Rosario Anastasi e il "Canzoniere" nella Filologia Classica
Il lavoro di Rosario Anastasi si distingue per i suoi significativi contributi alla filologia classica e, in particolare, allo studio della tradizione manoscritta del "Canzoniere" di Giovanni d'Euchaita. Le sue ricerche hanno approfondito aspetti cruciali della letteratura bizantina e della trasmissione testuale.
Nel contesto delle anacreontiche di Giorgio Grammatico, Anastasi ha formulato congetture che sono state accolte in importanti edizioni. Nello specifico, F. Conca, nell'edizione aggiornata e ripubblicata (Milano 1992, I-II), ha accolto in tre passi le congetture di Anastasi, presenti in "Anastasi, Giorgio…, p. 250, nota 2," e "Sul testo…, p. 658". Le due composizioni di Giorgio Grammatico (corrispondenti ai nrr. 5 e 8 dell'edizione di Ciccolella, Cinque poeti…, rispettivamente pp. 222-224 e 246-250) si trovano nel vol. I, pp. 386-390 dell'edizione di Conca.
Le sue pubblicazioni relative a questo ambito includono:
- "Sul testo delle anacreontiche di Giorgio Grammatico", Helikon 6, 1966, pp. 653-659.
- "Giorgio Grammatico", SicGymn n.s. 20, 1967, pp. 209-253.
- "Su tre epigrammi di Giovanni di Euchaita", SicGymn n.s. 25, 1972, pp. 56-60 (sui carmi 63, 64 e 31 de Lagarde).
- "Varia. 1) Diog. Laert. VI 72. 2) Ethos e nomos in Dione Chrisostomo. 3) Giovanni d'Euchaita 'carme' 19 L.", in Studi classici in onore di Quintino Cataudella, II, Catania 1972, pp. 367-388 (le pp. 384).
- "Note di filologia greca", SicGymn n.s. 26, 1973, pp. 97-131 (dove le note da 3 a 8 prendono in considerazione rispettivamente: la tradizione manoscritta del 'Canzoniere', il Paris. gr. 690 quale testimone di carmi dell'Euchaitense, e i carmi 56, 60, 86 e 92 de Lagarde).
- "Su Giovanni d'Euchaita", SicGymn n.s. 29, 1976, pp. 19-49 (tra l'altro, sulla collocazione culturale dello scrittore nel contesto dell'XI secolo).
- "Note critiche. I. Giuliano e gli eunuchi. II. Giovanni Mauropode ep.de Lagarde: III. Teofilatto di Bulgaria e Simeone il Teologo", SicGymn n.s. 34, 1981, pp. 271-283.
- La recensione (pubblicata in BZ 75, 1982, pp. 354-356) ad A. Karpozelos, Iwav nnhj Maurov pouj.
Questi studi dimostrano l'impegno di Rosario Anastasi nell'analisi e nell'interpretazione di testi classici e bizantini, contribuendo in modo significativo alla comprensione dei "canzonieri" e delle opere poetiche di quell'epoca.

Giuseppe Anastasi e la Filosofia della Scrittura di Canzoni
Nell'ambito della musica contemporanea, emerge la figura di Giuseppe Anastasi, coautore del libro "Scrivere una canzone" insieme ad Alfredo Rapetti Mogol (Cheope). Anastasi è un noto "paroliere", termine che, come spiega Alfredo Rapetti Mogol, pur non amato da tutti gli addetti ai lavori, descrive chi si occupa dell'arte di dare parole alle melodie.
L'approccio alla scrittura di canzoni, come descritto da Rapetti Mogol, è un'alchimia che unisce melodie e versi, trasformando la canzone in qualcosa di cui "non si può più fare a meno, per qualche giorno o per anni". Una bella canzone, secondo questa visione, "da una parte ti spiazza, ti sorprende, ma dall'altra la riconosci, come se riconoscessi un parente, un amico che non vedi da tanto tempo. O come quando ti innamori e ti sembra di riconoscere quella persona anche se l’hai appena incontrata".
Evoluzione dei Testi e Linguaggio Canoro
Alfredo Rapetti Mogol riflette sull'evoluzione dei testi delle canzoni, notando come l'arte sia "naturalmente influenzata dal periodo storico". Ripensando alle canzoni degli anni Cinquanta e Sessanta, si riscontra "una spontaneità di scrittura, una libertà di espressione che portava magari a dire cose che oggi potrebbero anche essere ingenue, imbarazzanti ma che cercavano di avvicinare, di sfiorare la poesia". Le sensibilità mutano ed evolvono, e ciò che veniva percepito diversamente allora rispetto a oggi non deve scandalizzare.
Tuttavia, nei testi attuali, si osserva un linguaggio spesso "più vicino al discorso parlato, ma di quel parlato che rischia di scivolare verso il basso, comunicando spesso in modo egoistico, aggressivo". Si tratta di "testi in cui mi lamento di qualcosa, attacco qualcuno, parlo di me e poco m’importa di altro o degli altri". Questo non si riferisce necessariamente al rap o alla trap in generale, poiché esistono interpreti come Marracash e Jovanotti che "dicono cose importanti, che cercano immagini efficaci in ogni verso". La critica si rivolge piuttosto a "certe parole utilizzate senza una vera necessità", che, per voler utilizzare un linguaggio quotidiano, finiscono per essere "lontani dalla bellezza" e dall'armonia.

Aspetti Tecnici e Interpretativi della Scrittura
Esistono aspetti tecnici nella scrittura di un testo, non solo da artista ma anche da artigiano. La "scelta del ritornello" è fondamentale per mantenere l'ascoltatore "attaccato alla canzone", così come la "rima" è un altro elemento cruciale. Tuttavia, se un verso, pur bellissimo, non piace a chi deve cantarlo, "vince l’interprete". Ogni artista ha un proprio linguaggio, "che si crea nel tempo, che si è creato attraverso i suoi autori e le sue interpretazioni, e quel linguaggio è per me basilare, va rispettato". È necessario cercare una mediazione che "soddisfi te e chi canta il tuo testo", senza perdere il proprio modo di scrivere e le proprie caratteristiche.
Tommaso Paradiso spiega come si scrive una canzone
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