L'arcivescovo tedesco Georg Gänswein, prefetto emerito della Casa Pontificia, è stato nominato nunzio apostolico in Lituania, Estonia e Lettonia. La nomina di Papa Francesco è stata pubblicata dalla Sala Stampa vaticana il 24 giugno, designando il presule come suo rappresentante nei tre Paesi baltici. L'arcivescovo Gänswein è stato segretario particolare di Benedetto XVI dal 2003 fino alla sua morte.

Nomina e Contesto dell'Incarico
La nomina arriva dopo poco più di un anno trascorso dall'arcivescovo nella sua diocesi di origine a Friburgo. Dopo la morte di Papa Benedetto, nel febbraio 2023, Monsignor Gänswein aveva concluso l'incarico di prefetto della Casa Pontificia. Aveva continuato a risiedere nel Monastero Mater Ecclesiae, residenza di Ratzinger dalla rinuncia, fino a giugno, quando, per decisione di Papa Francesco, aveva fatto ritorno a Friburgo, la diocesi tedesca di cui era originario.
Attualmente, Gänswein, 67 anni, vive a Friburgo in Brisgovia, in Germania, senza ricoprire incarichi ufficiali, dopo aver abitato con il papa emerito Benedetto XVI per quasi un decennio nel Monastero Mater Ecclesiae. Papa Francesco aveva comunicato la sua decisione all’ex segretario di Papa Benedetto nell’udienza del 19 maggio 2023 nella biblioteca privata del Palazzo Apostolico.
Prima di questa nomina, vi erano state diverse speculazioni sul futuro ruolo di Monsignor Gänswein. Già nel marzo 2023, il giornale online Religión Digital aveva pubblicato la notizia della sua prossima nomina a Nunzio Apostolico in Costa Rica. Tuttavia, tale ipotesi non ebbe seguito, dato che Mons. Georg non parla fluentemente lo spagnolo e non intendeva allontanarsi troppo dall'Europa. Un anno dopo, l'11 aprile 2024, sul quotidiano argentino La Nación era apparso un articolo secondo cui era imminente la nomina di Monsignor Georg Gänswein come nunzio apostolico "da qualche parte del mondo".
La nunziatura nei tre Paesi baltici era rimasta vacante dopo che l'arcivescovo Petar Rajič, canadese di origini bosniaco-croate, era stato nominato l’11 marzo dal Papa come ambasciatore della Santa Sede per l’Italia e San Marino.
Presentazione delle Credenziali e Contesto Storico
Mons. Georg Gänswein ha iniziato ufficialmente il suo incarico di nunzio apostolico in Estonia, Lettonia e Lituania con la sede della nunziatura a Vilnius. L'arcivescovo ha presentato le credenziali al presidente lituano Gitanas Nauseda venerdì 6 settembre.
Secondo quanto riportato da Franca Giansoldati su Il Messaggero, il presidente Nauseda, nell'accogliere il nuovo ambasciatore papale, ha «parlato del rapporto speciale che le Repubbliche Baltiche hanno con la Santa Sede, riportando alla memoria quando il Vaticano si rifiutò di riconoscere l'occupazione e l'annessione di quelle regioni da parte dell'Unione Sovietica».

In un contesto storico più ampio, Papa Francesco aveva visitato le tre Repubbliche Baltiche tra il 22 e il 25 settembre 2018, in occasione del centenario dell'indipendenza dei tre stati e del 25° anniversario della visita di Giovanni Paolo II. Dalla caduta del muro di Berlino e dall'indipendenza nazionale ottenuta nel 1991, la Conferenza Episcopale Tedesca sostiene i cattolici negli Stati baltici, il che può spiegare in parte la destinazione di un nunzio di origine tedesca.
Nella storia recente, i Paesi baltici hanno scelto di non aderire alla CSI (Comunità di Stati Indipendenti), che lega economicamente e politicamente le altre repubbliche ex-sovietiche, optando invece per l’adesione all’Unione Europea.
Religione e Demografia nei Paesi Baltici
Quanto alla religione, mentre i lituani sono prevalentemente cattolici, lettoni ed estoni sono perlopiù paesi di tradizione protestante. In tutte le repubbliche, i gruppi etnici nazionali sono affiancati da minoranze, soprattutto di russi, particolarmente numerosi in Estonia e Lettonia. Questa situazione è ancora oggi motivo di attrito con Mosca, specialmente dopo l'inizio della guerra in Ucraina.

La Nunziatura Apostolica a Vilnius
La nunziatura apostolica della Santa Sede a Vilnius è l'unica rappresentanza della Santa Sede in Lituania. Essa è una delle 92 rappresentanze straniere in Lituania, una delle 67 rappresentanze straniere a Vilnius, ed è una delle 121 rappresentanze diplomatiche e consolari della Santa Sede all'estero. La Lituania ha anche un'ambasciata presso la Santa Sede.
Paesi di Accreditamento e Servizi Consolari
Oltre all'accreditamento in Lituania, la nunziatura apostolica della Santa Sede a Vilnius è contemporaneamente accreditata presso Estonia e Lettonia. La nunziatura apostolica della Santa Sede a Vilnius può offrire assistenza ai propri cittadini e servizi consolari generali. Tipicamente, sono disponibili i seguenti servizi consolari:
- Servizi di visto
- Servizi di passaporto
- Servizi notarili e legalizzazione
- Registrazione civile
- Documenti urgenti
Si consiglia di contattare direttamente la nunziatura apostolica per confermare se fornisce questi servizi. È importante notare che i cittadini della Lituania non necessitano di visto per entrare in Santa Sede. Per informazioni sui loro servizi di visto per altre nazionalità, si può contattare direttamente la nunziatura apostolica della Santa Sede a Vilnius.
Intervento sulla Crisi del Relativismo
Durante una recente conferenza a Šiluva, in Lituania, l'arcivescovo Georg Gänswein, nel suo ruolo di nunzio apostolico, ha richiamato i cristiani sui pericoli del relativismo nella società odierna. Ha osservato che il relativismo «porta all'erosione e alla fine alla distruzione di una fede basata sulla confessione della verità».

La conferenza, svoltasi durante la festa mariana annuale della città, è stata la terza dedicata alla riflessione sulla Dichiarazione di Šiluva, pubblicata il 12 settembre 2021. Questo documento pubblico invita a difendere i diritti umani fondamentali, a promuovere la virtù e il bene comune della società, riconoscendo l'importanza di una società costruita sui pilastri della verità, dei valori familiari, della dignità umana e della fede in Dio.
L'arcivescovo Gänswein, ex prefetto della Casa Pontificia e segretario personale di lunga data di Papa Benedetto XVI, ha tenuto il discorso principale, attingendo profondamente alla filosofia del defunto pontefice. La sua conferenza ha offerto una ricca riflessione filosofica e teologica su fede, ragione e relativismo, che egli ha descritto come «un tema costante nell'opera di Ratzinger».
Nel suo discorso di apertura, l'arcivescovo K. Kėvalas ha esortato a vigilare contro le tentazioni di sperimentare con la natura e la dignità umana. Ha inoltre ricordato che Šiluva, un santuario mariano noto per una delle prime apparizioni approvate in Europa, simboleggia la fedeltà all'ordine di Dio nella creazione. L'arcivescovo G. Grušas ha richiamato le parole di Papa Leone XIV, secondo cui la Chiesa «non può mai esimersi dal dovere di dire la verità sull'uomo e sul mondo, usando, quando necessario, anche un linguaggio duro che inizialmente può causare incomprensioni».
L'arcivescovo Georg Gänswein ha esortato i partecipanti a considerare che, di fronte alle grandi sfide di oggi come il pensiero tecnico e la globalizzazione, il primo passo sia quello di recuperare la piena portata della ragione. Ha descritto la vera ragione come intrinsecamente veritiera, contrapponendola al relativismo, che ha definito «espressione di un pensiero debole e ristretto... basato sul falso orgoglio di credere che gli esseri umani non possano riconoscere la verità e sulla falsa umiltà di rifiutarsi di accettarla».
La conferenza ha anche incluso interventi stimolanti sull'identità morale e politica della Lituania, sulle sfide della democrazia liberale, sui cambiamenti sociali post-sovietici e sul ruolo della fede e della famiglia nella vita pubblica.
In chiusura del suo discorso, l'arcivescovo Gänswein ha avvertito che il relativismo, la mentalità che definisce la modernità, descritta come «un veleno insidioso», finisce per minare la libertà umana. Spinto dall'autosufficienza e amplificato dai social media, esso acceca le persone alla verità e al suo scopo ultimo. Il vero obiettivo dell'umanità, ha ribadito, è «giungere alla conoscenza della verità, che è Dio, e quindi ottenere la vita eterna».