Il Monastero delle Clarisse Eremite di Fara in Sabina: Storia e Spiritualità

Arroccato sul monte Buzio, a pochi passi dalla cittadina di Fara in Sabina, il Monastero delle Clarisse Eremite sorge sulle rovine di un antico castello le cui origini si perdono nell'alto medioevo. Per secoli, le vicende di questo luogo sono state strettamente legate alla storia della vicina e celebre Abbazia di Farfa.

Veduta panoramica del borgo di Fara in Sabina con il complesso monastico arroccato sul monte.

Le origini storiche: dal castello al cenobio

La struttura originaria del castello subì nel corso dei secoli molteplici distruzioni e ricostruzioni. Distrutto dai Saraceni nel VII secolo, il complesso risorse più grandioso e ricco, per poi subire nel 1082 la conquista dell'imperatore Enrico IV, il quale lo donò ai monaci farfensi. Nel 1137, il castello fu dato alle fiamme dall'esercito di Lotario II. Successivamente, il suo territorio si ampliò con l'acquisizione di Pomonte e di Arci, arrivando a contare nei primi del XIV secolo ben dodici monasteri nei propri confini.

A partire dal 1400, il castello divenne dimora dell'abate commendatario di Farfa, passando di volta in volta sotto il controllo di illustri famiglie nobili: Orsini, Farnese, Della Rovere, Savelli, Colonna, Peretti e Barberini.

La fondazione dell'Ordine delle Clarisse Eremite

La trasformazione del sito in monastero si deve al cardinale Francesco Barberini, che volle destinare la struttura al neofondato ordine delle Clarisse Eremite. Il progetto fu ispirato dal pensiero di suor Francesca Farnese, venerabile delle cinque piaghe di Gesù, la quale desiderava fondare cinque monasteri di clausura - a Farnese, Albano, Palestrina, Roma e Fara - per creare un legame simbolico con le piaghe della crocifissione di Cristo.

I lavori di costruzione iniziarono nel 1672 sotto la direzione di padre Giovanni di Santa Maria e il convento fu ufficialmente inaugurato nel 1676 da papa Clemente X. Nel 1944 l'edificio fu pesantemente danneggiato dai bombardamenti, per poi essere restaurato negli anni Sessanta e Settanta del Novecento sotto la guida della badessa Madre Beatrice Mistretta.

Schema architettonico o pianta del complesso monastico con la distinzione tra aree di clausura e zone aperte ai visitatori.

Il complesso monastico oggi: tra clausura e accoglienza

Il complesso, cinto da mura merlate, conserva oggi un patrimonio storico e artistico di grande rilievo. Tra gli elementi di maggiore interesse figurano:

  • La cucina medievale, risalente al XV secolo e giunta intatta fino a noi.
  • Il coro seicentesco e il refettorio antico.
  • Il Museo del Silenzio, inaugurato nel 2004 all'interno dell'antica chiesa di Santa Maria.
  • Una stanza che custodisce 17 corpi di monache rimasti incorrotti dalla fine del XVIII secolo.

La vita delle sorelle è scandita dalla preghiera e dalla contemplazione, ma il monastero apre le sue porte attraverso una Foresteria accogliente. È garantito ogni servizio, dal semplice alloggio alla pensione completa, per accogliere gruppi turistici, pellegrini in viaggio verso Assisi o lungo il Cammino di Francesco e la Via Francigena, parrocchie e famiglie.

Attività e servizi per i visitatori

Oltre alla possibilità di soggiornare, il monastero offre visite guidate per scoprire le architetture medievali e la storia del luogo. È possibile partecipare ai momenti di preghiera della comunità, richiedere colloqui privati con le monache e organizzare eventi religiosi come battesimi, comunioni e matrimoni francescani. Il lavoro artigianale delle sorelle, nel rispetto della Regola di Santa Chiara, produce oggetti e manufatti disponibili per chi desidera sostenere la missione del monastero.

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