Pala di San Lorenzo in trono con santi di Filippo Lippi

La "Pala Alessandri", conosciuta anche con il titolo di “San Lorenzo in trono fra i santi Cosma e Damiano e donatori”, è un complesso pittorico di Filippo Lippi, realizzato con tecnica a tempera su tavola intorno al 1453. Le sue misure sono 120,9 x 105,9 cm per il riquadro centrale e 72,4 x 38,1 cm per quelli laterali.

La Pala è attualmente custodita nel Metropolitan Museum of Art di New York. Seguendo la pista aperta dal Vasari, intorno al 1790 l'opera fu spostata nel palazzo in Borgo Albizi, a Firenze, appartenente alla famiglia Alessandri. Il riferimento cronologico della sua realizzazione è assai incerto, ma la maggior parte degli studiosi la inserisce tra il 1445 e il 1453.

L'Annunciazione: dettagli e simbologia

L'Annunciazione, databile al 1450-1453 circa e conservata nella National Gallery di Londra, non si discosta dalla tradizionale disposizione delle figure.

La Vergine è rappresentata all'interno di un piccolo atrio, dove si intravedono le sue umili e tranquille stanze. Dal lato opposto, nel giardino, l'angelo si inchina a lei, tenendo nella sinistra il giglio e benedicendo con la destra.

La Vergine, seduta, protende il corpo e si inchina, portando la destra al seno e tenendo sulle ginocchia un libro aperto. Il pittore ha sapientemente adattato la bellissima scena alla linea curva della lunetta, con cui armonizzano alla perfezione le due gentili figure nel loro vicendevole inchino.

L'Annunciazione di Filippo Lippi con la Vergine e l'Angelo

L'opera è curata con amore in ogni dettaglio, dagli eleganti e finissimi contorni delle figure ai minimi accessori, dall'architettura ai fiorellini del prato. Il colorito gaio e vivace delle vesti anima le figure, dando alla tavola un'intonazione simpatica, che aggiunge nuove attrattive al devoto sentimento della scena.

Nei volti della Vergine e dell'angelo è presente un non so che d'ingenuo e d'umano che attrae più di quei tipi convenzionali che avevano troppo compiaciuto i pittori del periodo precedente.

I Sette Santi: composizione e ispirazione

Anche l'opera "I Sette Santi", databile al 1450-1453 circa, è conservata nella National Gallery di Londra. In questa grandiosa composizione, San Giovanni Battista sta in atto di predicare, seduto sopra un lungo marmo intarsiato a vari colori.

Ai suoi lati sono raffigurati i santi Cosimo e Damiano, Sant'Antonio e San Pietro martire, San Lorenzo e San Francesco, tutti in atteggiamento estatico e devoto. Grandiosa nella sua semplicità, la scena ha un carattere così intimo che pare quasi informata da uno spirito moderno.

Raffigurazione dei Sette Santi di Filippo Lippi in un paesaggio

I Santi sono riuniti artisticamente su un lungo marmo, in un parco, e sembrano dotti umanisti o accademici che disputano nei giardini di Antonio degli Alberti o nei chiostri di Santo Spirito o degli Angeli. I tipi dei sette uomini sono ben distinti, con le teste modellate accuratamente. I nimbi dorati spiccano sul verde scuro degli alberi, e le vesti, evidentemente studiate dal vero, presentano un'armoniosa intonazione di colori e una ricca varietà di toni.

L'effetto è accresciuto dalle ornate decorazioni e dai fregi finissimi di cui sono ricche le vesti, dalla delicatezza con cui sono disseminate le solite lettere orientali nei lembi di esse, e dalla cura nel rendere i panneggiamenti e ogni minimo particolare.

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