In primo piano è dipinta la Vergine che tiene un libretto con la mano del braccio sinistro appoggiato alla sua gamba. Anche la Madonna è raffigurata a piedi nudi.
- Di fronte a lei, tra le sue gambe, si trova Gesù Bambino. Il piccolo ha il suo piedino appoggiato sopra quello della Vergine come per cercare protezione.
- Sulla sinistra è raffigurato San Giovannino, riconoscibile dalla povera veste che indossa, cinta intorno alla vita con una corda.
- La Vergine ruota leggermente il busto verso San Giovannino e lo osserva, volgendo gli occhi in basso. Con un gesto affettuoso e protettivo appoggia la sua mano destra sulla spalla di San Giovannino.
- I due bambini sono raffigurati nudi. San Giovannino porge il cardellino a Gesù Bambino che lo accarezza con la mano destra alzata. Gli sguardi dei due bambini si incrociano.
- Gesù Bambino ha uno sguardo più fermo e pensieroso mentre San Giovannino gli sorride.
- Le tre figure sono dipinte all’interno di un paesaggio collinare. Il prato, in primo piano, è punteggiato da fiori che paiono primule o primavere.

Composizione e Stile
Il dipinto di Raffaello, databile al 1507, rappresenta un'opera della piena maturità dell'artista. In questa, come in altre sue Madonne con il Bambino e San Giovannino, è molto evidente la composizione piramidale delle figure, un impianto triangolare leonardesco.
- Il modellato dei personaggi è morbido e privo di asperità muscolari. Trattandosi di corpi di fanciulli, prevale una rotondità e una leggera pinguedine.
- I volti sono molto arrotondati, così come le gambe verso la coscia. Un modellato maggiore, più maturo, è presente nella figura di Cristo, che presenta già la linea dei pettorali e addominali leggermente scolpiti, come anche i muscoli delle braccia. La figura di San Giovannino è più morbida e infantile.
- La posizione di Cristo è elegante e armoniosa, soprattutto rispetto alla posizione dei piedi che si accordano con quelli della Vergine. San Giovannino è visto di profilo, mentre Gesù Bambino ha una posizione di tre quarti dal basso.
- Il tono di colore diffuso è brillante, come evidenziato dagli ultimi restauri. Le figure di San Giovannino e del Bambino sono colorate con un incarnato tendente al rosa bruno. La Madonna ha una carnagione più chiara e i capelli castano chiarissimo, quasi biondo. La veste, di scollatura rettangolare, è colorata di un rosso porpora abbastanza profondo, mentre il manto è blu scuro.
- La luce investe le figure dall’alto e proviene da sinistra, diffondendo una luminosità che alleggerisce anche le ombre dei corpi.
- Il paesaggio è sapientemente costruito con una progressione di quinte naturali, utilizzando la prospettiva di grandezza e quella aerea per creare profondità.
- La composizione è centrale e fortemente ancorata alla verticale creata dalla Vergine, con le figure disposte in modo simmetrico. Il vertice della costruzione piramidale è sul capo della Madonna.
- Il centro psicologico della composizione è lo sguardo tra San Giovannino e Gesù Bambino, un gioco di sguardi che rimbalza dall’uno all’altro con il centro nel cardellino, creando una triangolazione tra le tre figure.
Il Restauro della "Madonna del Cardellino"
La Madonna del Cardellino fu dipinta intorno al 1506 per le nozze di Lorenzo Nasi, ricco mercante fiorentino. Nel 1547, a causa di un crollo dell'edificio, la tavola fu recuperata in pezzi. Giorgio Vasari, "amorevolissimo dell’arte", la fece rimettere insieme, integrando il supporto e la pittura. Il restauro di quest'opera è stato uno dei più importanti degli ultimi tempi, durato dieci anni.
Le indagini preliminari, come la tomografia a raggi X (che permette una ricostruzione tridimensionale) e la riflettografia infrarossa, hanno rivelato informazioni sugli strati più interni del dipinto, evidenziando anche il disegno preparatorio di Raffaello realizzato con la tecnica dello spolvero. Si sono potuti rivelare alcuni cambiamenti rispetto al disegno sottostante, come la scollatura della veste da arrotondata a quadrata, e l'orecchio di San Giovannino, che nel primo disegno era più grande.
Raffaello | Madonna del Cardellino
Il Simbolismo del Cardellino nell'Iconografia Cristiana
Nelle opere d’arte cristiana, il cardellino, spesso rappresentato nelle mani di Gesù Bambino, allude alla Passione di Cristo. Per il piumaggio rosso sulla testa, il cardellino diventa il simbolo della Passione.
- L’iconografia cristiana ha identificato tre specie di uccelli come simbolo del sacrificio di Cristo: il cardellino, il pettirosso e il fringuello. Secondo la leggenda, durante la crocifissione, soccorsero Gesù con il loro becco, staccando le spine dalla corona, ma ferendosi.
- Secondo sant’Isidoro di Siviglia, il cardellino alluderebbe alla Passione, tant’è che l'etimologia del nome stesso deriva probabilmente dalla sua abitudine a cibarsi di semi e di cardi.
- A partire dal 1270 circa, i pittori collegano l’abitudine dell’uccello a posarsi sui cardi spinosi e il rosso delle piume alla corona di spine di Cristo.
- Un'altra leggenda popolare medievale narra che un pettirosso sfilò una spina dalla corona di Cristo durante la salita al Calvario, macchiandosi il petto del sangue divino.
- Il cardellino, per via della colorazione del piumaggio rosso sulla testa, allude alla Passione di Cristo.
Questo simbolismo è presente in molte opere d'arte cristiana, non solo nella "Madonna del Cardellino" di Raffaello, ma anche in opere come la Madonna Solly (1500-04) e la Madonna del Belvedere (1506 ca.).
Altri Simboli Sacri Correlati
Il Corallo
Il corallo è l'esoscheletro di carbonato di calcio e nell’iconografia cristiana, a partire dal XV secolo, compare come monile che adorna il collo di Gesù Bambino. Il colore rosso, come il sangue, si riferisce alla Passione di Cristo. Anche la forma ramificata riporta alla Passione perché allude all’albero della vita, nonché il simbolo cristiano della Croce, unica via di salvezza.
Nel Medioevo, il rametto di corallo rosso era ritenuto utilissimo per difendersi dai temporali e dai fulmini, oltre che per fugare le malattie che minavano la salute infantile. È presente anche nei ritratti infantili commissionati dalle famiglie nobili, come nel dipinto di Agnolo Bronzino raffigurante Giovanni de’ Medici.
La Corona di Spine
È uno dei simboli più diretti della Passione di Cristo. Citata nei Vangeli (Mt 27, 29; Mc 15,7; Gv 19,2), viene raffigurata come un cercine realizzato con pochi rami spinosi intrecciati. Nella storia dell’arte compare dopo che Luigi IX re di Francia portò dalla Terra Santa la preziosa reliquia a Parigi nel XIII secolo.
L'Agnello
Nell’iconografia cristiana, l’agnello rappresenta Cristo, sacrificato per la salvezza dell’Uomo ed è quindi simbolo della Pasqua. Questa tradizione iconografica deriva da episodi dell’Antico Testamento, come il Sacrificio di Caino e Abele (Gen 4) e il Sacrificio di Abramo (Gn. 22). È anche simbolo di martirio per gli Ebrei.

Il Cardellino oltre l'Arte Sacra
Il Cardellino è anche ricordato nella musica, ad esempio da Vivaldi con il Concerto per flauto n. 3, e nella letteratura, con opere di Eduardo De Filippo, Totò, Luciano De Crescenzo ("Zio Cardellino") e Anna Maria Ortese ("Il Cardillo addolorato"). Anche il cinema ha dedicato attenzioni a questo uccello, dal film "Pane amore e fantasia" al più recente "Il ladro di Cardellini".
Il Cardellino è sì un animale, ma è anche la metafora del connubio tra sacro e profano, bellezza e libertà, arte e natura, realtà e sogno, sofferenza e gioia. Non a caso, il pittore olandese Hieronymus Bosch lo ha immortalato ne "Il Giardino delle delizie", inno alla vita e alla gioia, oggi esposto al Prado di Madrid.
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