La preparazione alla Prima Comunione è un momento significativo e profondo nella vita di un bambino e della sua famiglia. Non si tratta solo di apprendere nozioni, ma di intraprendere un vero e proprio cammino di conversione e scoperta.

Il Significato Profondo del Cammino verso la Prima Eucaristia
Basta solo il catechismo per preparare un figlio al primo incontro con Gesù Eucaristia? Il tempo di preparazione alla Prima Eucaristia può e deve diventare un vero e proprio cammino di conversione, un’occasione preziosa per scoprire la bellezza di questo sacramento e per gustare in modo nuovo la celebrazione eucaristica.
Il Ruolo Indispensabile dei Genitori nella Formazione alla Fede
Il ruolo dei genitori in questo percorso è assolutamente indispensabile. Solo loro possono aiutare i figli a scoprire il Vangelo come vita e non come una dottrina, come un’esperienza e non come un insieme di pratiche religiose. Sono i genitori a poterli aiutare a tradurre il Vangelo nella vita, a capire cioè quali scelte bisogna fare e quali comportamenti occorre evitare.
Per realizzare ciò, è fondamentale raccontare la propria esperienza: dire come il Signore è entrato nella propria vita, narrare il proprio primo incontro con Gesù Eucaristia e tutte le altre scelte fatte nel suo Nome. È essenziale parlare di Gesù come di una Persona straordinaria. La comunicazione di fede da parte dei genitori deve essere la più concreta possibile. Ciò che conta, ciò che assolutamente non deve mancare, è la scelta di fede: il fanciullo deve avere la consapevolezza e il desiderio di diventare come Gesù, e il cammino deve accendere in lui la volontà di vivere come Gesù.
Una madre, preoccupata che il figlio salvasse la sua anima anche a costo della vita, potrebbe pregare dicendo: “O mio Dio, salva quest’anima da impurità; fa’ che non sia mai profanata, col contatto del mondo; fa’ che resti sempre così come in questo giorno, come sino a questo giorno mio Dio… Piuttosto riprenditelo prima che ti tradisca…”. Questa preghiera esprime la profondità dell'amore e della preoccupazione dei genitori per il benessere spirituale dei figli.
Certi che la famiglia è una vera e propria chiesa domestica, una piccola comunità nella quale Dio opera e mediante la quale passa l’annuncio del Vangelo, molte famiglie scelgono di vivere un anno eucaristico familiare, che corrisponde all’anno in cui i bambini ricevono la Prima Eucaristia.
Strumenti a Supporto: Quaderni Attivi e Testi per i Genitori
Per accompagnare i bambini in questo percorso, esistono strumenti specifici. Il "quaderno attivo" intitolato "In Cammino con Gesù verso la Prima Comunione", che accompagna il catechismo omonimo, aiuta il bambino a capire meglio e a ricordare quanto imparato, grazie a esercizi da completare e disegni da colorare.
Per i genitori, è stato scritto un testo specifico, come quello di Giovanna Pauciulo e un'altra autrice, rivolto ai genitori dei bambini che si preparano a celebrare il primo incontro con Gesù. Questo libro è nato dall’esperienza del movimento ecclesiale Fraternità di Emmaus, che ha educato al protagonismo coniugale e familiare.
Struttura del Percorso Familiare
Attraverso sei tappe, il testo invita a vivere questo speciale anno eucaristico. Dopo ogni catechesi è previsto un tempo per la verifica di coppia, che include:
- Una lettera che sintetizza i contenuti della catechesi.
- Un brano tratto dall’Esortazione post sinodale Amoris laetitia di papa Francesco.
- Alcune domande per il dialogo coniugale.
Il testo propone anche un laboratorio da fare a casa, insieme ai figli, con piccole liturgie, momenti di preghiera e di attività in cui i genitori possono sperimentarsi catechisti dei propri figli. Infine, è sempre suggerito un impegno da vivere come famiglia.
IL SACRAMENTO DELLA COMUNIONE O EUCARESTIA
Il Modello di Nazareth: La Famiglia di Gesù come Esempio
Per comprendere appieno il ruolo della famiglia nella formazione spirituale, è utile guardare a Nazareth. Avviciniamoci con discrezione alla porta della casa di Giuseppe, il falegname, per chiedere ospitalità e domandare solo di poter sostare per contemplare la loro quotidianità.
Possiamo immaginare gli sguardi che si rivolgevano Giuseppe e Maria quando Gesù neonato si abbandonava placido tra le braccia della madre, quando ha iniziato a balbettare e poi ha imparato a muovere i primi passi sorretto dalla mano forte di Giuseppe o quando tornava a casa con le gote in fiamme dai giochi in cortile con gli altri bambini e Maria gli avrà asciugato il sudore per paura che il suo fanciullo potesse ammalarsi. Nel suo mirabile disegno, Dio Padre, nel momento in cui ci ha chiamati al matrimonio, non solo ci ha ricolmati della sua benedizione ma ha offerto a noi un modello cui guardare, ha donato una famiglia da invocare, una famiglia da imitare.
Cosa ha Imparato Gesù a Nazareth?
In quegli anni trascorsi tra le mura della sua casa, Gesù ha vissuto e imparato molto:
- Ha imparato sicuramente il linguaggio dell’amore, della cura, dell’attenzione, della tenerezza.
- Ha imparato a osservare la legge, ad essere obbediente, “stava loro sottomesso”.
- Ha acquisito un linguaggio proprio osservando i campi, il contadino che semina, la messe che biondeggia, la donna che impasta la farina, il pastore che ha perso la pecora, il padre con i suoi due figli.
Dove Gesù ha osservato tutte queste cose, oggetto della sua evangelizzazione, se non a Nazareth? E dove ha imparato a chiamare Padre, il Dio celeste se non attraverso la fede umile e semplice di Maria e Giuseppe? Gli sposi sono chiamati a guardare al mistero di Nazareth e a ricalcare i passi di questi santi genitori.

L'Esempio di Gesù e i Primi Discepoli: Un Invito al "Cammino"
Don Cristiano, il viceparroco, ha letto un passaggio del Vangelo che racconta dell’incontro dei primi discepoli con Gesù. Ciascuno di essi fa delle domande al “Maestro”, ma a tutti Gesù risponde: “Seguimi”, “Vieni e vedrai”. Gesù non si mette a fare il catechismo, a presentare loro una dottrina e delle idee buone. "Cammino", ha proseguito il parroco Don Flavio, è la parola chiave di quanto stanno vivendo i vostri figli che vogliono arrivare alla Comunione con Gesù.
Il "Quaderno Attivo Viviamo il Vangelo" e la Comunità Parrocchiale
Il Quaderno attivo "Viviamo il Vangelo", adottato da parrocchie come la "Mater Dei", aiuta i bambini a mettersi in relazione e a sperimentare, cioè a tradurre in azioni concrete quanto vanno apprendendo. I bambini di questa età, ancora molto abituati alle favole, e di questa generazione, molto abituata alle storie virtuali, rischiano di perdere il contatto con la realtà e con la verità religiosa.
È fondamentale stabilire relazioni umane affinché percepiscano la vita cristiana e la parrocchia non come una specie di Disneyland del “sacro” o un “gioco di Dio”, ma come una grande famiglia in cui ci si incontra, ci si parla, si sta insieme condividendo quelle stesse esperienze conosciute al catechismo. Ha grande valore formativo anche il fermarsi, dopo la Messa, a parlare, a giocare un poco, a fraternizzare.
Nel cammino verso la Comunione è fondamentale l’incontro con la Parola di Dio, come parola di vita, da vivere. Per questo, in ogni unità del Quaderno attivo, il brano biblico è sintetizzato attraverso brevi motti che aiutano ad applicarlo alla vita. Vengono inoltre presentati fatti veri, cioè episodi realmente accaduti a bambini di tutto il mondo. Tutto ciò serve a stimolare ogni bambino a mettere in pratica la parola di Dio, come parola bella per la vita.