La Festa del Redentore (in sardo festa de su Redentore) è una celebrazione tradizionale di Nuoro che si svolge annualmente, con il suo culmine il 29 agosto, tra la città e il monte Ortobene. Questa festa commemora la posa della statua del Cristo Redentore, opera dello scultore Vincenzo Jerace, e la successiva benedizione del monte Ortobene, avvenuta nel 1901. Le origini della festa risalgono al Giubileo del 1900, quando Papa Leone XIII espresse il desiderio che venissero erette statue di Gesù Redentore su diciannove vette italiane.
Il Monte Ortobene di Nuoro fu tra le località prescelte. La Chiesa sarda incaricò la Diocesi di Nuoro e l'allora vescovo Salvatore Angelo de Martis (1867-1902) di organizzare i preparativi per questo evento di portata regionale. Un comitato esecutivo locale, presieduto onorariamente dallo stesso vescovo e con l'organizzazione generale affidata al canonico Pasquale Lutzu, si occupò di definire le caratteristiche dell'opera e di reperire i fondi necessari. Inizialmente si discuteva se il ricordo dovesse consistere in una croce di ferro o in una statua, e se collocarlo sul colle di Sant'Onofrio. Tuttavia, prevalse l'idea di erigere un monumento su una vetta elevata, identificando nel Monte Ortobene la sede ideale.
La statua bronzea, alta 7 metri e pesante 18 quintali, fu fusa a Napoli, città natale dello scultore Vincenzo Jerace. Il 15 agosto 1901, il piroscafo "Tirso" giunse a Cagliari con le casse contenenti gli elementi della statua, che successivamente furono trasportati a Nuoro il 19 agosto tramite treno. Il trasporto sul Monte Ortobene fu un'impresa notevole, resa possibile grazie a sei robusti carri trainati da buoi, messi a disposizione dai contadini nuoresi. Fu necessario anche modificare il tracciato della strada per evitare un pendio eccessivamente ripido, deviando il percorso dalla Solitudine e risalendo gradualmente nel tancato di Balubirde per ricongiungersi alla strada normale nel tancato di Sa ‘e sos Frores. Il trasporto e il montaggio dei pesantissimi pezzi sul piedistallo, situato sullo sperone di Monte Bidda, si conclusero la mattina del 29 agosto, proprio mentre una folla di circa 8.000 fedeli saliva il monte per la cerimonia inaugurale.

Alla festa inaugurale non presenziò lo scultore Vincenzo Ierace, a causa di un grave lutto personale: la morte della moglie Luisa. Nonostante ciò, la gioia della folla presente fu immensa, e la montagna si animò di un "tremito sonoro", un palpito unico.
Evoluzione della Festa: Dalla Devozione al Folklore
Sin dai suoi albori, la Festa del Redentore è stata animata dalla devozione dei fedeli, configurandosi primariamente come una festività religiosa. Con il passare del tempo, al carattere religioso si è affiancato quello folkloristico. Oggi, i due aspetti convivono, sebbene distinti in momenti differenti delle celebrazioni.
Il Contesto Sociale e Politico
La nascita della Festa del Redentore è intrinsecamente legata alle trasformazioni sociali di Nuoro. L'istituzione della Provincia nel 1926 portò a un cambiamento nell'assetto sociale, con l'arrivo di un nuovo ceto impiegatizio. Lo Stato fascista intervenne nell'organizzazione del tempo libero e delle festività attraverso l'Opera Nazionale Dopolavoro (OND), che assunse la Festa del Redentore come ricorrenza rappresentativa della nuova provincia. L'OND sostituì i comitati spontanei che in precedenza si occupavano di ricordare l'evento.
I festeggiamenti "civili" del 1935, ad esempio, inclusero manifestazioni tradizionali come canti popolari, fuochi d'artificio, corse di cavalli e concerti bandistici, ma anche iniziative di diverso genere, come proiezioni cinematografiche e mostre. Fu in questo periodo che si istituirono la Sagra del Costume e la sfilata del corteo dei costumi regionali, promuovendo anche la valorizzazione dell'Ortobene come località di villeggiatura.

La Festa Oggi: Un Mix di Religione, Folklore e Turismo
La Festa del Redentore si svolge annualmente, solitamente dal penultimo sabato di agosto fino al 29 dello stesso mese. L'evento principale è la celebrazione della Sagra del Redentore, che culmina con il pellegrinaggio religioso dalla Cattedrale di Santa Maria della Neve al Monte Ortobene.
Programma delle Celebrazioni
La settimana che precede i giorni principali della festa è ricca di eventi collaterali, che offrono un'immersione nella cultura e nella storia locale. Tra questi si annoverano:
- Mostre ed esposizioni: Percorsi espositivi a tema in diversi poli museali, come l'Archivio di Stato di Nuoro e il Polo Museale ISRE, che presentano fonti fotografiche, documenti storici e collezioni d'arte.
- Eventi gastronomici: Il sabato, la Piazza Vittorio Emanuele ospita il "Tipico Street Food Nuoro", un'occasione per degustare le eccellenze enogastronomiche del centro Sardegna.
- Sfilate folkloristiche:
- La sfilata delle maschere tradizionali della Sardegna, con figure carnevalesche ancestrali provenienti da tutta l'isola.
- La sfilata degli abiti tradizionali, l'evento più atteso, con migliaia di figuranti che indossano i loro costumi autentici, accompagnati da musica tradizionale.
- La sfilata delle amazzoni e dei cavalieri, che mettono in mostra il legame tra il popolo sardo e il cavallo.
- Manifestazioni religiose:
- Il pellegrinaggio all'alba, che parte dalla Cattedrale di Santa Maria della Neve verso il Monte Ortobene.
- La Santa Messa solenne nel parco del Monte Ortobene, presieduta dal Vescovo e animata dai cori nuoresi.
- La processione nell'anello del Parco del Monte Ortobene.
- Festival Regionale del Folklore: La chiusura della festa con esibizioni di gruppi folkloristici.
Sfilata costumi tradizionali della Sardegna 26 Agosto 2018 Nuoro
La festa civile si svolge tipicamente la domenica precedente il 29 agosto, con la sfilata dei gruppi folkloristici. La sfilata dei costumi è spesso preceduta dalla sfilata delle maschere tradizionali del carnevale barbaricino e sardo.
La Pandemia e le Celebrazioni Recenti
La pandemia di Covid-19 ha imposto modifiche significative alle celebrazioni. Nel 2020, per la prima volta dal 1901, il pellegrinaggio da Nuoro e la processione attorno all'anello sono stati cancellati. La festa religiosa, tuttavia, ha mantenuto intatta la sua valenza, con celebrazioni eucaristiche presiedute dal Vescovo Antonello Mura, nel rispetto delle disposizioni anti-contagio, come il contingentamento degli accessi e l'obbligo di mascherina. Le celebrazioni sono state trasmesse in diretta televisiva.
Nonostante le restrizioni, l'omaggio al Redentore continua a essere un momento di profonda devozione e un'occasione per rinsaldare l'identità culturale della Sardegna centrale. La festa, che richiama un gran numero di turisti da tutta l'isola e dal resto d'Italia e dall'estero, rappresenta un'opportunità unica per ammirare la varietà e la ricchezza dei costumi tradizionali sardi, rendendola una delle più importanti manifestazioni folkloristiche dell'isola.