Convegno Diocesano: La Longevità come Dono e la Dignità della Persona Anziana

Un Convegno Dedicato alla Dignità degli Anziani

Il Movimento Diocesano Terza Età - Età Nuova organizza un convegno fondamentale incentrato sul tema “La Longevità è un Dono e la Dignità della Persona Anziana va Tutelata”. Questa iniziativa trae la sua ispirazione principale dalla Carta per i diritti degli Anziani e i doveri della comunità del 2021, un documento cruciale per la promozione e la protezione delle persone anziane. Ulteriore ispirazione proviene dalle profonde catechesi di Papa Francesco e dell’Arcivescovo Mario Delpini sulla vecchiaia.

La partecipazione a questo evento è apertamente incoraggiata, e la conferma della partecipazione è gradita per una migliore organizzazione.

Programma Indicativo del Convegno

  • 9:30 - Apertura dei lavori con una preghiera iniziale guidata da Monsignore.
  • 10:00 - Relazione principale a cura di S.E. Monsignore.
  • 12:00 - Conclusioni dell'incontro affidate a S.E. Monsignore.
scheda informativa del convegno con il programma dettagliato

La Comunità Cristiana e la Valorizzazione dell'Anziano

La Chiesa diocesana, e di riflesso la comunità parrocchiale, non rappresentano un optional per la vita del credente, ma sono il luogo essenziale dove si realizza pienamente la nostra identità di figli di Dio. Il valore della comunità, intesa come fraternità, è sottolineato ripetutamente negli Atti degli Apostoli, poiché essa è il luogo dove si vive da figli. Se Cristo ha detto che Dio è Padre e che noi siamo figli, «REALIZZIAMO l’essere figli soltanto nella comunità dei fratelli». «Nessuno vive il suo cristianesimo, il suo essere figlio da solo».

È doloroso, tuttavia, constatare come in molteplici situazioni non pochi percorrono itinerari propri, sia a livello della comunità diocesana che parrocchiale. Per il futuro, l'esortazione è chiara: «andate avanti nell’unità», specialmente nel contesto del Cammino sinodale. Citando Sant’Agostino, «il Signore [...] per mantenere ben compaginato e in pace il suo corpo, così apostrofa la Chiesa per bocca dell’Apostolo: Non può dire l’occhio alla mano: non ho bisogno di te; o similmente la testa ai piedi: non ho bisogno di voi. Se il corpo fosse tutto occhio, dove l’udito? Se il corpo fosse tutto udito, dove l’odorato?». È un invito a rimanere uniti e a non difendersi dalle provocazioni dello Spirito, confidando che «tutto il male operato non frena l’opera di Cristo».

Questa fiducia infonde serenità e incoraggiamento, generando una preghiera accorata della comunità non per la sconfitta dei nemici, ma per la capacità di «parlare la Parola con tutta franchezza». La comunità è resa così «capace e forte: in grado di compiere ciò che il Signore le ha ordinato e che essa stessa ha fatto proprio nella preghiera».

illustrazione della comunità ecclesiale come un corpo unito, con persone di diverse età

L'Alleanza tra Generazioni e i "Sogni" degli Anziani

Il tema «I vostri anziani faranno sogni!» (Gl 3,1), caro a Papa Francesco, richiama la necessità di un'alleanza tra giovani e anziani. Un'intesa ispirata dai "sogni" di coloro che hanno vissuto a lungo e fecondata dalle "visioni" di chi si affaccia all'avventura della vita. In un'epoca spesso segnata da fratture e contrapposizioni tra le generazioni, che riflettono visioni pessimistiche e conflittuali dell'esistenza, gli anziani rappresentano un dono e una benedizione da accogliere.

L'allungamento della vita è un fatto positivo, anzi, è uno dei segni di speranza del nostro tempo. L'età anziana è anzitutto un richiamo benefico all'universale dinamica della vita. La mentalità oggi prevalente tende a dare valore all’esistenza se produce ricchezza o successo, se esercita potere o autorità, dimenticando che l'essere umano è creatura sempre limitata e bisognosa. La fragilità che appare negli anziani ci ricorda questa comune evidenza, perciò viene nascosta o allontanata da chi coltiva illusioni mondane, per non avere davanti agli occhi l’immagine di quello che inevitabilmente saremo. È invece salutare rendersi conto che l'invecchiamento «è parte della meraviglia che siamo». Questa fragilità, «se abbiamo il coraggio di riconoscerla», di abbracciarla e prendercene cura, «è un ponte verso il cielo».

Anziché vergognarci della debolezza umana, siamo chiamati a chiedere aiuto ai fratelli e a Dio, che veglia come Padre su tutte le creature. Gli anziani ci insegnano che «la salvezza non sta nell’autonomia, ma nel riconoscere con umiltà il proprio bisogno e nel saperlo liberamente esprimere», sicché «la misura della nostra umanità non è data da ciò che possiamo conquistare, ma dalla capacità di lasciarci amare e, quando serve, anche aiutare».

foto di un anziano e un giovane che dialogano o collaborano, simbolo di alleanza intergenerazionale

La Prossimità Pastorale e il Servizio ai Fragili

Per quanto possa sembrare strano, la vecchiaia diventa purtroppo sempre più spesso qualcosa a cui si arriva all’improvviso e che ci coglie impreparati. La Chiesa è chiamata a offrire «tempi e strumenti» per decifrare questa fase della vita, attingendo alle Scritture, alla saggezza dei Padri e all'esperienza dei santi, così da viverla cristianamente, senza pretendere di rimanere sempre giovani o lasciarsi prendere dallo sconforto.

Oggi, tante persone, terminati gli anni di lavoro, hanno l’opportunità di vivere una stagione sempre più estesa di buona salute, di benessere economico e di maggiore tempo libero. Questi sono i cosiddetti “giovani anziani”: spesso sono loro a testimoniare un’assidua frequenza alla liturgia e a condurre attività parrocchiali, come il catechismo e diverse forme di servizio pastorale. Diverse sono le situazioni che si possono incontrare: alcune persone ricevono in età avanzata il primo annuncio della fede; altre hanno fatto esperienza di Dio e della Chiesa nella giovinezza, ma si sono in seguito allontanate; altre ancora hanno perseverato nella vita cristiana.

Laddove gli anziani sono soli e scartati, è fondamentale portare loro «il lieto annuncio della tenerezza del Signore», per vincere, insieme con loro, le «tenebre della solitudine, grande nemica della vita degli anziani». L'imperativo è chiaro: «Che nessuno sia abbandonato! Che nessuno si senta inutile!». Anche una semplice preghiera, recitata con fede a casa, concorre al bene del Popolo di Dio e ci unisce nella comunione spirituale. In altri casi, l’evangelizzazione missionaria aiuterà le persone anziane a incontrare il Signore e la sua Parola. L'impegno principale della pastorale è annunciare il Vangelo: «coinvolgendo le persone anziane in questa dinamica missionaria, saranno anch’esse testimoni di speranza, specialmente con la loro saggezza, devozione ed esperienza».

Casa di Riposo Arnaldi: animazione.mpg

L'Esempio di Gesù e la Necessità della Sosta

Come possiamo vivere ed esprimere l'invito a stare vicini alla gente? L'episodio di Zaccheo nel Vangelo di Luca (Lc 19,1-9) offre una potente lezione di prossimità. Gesù, passando attraverso Gerico, non si limita a un rapido transito, ma pensa a una “SOSTA” particolare per Zaccheo. Non un passaggio veloce, ma il FERMARSI. A Gesù interessa farsi presente e l’evangelista non gli mette in bocca altre parole, né descrive altri gesti del Signore. Tutto è racchiuso in quel semplice PRENDERE L’INIZIATIVA di varcare una soglia, stabilire un contatto, una relazione significativa per incontrare un uomo prigioniero del suo peccato. Questo "fermarsi" è un modello per la cura pastorale: una presenza attenta e non fugace, capace di incontrare l'altro nella sua specificità.

Storie di Mancata Prossimità e di Vera Cura

Nel contesto della cura degli anziani e dei fragili, emergono storie che sottolineano sia le mancanze che le potenzialità della prossimità. La storia di Eolo Giordani, un giovane lucchese rimasto paralizzato a 14 anni, evidenzia il baratro di solitudine e disperazione che può accompagnare la fragilità fisica. La paralisi lo immobilizzò a letto e lo isolò dagli uomini, facendolo precipitare in un «baratro di solitudine e disperazione fino a farlo gemere: “Voglio morire!”». Eolo si ribellava a quel compatimento che gli accresceva il senso dell’impotenza, tanto più quanto i visitatori finivano per fargli intendere che egli versava in uno stato di minorità e di miseria, senza paragoni. Le lacrime gli si erano «nel cuore pietrificate». Tuttavia, alcune parole che ricevette cominciarono a penetrare la sua anima «come fasce di luce in un mondo di tenebre», suggerendo che la vera cura va oltre la mera visita, entrando in profondità nell'animo della persona.

Un altro esempio toccante è quello di una madre che per otto mesi ha invano atteso il parroco di un'altra diocesi per portare la comunione al figlio. «In otto mesi non l’ho mai visto», ha riferito la signora. Questo caso, purtroppo, illustra la difficoltà o la mancata capacità di «stare vicini alla gente» e di rispondere con prontezza ai bisogni spirituali e umani. Questo episodio ci ricorda la necessità di una pastorale sempre più attenta e proattiva, che non lasci nessuno indietro, specialmente gli anziani e i malati.

La Commissione Anziani e il Supporto al Caregiving

La cura e la tutela della persona anziana fragile sollevano interrogativi cruciali: «Quale stile adottare? Quando e come chiedere aiuto? Come favorire la sinergia tra caregiver (il famigliare o convivente incaricato della cura) e operatori professionali?». Per affrontare queste sfide, la diocesi si avvale della Commissione Anziani, un organismo che coordina diverse realtà sociali e socio-sanitarie di matrice ecclesiale, in linea con il compito di coordinamento che spetta alla Caritas.

Questa Commissione riunisce soggetti importanti come le cooperative sociali Sociosfera, Intrecci e L’Arcobaleno, la Caritas di Monza, il Movimento Terza età - Età nuova e la Fondazione Sacra Famiglia. Questi enti operano congiuntamente nel territorio diocesano per affrontare le fragilità legate all'età. L'incontro promosso dalla Commissione sarà imperniato sugli interventi di tre relatori esperti e sull’esperienza di progettazione e lavoro che vede coinvolti diversi soggetti territoriali, istituzionali e del terzo settore. L'obiettivo è approfondire la realtà del caregiving per le persone anziane fragili da un punto di vista sociale e giuridico, psicologico e relazionale, promuovendo una cura integrata e consapevole.

infografica che mostra la rete di supporto della Commissione Anziani e i suoi partner

Progetti di Formazione e Riscoperta della Ministerialità

Nell'ottica di un rafforzamento della cura pastorale e del coinvolgimento attivo, la diocesi ha promosso specifici progetti di formazione. Don Marco, Don Alberto, Don Gianni e tutti i docenti della scuola di teologia hanno elaborato un serio progetto di formazione, mettendolo a disposizione di tutti. Parallelamente, Angela Tonini ha predisposto un programma pluriennale di formazione alla ministerialità, offerto a coloro che intendono avvalersene. L'interesse per queste iniziative è crescente: il primo anno si sono iscritti 29 partecipanti, mentre il secondo anno le persone registrate sono state 40, di cui 16 provenienti dal primo anno.

L’anno appena concluso si è articolato in due moduli, con il primo dedicato a "Sapienza biblica e vocazione dell’uomo". Da questi percorsi è emersa la gioia di aver «sperimentato il dono della condivisione di una “fede vissuta”, in un percorso unificante, riscoprendo la grazia del Battesimo». La centralità del Primo Annuncio ha scaldato il cuore, alimentando la fraternità e la riscoperta della ministerialità battesimale.

illustrazione di persone di diverse età che partecipano a un corso di formazione o gruppo di studio

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