La Coroncina al Bambino Gesù di Praga: Preghiera, Significato e Storia

La devozione al Santo Bambino di Praga, e in particolare la recita della sua Coroncina, affonda le radici in una ricca storia di fede, miracoli e tradizioni che si estendono dal Barocco fino ai giorni nostri. Questa pratica spirituale offre ai fedeli un modo per contemplare l'infanzia di Gesù e i misteri della Santissima Trinità.

Statua barocca del Bambino Gesù di Praga

Origine e Diffusione della Devozione

Storia della Statua di Praga

La statua del Santo Bambino di Praga, protagonista assoluto della devozione, ha origini misteriose e una storia affascinante. Si tratta di una copia in legno della statua, originariamente proveniente dalla Spagna. L'immagine del Bambino Gesù di Praga, raffigurante Gesù in età infantile con un globo crucigero nella mano sinistra e la mano destra alzata in segno di benedizione, è avvolta in ricchi abiti e incoronata, elementi tipici dello stile barocco.

La storia narra che la statua giunse a Praga grazie a Maria Manrique de Lara y Mendoza. Sposatasi con il nobile ceco Vratislav di Pernstein, portò l'immagine con sé. Successivamente, la diede a sua figlia, Polissena, in occasione del suo matrimonio con Vilem di Rozumberk. Nel 1628, la principessa Polissena Lobkowitz donò la statua ai Carmelitani Scalzi di Praga, i quali l'accolsero con grande devozione.

Durante la Guerra dei Trent'anni, nel 1631, la statua fu oggetto di saccheggio e venne ritrovata tra le rovine dietro l'altare maggiore, priva delle manine. Un ufficiale della città di Monaco di Baviera, o, secondo un'altra versione, padre Cirillo della Madre di Dio, si prodigò per la sua restaurazione. Fu proprio in questo periodo che la statua ricevette l'appellativo di "miracoloso" (gratiosus), in seguito a un assedio degli Svedesi, durante il quale si attribuì alla sua intercessione la salvezza della città.

La famiglia dei Martinic, in particolare il devoto nobile Bernardo Ignazio di Martinic, era molto devota al Santo Bambino e fece preparare una nuova collocazione per l'immagine. La statua fu posta dapprima nella cappella all'entrata della chiesa. La devozione si diffuse, e già dal XVI secolo, grazie a figure come Magellano, il culto del Bambino Gesù si propagò anche in luoghi più lontani come Spagna, America del Sud, Italia e Filippine.

La Coroncina al Bambino Gesù di Praga

La Coroncina al Bambino Gesù di Praga è una preghiera più breve del Santo Rosario, composta da 12 grani, più 3 introduttivi. La sua diffusione si attribuisce alla venerabile Margherita del Santissimo Sacramento, monaca carmelitana scalza di Beaune (Francia) nel XVII secolo. Gesù le apparve, mostrando un piccolo rosario risplendente di luce e le disse: “Diffondi questa devozione fra le anime e assicurale che accorderò grazie specialissime d’innocenza e purezza a coloro che porteranno questo piccolo rosario e con devozione lo reciteranno in ricordo dei misteri della mia Santa infanzia”.

La Coroncina si recita come segue:

  • Sui tre grani introduttivi si recita tre volte il Padre nostro in onore della Santissima Trinità e della Santa Famiglia.
  • Per tre volte si ripete: "Il Verbo si fece carne."
  • Una volta si dice: "Il Verbo si fece carne."

Questa preghiera, come diceva Santa Caterina da Siena, è la "nostra vera ricchezza che nessuno ci può togliere se noi non lo permettiamo".

Significato Spirituale

La Coroncina e la devozione al Bambino Gesù di Praga racchiudono un profondo significato teologico. Esse richiamano il mistero della Santissima Trinità: la raffigurazione dello Spirito Santo in alto, Dio Padre fino al Santo Bambino, il Figlio. Inoltre, la presenza di Maria e di San Giuseppe, spesso accanto alla statua, evoca il mistero dell'Incarnazione e la Sacra Famiglia come modello per la famiglia umana.

Ogni atto di amore di Gesù bambino, fin dal primo istante del suo concepimento, aveva un merito infinito ed eterno, così potente da raggiungere ogni uomo in ogni istante della sua vita. Le quattro Ave Maria in onore della Beata Vergine richiamano alla purificazione che questo grande Re ha voluto attuare nella casa in cui per nove mesi ha voluto abitare anche materialmente, rendendola tutta bella e tutta santa.

La devozione al Bambino Gesù ci invita a contemplare l'amore per l'umanità di Gesù e la sua infanzia, un aspetto che ha segnato la vita e la spiritualità di Santa Teresa di Gesù (†1582) e San Giovanni della Croce (†1591), i quali lo hanno trasmesso all'Ordine dei Carmelitani Scalzi da loro fondato. Essi ci insegnano a contemplare il Dio-uomo dal presepio fino alla croce, e a meditare e imitare i Misteri della sua vita.

Schema della Santissima Trinità e della Sacra Famiglia

Leggende e Miracoli Associati

Molte leggende e racconti popolari si sono intrecciati con la storia del Bambino Gesù di Praga, riflettendo la fede e l'esperienza di coloro che le raccontavano. Nonostante la loro verosimiglianza sia oggetto di discussione, esse testimoniano la profonda devozione.

L'Origine della Statua: La Leggenda del Frate Carmelitano

Una di queste leggende riguarda l'origine della statua stessa. Al tempo della guerra tra Cristiani e Mori nella penisola iberica, in un convento carmelitano nel sud della Spagna, quattro frati si salvarono da un'incursione degli aggressori. Un giorno, mentre un frate lavorava nel cortile, ebbe una visione di un giovane bambino che lo invitava alla preghiera. L'immagine di quel bimbo gli rimase impressa nella memoria. Col tempo, crebbe in lui un forte desiderio di rivedere quel bambino per creare un ritratto fedele, ma ogni tentativo risultava vano.

Il bambino gli apparve nuovamente quando il frate era ormai molto vecchio, dicendogli: "Sono venuto a farti visita affinché tu possa terminare fedelmente la tua statua a mia somiglianza". Il frate si mise alacremente al lavoro, quasi come in un sogno, e sentì una grande felicità. Dopo aver completato la statua, il bambino scomparve, e il frate si sentì molto stanco. Questa leggenda, con la sua semplice bellezza naif, non cerca la verosimiglianza storica, ma cattura l'essenza della fede popolare.

I Miracoli di Padre Cirillo

Altri racconti, ambientati nel periodo in cui la statua fu ritrovata senza mano, riguardano Padre Cirillo della Madre di Dio. Si narra che un giorno, il signor Benedetto Manskonig di Usti sul Labe, trovandosi a Praga, udì parlare di un miracolo di guarigione legato alla fede nella statua del Santo Bambino. Senza esitare, diede 100 monete d'oro a padre Cirillo per ingraziarsi il Santo Bambino e contribuire alla riparazione della statua.

Un altro racconto narra che Padre Cirillo pregasse per trovare i soldi necessari per riparare le manine della statua miracolosa. In risposta alle sue preghiere, fu visitato da una signora agiata, la quale gli diede la somma richiesta.

La Signora Egoista e il Miracolo della Carrozza

La famiglia agiata di Giorgio Kolovrat Libstejn era anch'essa devota. La moglie di Giorgio, che aveva perso vista e udito, guarì non appena fu toccata con la statua del Santo Bambino. Questa signora, però, in un atto di egoismo, decise di tenere la statua miracolosa nel suo palazzo come protezione personale. Ma quando volle allontanarsi dal suo palazzo, la carrozza non riuscì a muoversi. Si rese conto che la statua doveva tornare al suo posto, per la venerazione di tutti i fedeli, e solo allora poté intraprendere il suo viaggio.

Questi racconti mostrano come sia i nobili che la gente più semplice iniziassero a rivolgersi al Santo Bambino, riconoscendone la potenza miracolosa e la necessità di una devozione pubblica e condivisa.

Evoluzione della Devozione e Santuari

Le Prime Imitazioni e la Diffusione Mondiale

La prima imitazione del Bambino Gesù di Praga fu realizzata dallo scultore Giovanni Schlansovsky nella prima metà del XVIII secolo. Egli intagliò un modello, e da esso furono tratte 100 copie della statua originale, spedite in tutto il mondo. Anche la porcellana di Dresda, con un modello dello scultore Gottleb Kirchner ritoccato dal famoso modellista J.J. Kändler, conserva una forma che riflette questa iconografia.

Declino e Rinascita del Culto

Il 3 settembre 1784, il convento dei Carmelitani Scalzi a Praga venne soppresso per decreto regio dell'imperatore Giuseppe II, conosciuto come l'“imperatore sacrestano”. Questo evento segnò un lungo periodo di declino del culto in Boemia. Nonostante ciò, la statua del Piccolo Re continuò a essere venerata da figure di spicco come Santa Teresa di Lisieux (†1897), maestra dell'“infanzia spirituale”, e San Leonardo da Porto Maurizio.

Santuario del Bambino Gesù di Praga ad Arenzano

Il Santuario di Arenzano

Il culto a Gesù Bambino giunse ad Arenzano, in Italia, nel 1900, grazie a un piccolo quadro esposto dai Carmelitani nella loro chiesetta. Questo semplice gesto diede inizio a un movimento straordinario di devozione, accompagnato da grazie e miracoli. L'afflusso crescente dei devoti motivò la costruzione del Santuario - il primo al mondo a lui dedicato - iniziato nel 1904 e inaugurato nel 1908. Nel 1924, la statua venne solennemente incoronata dal Cardinale Merry del Val.

Nel 1951, per volere del superiore provinciale P. Anastasio Ballestrero, venne aperto il Seminario di Gesù Bambino, che ancora oggi accoglie ragazzi in preparazione al sacerdozio e alla vita consacrata. Negli anni '60, la Basilica fu ampliata e arricchita con opere d'arte. Dal 1971, è attivo il centro di animazione missionaria in collegamento con la Repubblica Centrafricana.

Il Ritorno dei Carmelitani a Praga

Dopo le soppressioni settecentesche e l'ulteriore "inverno spirituale" dovuto all'occupazione nazista e al regime comunista, i Carmelitani poterono finalmente tornare a Praga nel 1994, dopo oltre due secoli di assenza. Il loro ritorno fu possibile proprio grazie al Santuario di Arenzano, che nel frattempo era divenuto il nuovo centro diffusore della devozione a Gesù Bambino.

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