Intervista a Maria di Nazareth

Un tempo, quello che era un perduto villaggio di pastori, Nazareth, arroccata sulle dolci colline della Galilea, è oggi una città caotica e vociante come tutte le città del Medio Oriente. Le strade del suo cuore antico sono un dedalo inestricabile, un caleidoscopio di suoni, colori e profumi. In un'immersione in questo scenario, mi infilo in una stradina secondaria, percorro qualche metro ed eccomi giunto a destinazione.

Foto di Nazareth attuale con vicoli e mercati

L'Incontro a Nazareth

All’esterno, la costruzione appare modesta, quasi anonima. Busso e resto in attesa. Quando la porta si apre, sulla soglia compare una donna minuta dai lineamenti dolci. Nei suoi occhi scuri e profondi è riflessa tutta la bellezza di questa terra. La casa è piccola, linda, e racconta una povertà dignitosa. Mi fa accomodare in una stanza silenziosa e si siede davanti a me. Maria si sporge leggermente in avanti, afferra le mie mani tra le sue e le stringe in un gesto rassicurante. Il velo nasconde i suoi capelli e ne incornicia il volto.

L'Accoglienza e le Prime Parole

«Sono ebrea», spiega Maria in risposta alla mia occhiata indagatrice, «La nostra tradizione vuole che le donne coprano i capelli e li mostrino solo al marito. Continuo a seguirla, sebbene nessuno me lo imponga.»

«Non capisco il motivo», le dico. A quel punto la interrompo per affrontare un tema contemporaneo: «A proposito, cosa pensi degli omosessuali? Alcune persone di fede sostengono che hanno qualcosa di sbagliato.»

Maria si adombra per un momento e la sua voce assume un tono fermo: «È una stupidaggine. Ognuno di noi è un capolavoro di Yahweh. Mica ci sono alcuni che non gli sono venuti tanto bene!»

La Storia Personale di Maria

Le chiedo: «Mi racconti di te, la tua storia?» Maria annuisce. «Ero una ragazza come tante.» La sua casa non era isolata: «Abitava poche case più avanti a noi.» Riguardo al velo, ribadisce: «Nessuna imposizione. Come ti ho detto è stata una nostra scelta.»

Prosegue nel racconto del momento cruciale della sua vita: «Quel giorno ero sola in casa. All’improvviso la luce, l’angelo…. Ero stupita, sorpresa, turbata, intimorita.»

Maria e l'annuncio dell'angelo

Concordo che dal punto di vista umano sia difficile da comprendere: «Sono d’accordo. Umanamente non aveva e non ha alcun senso, ma non dal punto di vista di Yahweh e della fede del mio popolo.»

Le domando: «Perché proprio tu?»

«È quello che ho domandato anche io all’angelo. In Israele c’erano ragazze migliori di me», risponde con umiltà. «Ti sbagli! Ho riflettuto, ragionato e solo alla fine ho detto di sì.»

Il racconto prosegue con la reazione di Giuseppe: «Era molto confuso. Come dargli torto? Che doveva pensare? Chiunque avrebbe reagito come lui. Giuseppe è sempre stato di poche parole.»

Le chiedo del viaggio: «Affrontasti il viaggio da sola.»

«Elisabetta ti chiamò “madre del mio Signore” e Giovanni sussultò di gioia nel suo grembo. Portavo dentro di me il Messia e Giovanni lo riconobbe. E tu rispondesti con il Magnificat.»

Maria conclude questa parte con grande semplicità: «Yahweh ha messo le sue parole sulla mia bocca. Io sono nulla.»

Il Viaggio e la Nascita di Gesù

Riflettendo sul luogo della nascita di Gesù, Maria conferma: «Era il nostro villaggio.»

«Pochi giorni prima del parto, vi metteste in viaggio verso Betlemme.» Le chiedo.

«Fummo costretti per via del censimento ordinato dai romani. Dovevamo registrarci nella città di origine di Giuseppe, come stabilito dalle leggi e dalla tradizione. Fu faticoso, soprattutto per me.»

Mappa del viaggio di Maria e Giuseppe da Nazareth a Betlemme

Un'affermazione di Maria risuona con sorprendente attualità: «È la stessa esperienza dei poveri e dei migranti di oggi: vengono rifiutati, calpestati, muoiono di fame, in mare, per le guerre e pochi se ne preoccupano e intervengono.»

Le chiedo dei sentimenti provati al momento del parto: «Esattamente quello che prova ogni madre nel dare alla luce il proprio figlio.»

«In quel momento ho pensato solo a stringerlo tra le mie braccia, a farlo sentire amato e protetto.»

Eventi Straordinari e Sfide Iniziali

I primi giorni di vita di Gesù furono ricchi di eventi e pericoli: «I primi giorni di vita di Gesù sono stati costellati di presenze straordinarie e di pericoli: i pastori, i Magi, Simeone ed Anna, ma anche Erode e il suo tentativo di ucciderlo, l’esilio in Egitto…»

Icona della Sacra Famiglia in fuga in Egitto

«Tutto è accaduto in modo rapido e imprevedibile e c’è voluto del tempo per capire.»

La Fede Incondizionata di Maria

Le chiedo se abbia mai dubitato: «Mai!» Maria scuote la testa. «Ho scelto di mettermi nelle mani di Yahweh, ho accolto suo Figlio nel mio grembo e lui è divenuto parte di me, sangue del mio sangue. È il mio ieri, il mio presente e il mio futuro.»

Riflessioni Finali sull'Intervista

Abbiamo conversato ancora un po’, mi ha raccontato di Gesù, del loro rapporto e mi ha aiutato a capire il profondo legame che la unisce al Figlio e a Dio.

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