Immerso nella quiete del suggestivo colle Aventino, a Roma, sorge il Santuario dei Santi Bonifacio e Alessio, un luogo intriso di storia, spiritualità e, forse, qualche mistero celato. Questa basilica, testimone di secoli di fede e devozione, invita il visitatore a un viaggio interiore e a una scoperta delle radici del cristianesimo romano.

La Leggenda di Sant'Alessio: L'Uomo di Dio e la Sua Vita Segreta
Sant'Alessio di Roma, detto "l'uomo di Dio", nacque a Roma e morì nella stessa città intorno al 412. Secondo la leggenda, Alessio era un asceta e pellegrino latino, figlio dei nobili e ricchissimi patrizio romano Eufemiano (senatore dell’impero) e Aglae. Il padre, uomo buono d'animo, era solito ospitare orfani, vedove, poveri e pellegrini, offrendo loro il pranzo ogni giorno.
Dopo tante preghiere, nacque il loro unico figlio, Alessio. Divenuto adulto, gli fu scelta una sposa degna del suo rango, facente parte della famiglia D'Alascio-d'Alaise. Tuttavia, Alessio capì che il matrimonio non faceva per lui. La sera stessa delle nozze, convinse la sua virtuosa fidanzata a rinunciare al matrimonio, spiegandole il suo desiderio di rimanere casto e di dedicarsi a Dio.
La Fuga e la Vita da Mendicante
Alessio decise di lasciare la casa paterna, portando con sé una parte delle sue ricchezze. Si imbarcò per la Siria del nord, nell'attuale Turchia, per raggiungere la città di Laodicea e poi Edessa (Urfa). Qui, indossando solo stracci, regalò tutti i suoi averi ai poveri e si finse mendicante, chiedendo l'elemosina sulle scale della Chiesa di Maria Madre di Dio.
ECCO CHI E' SANT’ALESSIO DI ROMA
I suoi genitori, nel frattempo, fecero cercare il figlio dai servi ovunque. Arrivati ad Edessa, i servi non riconobbero il figlio del loro padrone in quel mendicante che viveva davanti alla chiesa. Trascorsi diciassette anni, si narra che il quadro della Madonna all'interno della chiesa si mise a parlare, chiedendo al custode di far entrare l'uomo gradito a Dio che stava sulle scale. L'eco del prodigio si diffuse rapidamente in città. Per evitare la notorietà, Alessio fuggì verso Tarso (Turchia).
Il Ritorno a Roma e la Rivelazione
La nave che avrebbe dovuto portarlo a Tarso approdò, per volere divino, sulla spiaggia di Ostia, a Roma. Alessio decise allora di recarsi a Roma e bussare alla porta di suo padre, chiedendo di essere accolto come un povero pellegrino. Il patrizio, pur buono, non riconobbe in quello straccione il figlio a lungo cercato, e nemmeno la madre comprese la verità.
In ricordo del figlio perduto, il senatore ospitò Alessio nel suo sottoscala, dove visse come mendicante per altri diciassette anni, sopportando con pazienza gli scherni dei servi. Quando capì di essere prossimo alla morte, decise di scrivere in un biglietto tutta la storia della sua vita, della rinuncia del matrimonio e della partenza a Edessa. Morì intorno al 412, stringendo nella mano il foglio da lui scritto. È opportuno notare come il numero diciassette compaia più volte nella vita di Sant'Alessio, scandendo momenti cruciali del suo percorso spirituale.
Secondo la leggenda, le campane suonarono da sole e una voce dal Cielo indicò di cercare l'Uomo di Dio nella casa di Eufemiano. Tutti accorsero, compresi il Papa e gli imperatori. Solo il Papa riuscì ad aprire la mano del defunto e a leggere il biglietto, rivelando la sua identità e provocando la sorpresa e lo strazio dei genitori. Il corpo di Alessio venne portato nella Chiesa di San Bonifacio (oggi intitolata anche a Sant'Alessio), e si narra che durante il tragitto chi toccava il feretro guariva da ogni malattia. Sant'Alessio è ritenuto il patrono dei mendicanti.
La Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio: Un Santuario Dalle Antiche Origini
L'origine del santuario è avvolta da una certa incertezza. Edificata tra il III e il IV secolo, la Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio era inizialmente dedicata a San Bonifacio, martire cristiano. La sua dedicazione al solo San Bonifacio in epoca così antica è controversa, con alcuni studiosi che la datano tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo.
Il culto di Sant'Alessio fu diffuso sull'Aventino dall'arcivescovo metropolita di Damasco Sergio. Costretto a fuggire a seguito dell'invasione dei Saraceni nel X secolo, Sergio si stabilì presso la chiesa di San Bonifacio, dove fondò una comunità monastica mista: i greci osservavano la Regola di San Basilio e i latini quella di San Benedetto. Questa comunità rivestì una grande importanza e rielaborò la leggenda greca di Sant'Alessio. Nel 986, la chiesa fu intitolata anche a Sant'Alessio. Questa nuova versione latina della storia ispirò canti popolari e leggende. Successivamente, nel 1217, papa Onorio III dedicò nuovamente la chiesa di San Bonifacio anche al leggendario Sant'Alessio.
Architettura e Rifacimenti
Ben poco rimane dell'antica chiesa dopo i vari rifacimenti. L’aspetto attuale della basilica si deve ai grandi lavori avviati prima dell’anno giubilare 1750, su progetto di Giovanni Battista Nolli (1701-1756), poi rielaborato da Tommaso De Marchis (1693-1759). La facciata della chiesa, in stile neo-cinquecentesco, è opera di De Marchis. Alla sua destra, si trova il campanile duecentesco a cinque ordini con doppie bifore.
Alla basilica si accede attraverso un quadri-portico medievale. L’interno è a tre navate divise da pilastri ornati da paraste scanalate e capitelli corinzi. L'attuale chiesa, a croce latina, è il risultato di numerosi rifacimenti nel corso dei secoli, in particolare nel XVIII e XIX secolo.

Tesori di Fede e Arte Sacra nella Basilica
La Scala di Sant'Alessio
Addossata alla facciata interna si trova, custodita entro una grande teca di vetro sostenuta da angeli e putti, la scala di legno sotto cui sarebbe vissuto Sant'Alessio. Un luogo particolarmente venerato è la cappella della scala di Sant’Alessio, dove si conservano alcuni gradini (visibili dentro un’urna di cristallo sospesa sulla parete dietro l’altare) della scala della casa paterna del santo. Un frammento lungo circa un metro di questa scala sovrasta la statua in marmo raffigurante Sant'Alessio.

L'Icona Bizantina della Madonna dell'Intercessione
Un altro tesoro spirituale del santuario è l'icona bizantina acheropita della Madonna dell'Intercessione o Madonna di Sant'Alessio. Portata da Edessa dall'arcivescovo Sergio Damasceno nel X secolo, la tradizione vuole che sia stata dipinta da San Luca e venerata a Edessa dallo stesso Sant'Alessio. Anticamente venerata nel ciborio della navata centrale, oggi si trova nella cappella costruita da Angelo Porri nel 1674. Questa icona conobbe e conosce tuttora una grande devozione, tanto che si tramanda che lo stesso Dante si recò sull’Aventino a impetrarne l’intercessione. Nell’età moderna e contemporanea è soprattutto l’icona a catalizzare l’attenzione e la devozione dei fedeli.

Reliquie e la Cripta Romanica
Il santuario custodisce importanti reliquie dei Santi Bonifacio e Alessio, i cui corpi riposano in teche d'argento situate nell'altare della confessione. Dal presbiterio si entra nella cripta romanica, che conserva molte reliquie di martiri e le reliquie di San Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury e grande amico di Re Enrico II d’Inghilterra. L'amicizia con il potente sovrano gli valse nel 1162 la nomina ad arcivescovo di Canterbury e primate d’Inghilterra, incarico che gli provocò non pochi guai. Uomo incorruttibile e protettore della chiesa, si rifiutò di piegarsi ai voleri del re che divenne il suo più acerrimo nemico.
Il Colle Aventino: Un Centro di Spiritualità e Accoglienza
La giurisdizione del santuario appartiene al Vescovo di Roma, il Papa. Dal X secolo, la cura del santuario è affidata ai monaci Benedettini, chiamati dal metropolita greco Sergio Damasceno. Sul colle Aventino, i cui confini coincidono con quelli della Parrocchia di Santa Prisca, sono presenti circa 19 Comunità di Istituti Religiosi maschili e femminili, tra cui i PP. Agostiniani, i Frati Predicatori (Domenicani) e i Chierici regolari di Somasca (PP. Somaschi) presso la stessa basilica. Molte di queste sono Case Generalizie, altre semplici Comunità di Istituti sparsi in molti paesi del mondo e in varie regioni d'Italia, rendendo l'Aventino un vivace centro di spiritualità.
Un Luogo di Matrimoni e Devozione
Ancora oggi, la Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio è una scelta molto amata per la celebrazione di numerosi matrimoni nell’Urbe, mantenendo viva una tradizione che risale, secondo alcune fonti, a Papa Onorio III nel 1217. Questo la rende un crocevia di storia, arte e spiritualità, un invito a riflettere sul significato della fede e della devozione nel cuore di Roma.
tags: #sant #alessio #aventino #confessioni