Vangelo di Tommaso: Origini, Contenuti e Dibattiti sulla sua Antichità

Il Vangelo di Tommaso è un testo apocrifo di particolare interesse per la ricerca sulle origini del cristianesimo, noto principalmente attraverso la versione completa in lingua copta conservata in uno dei manoscritti di Nag Hammadi, scoperti nel 1945 in Egitto. Questo prezioso manoscritto, un codice rilegato con la tecnica nota come legatura copta, risale circa al 340 d.C. ed è custodito presso il Museo Copto del Cairo.

La scoperta del manoscritto copto completo ha permesso agli studiosi di riconoscere frammenti della versione originale in lingua greca, alcuni dei quali erano già stati rinvenuti in precedenza. Tra questi, tre frammenti furono scoperti tra i Papiri di Ossirinco nel 1897, e altri due nello stesso sito nel 1903, apparentemente provenienti dalla stessa raccolta di detti che conteneva anche frammenti greci del Vangelo di Tommaso.

manoscritto di Nag Hammadi con testo copto

Indipendenza e Fonti del Vangelo di Tommaso

Secondo l'analisi basata sul criterio di hapax legomenon (parole che compaiono una sola volta), circa il 60-70% delle sentenze o detti presenti nel Vangelo di Tommaso sembrano essere indipendenti dai testi dei vangeli canonici. Questa caratteristica ha alimentato il dibattito sulle sue fonti.

Molti studiosi hanno ipotizzato una fonte comune, denominata fonte Q (dal tedesco Quelle, "fonte"), condivisa sia dal Vangelo di Tommaso sia dai vangeli canonici. Questa ipotesi è stata ulteriormente rafforzata dal ritrovamento dei papiri di Ossirinco contenenti frammenti con loghia (detti) presenti anche nel Vangelo di Tommaso.

In alternativa alla fonte Q, alcuni studiosi propongono una comune derivazione da un ipotetico vangelo degli Ebrei, un testo citato dai Padri della Chiesa come realmente esistente e scritto in aramaico. Una terza posizione, meno diffusa ma degna di nota, suggerisce che Tommaso sia il risultato di una tradizione orale dei detti di Gesù combinata con l'influenza dei vangeli canonici.

Dating e Contesto Storico

La datazione del Vangelo di Tommaso è uno degli aspetti più dibattuti tra gli studiosi. La maggior parte della comunità scientifica, con l'eccezione del Jesus Seminar, concorda su una datazione prossima alla metà del II secolo (intorno al 140 d.C.).

Tuttavia, un gruppo di studiosi, tra cui Helmut Koester, Stevan Davies, Ron Cameron, Stephen Patterson e Dominic Crossan, propende per una datazione più antica, che risale al I secolo o all'inizio del II secolo. Altri, come Guillaumont, Puech, Cullmann, Quispel, Wilson, Gartner, Frend, Fieger e Hengel, optano per il II secolo.

Un argomento a favore di una datazione elevata, proposto da Elaine Pagels, si basa sull'apparente conflitto tra il Vangelo secondo Giovanni e il Vangelo di Tommaso. Alcuni passaggi di Giovanni possono essere compresi solo ipotizzando l'esistenza di una comunità basata sugli insegnamenti teologici del Vangelo di Tommaso, che diverge da quella giovannea nella concezione della risurrezione: mentre Giovanni parla di risurrezione dei corpi, Tommaso sembra aderire a una risurrezione spirituale.

Il Vangelo secondo Giovanni è l'unico vangelo canonico in cui compare l'apostolo Tommaso, spesso raffigurato come incredulo e bisognoso di prove fisiche della resurrezione di Gesù. Questa rappresentazione potrebbe essere in contrasto con la natura dei detti di Tommaso.

illustrazione dell'apostolo Tommaso che interroga Gesù

Influenze e Interpretazioni

Alcuni studiosi, come Gilles Quispel, suggeriscono che il Vangelo di Tommaso, pur presentando influenze gnostiche derivanti da interpolazioni successive, si ispiri a fonti ebraiche indipendenti, come il vangelo degli Ebrei in aramaico. Questa tesi, se confermata, potrebbe suggerire un originale semitico alla base dei vangeli greci pervenutici, spostando la loro redazione a ridosso delle vicende di Gesù.

Nel Vangelo di Tommaso, figure come Pietro e Matteo sono talvolta rappresentate come incapaci di comprendere il vero scopo o l'identità di Gesù. Joseph Lumpkin ha ipotizzato che l'ispirazione del Vangelo di Tommaso possa derivare dal misticismo orientale, piuttosto che dallo gnosticismo.

Un'altra teoria influente, proposta da Nicholas Perrin, suggerisce che il Vangelo di Tommaso sia dipendente dal Diatessaron siriaco, composto poco dopo il 172 d.C. Se Tommaso fosse stato scritto a Edessa, in Siria, è plausibile ipotizzare un originale siriaco successivamente tradotto in greco, come potrebbe suggerire il fatto che Tommaso non segua l'ordine dei vangeli sinottici.

Il riconoscimento del Vangelo di Tommaso come opera gnostica è considerato da alcuni una prova di una datazione bassa. Tuttavia, si è iniziato a mettere in discussione questa identificazione, poiché Tommaso manca di elementi tipici dei testi gnostici, come cosmologie mitologiche complesse o una visione marcatamente negativa del mondo fisico.

Stephen Patterson parla di una "autonomia" di Tommaso dai vangeli canonici, pur riconoscendo un "dualismo cosmico gnostico". Bentley Layton ritiene che il Vangelo di Tommaso sia stato scritto in Siria nel primo periodo post-apostolico, con influenze della teologia gnostica.

Alcuni studiosi, come Enrico Cattaneo, contestano l'idea di una anteriorità del Vangelo di Tommaso, sottolineando la presenza di influssi gnostici e la corrispondenza solo parziale con i sinottici o la fonte Q.

Il Vangelo dell'Infanzia di Tommaso

Va distinto dal Vangelo di Tommaso dei detti il Vangelo dell'Infanzia di Tommaso, noto anche come Vangelo dello Pseudo-Tommaso. Questo testo, redatto in greco e siriaco e databile alla seconda metà del II secolo, narra episodi miracolistici dell'infanzia di Gesù, tra i 5 e i 12 anni.

Sebbene si dichiari opera dell'apostolo Tommaso, gli studiosi ritengono questa attribuzione pseudoepigrafa. Citazioni implicite di Luca e Giovanni suggeriscono una datazione posteriore a questi vangeli. La prima citazione del Vangelo dell'Infanzia di Tommaso si trova nell'Adversus haereses di Ireneo (circa 185 d.C.).

Nel giugno 2024 è stato rinvenuto un frammento di papiro presso la Biblioteca statale e universitaria Carl von Ossietzky di Amburgo, databile tra il IV e il V secolo, considerato il più antico esemplare conosciuto del Vangelo dell'Infanzia di Tommaso. Questo frammento, contenente un passaggio relativo alla vivificazione dei passerotti, conferma l'origine greca del testo.

frammento di papiro del Vangelo dell'Infanzia di Tommaso

Il Vangelo dell'Infanzia di Tommaso appartiene al genere dei vangeli dell'infanzia, caratterizzati da un'abbondanza di miracoli che contrastano con la sobrietà dei vangeli canonici. Questi scritti, non inclusi nella Bibbia canonica, erano molto popolari nell'antichità e nel Medioevo.

Il testo presenta episodi contenuti nei vangeli canonici (Matteo e Luca) all'inizio e alla fine, mentre il materiale intermedio è svincolato da essi. Uno dei personaggi che compare, lo scriba Anna nel capitolo 3, è probabilmente identificabile con il sommo sacerdote Anna menzionato nei vangeli canonici.

Il miracolismo del Vangelo dell'Infanzia di Tommaso, vicino al genere fiabesco, si rivolge a diverse esigenze della vita quotidiana, come il gioco, la vendetta, l'istruzione e la guarigione. Il testo presenta anche sporadici passi di sapore gnostico, in particolare il tema dell'ignoranza riguardo alla natura soprannaturale di Gesù.

Il Messaggio del Vangelo di Tommaso

Il messaggio del Vangelo di Tommaso è incentrato sulla figura di Tommaso, il cui nome significa "gemello". Egli è presentato come il discepolo che riesce a diventare "gemello" di Gesù, proponendosi come modello per gli altri discepoli, invitati anch'essi a raggiungere questa gemellarità con il Salvatore.

Nel Vangelo di Tommaso, Tommaso riceve da Gesù "parole segrete" che egli deve scrivere. Queste parole rappresentano la chiave della salvezza, richiedendo una giusta interpretazione. A differenza di altri scritti, qui è Gesù "il Vivente" a propiziare il ricordo e la corretta interpretazione dei suoi detti, guidando costantemente il discepolo.

La cristologia del Vangelo di Tommaso si distingue da quella dei sinottici. Mentre nei vangeli canonici Gesù chiede ai discepoli cosa la gente dica di lui, in Tommaso l'interrogatorio è rivolto ai discepoli stessi, sottolineando l'importanza della loro comprensione interiore. La risposta di Tommaso, che identifica Gesù come "l'ineffabile", si discosta dalle identificazioni più terrene presenti nei sinottici.

L'analisi del Vangelo di Tommaso rivela un testo "stratificato", frutto di un lungo processo di trasmissione e rielaborazione di tradizioni. Metodologie come la Formgeschichte (storia delle forme letterarie) e la Redaktionsgeschichte (storia della redazione) sono utilizzate per distinguere le tradizioni più antiche dagli interventi redazionali finali, al fine di risalire alle origini più vicine al Gesù storico.

Il Vangelo di Tommaso: "Non è Dio che ha creato QUESTO mondo"

Tuttavia, per comprendere il contenuto teologico del Vangelo di Tommaso, si adotta un'ottica diversa, concentrandosi sulla redazione finale e sul significato complessivo del testo. L'incipit del Vangelo, che introduce la figura di Tommaso come "gemello di Gesù", evidenzia un percorso soteriologico di carattere gnoseologico, iniziatico ed esoterico.

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