Franco Evangelisti: Il Politico e lo Scandalo Italcasse
La figura di Franco Evangelisti è stata una presenza significativa nel panorama politico italiano del dopoguerra, legato in particolare alla Democrazia Cristiana e alla figura di Giulio Andreotti. La sua carriera fu segnata da eventi che ebbero ampia risonanza mediatica e giudiziaria, influenzando profondamente la sua vita pubblica.
L'Intervista "A Fra', che te serve?" e le Sue Ripercussioni
Un momento culminante nella vita pubblica di Franco Evangelisti fu l'intervista rilasciata a Paolo Guzzanti per il quotidiano "la Repubblica" il 28 aprile 1980. Guzzanti la descrisse come un "singolare evento giornalistico avvenuto per caso", durante il quale Evangelisti, all'epoca braccio destro di Giulio Andreotti, si lasciò andare a una confessione dirompente.
Secondo il resoconto di Guzzanti, Evangelisti lo accolse nel ministero con un approccio diretto: «A’ Guzzà, tu lo sai che tuo padre è amico di Giulio, vero? Allora, prima di tutto devo raccontarti il ‘black ground’ (cioè il retroscena) perché tu devi capire che qui, noi, avemo rubbato tutti. Hai capito? Tutti. Rimetti in tasca quel bloc notes, te lo dico dopo io che cosa devi scrivere. Ma prima devi capire come funziona il sistema».
In questa intervista, Evangelisti ammise apertamente di aver ricevuto finanziamenti illeciti dall'imprenditore Gaetano Caltagirone, rivelando che il primo saluto di quest'ultimo durante le telefonate era invariabilmente: “A Fra’, che te serve?”. Questa frase, composta da cinque parole, si trasformò in un simbolo del sistema di corruzione e finanziamento illegale dei partiti, prefigurando le rivelazioni successive dell'inchiesta di Mani Pulite.
In cammino per cambiare, l'intervista a Paolo Guzzanti
La pubblicazione di questa confessione su "la Repubblica" ebbe per Evangelisti conseguenze immediate e devastanti: fu costretto a dimettersi da ministro e la sua carriera politica subì un arresto brusco. Paolo Guzzanti in seguito espresse il suo "disagio e anche la [sua] rabbia per avergli rovinato inutilmente la vita", riconoscendo che Evangelisti fu "linciato per la sua imprudenza: il linguaggio sguaiato, l’onnipotenza democristiana, la volgarità".
Il dibattito che seguì l'intervista fu inizialmente orientato a minimizzare l'accaduto come un caso di "cattivo gusto". Nonostante i tentativi di Guzzanti di avviare un'inchiesta sui finanziamenti occulti, l'argomento fu accantonato. Questo perché si riteneva che il primo compromesso storico tra il PCI togliattiano e la Democrazia Cristiana includesse un accordo sui finanziamenti che il partito comunista riceveva regolarmente in dollari da Mosca, insieme ad altri benefici economici derivanti da contratti energetici con l’Unione Sovietica, in una situazione di tollerata illegalità. Tale assetto avrebbe reso, di fatto, "lecito" per gli altri partiti adeguarsi a pratiche simili, nonostante l'esistenza di un finanziamento pubblico.
Il presidente della Repubblica Francesco Cossiga avrebbe rivelato a Guzzanti che, quando un emissario del PCI tornava da Mosca con la sua valigetta, trovava ad aspettarlo "una eminenza grigia del Viminale (anche lo stesso Cossiga) e due agenti del Tesoro americani incaricati di controllare la genuinità".

Il Coinvolgimento nello Scandalo Italcasse
Franco Evangelisti fu tra i protagonisti dello scandalo Italcasse, una complessa vicenda giudiziaria che lo vide coinvolto tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, e da cui fu assolto nel 1988. La sua figura venne talvolta analizzata in relazione al suo capo, Giulio Andreotti, con interrogativi sul suo effettivo ruolo nel sistema politico dell'epoca. Alcuni commentatori si chiedevano, parafrasando Eugenio Scalfari - il quale descriveva Andreotti come una "cozza" che "riceve acqua putrida e la restituisce pulita" - se Evangelisti "interveniva prima o dopo la fogna" o se fosse in grado di "recitare, per il suo capo, due parti in commedia: ora fogna, ora acqua pulita". Per alcuni, quest'ultima ipotesi appare la più probabile, suggerendo una capacità di Evangelisti di muoversi agilmente tra ruoli apparentemente contraddittori al servizio degli interessi del suo mentore.
Franco Evangelisti: Il Compositore e Pioniere della Musica Elettronica
Con lo stesso nome, Franco Evangelisti è stato anche un compositore e teorico musicale di fama internazionale, riconosciuto come uno dei pionieri della musica elettronica in Italia e in Europa, la cui opera ha segnato profondamente la storia della musica contemporanea.

Origini, Formazione e Vita Personale
Franco Evangelisti nacque a Roma il 21 gennaio 1926 da Enea e Fernanda Vercelli. Trascorse l'infanzia nella capitale, dove completò gli studi liceali. Nel 1945 si iscrisse alla facoltà di ingegneria, che frequentò fino al 1948. In quell'anno, su consiglio di F. Germani, decise di abbandonare gli studi scientifici per dedicarsi interamente alla musica, intraprendendo studi di composizione con D. Paris e di pianoforte con E. Gigli.
Il 7 dicembre 1967, sposò ad Eutin, in Germania, Irmela Heimbácher, allora giovane studentessa di medicina. La coppia ebbe una figlia, nata a Roma il 26 gennaio.
Franco Evangelisti morì a Roma il 28 gennaio 1980.
Gli Anni Cinquanta: La Nascita della Nuova Musica e Darmstadt
Gli anni Cinquanta furono un periodo decisivo per la maturazione artistica di Evangelisti. Già nel 1951 ebbe incontri significativi con M. Bortolotti, D. Guàccero ed E. Macchi. L'anno successivo, dopo aver affrontato i primi esami di teoria e canto gregoriano al conservatorio di S. Cecilia a Roma (dove tuttavia rinunciò a iscriversi per difficoltà legate alla vista), iniziò una serie di viaggi in Germania.
Fino al 1962, frequentò regolarmente i "Ferienkurse für Neue Musik" di Darmstadt, un centro nevralgico per l'avanguardia musicale, seguendo in particolare i corsi tenuti da maestri come R. Leibowitz, W. Fortner ed E. Krenek. Fu tra i primi compositori della sua generazione, accanto a figure come B. Maderna e L. Nono, a esplorare queste nuove frontiere musicali. Sempre nel 1951, fu fondamentale l'incontro con W. Meyer Eppler, professore di fisica presso l'università di Bonn, che lo condusse a visitare l'Institut für Kommunikationsforschung e a sviluppare il suo interesse per la musica elettronica. Nel 1954 si trasferì a Friburgo per frequentare la locale "Musikhochschule", dove seguì regolarmente, fino al 1956, la "Meisterklass für Komposition" tenuta da H. Jelinek.

L'Impegno Composito e la Fondazione di Nuova Consonanza
Dopo alcuni tentativi giovanili ("Sei piccoli divertimenti per violino e pianoforte", "Quis horrendos fuit", "Contrasto", "La terra ha sete di pianto", "Was kann ich"), nel 1955 Evangelisti scrisse "Ordini, strutture variate per sedici strumenti", opera dedicata a Daniele Paris, che ne diresse la prima esecuzione a Brema nel 1960. Nello stesso periodo iniziò a comporre "Proiezioni sonore per pianoforte".
Nel 1956, su invito di H. Eimert, Evangelisti avviò le sue ricerche presso lo studio elettronico della Westdeutscher Rundfunk di Colonia, un luogo di cruciali scambi artistici e scientifici, dove ebbe contatti decisivi con figure come K. Stockhausen, cui aveva dedicato "Proiezioni sonore". Dopo un anno e mezzo di intenso lavoro, completò la sua prima composizione elettronica, "Incontri di fasce sonore", trasmessa da Radio Colonia nel 1957. In quello stesso anno, H. Scherchen lo invitò, in qualità di rappresentante della Westdeutscher Rundfunk, presso lo studio di elettroacustica sperimentale dell'UNESCO a Gravesano.
Il 1958 fu l'anno di composizione di "Proporzioni, strutture per flauto solo", dedicata a S. Gazzelloni. Fu anche l'anno dell'Autunno musicale di Varsavia e dell'inaugurazione dello studio sperimentale della Radio polacca, eventi a cui Evangelisti partecipò insieme a K. Stockhausen e L. Nono. In quell'anno, conobbe M. Kagel, G. Ligeti, G. Scelsi e l'ingegnere L. Viesi, le cui teorie nel campo della biofisica polarizzarono a lungo i suoi interessi.
Nel 1959, Evangelisti fu promotore di una serie di iniziative nel contesto romano che avrebbero portato poco dopo alla nascita dell'associazione musicale Nuova Consonanza. Tra i co-fondatori di questa prima fase vi furono D. Guàccero, E. Macchi, D. Paris e A. Titone. L'associazione esordì a Roma con la pubblicazione del primo numero della rivista "Ordini. Studi sulla nuova musica" e con un concerto di nuove musiche. Nello stesso anno, Evangelisti lavorò al progetto non realizzato di "Campi integrati", alla composizione di "Aleatorio per quartetto d'archi" e di "Spazio a 5 per quattro gruppi di percussioni, voci e accorgimenti elettronici".
Il Silenzio Compositivo, la Didattica e il Ritorno alla Composizione
Nonostante importanti esecuzioni delle sue opere e la conclusione di lavori significativi come "Spazio a 5", "Random or not Random" e "Die Schachtel" nei primi anni Sessanta, Evangelisti decise nel 1962 di abbandonare la composizione per dedicarsi esclusivamente a ricerche di carattere teorico-speculativo. Nel 1964 fu ospite del Deutsch-Akademischer Austauschdienst a Berlino Ovest con una borsa di studio della Ford Foundation per due anni; nel 1967 allestì a Roma lo "Studio R 7" per la musica elettronica in collaborazione con W. Branchi, D. Guàccero, G. Guiducci, P. Ketoff, E. Macchi e G. Neri.
Rientrato definitivamente in Italia nell'agosto del 1968, riprese le sue ricerche teoriche con l'ingegnere Viesi. Dal 1969 al 1972 tenne un corso sperimentale di musica elettronica presso l'Accademia nazionale di S. Cecilia a Roma. Dal 1970 al 1975 fu titolare della prima cattedra di musica elettronica in Italia, istituita presso il conservatorio "A. Casella" de L'Aquila, e infine dal 1974 fino all'anno della sua morte ricoprì la medesima cattedra presso il conservatorio di S. Cecilia a Roma.
Gli anni Settanta lo videro tornare alla presidenza dell'associazione Nuova Consonanza, che diresse ininterrottamente dal 1972 al 1979, affiancando questa attività a un'intensa attività seminariale in Italia e all'estero. Nel 1979 fu chiamato a far parte della commissione italiana per la musica dell'UNICEF, invitato insieme a I. Bacalov, E. Macchi, E. Morricone e N. Rota a scrivere la musica per un film d'animazione da realizzarsi per l'Anno internazionale del bambino.
Il 1978 segnò il suo ritorno alla composizione dopo oltre quindici anni di silenzio, con una rielaborazione del vecchio progetto elettronico "Campi integrati" in una versione per strumenti tradizionali dal titolo "Campi integrati n. 2". In questa sua tarda opera confluirono tutte le esperienze musicali accumulate fino a quel momento. Questa composizione rappresenta l'unica opera significativa di Evangelisti al di fuori del suo principale periodo creativo (1954-1962).
Opere e Scritti Teorici
La produzione musicale di Franco Evangelisti, seppur scarna (con appena una decina di titoli nel catalogo), è estremamente suggestiva e quasi interamente riconducibile al periodo 1954-1962, con l'eccezione dell'ultima opera "Campi integrati n. 2" degli anni 1978-79. Tra le sue composizioni principali si annoverano:
- Musica per orchestra: "Ordini, strutture variate per sedici strumenti" (1955); "Random or not Random, appunti degli anni 1957-62 per orchestra".
- Musica da camera: "4! [fattoriale], piccoli pezzi per violino e pianoforte" (1954-55); "Proiezioni sonore, strutture per pianoforte solo" (1955-56); "Proporzioni, strutture per flauto solo" (1958); "Aleatorio, per quartetto d'archi" (1959); "Campi integrati n. 2, giuoco per nove strumenti" (1978-79).
- Musica elettronica: "Incontri di fasce sonore" (1957), considerata, insieme a "Studio II" di K. Stockhausen, una delle prime composizioni elettroniche messe in partitura.
Le opere di Evangelisti sono caratterizzate da un rigore assoluto nella progettualità e realizzazione. Egli esplorò il superamento del sistema temperato e l'alea controllata, come testimoniato in "Proiezioni sonore", che rappresenta l'opera d'esordio dell'alea controllata nella sua produzione, e in "Proporzioni", definita una vera e propria "opera aperta" per la sua mutevolezza. "Spazio a 5" e "Random or not Random" si collocano in prossimità del "silenzio compositivo" che precedette la sua fase teorica.
Accanto all'attività compositiva e all'impegno costante come organizzatore della vita musicale romana, Evangelisti coltivò un'intensa attività di studio e ricerca, confluita in numerosi saggi e articoli, oltre che in conferenze e seminari tenuti in tutta Europa. I suoi scritti teorici si concentrano su argomenti ricorrenti come:
- La situazione musicale odierna e la definitiva saturazione del sistema temperato, di cui serialità integrale e alea erano espressioni tardo-epigonistiche.
- La composizione elettronica e l'acquisizione di una nuova sensibilità musicale per un uso corretto delle nuove tecnologie.
- L'esperienza del Gruppo di improvvisazione Nuova Consonanza, intesa come "atto di sopravvivenza" all'interno del sistema temperato.

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