Il Crocifisso del Monte Summano: Storia, Arte e Sentieri

Il Monte Summano: Un Panorama Storico e Naturale

Il Monte Summano si staglia a 1298 metri, dominando il paesaggio vicentino. È la prima montagna che si vede percorrendo l’autostrada Valdastico verso Piovene Rochette, caratterizzata da una doppia cima che può ricordare le gobbe di un cammello. Sebbene la sua forma conica possa far pensare a un vulcano, in realtà si tratta di una struttura prealpina calcareo-dolomitica. Il suo basamento cristallino è fessurato da intrusioni basaltiche che lo accomunano alla dorsale collinare dei porfidi vicentini di Malo, protendendosi nelle colline di Breganze, Marostica e fino a Bassano del Grappa.

Per la sua particolare collocazione, il Monte Summano rappresenta un elemento importante del paesaggio vicentino, essendo l’ultima propaggine delle Prealpi verso la pianura. Il suo territorio appartiene ai Comuni di Schio, Santorso, Piovene Rocchette e Velo d’Astico. Il suo ambiente climatico consente lo sviluppo di una flora variegata che copre tutte le tipologie di pianura, collina e media montagna sulla parte sommitale. La tradizione voleva che ogni viandante portasse, come dono al monte, i fiori della terra di provenienza del visitatore, contribuendo alla sua particolare biodiversità.

Mappa geologica del Monte Summano con evidenziate le intrusioni basaltiche

Nella storia, il Monte Summano ha sempre rappresentato un punto di riferimento per l’Alto Vicentino. Il sito sembra essere stato frequentato sin dalla preistoria, come indicato dai numerosi reperti databili al tardo Neolitico rinvenuti nel "covolo di Bocca Lorenza", sulle pendici meridionali del monte. Antico luogo di culti pagani, almeno dall’età romana e sempre più col cristianesimo, le sue pendici sono state luogo di pratiche religiose, quasi che questa montagna ispirasse particolarmente la spiritualità negli uomini che vi salivano dalla pianura. In età medievale, il monte sembra avere poi ospitato un eremo frequentato abitualmente da monaci cristiani. Nel Quattrocento, qui si insediò la "Congregazione dei poveri eremiti di San Girolamo", dando vita a un santuario meta di pellegrinaggi. La frequentazione del monte da parte di questi frati proseguì costante fino alle soglie del Novecento, quando l’ordine dei Girolimini venne soppresso. Sono inoltre interessanti gli aspetti storici per le tracce dell’ultima linea di difesa italiana approntata per fermare la Strafexpedition durante la Prima Guerra Mondiale.

La Storia della Croce di Vetta

La sommità del Monte Summano è stata per secoli un punto di riferimento spirituale e visivo. Nel giugno 1896, un fulmine abbatté la croce in legno che era posta sulla sommità del Summano; essa venne rifatta, sempre in legno ma con un parafulmine. Nel 1922, come simbolo di pace dopo le distruzioni portate dalla Prima Guerra Mondiale, su proposta del vescovo Ferdinando Rodolfi, la gioventù di Azione Cattolica fece ereggere sulla sommità del Summano una nuova, grande croce. Questa fu sostituita dalla croce in cemento armato, alta 16,50 metri con due braccia da 7 metri e fondamenta profonde 6 metri, che ancora oggi domina la pianura vicentina.

Foto storica della croce del Monte Summano prima dell'installazione del Cristo

L'Installazione del Cristo in Acciaio: L'Opera di Giorgio Sperotto

Decenni dopo, nel settembre 1993, l’elemento di devozione della croce si arricchì di una nuova dimensione artistica e simbolica. Il 17 settembre 1993, dopo un non semplice trasporto in elicottero, un boato sordo riempì l'etere del pedemonte vicentino: un ingombrante carico, un Cristo di metallo alto 12 metri, oscillava nell'aria. Era la statua che da lì in poi avrebbe preso posto sulla croce di calcestruzzo in vetta al Monte Summano, sulle Prealpi vicentine.

Denver. Colorado (S. U. A:) La colossale statua del Cristo che sarà eretta su di una montagna del

È il Cristo che svetta nella cima, l’opera che ora compie trent’anni dalla sua installazione. La scultura, alta circa 12 metri e costruita interamente in acciaio inox (circa settecentocinquanta chili), è in parte realizzata con elementi di scarto e si presenta in una posizione piuttosto insolita: il braccio destro alzato verso l’alto e la mano aperta, come in segno di saluto. Questo corpo di metallo venne contrapposto alla croce nuda, un’installazione amata anche da chi non crede e vede nel volto misericordioso di quell’uomo fragile e potente al tempo stesso, tutta l’umanità che l’arte è in grado di esprimere.

L’autore dell’opera è lo scultore Giorgio Sperotto, che ha realizzato molte altre opere nella sua vita, ma quella del Gesù sul Summano ancora lo emoziona profondamente. Sperotto racconta di aver avuto l'ispirazione per l'opera osservando la croce di cemento, che pur rispettandone la devozione legata alla sua posa, non gli piaceva esteticamente. Un giorno, salendo, una luce dal Costo si riflesse e creò un bagliore sulla croce, da lì l'idea di creare un Cristo d’acciaio lucido che riflettesse la luce. L'opera ha richiesto quasi mille ore di lavoro tra disegno e manodopera. Sperotto ha interpellato l'amico saldatore Gildo Locallo, bravissimo a lavorare e saldare il metallo, per realizzare il progetto. Lo scultore ha spiegato che la sua opera è un "omaggio ai limiti della materia", nata dagli scarti, quasi a emulare il Cristo stesso, "ultimo tra gli ultimi, uno scarto appunto".

Sperotto trovò il consenso inaspettato dell’allora parroco e della giunta comunale di Santorso per la sua proposta. Solo allora sentì tutto il peso della responsabilità e si recò immediatamente in vetta per studiare la realizzazione. La storia dell’installazione del Cristo è entrata nell’immaginario collettivo locale anche attraverso aneddoti personali, come quello della moglie di un "grandissimo bestemmiatore". La donna, in un’intervista, ha raccontato che quel giorno suo marito, mentre lavorava nel campo, si trovò il Cristo sospeso sopra la testa appeso all’elicottero e da allora non avrebbe più bestemmiato, un fatto che testimonia il profondo impatto emotivo dell'opera.

Ritratto dello scultore Giorgio Sperotto

Significato e Percezione dell'Opera

Da allora, il suo sguardo metallico scruta la pianura vicentina e riflette i raggi del sole sul suo lucido corpo. Molti sono coloro che, correndo o gustando passo passo la salita, raccontano di andarci anche per salutarlo: per taluni è un momento di preghiera dove affidare a quel volto qualche peso rimasto in fondo al cuore, per altri una laica riverenza. In una giornata limpida d’autunno, tra escursionisti attenti al panorama e anziani che ricordano le storie di montagna, la possente croce di vetta con la figura di Cristo in acciaio inox domina l’orizzonte.

La scultura in acciaio, lavorata per riflettere la luce solare, è stata concepita da Sperotto con l’intento di evocare qualcosa di più profondo della semplice rappresentazione del corpo cristologico. Qualcuno, alla vista di un’opera tanto eclettica, rimane ammaliato dalla sua maestosità quasi sublime, come preso da estasi; qualcun altro, la trova di cattivo gusto o addirittura "orrendo". Tuttavia, il Monte Summano è una presenza amica per gli abitanti del pedemonte, un luogo del cuore, conosciuto e familiare; di conseguenza, anche il Cristo che ne abita la cima ha conquistato gli animi dei suoi frequentatori. Anche coloro che ne criticano le forme, in fondo ne sono inteneriti, per non dire affezionati.

Foto panoramica del Monte Summano con il Cristo in acciaio in evidenza

Lo scultore stesso riflette sulla percezione della sua opera, che aveva tentato di fare sorridente. "Quando poi è stato installato sulla croce, mi sono reso conto che non lo avevo mai visto, è come se io lo avessi visto per la prima volta. Oggi quel sorriso che vedevo io si vede solo salendo da Santorso, arrivando da Schio, quando il Cristo appare attraverso la boscaglia". Sorridente o meno, quel braccio alzato e benevolente accoglie i viandanti ormai da tre decadi, avendo fatto breccia anche nei detrattori più accaniti. Il suo creatore si proponeva di comunicare con quel gesto: "Una reazione di forza, un saluto, un augurio, un invito a cercare oltre la cima".

Oggi quel Cristo, impreziosito da una posa insolita e capace di “giocare” con la luce e lo sguardo di chi sale, sembra aver conquistato anche chi inizialmente ne aveva criticato l’estetica. In molte regioni alpine e prealpine italiane le croci di vetta costituiscono elementi ricorrenti, spesso legati non solo alla fede cristiana ma anche al senso di conquista e di relazione umana con la montagna stessa. Nel caso del Summano, questo dialogo è reso ancora più significativo dal panorama che si apre a 360°, dove la natura incontra il simbolo costruito dall’uomo. Il gesto artistico di Sperotto, più che un puro ornamento, è stato pensato come stimolo e invito alla riflessione. Lo stesso Sperotto, quando sale, ascolta i pensieri della gente che osserva la sua opera, si diverte a sentire i commenti, belli o "orrendi", e afferma: "Quando lo vedo mi dimentico di essere stato io a farlo. Vederlo mi fa bene, mi dà grinta, mi stimola."

Itinerari per Raggiungere la Vetta e il Crocifisso

Raggiungere la vetta del Summano non è soltanto una questione di chilometri e dislivello; è il termine di una salita faticosa ma gratificante. Appena sotto la vetta si trova il Santuario della Madonna del Summano, snodo di sentieri che salgono da diverse località. Gli orizzonti che si possono godere dalla cima sono davvero magnifici: si può osservare tutta la pianura vicentina, la catena dei Colli Vicentini fino al Carega e al Pasubio, l’altopiano del Tretto di Schio a sud e, verso nord, la Val d’Astico, Tonezza, l’altopiano dei Fiorentini e di Asiago fino al Monte Grappa.

Mappa dei sentieri per la vetta del Monte Summano

Salita da Santorso: La Via Crucis (Sentiero CAI 458)

Partendo dal comune di Santorso, si lascia alle spalle la chiesa di Santa Maria Immacolata e si procede a destra attraversando il parcheggio laterale della chiesa, seguendo il marciapiedi in salita che costeggia l'edificio. Si prosegue a destra in via del Santuario su una ripida salita e, dopo circa 400 metri, si supera il cimitero, si trova la chiesa dedicata a San Dionigi e poco dopo la scalinata che conduce alla Chiesa di Sant'Orso. Qui si tiene la sinistra, da dove parte la strada bianca che dà inizio al sentiero CAI 458, detto della Via Crucis. Circa a metà della salita si arriva al Prà Minore, con ampie vedute panoramiche verso l’altopiano del Tretto, le Prealpi Vicentine e tutta la pianura. Il sentiero poi giunge fino al Santuario di Santa Maria del Summano, da dove parte il sentiero che conduce alla cima del Monte Summano.

Itinerario da Piovene Rocchette

Un altro percorso parte sopra Piovene Rocchette, all’altezza dello stabilimento della Lanerossi, appena sopra il viadotto Sant’Agata sul fiume Astico. Si scende verso Piovene Rocchette e Santorso per poi girare a destra e prendere la salita verso Contrà Gonzatti (600 m), poi verso Contrà Gierte (700 m). Una ripida salita in sterrato porterà fino al capitello Madonna e poi al bivio per la cima del Summano, da prendere soltanto a piedi.

Percorso da Velo d'Astico

Un itinerario con partenza e arrivo dal parcheggio, con posti molto limitati, presso la colonia Elioterapica di Montebello (590 m) in località Burini (comune di Velo d’Astico). Dal casello di Piovene Rocchette (autostrada A31), si seguono le indicazioni per Velo D’Astico. Arrivati alla frazione di Meda (circa 5 km dal casello autostradale) si lascia la strada provinciale per risalire a sinistra verso località Noni per poi continuare in direzione Prola. Dal parcheggio si segue la strada cementata fino a contrada Lauri per svoltare successivamente a destra, ad un primo bivio, in direzione del passo Colletto Grande che si raggiunge dopo un’ora e 15 minuti dalla partenza. L’itinerario risulta piacevole e non eccessivamente impegnativo da percorrere fino alla vetta, nonostante l’esposizione sul sentiero delle creste, ma ostico nella lunga discesa dal piazzale Belvedere fino al capitello della Madonna, nel versante nord della montagna. La cima è molto frequentata, data la possibilità di salire al santuario, appena sotto la vetta, mediante stradina asfaltata che parte dal passo Colletto Grande. Il sentiero 462 è poco frequentato ma soggetto a puntuale manutenzione e ben segnalato.

Itinerario Monte Summano - Baita Genzianella

È disponibile anche un percorso di una certa difficoltà, interamente in provincia di Vicenza, con salite che presuppongono un certo allenamento in montagna. Questo itinerario, di suggestiva bellezza, fa scoprire una parte non proprio conosciuta della zona nord-occidentale della Val d’Astico. La sua lunghezza è di circa 45 km con un dislivello importante di circa 1000 m, con un tracciato composto per il 70% da asfalto e per il 30% da sterrato.

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