La questione dell'esposizione del crocifisso nelle scuole italiane è da tempo oggetto di acceso dibattito, contrapponendo posizioni laiche e religiose. Un recente evento a Coriano, promosso dal sindaco Mimma Spinelli, ha visto una chiara affermazione della volontà di mantenere questo simbolo religioso nelle aule scolastiche, attraverso un referendum che ha raccolto un consenso schiacciante.
Il Referendum di Coriano: un "Plebiscito" a Favore del Crocifisso
La crociata contro il crocifisso in classe, promossa da una parte della sinistra che mira a eliminare ogni traccia religiosa o identitaria dalle aule scolastiche, si è scontrata con la volontà esplicita degli studenti e dei loro genitori. Il sindaco di Coriano, Mimma Spinelli, ha organizzato un vero e proprio referendum consultivo, che si è concluso con un netto "sì" all'esposizione del crocifisso e ai riti pasquali. Il sindaco ha prontamente informato il Ministero della Pubblica Istruzione, il Vescovo e la Direzione scolastica regionale e provinciale sull'esito di questo sondaggio, volto al ripristino delle benedizioni pasquali e all'esposizione del crocifisso nelle aule.
I risultati del sondaggio sono stati quasi plebiscitari: il 95,2% dei partecipanti si è espresso favorevolmente all'esposizione del crocifisso in aula, mentre il 94,1% ha approvato la celebrazione di cerimonie religiose cattoliche a scuola. Questi dati, riportati dal quotidiano Il Resto del Carlino, evidenziano una forte adesione ai simboli religiosi da parte della comunità scolastica di Coriano.
Il Comune ha inviato 1.280 questionari, dei quali 539 sono stati consegnati e compilati, corrispondenti al 41,5% del totale. Questa iniziativa è seguita a una sentenza del Tar dell'Emilia-Romagna, che su istanza dell'Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar), aveva autorizzato i dirigenti scolastici a vietare le benedizioni pasquali nelle scuole dell'Istituto comprensivo di Coriano e Ospedaletto.

La Questione Giuridica e Costituzionale
L'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici, e in particolare nelle scuole, nelle aule di giustizia e nei seggi elettorali, solleva interrogativi fondamentali riguardo alla sua legittimità in relazione ai principi costituzionali di uguaglianza dei cittadini, libertà di religione e laicità dello Stato.
Questa controversa questione, che oppone da decenni cattolici e laici, torna periodicamente d'attualità, alimentata anche dalle recenti dichiarazioni del Ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti. Il Ministro aveva definito l'esposizione della croce nelle aule scolastiche una "questione divisiva", esprimendo la preferenza per una "scuola laica", dichiarazioni che hanno suscitato reazioni contrastanti nel mondo cattolico e tra gli atei e gli agnostici.
Il dibattito si è intensificato ulteriormente con un sondaggio del Corriere della Sera, condotto da Renato Mannheimer, che indicava come l'84% degli italiani fosse favorevole al crocifisso a scuola. L'inchiesta sottolineava come il favore fosse maggiore tra le fasce più anziane della popolazione, tra coloro con titoli di studio medio-bassi, tra i residenti nelle regioni meridionali e nelle isole, e tra gli elettori del centrodestra. La motivazione addotta non sarebbe esclusivamente religiosa, ma attribuirebbe alla Croce la capacità di rappresentare le tradizioni e la cultura italiana.
Un'altra inchiesta, realizzata dal Corriere del Veneto, ha mostrato un consenso del 77% dei veneti a favore dell'esposizione del simbolo cattolico, evidenziando un cambiamento generazionale: quasi il 32% dei giovani tra i 18 e i 34 anni si è detto favorevole alla rimozione del crocifisso dalle scuole, contro il 15% degli "over 50". I sondaggi online sui siti dei principali quotidiani italiani (Corriere.it, Repubblica.it, La Stampa.it) hanno confermato questa tendenza, con percentuali favorevoli alla sentenza di Strasburgo (che ha legittimato l'esposizione del crocifisso) che variano dal 76% al 56%.
La Vicenda Giudiziaria Italiana ed Europea
La questione del crocifisso nelle scuole ha attraversato un lungo e complesso iter giudiziario, sia a livello nazionale che europeo.
La Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (2011)
Nel 2011, la Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo ha emesso una sentenza di fondamentale importanza, accogliendo il ricorso dell'Italia e dichiarando legittima l'esposizione del crocifisso nelle scuole. Questa decisione ha ribaltato una precedente sentenza della stessa Corte europea, che aveva considerato l'esposizione del crocifisso una violazione della libertà dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni e della libertà di religione degli alunni.
La vicenda giudiziaria, durata quasi nove anni, ebbe origine da un ricorso presentato in una scuola di Abano Terme (Padova). La Corte europea ha stabilito che l'esposizione del crocifisso non può essere considerata un elemento di "indottrinamento" e, pertanto, non viola i diritti umani.
Albertin commenta la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Il Percorso Giudiziario in Italia
La controversia ha visto diverse pronunce significative in Italia:
- 27 maggio 2002: Il Consiglio di Istituto della scuola Vittorino da Feltre di Abano Terme respinge il ricorso di una famiglia, confermando la possibilità di lasciare esposti i simboli religiosi, in particolare il crocifisso.
- Ricorso al Tar del Veneto: La madre delle due alunne impugna la decisione del Consiglio di Istituto, sostenendo la violazione del principio di laicità dello Stato. Il Ministero dell'Istruzione, intervenendo nel giudizio, richiama disposizioni regolamentari risalenti al 1924 e al 1928, ancora in vigore secondo un parere del Consiglio di Stato del 1988.
- Prima decisione del Tar e rinvio alla Consulta: Il Tar, pur ritenendo le norme sull'esposizione del crocifisso ancora vigenti, rimette gli atti alla Corte Costituzionale, sollevando dubbi sulla compatibilità di una disciplina di favore per la religione cristiana con il principio di laicità dello Stato.
- Decisione della Consulta: La Corte Costituzionale dichiara inammissibile il ricorso, in quanto le norme in questione sono regolamentari e prive di forza di legge, escludendo quindi un sindacato di legittimità costituzionale.
- Seconda decisione del Tar (2005): Il Tar rigetta il ricorso, affermando che il crocifisso, inteso come simbolo di cultura e identità nazionale, oltre che espressione di principi laici, può essere legittimamente collocato nelle aule scolastiche senza contrastare con il principio di laicità dello Stato.
- Consiglio di Stato: Il Consiglio di Stato conferma la decisione del Tar, rigettando definitivamente il ricorso. I giudici sottolineano la "funzione simbolica altamente educativa" del crocifisso, che non è solo un oggetto di culto, ma un simbolo di valori civili come tolleranza, rispetto reciproco e rifiuto della discriminazione, valori che, pur avendo origini religiose, delineano la laicità dell'ordinamento statale.
Il Ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti ha recentemente precisato che la questione del crocifisso non è all'ordine del giorno e non rappresenta una priorità, pur ribadendo la sua convinzione in una scuola laica. Questo ha aperto nuovamente il dibattito tra i lettori, invitati a esprimere la propria opinione attraverso un voto.
tags: #crocifisso #nelle #scuole #sondaggi