Il Santuario del Monte Lussari: Un Luogo Sacro tra Fede, Natura e Popoli

Considerato uno dei punti panoramici più belli delle Alpi Friulane, il Santuario del Monte Lussari rappresenta da svariate centinaia di anni un luogo di riferimento per la fede di tre popoli differenti: Sloveni, Austriaci ed Italiani. Si trova infatti nel comune di Tarvisio (UD), a poca distanza dal confine trilingue e negli ultimi anni ha accresciuto la sua popolarità anche grazie allo sviluppo del turismo invernale.

Il Monte Santo di Lussari, detto anche Svete Višarje (“Le sante alture”) in sloveno, Mont Sante di Lussari in friulano e Luschariberg in tedesco, è una montagna che fa parte delle Alpi Giulie. Con un’altezza di 1789 metri s.l.m., la sua cima offre un grande e mozzafiato panorama, ammirando la conca del tarvisiano e le sue montagne circostanti, come il gruppo del Mangart e quello del Jôf di Montasio.

Panorama delle Alpi Giulie dalla cima del Monte Lussari con il santuario in primo piano

La Leggenda e le Origini Miracolose del Santuario

La Nascita del Culto sul Monte Santo

Qui, sul Monte Santo, è nata la famosa leggenda legata all’edificazione del santuario del Lussari. Si narra che intorno al 1360 un pastore di Camporosso (frazione di Tarvisio) non trovò più il suo gregge e, salendo sul Lussari, ritrovò le sue pecore inginocchiate, come in preghiera, davanti a un cespuglio di ginepro, ove rinvenne una statua lignea raffigurante la Madonna col Bambino.

Stupito da questo fatto, il pastore decise di portare la statuetta al parroco del paese, il quale la rinchiuse in un armadietto. Tuttavia, nei giorni successivi si ripeté la stessa scena: la statua era ritornata miracolosamente sulla vetta del Monte attorniata dal gregge di pecore. Questo evento si ripeté per ben tre volte.

Il parroco di Camporosso consultò allora il vescovo, e questi ordinò che in cima al Monte Lussari fosse costruita una cappella votiva dedicata alla Vergine nel luogo del ritrovamento. Attualmente, della cappella votiva originale non ci sono più tracce, venne sostituita nel 1500 dall'attuale coro realizzato in pietra.

Illustrazione della leggenda del pastore e della Madonna del Lussari

Il Santuario dei Tre Popoli: Un Simbolo di Unione Europea

Un Crocevia Culturale e Linguistico

Già nel 16° secolo il monte era meta di pellegrinaggi dei tre popoli e, attualmente, con l'evolversi della sua popolarità e importanza, può essere considerato un Santuario Europeo. Il Monte Lussari oggi è un simbolo di pace, nonché della ritrovata concordia europea tra popoli di lingua slava, tedesca e italiana. È un luogo di incontro e dialogo tra culture diverse, visitato dai pellegrini che percorrono la Romea Strata, che scende verso Roma dall’Europa nord-orientale, e da quelli che seguono il Cammino Celeste, itinerario che collega diversi luoghi di culto tra Slovenia, Italia e Austria.

Dopo un ventennio dalla sua fondazione, i vescovi dell'epoca istituirono i Pellegrinaggi dei Tre Popoli, con la celebrazione delle Sante Messe in tre lingue: l’italiano, lo sloveno e il tedesco. Il modello cristiano di convivenza tra uomini e popoli ha origine nella dignità e nell’autonomia del singolo, della famiglia e della comunità. L’autonomia, però, non coincide nella chiusura o nell’esclusione. Il santuario e le attività svolte in esso sono finalizzati a creare un luogo di preghiera e di incontro tra i diversi popoli d’Europa. Durante i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre è garantita la messa feriale alle 12:00 e festiva alle 10:00 e alle 12:00.

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Storia e Trasformazioni dell'Edificio Sacro

Dalla Cappella alle Ricostruzioni

La chiesa primitiva fu più volte rimaneggiata e quasi completamente distrutta durante la Prima Guerra Mondiale. Dopo la costruzione della cappelletta votiva originale, l'attuale coro in pietra venne realizzato nel 1500, sostituendo la struttura precedente.

Nel 1786, l'imperatore d'Austria Giuseppe II vietò la celebrazione di qualsiasi funzione religiosa e tutti gli oggetti sacri all'interno vennero rimossi. Fortunatamente, il suo successore quattro anni dopo fece annullare l'ordinanza, così anche la Madonna poté ritornare nella sua dimora al Monte Lussari.

Nel 1807, un fulmine colpì la chiesa, distruggendola in parte; i fedeli però in breve tempo riuscirono a ricostruirla, ampliandola. Nel 1915, il Santuario venne a trovarsi sulla linea della Grande Guerra; una bomba causò un incendio e la distrusse. Attorno al santuario del Monte Lussari, la sacralità delle memorie di guerra, delle vite che la Prima Guerra Mondiale spezzò su questi monti contesi, aggiunge un elemento di forte impatto emotivo, data la vicinanza a un doppio confine con Austria e Slovenia.

Durante il Giubileo del 2000 è stata completamente restaurata e rinnovata.

Foto storica del Santuario del Monte Lussari dopo i bombardamenti della Prima Guerra Mondiale

Il Borgo del Monte Lussari e i Suoi Dintorni

Il Villaggio Alpino e i Servizi

In ogni stagione l’aggettivo “fiabesco” ben descrive il borgo del Monte Lussari, frazione parte del comune di Tarvisio (Ud) sopra la località Camporosso. Con i suoi 1790 m s.l.m., è il villaggio di viuzze e edifici storici più in alto del Friuli Venezia Giulia. Oltre al piccolo santuario e alla relativa croce, sono sorti numerosi piccoli esercizi commerciali e ristoranti con camere annesse, dove è possibile gustare specialità regionali e piatti tipici delle montagne di questi luoghi.

Il Panorama Mozzafiato

Attorno al santuario del Monte Lussari, il panorama toglie il fiato. La chiesetta sorge infatti in cima a una montagna alta 1776 metri e affacciata sulle maestose Alpi Giulie: una terrazza dalla quale si ammirano le pareti di roccia del Jôf di Montasio, del Jôf Fuart e del Mangart, che si slanciano con ampio margine sopra quota 2600 metri. È difficile dire dove finisca la fede religiosa e dove cominci la sacralità naturale della montagna. Punto privilegiato da dove ammirare le cime delle Alpi Giulie, lo sguardo viaggia à vol d’oiseau sui fianchi di roccia del Jof di Montasio e del Fuart, le cui pareti verticali precipitano a picco sulla sottostante Val Saisera. Un panorama privo delle frontiere tracciate dagli uomini e luogo di profonda spiritualità con la presenza del Santuario della Madonna con Bambino. È il cuore della Val Canale, terra d’incontro di popoli, amata e celebrata da Julius Kugy (1858-1944), alpinista, scrittore, botanico e umanista, per il quale il Monte Lussari era un luogo del cuore, sintesi di natura sublime e fede.

Veduta aerea del borgo e del Santuario del Monte Lussari in inverno

Accesso e Attività sul Monte Lussari

Come Raggiungere il Santuario

È possibile accedere al Monte Lussari a piedi, attraverso il Sentiero del Pellegrino (sentiero CAI 613/617), che parte da Camporosso nei pressi del ristorante “Alte Hutte”, con circa due ore e trenta minuti per 950 metri di dislivello; oppure dalla Val Saisera, lungo la strada che risale le pendici meridionali, in circa tre ore per 900 metri di stacco di quota. In alternativa, si può raggiungere il santuario in tutta comodità e approfittare della moderna telecabina che parte da Camporosso di Tarvisio, arrivando al borgo in quindici minuti. L'accesso in auto è possibile via A4 che allo snodo di Palmanova entra in A23 fino all’uscita di Tarvisio.

Turismo e Spiritualità

Oggi il lato spirituale del luogo convive con la presenza di una pista da sci d'impareggiabile bellezza: la pista Di Prampero, che con i suoi 3500 metri di emozionante discesa, collega la sommità del monte al fondovalle camporossiano. La popolarità del Monte Lussari è cresciuta anche grazie allo sviluppo del turismo invernale.

Una curiosità sportiva: nel 2023 il Giro d’Italia ha incluso la tappa Tarvisio-Lussari, un’impegnativa cronoscalata di oltre 18 km vinta dallo sloveno Primus Roglic, che ha così conquistato la maglia rosa in vetta. Il transito ciclistico, autorizzato in salita, è vietato in discesa con obbligo di rientro in cabinovia.

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Natura e Biodiversità

La Ricchezza Ambientale delle Alpi Giulie

La flora del Monte Lussari è caratterizzata da una ricca biodiversità tipica dell’ambiente montano e subalpino, influenzata dalla confluenza di climi diversi. Si spazia dai fitti boschi di conifere, in particolare abeti rossi, con anche esemplari monumentali, ai larici sulle pendici. Nelle praterie d’alta quota fioriscono la stella alpina e l’erica carnicina, amante dei suoli calcarei. Ma sono presenti anche altre specie floreali come la globularia cordifolia, la primula auricula, il rhodothamnus chamaecistus e la paederota lutea.

Altrettanto ricca è la fauna, con presenza di ungulati come cervi, caprioli, camosci e stambecchi. La marmotta abita le zone di pascolo e prateria alpina, così come la lepre, dal manto grigio-marrone a fondovalle e bianca alle quote più elevate. Nei cieli plana l’aquila chrysaetos, simbolo della fauna friulana.

Foto di flora alpina tipica del Monte Lussari (es. stella alpina, erica)

Arte e Simbolismo nel Santuario

Le Opere di Tone Kralj: Un Messaggio di Fede e Storia

L’aspirazione alla giustizia e alla pace tra i popoli è alla base anche della decorazione interna del santuario, opera del pittore cattolico Tone Kralj. Negli anni Trenta del XX secolo, Kralj ha affrescato il presbiterio, terminando il lavoro dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1960. Nel presbiterio sono raffigurate scene dalla vita di Maria: l’annunciazione, la fuga in Egitto, il ritrovamento di Gesù al Tempio, la crocifissione e l’incoronazione di Maria. Sull’arco separatorio, Kralj ha raffigurato Maria col manto, cui si rivolgono i pellegrini.

Nella cappella laterale a nord, troviamo la pala d’altare con Anna, Gioacchino e Maria giovinetta; sulle pareti laterali della navata, invece, due raffigurazioni storiche: il ritrovamento della statuetta e la devastazione della Prima Guerra Mondiale. Di Kralj è anche il quadro degli apostoli slavi San Cirillo e San Metodio. Dopo il 1960 ha trovato rifugio in chiesa anche la Via Crucis di Kralj, realizzata per essere posizionata lungo l’antico sentiero del pellegrino.

La Teologia dell'Arte Sacra e il Messaggio del Santuario

Quando entriamo nel santuario di Lussari siamo abbracciati da un ambiente gradevolmente oscurato, con pareti spesse e sicure e con un tetto che ricorda una nave. Dalla parete che divide il presbiterio e la navata ci saluta a braccia aperte Maria, madre di Gesù e nostra. Apre il proprio manto come una vela, in cui sono rimasti impigliati caldi raggi di sole, antico simbolo di Dio. Con questo manto, simbolo dell’amore di Dio per l’uomo, Maria abbraccia i pellegrini che giungono al luogo in cui un pastorello, 650 anni fa, trovò la sua graziosa statuetta.

Le vetrate ci raccontano della prosecuzione dell’opera di Gesù nel mondo, che è la Chiesa. Dalle finestre del presbiterio ci salutano il predecessore di Gesù, San Giovanni Battista (per la cui festa iniziava, di solito, la stagione dei pellegrinaggi), e il suo successore San Pietro, il primo Papa. Di fronte a loro, nel portale sopra il portone principale, sono rappresentate due coppie di santi che hanno contraddistinto la nostra storia: ai lati ci sono San Paolino, importante patriarca di Aquileia, e San Benedetto, patrono e maestro d’Europa. Al centro ci sono due contemporanei del XIX secolo, San Luigi Scrosoppi da Udine e il Beato Anton Martin Slomšek da Maribor.

La cappella laterale, dedicata ai Santi Gioacchino e Anna, tramite Maria giovinetta ci collega invece alla storia umana, che inizia con l’esilio dei progenitori Adamo ed Eva dal paradiso terrestre. Due donne bibliche, Giuditta ed Ester, preparano la strada a Maria, la donna che ha partorito il Figlio di Dio, che ci ha redento dal peccato dei progenitori. La Madonna di Lussari accoglie sotto il suo manto ogni uomo che giunge a lei.

L’edificio della chiesa è uno spazio consacrato, sottratto all’uso quotidiano perché in essa accadono cose straordinarie: non è solo uno spazio fisico, ma è una particolare dimensione esistenziale, dove sono contemporaneamente presenti tutti i luoghi e tutti i tempi. Qui i cristiani si raccolgono per la messa, si battezzano, si confermano, si sposano e si consacrano. L’edificio della chiesa e l’arte desiderano portarci in una realtà che ci collega oltre i confini del tempo e dello spazio, in cui anche la morte non significa separazione definitiva. Le finestre della chiesa non sono trasparenti per guardarci attraverso lo spazio circostante, ma per permettere a Dio di “guardare” nel nostro mondo e invitarci a guardare a noi stessi e al mondo attraverso i suoi occhi.

La chiesa di Lussari parla di due famiglie. Prima ci presenta la famiglia di Maria: la stirpe da cui è stata generata e la cerchia familiare più stretta in cui è nato e cresciuto Gesù Cristo. Al contempo ci circonda della famiglia fondata da Gesù con la propria sofferenza, morte e resurrezione. Questa è la comunità dei fedeli, che include Maria, gli apostoli e tutti i cristiani, per meglio dire, tutti gli uomini di buona volontà e addirittura tutto il creato.

Affreschi di Tone Kralj nel presbiterio del Santuario di Monte Lussari

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