Un innovativo memoriale digitale è stato creato per rendere omaggio alla figura di Carlo Acutis, il primo santo dei millenial, che sarà ufficialmente proclamato il prossimo 27 aprile. Questo archivio online, realizzato dal celebre artista e docente di Sound Design, Riccardo Benassi, su richiesta del Consiglio comunale di Milano, permette di ascoltare la voce del beato Carlo ricostruita digitalmente sulla base del suo parlato.
Il sito web, pensato per essere un ricordo tangibile degli insegnamenti di Carlo, presenta un'interfaccia semplice che replica l'estetica tipica di fine anni '90 e primi 2000. Sebbene Carlo Acutis abbia lasciato le sue riflessioni solo per iscritto, l'opera consente oggi di riascoltarle con la sensazione che sia davvero la sua voce a parlare. L'artista Riccardo Benassi ha scelto le frasi in accordo con la famiglia del quindicenne milanese, desiderando che il suo messaggio non rimanesse isolato, ma integrato in un contesto più ampio.

Un Memoriale Digitale Antimonumentale
Questo "memoriale digitale" è un'opera immateriale e "antimonumentale", dedicata al giovane Carlo, scomparso nel 2006 all'età di quindici anni. La sua forte passione per l'informatica e la sua abilità nel diffondere il proprio pensiero attraverso la tecnologia hanno guidato la scelta del digitale come linguaggio artistico del sito web.
Si tratta del primo memoriale digitale creato con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, con l'ambizioso obiettivo di superare le tradizionali agiografie. L'opera è un omaggio della città di Milano a Carlo Acutis, il giovane milanese attualmente beato.
Come Accedere e Interagire con il Memoriale
L'accesso al memoriale avviene tramite un semplice link. Sul sito web, selezionando una delle 27 lingue disponibili, è possibile ascoltare diciannove pensieri spirituali del giovane Carlo premendo un pulsante rosso al centro della pagina. Le frasi, scelte dall'artista in accordo con la famiglia, sono esemplificative del pensiero di Acutis e sono anche leggibili a schermo. L'esperienza sonora è accompagnata da una traccia di musica elettronica elaborata da Riccardo Benassi.
«Il Papa lo chiama l'influencer di Dio», ha commentato Riccardo Benassi, sottolineando le straordinarie capacità informatiche di Carlo. «Sicuramente Carlo aveva delle capacità informatiche straordinarie. A nove anni leggeva i testi di ingegneria informatica che compravamo al Politecnico di Milano. Io credo che Carlo ci fa vedere che è possibile utilizzare questi mezzi. Non diventarne schiavi. Questo è quello che dovrebbero imparare a fare i nostri giovani: da soli, imporsi per essere sempre originali e liberi».
Una delle frasi pronunciate da Carlo, «È il tempo che dedichiamo agli amici che li rende unici e speciali», fa riemergere la sua voce ricostruita digitalmente. Questo sito web, semplice ed essenziale, offre la possibilità di ascoltare la saggezza di un ragazzo che ha saputo utilizzare la tecnologia per diffondere messaggi positivi.

La Visione di Carlo Acutis: Tecnologia e Fede
La madre di Carlo, Antonia Salzano, ha ricordato come Carlo avesse «intuizioni forti» e avesse scelto «di usare internet per il bene». Ha sottolineato la sua consapevolezza dei pericoli legati al mondo digitale, come il cyberbullismo e la dipendenza da videogiochi. A soli otto anni, Carlo aveva deciso di limitare l'uso della sua PlayStation a un'ora a settimana, dimostrando una notevole maturità e capacità di autodisciplina.
Carlo Acutis ha anche realizzato una mostra sui miracoli eucaristici che ha girato il mondo, dimostrando il suo impegno nel diffondere la fede attraverso diversi mezzi. La sua figura continua a farsi presente in molteplici forme, tra cui il podcast "Carlo" lanciato da Avvenire.
L'Impegno Sociale e i Valori di Carlo
«A nove anni aveva già cominciato ad aiutare i senzatetto», ha raccontato la madre. Carlo utilizzava i suoi risparmi per acquistare coperte, sacchi a pelo e cibo, offrendo indicazioni su come ottenere una casa popolare o trovare una mensa. La sua attività era descritta come una sorta di "Caritas domestica", mossa da un profondo senso di giustizia e compassione: «Io ho tutto e loro non hanno niente. Come posso stare in pace?».
I valori vissuti da Carlo, come l'amore per il prossimo e l'aiuto agli altri, sono universali e parlano anche a chi non crede. Come ha affermato Antonia Salzano, «Carlo era un cattolico, ma i valori che ha vissuto parlano anche a chi non crede: l’amore per il prossimo, l’aiuto agli altri, l’essere essenziali».
La Profondità Teologica di un Giovane Studioso
Gli appunti consegnati dalla madre, Antonia Salzano, a Ruffato rivelano il lato "teologico" del giovanissimo Carlo, con concetti e pensieri rari per un quindicenne. Carlo rifletteva sulla preghiera, descrivendola come un'attività che richiede «tanta energia, fiducia, amore, assiduità, diligenza, sofferenza». Sottolineava l'importanza di rivolgersi a Dio con la stessa cura con cui ci si prepara a parlare con un'autorità terrena, pur riconoscendo che i canoni sono diversi.
«Un piccolo essere si rivolge all’Essere. Un finito all’Infinito. Un momento all’Eterno. Questo pensiero «fa tremare le vene e i polsi» a Carlo.» Egli considerava il "silenzio" come il modo migliore per rivolgersi a Dio, un silenzio di eternità, attesa e amore. Per Carlo, «Dio è la verità, e questa non ha bisogno di vocaboli, si esprime da sé.»
Carlo contrastava la voce umana, spesso descritta come «aspra, è prepotente, è arrogante, è superba, è impaziente, è intrattabile, è violenta», con la comunicazione divina. L'intelligenza, il cui oggetto è il vero, trova la sua piena espressione e si fa cittadina dell'Eternità quando è in sintonia con il Cielo.
«Bisogna convincersi - afferma il giovane Acutis - che Dio da sempre comunica con noi e vuole essere sempre in contatto con noi. Se questo invito a comunicare con Lui è vero perché non accettarlo? Rispondiamo a questo invito. Come? In ogni maniera. Quando? Sempre. Dove? Ovunque. Per quanto? Per sempre.»
Carlo Acutis contrapponeva il "rumore, scompiglio, lite, guerra" del mondo esterno a Dio con l'ordine che si trova in Lui. «Con Dio tutto è ordine, tutto è in ordine. Dio è l’Essere e con l’Essere la vita. Non l’esistenza, che è un qualcosa a tempo, al limite, ma la vita che è essere in eternità.» Osservava che le cose corporali sono illusioni e che le creature sono vane se si è abbandonati dal Creatore. Le altre voci, concludeva Carlo, «sono veramente nulla, inane è il loro esistere. Vibrazioni d’aria, sollecitazione al nulla, sollecitazioni da nulla.»
Accessibilità Fisica del Memoriale
Il memoriale digitale, oltre alla sua versione online fruibile da chiunque disponga di una connessione internet, sarà presto accessibile anche in forma fisica. Saranno installate postazioni di ascolto, forse con l'aspetto di vecchi telefoni, in luoghi significativi di Milano, tra cui l'Istituto Leone XIII, la scuola frequentata da Carlo.
La sua professoressa di matematica, Maria Alessandra Capello, ha ricordato Carlo come «un ragazzo apparentemente come tanti, ma ci ha lasciato qualcosa che cresce ogni giorno.»