Novena e Supplica alla Madonna di Pompei: Testo Completo e Storia

La devozione alla Madonna del Rosario di Pompei è una delle manifestazioni di fede più sentite e diffuse nel mondo cattolico, culminante nella recita della Novena d'Impetrazione e della celebre Supplica alla Regina del Santo Rosario. Questi testi sacri sono frutto dell'ispirazione e dell'ardente fede del Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei, e sono stati veicolo di innumerevoli grazie e miracoli.

Santuario della Madonna del Rosario di Pompei

Le Origini della Novena d'Impetrazione

Tra i numerosi testi e preghiere composti da San Bartolo Longo, spicca la “Novena d’Impetrazione”, scritta nel luglio del 1879. Bartolo Longo la redasse per impetrare le grazie nei casi più disperati, dopo essere stato colpito da febbre tifoidea. Ogni giorno, per trarre ispirazione ed effettuare le correzioni, si recava davanti al quadro della Vergine del Rosario. Un giorno, in preda a un vistoso peggioramento della malattia, pensò che l'unico rimedio fosse prendere il quadro della Vergine dalla Cappella e porlo nella sua stanza da letto. Rivolgendosi a Santa Caterina da Siena, affinché intercedesse per lui presso la Madonna, guarì improvvisamente.

Da allora, la Madre Celeste ha concesso grazie a chiunque la pregasse con la Novena scritta dal suo più profondo devoto. Molte altre guarigioni miracolose si sono verificate grazie alla recita di questa Novena, non solo in Italia, ma anche in tutta Europa, in America, in Africa, in India e in Cina. Molti di questi casi sono stati riportati, autenticati dalla firma di testimoni e da certificati medici, ed approvati da Vescovi con regolari Processi Canonici, nella rivista “Il Rosario e la Nuova Pompei”.

Un esempio significativo avvenne nel 1894, ad Arpino (FR), dove Santa Caterina da Siena, rappresentata ai piedi della Vergine nell’Icona pompeiana, apparve ad una giovane moribonda e la invitò a recitare la Novena, pregandola assieme a lei. Al termine della preghiera, la giovane fu perfettamente guarita.

Il Beato Bartolo Longo: Fondatore e Propagatore del Culto

Il Beato Bartolo Longo, vivace e di acuta intelligenza, grazie alla nobildonna Caterina Volpicelli (beatificata il 29 aprile 2001), conobbe la Contessa Marianna Farnararo De Fusco, rimasta vedova in giovane età con cinque figli. L’incontro con la contessa si rivelò un segno del destino, poiché proprio per amministrare le proprietà della De Fusco, Bartolo Longo giunse, nel 1872, nella Valle di Pompei.

Da tempo, egli si interrogava su come salvarsi a causa delle esperienze poco edificanti della vita passata, cercando un modo per espiare le sue colpe senza inutili sensi di colpa. Giunto a Pompei, comprese che questo traguardo era in realtà un punto di partenza che gli avrebbe permesso di fare ciò che il Signore voleva da lui. Da quel momento in poi, la sua vocazione divenne unicamente quella di propagare il culto alla Vergine del Rosario. Oltre a catechizzare i contadini, su consiglio del Vescovo di Nola, decise di erigere una nuova chiesa, dedicata alla Madonna del Rosario.

All’interno della Chiesa, come immagine sacra da venerare, pose un prodigioso ritratto della Vergine del Rosario, che il 13 novembre del 1875, arrivò a Pompei trasportato su un carretto di letame. Nel 1877 il Longo scrisse e divulgò la pia pratica dei Quindici Sabati. Ma l’opera più bella che gli si deve attribuire è sicuramente la Novena alla Madonna del Rosario, una mistica preghiera che procurò una miracolosa guarigione allo stesso Bartolo Longo.

L’incredibile opera del Beato non si limitò alla costruzione di quella che sarebbe diventata la splendida Basilica di Pompei, ma si estese alla creazione di un altro tempio, altrettanto importante: la “città dell’amore e della carità”. Mosso da tale divina intuizione, nel 1892, diede vita alla costruzione dell’Ospizio per i figli dei carcerati.

ECCO CHI E' IL BEATO BARTOLO LONGO

La Novena alla Madonna di Pompei: Testo Completo

La Novena alla Madonna di Pompei è una preghiera profonda e toccante, pensata per invocare la protezione e le grazie della Vergine Maria nei momenti di maggiore necessità. Si recita tradizionalmente per nove giorni.

Preghiera Iniziale a Santa Caterina da Siena

O Santa Caterina da Siena, mia protettrice e maestra, tu che assisti dal cielo i tuoi devoti allorché recitano il Rosario di Maria, assistimi in questo momento e degnati di recitare insieme con me la Novena alla Regina del Rosario che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei, affinché per tua intercessione io ottenga la desiderata grazia. Amen.

Preghiere Preliminari

V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
V. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Le Cinque Invocazioni della Novena

Primo Giorno

I. - O Vergine Immacolata e Regina del Santo Rosario, tu, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante, hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull’antica terra di Pompei, soggiorno di morti pagani. Da quel luogo dov’erano adorati gl’idoli e i demoni, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi dappertutto i tesori delle celesti misericordie. Deh! da quel trono ove regni pietosa, rivolgi, o Maria, anche sopra di me gli occhi tuoi benigni, ed abbi pietà di me che ho tanto bisogno del tuo soccorso.
Salve, Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.

Secondo Giorno

II. - Prostrata ai piedi del tuo trono, o grande e gloriosa Signora, l’anima mia ti venera tra gemiti ed affanni onde è oppressa oltre misura. In queste angustie ed agitazioni in cui mi trovo, io alzo confidente gli occhi a te, che ti sei degnata di eleggere per tua dimora le campagne di poveri ed abbandonati contadini. E là, di fronte alla città ed all’anfiteatro ove regna silenzio e rovina, Tu, come Regina delle Vittorie, levasti la tua voce potente per chiamare da ogni parte d’Italia e del mondo cattolico i devoti tuoi figli ad erigerti un Tempio. Deh! ti muovi alfine a pietà di quest’anima mia che giace avvilita nel fango. Pietà di me, o Signora, pietà di me che sono oltremodo ripieno di miserie e di umiliazioni. Tu, che sei lo sterminio dei demoni, difendimi da questi nemici che mi assediano. Tu, che sei l’Aiuto dei cristiani, traimi da queste tribolazioni in cui verso miserevolmente. Tu, che sei la Vita nostra, trionfa sulla morte che minaccia l’anima mia in questi pericoli cui trovasi esposta; ridonami la pace, la tranquillità, l’amore, la salute.
Salve, Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.

Terzo Giorno

III. - Il sentire che tanti sono stati da te beneficati, solo perché sono ricorsi a te con fede, m’infonde novella lena e coraggio d’invocarti in mio soccorso. Tu già promettesti a S. Domenico che chi vuol grazie, col tuo Rosario le ottiene; ed io, col tuo Rosario in mano, oso ricordarti, o Madre, le tue sante promesse. Anzi tu stessa ai dì nostri operi continui prodigi per chiamare i tuoi figli a onorarti nel Tempio di Pompei. Tu dunque vuoi tergere le nostre lacrime, vuoi lenire i nostri affanni! Ed io col cuore sulle labbra, con viva fede ti chiamo e t’invoco: Madre mia!... Madre cara!... Madre bella!... Madre dolcissima, aiutami!
Salve, Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.

Quarto Giorno

IV. - E a chi altri mai potrei ricorrere, se non a te che sei il Sollievo dei miserabili, il Conforto degli abbandonati, la Consolazione degli afflitti? Io te lo confesso, l’anima mia è miserabile: gravata da enormi colpe, merita di ardere nell’inferno, indegna di ricevere grazie! Ma non sei tu la Speranza di chi dispera, la Madre di Gesù, unico mediatore tra l’uomo e Dio, la potente nostra Avvocata presso il trono dell’Altissimo, il Rifugio dei peccatori? Deh! solo che tu dica una parola in mio favore al tuo Figlio, ed Egli ti esaudirà. Chiedigli, dunque, o Madre, questa grazia di cui tanto io ho bisogno. (Qui si domandi la grazia che si vuole). Tu sola puoi ottenermela: Tu che sei l’unica speranza mia, la mia consolazione, la mia dolcezza, tutta la vita mia. Così spero.
Salve, Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.

Quinto Giorno

V. - O Vergine e Regina del santo Rosario, Tu che sei la Figlia del Padre Celeste, la Madre del Figlio divino, la Sposa dello Spirito Santo; Tu che tutto puoi presso la Santissima Trinità, devi impetrarmi questa grazia tanto a me necessaria, purché non sia di ostacolo alla mia salvezza eterna. (Qui si ripeta la grazia che si desidera). Te la domando per la tua Immacolata Concezione, per la tua divina Maternità, per i tuoi gaudi, per i tuoi dolori, per i tuoi trionfi. Te la domando per il cuore del tuo amoroso Gesù, per quei nove mesi che lo portasti nel seno, per gli stenti della sua vita, per l’acerba sua passione, per la sua morte in croce, per il Nome suo santissimo, per il suo preziosissimo Sangue. Te la domando infine per il Cuore tuo dolcissimo, nel Nome tuo glorioso, o Maria, che sei Stella del mare, Signora potente, Mare di dolore, Porta del paradiso e Madre di ogni grazia. In Te confido, da Te tutto spero. Tu mi hai da salvare. Amen.
Salve, Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime.

Orazione Finale della Novena

V. O Dio, il tuo unico Figlio ci ha acquistato con la sua vita, morte e risurrezione i beni della salvezza eterna:
R. Concedi anche a noi che, venerando questi misteri del Santo Rosario della Vergine Maria, imitiamo ciò che contengono e otteniamo ciò che promettono. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

Orazione a S. Domenico e a S. Caterina da Siena per ottenere le grazie dalla S. Vergine di Pompei

O santo sacerdote di Dio e glorioso Patriarca San Domenico, che fosti l'amico, il figlio prediletto e il confidente della celeste Regina, e tanti prodigi operasti per virtù del Santo Rosario; e tu, Santa Caterina da Siena, figliuola primaria di quest’Ordine del Rosario e potente mediatrice presso il trono di Maria e presso il Cuore di Gesù, da cui avesti scambiato il cuore: voi, Santi miei cari, guardate le mie necessità e abbiate pietà dello stato in cui mi trovo. Voi aveste in terra il cuore aperto ad ogni altrui miseria e la mano potente a sovvenirla: ora in Cielo non è venuta meno né la vostra carità, né la vostra potenza. Pregate per me la Madre del Rosario ed il Figlio Divino, giacché ho gran fiducia che per mezzo vostro potrò conseguire la grazia che tanto desidero. Amen.

V. Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

La Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei: Testo Completo

La Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei è una preghiera solenne e potente, recitata due volte l'anno, l'8 maggio e la prima domenica di ottobre, in tutto il mondo cattolico. È un momento di intensa invocazione alla Vergine Maria per la pace, la salvezza e le grazie più urgenti.

Struttura della Supplica

Prima Invocazione

I. O augusta Regina delle Vittorie, o Vergine sovrana del Paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del Santissimo Rosario, noi tutti, avventurati figli vostri, che la bontà vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un Tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degl’idoli e dei demoni, effondiamo con lacrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie. Deh! da quel trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, su tutta la Chiesa; e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo ne circondano: quante calamità e afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato e vincete colla clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al dolce Gesù, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore.

Seconda Invocazione

II. È vero, è vero che noi per primi, benché vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù, e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sì, lo confessiamo, siamo meritevoli dei più aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulla vetta del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel sangue divino e l’ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori. Voi, dunque, come nostra Madre, siete la nostra Avvocata, la nostra Speranza. E noi gementi stendiamo a Voi le mani supplichevoli, gridando: Misericordia! Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietà, deh! pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, che torni pentito al cuor vostro.

Terza Invocazione

III. Che vi costa, o Maria, l’esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesù riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, circondata di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, e a Voi la terra e le creature tutte che in essa abitano sono soggette. Il vostro dominio si estende fino all’inferno, e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria. Voi siete l’Onnipotente per grazia. Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare, perché figli ingrati ed immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi altri mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli. Ah, no! Il vostro Cuore di Madre non patirà di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che noi vediamo sulle vostre ginocchie, e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, c’ispirano fiducia che noi saremo esauditi. Un’ultima grazia noi ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l’amore vostro costante, e in modo speciale la vostra materna benedizione. No, non ci leveremo dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia, finché non ci avrete benedetti. Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra Corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla Religione e la pace alla umana società. Benedite il nostro Vescovo, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del vostro Santuario. Benedite infine tutti gli Associati al vostro novello Tempio di Pompei, e quanti coltivano e promuovono la divozione al vostro Santo Rosario. O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d’inferno; Porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia; a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle smorte labbra sarà il nome vostro soave, Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico Rifugio dei peccatori, o sovrana Consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo.

Quando Recitare la Novena e la Supplica

La Novena d'Impetrazione può essere recitata in qualunque momento dell’anno. È particolarmente gradita se recitata a ridosso della Supplica di maggio (si comincia dal 29 aprile, Festa di Santa Caterina da Siena, e si termina il 7 maggio con i Vespri, in modo che per l’8 maggio si concluda la Novena con la Supplica), e per ottobre. Per quest'ultima, tenendo a mente che la Supplica si dice non in un giorno fisso ma alla prima domenica di ottobre, si farà annualmente il conto di quando iniziare la Novena. Volendo, si può comunque iniziare la Novena il giorno 28 settembre per concluderla il 7 ottobre, Festa della Madonna del Rosario.

Si ponga la prodigiosa immagine in luogo distinto e, potendolo, si accendano due candele, simbolo della fede che arde nel cuore del credente.

Icona della Madonna del Rosario di Pompei con Bartolo Longo e Santa Caterina

Il Legame dei Pontefici con Pompei

È da sottolineare come da Leone XIII tutti i Pontefici abbiano sempre avuto un amore filiale e speciale per il Santuario di Pompei, raccomandando vivamente la Devozione alla Supplica. L’allora Papa Benedetto XVI, in Piazza San Pietro, invitava i fedeli con queste parole: «Cari fratelli e sorelle, ci rivolgiamo ora in preghiera a Maria Santissima, che oggi veneriamo quale Regina del Santo Rosario. In questo momento, nel Santuario di Pompei, viene elevata la tradizionale «Supplica», a cui si uniscono innumerevoli persone nel mondo intero. Mentre anche noi ci associamo spiritualmente a tale corale invocazione, vorrei proporre a tutti di valorizzare la preghiera del Rosario nel prossimo Anno della fede».

Anche Papa Francesco, l’8 maggio 2013, durante l’udienza del mercoledì, ha voluto ricordare la solennità pompeiana dicendo ai fedeli raccolti in Piazza San Pietro: «Oggi, 8 maggio, si eleva l’intensa preghiera della “Supplica alla Madonna del Rosario” di Pompei, composta dal Beato Bartolo Longo.»

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