L'Istituto "Buon Pastore" di Sapri: Storia, Chiusura e Prospettive Future

Continuano le polemiche a Sapri per la preannunciata chiusura dell’Istituto del “Buon Pastore”, una struttura donata a titolo gratuito dal Cavaliere Cesarino al Comune di Sapri per ospitare tutti i bisognosi. Dal 1° marzo, l'istituto ha chiuso le sue porte.

Foto dell'Istituto

La Recente Chiusura e il Dibattito Pubblico

La discussione sulla chiusura è stata ripresa nell’aula Consiliare del Comune dal gruppo politico “Sapri Cambia”, che ha sottolineato la grave perdita per la comunità saprese. Il capogruppo Pietro Scaldaferri ha dichiarato che la struttura del Buon Pastore è ufficialmente chiusa e gli ospiti sono stati trasferiti nell’istituto di suore presente a Capitello. Scaldaferri ha evidenziato come, nonostante il Sindaco avesse illustrato il percorso che ha portato alla chiusura, non sia chiaro cosa l’Amministrazione intenda fare per riportare le suore all’interno dell’edificio e riaprire le sue porte. Ha inoltre sottolineato la necessità di convocare il Consiglio di Amministrazione dell’istituto, un’azione mai compiuta dall’attuale amministrazione, per tentare di trovare una soluzione attraverso un percorso più democratico che preveda un coinvolgimento attivo di tutte le forze politiche operanti sul territorio.

Anche il capogruppo di minoranza Giuseppe del Medico, presente all’incontro, ha rimarcato che il Sindaco avrebbe dovuto convocare il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per determinare un responsabile che potesse interloquire con le suore e assumersi le responsabilità legate alla gestione della casa, come richiesto dall’ordine delle suore. Ha aggiunto che la questione avrebbe dovuto essere affrontata pubblicamente, per informare i cittadini. Del Medico ha annunciato che verrà richiesta una convocazione del Consiglio Comunale per affrontare la situazione e cercare una soluzione, definendo questo un giorno triste perché la storia di Sapri è legata anche al “Buon Pastore”. Tale pensiero è stato condiviso da Vincenzo Folgieri, altro esponente di “Sapri Cambia”, che ha sottolineato l'importanza di difendere e tutelare la struttura in quanto rappresenta un pezzo di storia della città, con l'auspicio che la questione non cada nel dimenticatoio.

Cause della Chiusura e Tentativi di Soluzione

Il rischio di chiusura della Casa del Buon Pastore di Sapri era già emerso. La struttura, gestita dalle suore per ottant’anni, si trova in una situazione di degrado dovuta alla carenza di risorse economiche e umane, che non consentono alle religiose di proseguire la loro opera di cura degli anziani. L’amministrazione comunale ha espresso la volontà di individuare una soluzione che possa garantire il recupero dell’edificio e il mantenimento delle suore al suo interno, in linea con le condizioni della donazione del benefattore.

Nel 2017, in consiglio comunale, è stato approvato all’unanimità il piano di alienazione che includeva il Buon Pastore sotto la voce “valorizzazione”. L’intenzione è quella di proporre alla Madre Generale delle Suore Elisabettine Bigie un affidamento in comodato sessantennale, attraverso un processo di valorizzazione del bene. Questo permetterebbe di realizzare gli interventi manutentivi necessari alla struttura e mettere le suore in condizione di operare in maggiore sicurezza, acquisendo una titolarità che va oltre la semplice donazione. Il Sindaco dovrà confrontarsi con la Madre Generale in incontri già fissati a Roma, a seguito di quelli tenuti a Napoli e nella Capitale.

La Nascita del "Buon Pastore" e il Legato di Giuseppe Cesarino

L'Istituto "Buon Pastore" è una significativa opera di Giuseppe Cesarino, filantropo locale. Costruita nel 1913 come sua elegante dimora, l'insigne benefattore dispose che, alla sua morte, fosse destinata a ospizio per i vecchi soli e abbandonati. Per tale scopo, nel 1923, fu affidata alle Suore Bige Elisabettine e denominata “Pia Casa del Buon Pastore”. La storia di Sapri è profondamente legata a questo istituto.

All'interno della Casa del Buon Pastore, al primo piano, era ed è tuttora integralmente conservato lo studio di Cesarino. Qui, sul soffitto, sono affrescate scene fondamentali del viaggio dantesco, a testimonianza del suo amore per Dante e la Divina Commedia. Cesarino trovò nella lezione di Dante sull’Amore che move il Sole e le altre stelle la ragione della sua vita e il filo per non perdersi nel labirinto del suo tempo. Si adoperò per aiutare i più deboli e i più poveri e per rendere non solo Sapri, ma anche l’Italia più bella e più civile.

Ritratto di Giuseppe Cesarino, filantropo di Sapri

Biografia di Giuseppe Cesarino: Il Filantropo di Sapri

Giuseppe Cesarino nacque a Sapri il 24 dicembre 1859, ultimo di quattro figli. Suo padre, Nicola, per l'impossibilità di mantenere la famiglia, fu costretto, come molti altri conterranei, a emigrare oltreoceano, portando con sé i figli maggiori. Giuseppe rimase a Sapri con la madre e il fratello Felice.

Nicola Cesarino, dotato di intuito per gli affari, capì il potenziale di sviluppo della zona in cui si era stabilito, investendo i proventi dell'attività agricola in terreni e diventando proprietario di una grande “fazenda” nello Stato di San Paolo, in Brasile. Nel 1870 richiamò i figli Felice e Giuseppe. Fu quest'ultimo a dare un impulso straordinario alla “fazenda”, che a fine secolo era tra le più grandi della regione. La Ditta Cesarino-Irmao e C., di cui Giuseppe era titolare, vantava investimenti immobiliari in varie zone del Brasile e commerciava su larga scala prodotti agricoli. Giuseppe sposò Olinda Pereira Garcia, figlia di un ricco “fazendero” paulista, ma dal matrimonio non nacquero figli. Morì il 15 agosto 1923.

Le Altre Opere di Beneficenza di Giuseppe Cesarino a Sapri

La beneficenza di Giuseppe Cesarino a Sapri fu vasta e diversificata:

  • Il complesso di “Santa Croce”: Ideato e fatto costruire a proprie spese, fu ultimato nel 1898 e divenne sede di un istituto educativo-scolastico per giovani bisognosi del Golfo di Policastro. La direzione fu affidata ai Padri Bigi della Carità. Attigua all’Istituto, Cesarino volle anche una chiesetta in stile neogotico. Per circa mezzo secolo, “Santa Croce” fu un punto di riferimento educativo, sospendendo la sua attività in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. L'edificio, inizialmente destinato ai Padri Bigi, divenne proprietà del Comune di Sapri dopo la soppressione delle Congreghe di carità e dell’Ente Comunale di Assistenza (Eca), e fu utilizzato come sede della Scuola Media Statale “Santa Croce” fino a un decennio fa.
  • La “Specola”: Realizzata con il suo contributo, è una torre quadrilatera simile a quelle del Castello Miramare di Trieste, che costituisce ancora oggi un prestigioso biglietto da visita per Sapri. Progettata da Padre Candido Martini come osservatorio meteorologico e astronomico a servizio dell’Istituto “Santa Croce”, fu completata nel 1927.
  • La sede del Municipio e la Villa Comunale: Cesarino donò alla città una splendida palazzina per la sede del Municipio, con annessa un’ampia area dell’attuale Villa Comunale, dove in epoca fascista fu eretto un monumento a Carlo Pisacane.
  • Il progetto di un ospedale civile: Già nel 1910, Cesarino concepì il progetto di costruire un ospedale civile, con l'intenzione di fornire un servizio vitale alla popolazione e conferire a Sapri il prestigio di un polo d’eccellenza.
Mappa delle opere architettoniche di Giuseppe Cesarino a Sapri

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