L'Eremo di Santa Caterina d'Alessandria, situato nel comune di Rio nell'Elba, rappresenta un luogo di profonda spiritualità e storia sull'Isola d'Elba. Questo antico santuario, risalente probabilmente all'epoca romanica e ampliato nel 1634, è da secoli meta di pellegrinaggi e devozione.
Posizione e Accesso
L'eremo si trova sul versante orientale dell'isola, poco distante dal paese di Rio nell'Elba, lungo la strada che collega Rio nell'Elba a Nisporto e Nisportino. Per raggiungere il santuario, è necessario lasciare l'auto in un piccolo parcheggio sterrato situato lungo la strada (dopo circa 2 chilometri da Rio nell'Elba), con una capienza limitata a meno di dieci veicoli. Da qui, si prosegue a piedi lungo un sentiero sterrato di circa 500 metri. Questo percorso, percorribile esclusivamente dai pedoni, è immerso nella macchia mediterranea, caratterizzata da bassa vegetazione, soprattutto cisti e lentischi, e fiancheggiato da alti pioppi.

Storia e Origini
Le origini dell'Eremo di Santa Caterina sono avvolte da leggende e tradizioni. Si narra che il luogo sacro sia nato da un evento miracoloso: le apparizioni della santa ad un ragazzo del posto. In ricordo di queste apparizioni, ogni anno, tradizionalmente il lunedì dopo Pasqua, si celebra una festa dedicata alla santa. L'edificio precedente fu ampliato nel corso del Cinquecento, e l'edificio attuale risale al 1634.
L'eremo è stato rifondato forse nel corso del Cinquecento. Nel XVIII secolo, i monaci che vi risiedevano giravano l'isola per la questua, allevando una capretta. Santa Caterina d'Alessandria è venerata anche come protettrice dei marinai; infatti, qui i marinai erano soliti portare i loro ex-voto per ringraziare la Santa dei pericoli scampati in mare e degli annegati, in particolare quando si allontanavano dalla costa.
Un'altra leggenda è legata al quadro dello "Sposalizio Mistico di Santa Caterina", commissionato e donato dalla famiglia Appiani, che un tempo adornava l'altare della chiesa. Si racconta che il committente, ritenendo che il pittore avesse raffigurato la Santa con un collo troppo lungo, tentò invano di convincerlo a ritoccare l'opera. L'opera, raffigurante le nozze mistiche della santa, fu in seguito trafugata e portata in Germania nella collezione privata di Hans Georg Berger. Fu proprio un altro tedesco, Hans Georg Berger, a restaurare la chiesa e a riportare l'opera all'Elba, contribuendo alla rinascita spirituale del luogo.
La chiesa fu completamente abbandonata e cadde in rovina quando una monaca, suor Maria Celeste Crostarosa, vi prese i voti nel 1735. L'abbandono segnò l'inizio di un lungo periodo di degrado, interrotto solo da interventi di restauro. Il primo restauro significativo fu compiuto nel 1980.
Collegamento Laveno-Eremo di Santa Caterina porta investimenti e lavoro
Architettura e Interni
L'Eremo di Santa Caterina si presenta con una facciata semplice e austera, caratterizzata da un timpano spezzato e sormontata da un tozzo campanile. L'interno è costituito da una navata unica con soffitto a capriate. Sulla parete destra si trova una lapide che ricorda il restauro del 1973. L'altare è fiancheggiato da due belle colonne in pietra scura, provenienti da cave locali, che richiamano quelle presenti in altre chiese dell'isola.
All'interno, l'eremo conserva ex voto di marinai e sepolture ottocentesche. Un tempo, sulla facciata della chiesa si trovava una stele obolo molto particolare. L'opera d'arte raffigurante lo sposalizio mistico di Santa Caterina, commissionata dalla famiglia Appiani, è oggi conservata nella parrocchiale di Rio nell'Elba.
Il luogo è stato anche designato come "Orto dei semplici elbano", testimoniando l'importanza storica e naturalistica del sito. La sua posizione, sulle pendici del Monte Serra, offre una vista panoramica sulle miniere e sul canale di Piombino.

La Festa del Santuario
La festa del santuario si svolge ogni anno il lunedì di Pasqua, una tradizione che affonda le radici nelle leggende legate alle apparizioni della santa. Questo evento richiama fedeli e visitatori, desiderosi di partecipare alla celebrazione e di immergersi nell'atmosfera spirituale del luogo.
Curiosità
L'Eremo di Santa Caterina è considerato uno dei luoghi più antichi dell'isola. Il nome "Eremo" suggerisce una storia legata alla vita monastica e alla meditazione. La sua posizione, staccata dalla strada comunale, ne preserva la quiete e l'isolamento, invitando alla riflessione.
La stele obolo presente in passato sulla facciata della chiesa era un elemento architettonico particolare, legato alle antiche usanze di raccolta delle elemosine. L'opera di Hans Georg Berger, che ha contribuito al restauro e alla rinascita dell'eremo, è un esempio di mecenatismo moderno che ha salvaguardato un patrimonio storico e artistico.
