Mario Donizetti: Un Artista tra Sacralità e Vita

Il Crocifisso e l'Opera di Mario Donizetti

La scultura bronzea "Cristo benedicente", realizzata da Mario Donizetti nel 2000 per l'iniziativa "Il Grande Giubileo", rappresenta un'opera originale a bassorilievo di elevata qualità artistica e artigianale. L'esemplare, numerato 630 su 750, fa parte di una tiratura limitata, arricchita da 25 pezzi speciali in numerazione romana. L'opera è stata fusa secondo un esclusivo procedimento della Fonderia Venturi Arte, rifinita a cesello e patinata a fuoco con toni sfumati, interamente lavorata a mano. La base, in lavagna ligure naturale trattata e sagomata a forma ottagonale, poggia su un supporto in ferro invecchiato, esaltando l'eleganza e la solennità della scultura. Questa opera sacra è anche un prezioso pezzo da collezione, con un forte valore simbolico legato al Giubileo del 2000.

Scultura

Un altro importante riferimento all'arte sacra di Donizetti è il "Crocifisso" conservato nel Museo Tesoro della Basilica di San Pietro in Vaticano. Quest'opera testimonia la sua profonda spiritualità e la capacità di interpretare temi religiosi con un linguaggio artistico personale e toccante.

Mario Donizetti: Un Pittore Controcorrente

Mario Donizetti è descritto come un grande pittore che ha percorso una strada controcorrente, privilegiando un'espressione figurativa pura e originale. Celebri sono i suoi ritratti di personalità del Novecento, caratterizzati da una profonda capacità di cogliere l'essenza dei soggetti.

La sua opera è stata profondamente influenzata dalla moglie Costanza, musa ispiratrice e compagna di una vita. La sua scomparsa ha segnato profondamente l'artista, che ha trovato in lei non solo una fonte di ispirazione, ma anche una complice nel suo percorso artistico e personale. Come riportato nella biografia di Iacopo Di Bugno, con l'introduzione di Leonardo Castellucci, il legame tra Mario Donizetti e Costanza Andreucci era unico: "Giovani, anzi giovanissimi si legano per sempre senza farsi promesse, ma cercando uno sforzo di somiglianza che pare l’unica chiave per un rapporto che possa resistere al tempo e alle intemperie della vita. Lui prende a dipingerla cercando in lei un modello ideale di bellezza; lei, lusingata e lucida, accetta la sfida, ammira il talento di lui, anzi lo esalta senza rinunciare a un consiglio, talvolta a una critica. Insieme, così si saldano in un legame raro, in un rapporto riferito ma non dipendente, in un percorso di esistenze che nasce da un comune sentire".

Ritratto di Costanza Andreucci ad opera di Mario Donizetti

Gianluigi Colin ha colto perfettamente questa simbiosi: "Donizetti in un modo personalissimo è vicino alla realtà. E non solo perché i suoi dipinti rappresentano uno dei modelli più alti della pittura figurativa e del realismo, ma per il suo essere, senza tante sfumature, e con toni perentori, un intellettuale “totale”: dagli studi filosofici - “con il Papa ho parlato di teologia” - all’invenzione di una nuova scrittura della musica, dalle esperienze di designer, a una intensa attività saggistica. Il suo sguardo gli impone anche di costruire dipinti densi di simbolismi aderenti alle contraddizioni della nostra società. Un esempio? Guardate il ciclo I Vizi Capitali o il dipinto Ha voluto sapere: ritrae una donna crocefissa, metafora di una tormentata e purtroppo attuale condizione femminile."

La critica ha spesso indicato una strada, accompagnando gli artisti, ma Donizetti ha intrapreso un percorso autonomo, lontano dalle legittimazioni, dalle tendenze e dalle ideologie. Un esempio di questa sua autonomia è il dipinto del 1959, "La contadina", esposto a Londra, descritto come un capolavoro di realismo asciutto, freddo e vero, paragonabile ai dipinti di Grant Wood e alla Nuova oggettività.

Tecniche e Divulgazione Artistica

Le ricerche tecniche condotte da Mario Donizetti con rigore scientifico lo hanno portato a sviluppare metodi assolutamente personali. Tra questi spiccano la tempera all'uovo verniciata e velata, il suo "encausto" e il pastello encaustizzato. La sua dedizione alla divulgazione delle tecniche artistiche è notevole: nel 1977 ha fondato il "Centro di Ricerche Tecniche dell’Arte" e nel 2003 il "Donizetti Museo Scuola". Donizetti condivide le sue conoscenze attraverso internet, traducendo i suoi testi in varie lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo, giapponese, cinese), oltre a offrire lezioni filmate doppiate in inglese. Questa sua ansia di diffondere la conoscenza della vera tecnica pittorica era un desiderio condiviso con la moglie Costanza.

Nel 1983, ha ricevuto l'onore di una mostra antologica nelle Sale della Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Appassionato di musica, ha anche ideato un "Nuovo Metodo di Scrittura Musicale" eliminando il pentagramma. La sua opera è riconosciuta a livello internazionale, tanto da essere valutato come uno dei 10.000 migliori artisti del mondo tra il XVIII e il XXI secolo dalla Artists Trade Union of Russia.

Opere Significative e Riconoscimenti

La produzione artistica di Mario Donizetti è vasta e diversificata. Tra le sue opere si annoverano:

  • Il Crocifisso nel Museo Tesoro della Basilica di San Pietro in Vaticano.
  • Affreschi e pala d'altare nella Basilica di Pontida.
  • Numerosi ritratti di Costanza.
  • Ritratti di grandi personaggi, tra cui Papa Giovanni Paolo II (esposto alla National Portrait Gallery di Washington e pubblicato in copertina dal Time Magazine).
  • Ritratti di celebri protagonisti dello spettacolo come Marcel Marceau, Jean-Louis Barrault, Edwige Feuillère, Marta Abba, Renzo Ricci, Vittorio Gassman, Rossella Falk, Giorgio Albertazzi, Carla Fracci, Giulia Lazzarini, Valentina Cortese, pubblicati sulle copertine de Il dramma e di Costume.
  • Ritratti di Indro Montanelli (per L’Europeo), Piero Chiara, Rudolf Nureiev, Biagio Marin, Vittorino Andreoli, Oriana Fallaci.
  • Ritratti del Vescovo Ernesto Togni per la Curia vescovile di Lugano e del Vescovo Cesare Bonicelli per la Curia vescovile di Parma.
  • Il ritratto di Aldo Croff nella Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano.
  • Il ritratto di Gianandrea Gavazzeni al Museo Teatrale alla Scala.
  • La Commedia dell’Arte della Raccolta Spajani Gamec.
  • La Carità della Collezione Margherita Cassis-Faraone Mautner von Markov.
  • Omaggio a Gaetano (bassorilievo) nella sede del Museo della Casa natale di Gaetano Donizetti.
  • Opere presenti in collezioni negli Stati Uniti, in Russia, in Canada, Venezuela, Inghilterra, Francia, e nella Collezione Time di New York.

L'opera di Donizetti è stata esposta in mostre personali e collettive, ricevendo riconoscimenti e apprezzamenti da critici e collezionisti. La sua capacità di coniugare la maestria tecnica con una profonda sensibilità espressiva lo rende un artista di rilevanza internazionale.

La Mostra a Orzinuovi e il Significato della Crocifissione

In occasione di una mostra a Orzinuovi nella primavera del 2011, Mario Donizetti ha posto al centro un'opera intitolata "Crocifissione". Quest'opera è stata descritta come l'esito naturale delle grandi processioni, un Cristo vorticoso nella Passione di offrirsi agli uomini da Dio perfetto. Donizetti opera una torsione del corpo e del volto quasi a prolungare il grido soffocato del Getsemani: "Signore allontana da me…". L'opera invita a una riflessione pasquale ed extrapasquale, suggerendo che nei momenti di difficoltà ("il nostro Getsemani"), è importante ricordare che il Padre è passato e ha tracciato la via, portando alla luce e alla rinascita.

In occasione della mostra, sono stati esposti anche tre dipinti che rendono omaggio alla figura di Papa Giovanni Paolo II, simbolo di fede, speranza e carità. Il quadro centrale raffigura Papa Giovanni inginocchiato che guarda il crocifisso, rappresentato da Donizetti come un frate terziario francescano. Ai lati, due quadri di donne simboleggiano la speranza (una pianta secca che si trasforma in un germoglio d'ulivo) e la carità (una donna che tiene in braccio un bambino).

Interpretazione simbolica della Crocifissione di Donizetti

Mario Donizetti e la Galleria Studio Bolzani

La storica galleria Studio Bolzani di Milano, che ha celebrato i cento anni nel 2022, ha proposto per gennaio 2025 "IL QUADRO DEL MESE". Nelle vetrine della Galleria Strasburgo, a ridosso di Piazza San Babila, è stato esposto un dipinto di Mario Donizetti. Angelo Bolzani ha condiviso ricordi legati al lavoro dell'artista, raccontando di un giovane Donizetti che si presentò con una cartella di disegni nel 1961. L'opera esposta a gennaio 2025, intitolata "Volto maschile", è un olio su tela del 1969, considerato un esempio di pittura figurativa e realismo che rimanda ai grandi modelli rinascimentali. Il volto ritratto esprime una "dolce ossessione" che incarna il senso più profondo dell'essere artista: possedere l'arte come vita e la vita come arte.

L'Arte di Donizetti: Vita e Vita come Arte

Oggi, Mario Donizetti, ultranovantenne, vive nella sua casa-torre in Città Alta a Bergamo, un luogo che descrive come un "Museo dell'Assenza" dopo la morte della moglie Costanza, sua musa e amministratrice della sua vita pubblica. Nonostante il dolore, l'immagine di Costanza si riverbera in decine di ritratti sparsi per la casa. Donizetti la ricorda come "una grandissima persona", autentica, la cui influenza si estendeva anche alla sfera pubblica e alle amicizie.

La sua arte è profondamente legata alla sua vita, in un connubio indissolubile che traspare in ogni sua opera. La sua capacità di vivere l'arte come vita e la vita come arte è il tratto distintivo che lo rende un artista unico e amato in tutto il mondo.

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