Il Santuario del Santissimo Crocifisso di Treia: Danni Sismici e Ricostruzione

Il Santuario del Santissimo Crocifisso a Treia, un complesso religioso di grande valore storico e culturale, è stato gravemente danneggiato dagli eventi sismici che hanno colpito l'Italia centrale, in particolare il terremoto del 24 agosto 2016 e le successive scosse del 26 e 30 ottobre 2017. Questi eventi hanno reso l'intero edificio inagibile, aggravando un quadro fessurativo preesistente e compromettendo significativamente la sua struttura.

Foto aerea del Santuario del Santissimo Crocifisso di Treia con evidenziati i danni strutturali post-sisma

Il Complesso Religioso: Storia e Architettura

Il complesso religioso è costituito da due costruzioni di epoca diversa: la Chiesa, risalente al XX secolo e edificata sulla demolizione di una precedente chiesa, e l’attiguo Convento dei Frati Minori, la cui costruzione si colloca tra il XVII e il XVIII secolo. L’impianto originario del convento, a pianta quadrata e su due livelli, sorse nel 1697 su un primitivo nucleo di alcune camere poste a fianco del santuario.

L'attuale chiesa, una delle prime opere dell’architetto ingegnere romano Cesare Bazzani, rappresenta un unicum nell’architettura eclettica marchigiana. È l'unico esempio di edificio sacro italiano realizzato in forme liberty, con motivi decorativi in terracotta e cemento, dove i canoni tradizionali degli spazi liturgici hanno subito significativi rinnovamenti, espressione del movimento eclettico.

Le Origini Antiche del Sito

L’intero fabbricato sorge sulle rovine dell’antico insediamento pre-romano di Treia. A testimonianza dell’antichità dell’impianto originario, risulta tuttora visibile la pianta di un anfiteatro nell’area adiacente al santuario. Frammenti di epoca romana sono stati ritrovati, alcuni dei quali inseriti nei muri del convento, insieme a due pavimentazioni musive e a due preziose statue egizie, Iside e Serapide. Queste ultime furono rinvenute nel Settecento durante gli scavi successivi alla demolizione del campanile cinquecentesco e oggi trovano posto sulla parete di quello attuale.

La Pieve, sorta nel III o IV secolo trasformando un tempio pagano dedicato agli dei egizi, perse la nomina di Collegiata. Nel 1519 passò ai religiosi di San Girolamo con il nome di chiesa del "Santissimo Crocifisso", e i lasciti di benestanti famiglie del luogo ne permisero la conservazione e l'arricchimento dei caratteri architettonici.

Lo Sviluppo del Convento dei Frati Minori

L’attuale convento è opera dei Frati Minori, succeduti ai frati Girolamini. L’edificio, nel suo aspetto attuale, è il risultato di numerosi lavori di costruzione e ampliamento fatti sul primitivo nucleo, non più leggibile. All’insediamento dei francescani, avvenuto nel 1673, il fabbricato originario del convento, risalente al XV secolo circa, era molto più piccolo di quello attuale, includendo solo alcune stanze verso levante, a fianco della chiesa. Le esigenze della vita religiosa richiesero la costruzione di altri ambienti.

Si decise quindi la realizzazione di un nuovo convento e sotto il coordinamento di Frate Leone da Montedinove, esperto ingegnere, si diede inizio ai lavori. I frati costruirono l’ala ovest prima del 1697, nel 1737 venne realizzata l’ala est e nel 1742 il corpo di fabbrica a nord della chiesa, con un locale per la scuola nel 1743. Nel XVIII secolo, fu realizzato a più riprese un ciclo pittorico di affreschi dedicati alla vita di S. Francesco che decorano il chiostro. Negli anni successivi alla fine dei lavori (1743) verrà sistemata la chiesa a rischio crollo e furono eseguiti importanti lavori di restauro, relativi a travature e tetti fino al 1748.

Tesori d'Arte e Spiritualità

Il Santuario custodisce preziose opere d'arte e oggetti di devozione. Tra questi, il Crocifisso, opera del XV secolo di autore ignoto (alcuni esperti vi vedono l'arte del grande Donatello), è una scultura in legno policromo dalle proporzioni perfette. Il corpo del Cristo è eretto e non abbandonato, ha gli occhi aperti ed il capo inclinato a destra; i piedi sono sovrapposti e fissati alla croce con un unico chiodo. Misura 180 cm di altezza e 170 all'apertura delle braccia.

Prima degli eventi sismici, il Santuario custodiva anche la preziosa statua lignea policroma raffigurante San Patrizio, patrono della città di Treia e patrono d’Irlanda, elemento che unisce Treia all'Irlanda e che ogni anno celebra la festa dedicata a S. Patrizio, collegando tradizioni e storia locali.

Interno del Santuario del Santissimo Crocifisso di Treia prima del sisma, con dettaglio del Crocifisso ligneo

I Danni del Terremoto e le Prime Misure

A seguito del sisma del 24 agosto 2016, il Santuario, risultando fortemente danneggiato, è stato dichiarato inagibile. Gli eventi sismici del 26 e 30 ottobre 2017 hanno ulteriormente aggravato il quadro fessurativo della chiesa, causando ulteriori crolli dalla cupola e problemi al campanile. La facciata ha manifestato instabilità, rendendo necessaria la realizzazione di opere di pronto intervento volte a scongiurare il crollo della cupola e il ribaltamento della facciata, i cui possibili meccanismi avrebbero fortemente danneggiato o addirittura distrutto l’intero fabbricato.

Il sisma di ottobre ha comportato anche l’inagibilità del Convento, adiacente alla chiesa, nel quale risiede una comunità dei Frati Minori delle Marche, gestita da Padre Luciano Genga e retta dal Ministro Provinciale Padre Ferdinando Campana. La funzione sociale della struttura si ravvisa nell'operato della comunità francescana, che esercita un ruolo chiave nell'educazione delle nuove generazioni, contribuendo alla crescita umana e spirituale dei giovani.

Immagine che mostra le lesioni e i crolli parziali sulla cupola e il campanile del Santuario dopo il terremoto

La Risposta della Comunità: La Chiesa Temporanea in Legno

Il Santuario, fin dalle prime scosse, ha subito gravi danni, rendendosi inagibile e creando la necessità di realizzare prima possibile una nuova struttura, ancorché provvisoria. La comunità di Treia ha risposto con grande generosità: la chiesa del convento nel 2017 è stata ricostruita con una struttura temporanea in legno. Questo "piccolo miracolo", come lo ha definito il sindaco Franco Capponi, è stato realizzato in soli tre mesi, in piena emergenza, grazie anche all'affetto e alle donazioni di tante persone e aziende.

Il costo complessivo della struttura in legno è stato di 400.000 €. Un'importante campagna di raccolta fondi ha permesso di raggiungere l'obiettivo prefissato, raccogliendo 25.378 €. Lo spazio a disposizione nella struttura temporanea è di 424 mq, suddiviso in 375 mq per la chiesa, 25 mq per l’atrio e il restante per la sacrestia.

Il Progetto di Ricostruzione e Miglioramento Sismico

La Conferenza permanente ha dato il via libera all’intervento di riparazione dei danni e al rafforzamento locale del santuario. Il cantiere del Santuario del Santissimo Crocifisso a Treia è stato avviato per un intervento già finanziato, dell’importo di quasi 7 milioni di euro. Con una lettera dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, il sindaco Franco Capponi ha ricevuto l’ufficialità dell’importo di oltre 7 milioni di euro per i lavori della struttura.

«Il via libera all’intervento per il Santuario del SS. Crocifisso a Treia rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rinascita del nostro territorio - ha dichiarato il sindaco Franco Capponi -. Non si tratta soltanto di recuperare un edificio di grande valore storico e religioso, ma di restituire alla comunità un luogo identitario, simbolo di fede e coesione. Per noi si tratta di un intervento importantissimo che riguarda un territorio intero, visto che il santuario francescano è frequentato da tanti fedeli anche di altri Comuni».

Franco Capponi, Sindaco di Treia

Dettagli degli Interventi Programmati

Saranno effettuati interventi di restauro e risanamento conservativo con miglioramento sismico, oltre al superamento delle barriere architettoniche. I lavori prevedono:

  • L’inserimento di un sistema diffuso di catene metalliche.
  • Cerchiature esterne dell’abside e del tamburo della cupola (cerchiatura inferiore).
  • Cerchiatura esterna mediante nastri in fibra di acciaio.
  • L’apposizione di fasce con fibre bidirezionali su matrice cementizia per il rinforzo delle pareti murarie del tamburo della cupola (lato interno).
  • Interventi localizzati di scuci-cuci e la completa ristilatura dei giunti con malta di calce naturale.
  • Interventi di riparazione delle lesioni sulle murature esistenti, mediante tecnica dello scuci-cuci per le lesioni più profonde e tramite risarcitura per quelle più lievi.
  • Realizzazione di un sistema di tiranti verticali nel campanile per evitarne il ribaltamento.

L’edificio, dichiarato d’interesse culturale, oltre ad avere una grande rilevanza da un punto di vista storico, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la comunità treiese e per l'intero territorio, e la sua ricostruzione è vista come un segno tangibile della rinascita dopo il sisma.

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