La Congregazione delle Suore di San Filippo Neri: Storia, Carisma ed Evoluzione

La Congregazione dell’Oratorio, ispirata allo spirito di San Filippo Neri, è una comunità familiare che vive in una casa canonicamente eretta e indipendente (sui iuris) e fa vita comune. Essa è animata più dallo spirito di carità che non da una regola, aggregando i suoi membri in piena libertà con l’intento di rimanervi per sempre. Questa Congregazione è a servizio del Vangelo e della Chiesa e ancora oggi, come fu per San Filippo, la sua finalità è la salvezza degli uomini tramite l’elevazione spirituale, l’orazione e l’amore per le realtà divine, favorito dalla trattazione della Parola di Dio, dalla Liturgia e dai Sacramenti. Nell’Oratorio filippino un posto sempre privilegiato viene dato alla devozione per Maria Santissima.

Ritratto di San Filippo Neri, fondatore dell'Oratorio

Le Origini Fiorentine e la Nascita di un'Opera di Carità

Lo stesso spirito caritatevole e l'ideale di vita spirituale animarono la fondazione della congregazione femminile a Firenze, la cui nascita è dovuta all'opera di Vittorio dell'Ancisa. Egli aveva vissuto un'esperienza comunitaria a Roma, a San Girolamo della Carità, insieme a san Filippo Neri. La congregazione sorse a Firenze il 4 agosto 1589. Nel 1584, nominato erede dal fratello, Vittorio tornò a Firenze e, su consiglio di Filippo Neri, pensò di usare i beni in beneficio dei poveri pellegrini che andavano a Roma e si fermavano a Firenze per un giorno di riposo.

Dopo aver iniziato ad accogliere pellegrini, nel 1589 gli venne chiesto di dare riparo a fanciulle rimaste sole. Dopo l'arrivo della prima fanciulla si presentò il bisogno di accogliere altre ragazze da sfamare, formare, seguire, educare e togliere dai pericoli.

Veduta storica della città di Firenze

L'Evoluzione dell'Istituto e le "Stabilite"

Il 1° maggio del 1607, alcune giovani, avendo manifestato il desiderio di consacrarsi a Dio per dedicarsi all'educazione delle fanciulle più piccole, fecero la promessa di stabilità. Nel 1627 al luogo venne applicata la clausura. Con Maria Triboli si ebbe l'assetto definitivo dell'istituzione. Ella organizzò la comunità in modo da dare il primato alla contemplazione, nella piena valorizzazione dell'azione. Nel 1644, constatata la trasformazione dell'opera, le esigenze delle anime e le richieste dei tempi, le Stabilite chiesero all'arcivescovo di Firenze di rinnovare i Capitoli e di vivere una vita di tipo monastico.

La Venerabile Suor Diomira Allegri

Prima di proseguire, è necessario un breve ricordo della venerabile suor Diomira Allegri. È difficile sintetizzare in pochi tratti la vita interiore della Venerabile, morta a soli 26 anni, il 17 dicembre 1677. L'umiltà è lo stato in cui ella è vissuta, il frutto della sua esperienza di Dio, del suo incontro con il Verbo. Subito dopo la morte, arrivarono alla Carità segnalazioni di miracoli e grazie; alcune segnalazioni sono abbastanza recenti, tanto che nel 2006 l'Istituto ha deciso di chiedere la riapertura del suo processo di beatificazione.

Immagine o raffigurazione di Suor Diomira Allegri

Sfide e Rinascita: Dalla Soppressione al Riconoscimento

Con l'annessione della Toscana all'Impero francese, il 31 maggio 1808, le Stabilite furono soppresse, espulse e disperse.

Il Periodo Post-Soppressione e i Primi Tentativi di Riforma

Il 5 giugno 1923, il cardinale di Firenze inviò a Monticelli l'Abate Tarani, Generale dei Vallombrosani, per ascoltare le religiose e valutare l'opportunità di apportare modifiche alle Costituzioni.

Il Rinnovamento Post-Bellico e l'Aggregazione

Gli anni successivi alla II guerra mondiale sono ricordati per una serie di scelte significative. Tramite il confessore ordinario, Gerardo Bianchi, olivetano, nella Madre Generale del tempo, suor Angelica Iacomelli, maturò l'idea di aggregazione a una Comunità religiosa maschile, per favorire il rinnovamento spirituale dell'Istituto. La comunità fu interpellata e si espresse favorevolmente, per cui si ebbero approcci vari con i superiori della Congregazione Benedettina di Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore.

La comunione con i monaci fece maturare all'interno l'esigenza di rivedere le Costituzioni del 1928. L'abate Gregorio Palmerini pensò alla loro redazione; vennero lette, discusse e accettate da tutte le suore e poi ratificate il 23 maggio 1951. L'anno successivo, l'8 maggio 1954, la Sacra Congregazione dei Religiosi emise il decreto di lode e l'8 agosto 1955 arrivò il riconoscimento giuridico.

Foto di gruppo di suore moderne in ambiente comunitario

Gli Aggiornamenti Recenti delle Costituzioni

Il Capitolo Generale del 1998-1999 ha apportato nuove modifiche alle Costituzioni, approvate in data 18 dicembre 1999. Ne è stata rivista la struttura e l'organizzazione e, alla luce dell'esortazione di Giovanni Paolo II "Vita consacrata", è stato approfondito il senso e il fine della vita religiosa oggi.

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