L'Azione Cattolica e il Valore dell'Inclusione: Dal Progetto "Mani Colorate" agli Abbracci Nazionali

Nel cuore di ogni istituzione educativa c'è la volontà di creare un ambiente inclusivo e accogliente per tutti gli studenti. Questo principio fondamentale risuona con la missione più ampia dell'Azione Cattolica, che promuove la fraternità, il servizio e l'incontro.

Il Progetto "Mani Colorate": Un Gesto di Accoglienza nelle Scuole

Il progetto delle "Mani Colorate" rappresenta un passo audace verso la creazione di un ambiente scolastico che promuove l'unità, l'accoglienza e l'espressione individuale. Il cuore di questo progetto sta nel gesto semplice, ma potente di lasciare un'impronta colorata della propria mano sulle pareti della scuola. Ogni mano colorata è un simbolo tangibile dell'energia e della diversità che ogni studente porta nella comunità.

Per i nuovi studenti, l'ingresso in una nuova scuola può essere un momento di emozione e anche di timore, e il progetto mira a rendere questa transizione più serena. Oltre a migliorare l'accoglienza per i nuovi studenti, questo progetto ha un effetto altrettanto importante all'interno della comunità studentesca già esistente.

Oltre alla componente sociale, questo progetto incoraggia l'espressione individuale. Ogni mano colorata è unica, riflette la personalità e la creatività di ciascun studente. Il progetto dimostra come l'educazione vada oltre l'aula e i libri di testo. Attraverso l'arte e la partecipazione attiva, questo progetto non solo migliora il senso di appartenenza degli studenti, ma insegna anche importanti lezioni di inclusione e diversità. Gli studenti delle classi prime imparano a essere cittadini del mondo, contribuendo a creare un ambiente scolastico più accogliente e rispettoso.

Infografica: i benefici del progetto Mani Colorate nelle scuole per l'inclusione e l'espressione individuale

Azione Cattolica: Cuore, Passione e l'Arte del Vivere Insieme

L'Azione Cattolica è una questione di cuore, di passione per "l'incontro", perciò squarcia le solitudini e ci mette quotidianamente di fronte al nostro più profondo bisogno di dare e di ricevere. Volti. Mani nelle mani. Generazioni a confronto. Un unico bisogno: quello di dare e di ricevere. Il manifesto di quest’anno racchiude in uno scatto e in una frase il carattere essenziale della nostra associazione: con tutti e per tutti.

Come ci ha ricordato il Presidente nazionale Giuseppe Notarstefano all’Incontro nazionale delle Presidenze diocesane: «dobbiamo vivere il servizio associativo come occasione di accompagnamento alle persone, non lasciandole mai sole. Perché l’Ac si costruisce nel cuore e non nelle sacrestie». Abbiamo tutti bisogno di dare e ricevere.

Anche quest’anno l'associazione farà esperienza di quel “sì” all’associazione che ha permesso di riconoscersi come bisognosi di ricevere e di dare amore nella semplicità del quotidiano, nelle occasioni che l’associazione offre: percorsi formativi, esperienze di servizio ai più fragili, condivisione della vita, arricchimento spirituale e tutto ciò che da oltre 150 anni rende l’Ac una grande famiglia di cristiani che imparano l’arte del vivere insieme, intrecciando la propria esistenza a quella degli altri, di tutti… ma proprio tutti!

È questo il tempo in cui mettere in moto la creatività delle nostre associazioni e preparare le adesioni 2023/2024 e raccontare la gioia di essere e camminare insieme a qualcuno in più, anzi, a tutti. È questo il tempo in cui chiederci: quante persone si affacciano alle nostre iniziative a cui non abbiamo mai raccontato il valore dell’adesione? Quante persone dopo il covid non si sono più riavvicinate e come intercettarle?

Esperienze di Fraternità e Inclusione con Azione Cattolica MSAC

Nel corso della tre giorni del campo scuola per giovani e giovanissimi di Azione Cattolica MSAC, si è tenuta il 21 agosto una giornata emozionante ed inclusiva. L’evento si inserisce in un percorso il cui tema ha per titolo: “presi per mano”. La giornata del 21 si è aperta con un momento di accoglienza da parte dei giovani di Azione Cattolica per i ragazzi con disabilità e le loro famiglie. Subito dopo la catechesi si è svolta l’attività sensoriale, con la partecipazione attiva di tutti i presenti. La mattinata si è conclusa con la celebrazione eucaristica vissuta in modo inclusivo, con strumenti di accessibilità quali il braille e la semplificazione dei testi.

Un grazie speciale è stato rivolto alla Presidente diocesana dell’Azione Cattolica Mariuccia Vennari e all’assistente giovani Don Luigi Martino, che insieme al responsabile dell’ufficio per la pastorale delle persone con disabilità don Agostino Stasi e alle rispettive équipe, hanno coordinato l’organizzazione della giornata. I ringraziamenti si estendono anche all’Assistente unitario don Gino Esposito, all’Assistente del Movimento Lavoratori (Mlac) don Giuseppe Cersosimo, nonché a Don Claudio Cipolla direttore dell’ufficio Caritas diocesana, anche lui presente alla giornata. I ringraziamenti si estendono anche a Marta e Demetrio, responsabili rispettivamente nazionale e regionale del Msac, anch’essi convenuti all’evento.

Precedentemente, martedì 20, un gruppo di giovani rappresentativi della PVG e del Coro giovani diocesano ha vissuto una giornata di fraternità con i ragazzi e con gli Animatori del Campo AC che si sta svolgendo nella Casa il Buon Pastore, località Fossiata, sulle montagne della Sila. Due sono stati i momenti significativi: la condivisione del pranzo e la celebrazione della messa. La pioggia, che ha costretto a rimanere in casa, ha dato la possibilità di dialogare con i ragazzi attorno ai tavoli, di conoscerli e di toccare con mano l’amorevole cura di alcune mamme nel preparare il pranzo. Durante la messa presieduta da don Domenico, i ragazzi hanno condiviso la parola che sentono vera per la loro vita scrivendola su di una matita di legno data a ciascuno come segno della giornata di fraternità. Nel segno della pace tutti sono stati invitati ad unire le mani come per fare dei ponti che potessero esprimere il sogno della fraternità e la preghiera per la pace e per l’unità. La messa è stata animata con canti vivaci e gioiosi dei giovani del coro giovani diocesano “Scintille di luce”.

Foto di gruppo di giovani dell'Azione Cattolica e ragazzi con disabilità durante un'attività inclusiva all'aperto

"Segno nel Mondo": Gli Abbracci che Cambiano la Vita

Il nuovo numero di Segno nel mondo (2/2024), disponibile on line e presto nelle case nella sua versione cartacea, è il numero dedicato agli abbracci. Gli abbracci del 25 aprile in Piazza San Pietro con tutta l’Ac che incontra papa Francesco, quelli vissuti a Sacrofano nei giorni seguenti durante la XVIII Assemblea nazionale dell’Azione cattolica italiana, e l’abbraccio che si vivrà a Trieste a inizio luglio con la 50ª Settimana Sociale dei cattolici in Italia. Gli abbracci cambiano la vita.

L'Abbraccio Nazionale: Da Piazza San Pietro all'Assemblea XVIII

Ci sono tutti. Davvero tutti, e il ricco album fotografico pubblicato su Segno lo dimostra. Benvenuto popolo di Ac. Numeri che non si vedevano da anni: ottantamila persone all’Incontro nazionale con papa Francesco il 25 di aprile, e i circa mille tra delegati e uditori della XVIII Assemblea nazionale dell’Azione cattolica che hanno macinato chilometri per esprimere un “abbraccio aperto” al Paese e alla Chiesa.

Sì, ci sono tutti. In rappresentanza di quei duecentoventunomila e passa soci che donano, ogni giorno, passione, ore, lavoro, gratuità, sorriso, amicizia, relazioni buone. Già, quarantaduemila educatori sparsi per l’Italia, dal più piccolo borgo alla grande metropoli, che ci sono, c’erano, e, per fortuna, ci saranno sempre.

I volti di piazza San Pietro e della XVIII Assemblea nazionale sono i volti di chi non si arrende, di chi è resiliente, di chi crede che il servizio al Paese e alla Chiesa sia una cosa seria. Un impegno personale, certo, ma anche un attestato di fiducia per il bene comune, per la “cosa” pubblica che appassiona e rende forte e credibile il popolo di Ac. A braccia aperte e Testimoni di tutte le cose da Lui compiute (il titolo della XVIII Assemblea) si sono passati il testimone, la bellezza di chi fa festa insieme.

E allora l’abbraccio di piazza San Pietro e della XVIII Assemblea nazionale è molto di più di un raduno per nostalgici. È voglia di futuro, è passione per il Vangelo della strada, è aggrapparsi alle relazioni vere che non vogliamo perdere in un tempo difficile come questo che stiamo vivendo.

Foto aerea di Piazza San Pietro gremita durante l'incontro nazionale dell'Azione Cattolica con Papa Francesco

Trieste: L'Abbraccio della 50ª Settimana Sociale dei Cattolici

Trieste e l’abbraccio con la 50ª Settimana Sociale dei cattolici in Italia rappresentano un lungo, atteso, affettuoso e intrigante abbraccio che contiene la speranza per una democrazia effettiva e solidale, dove le distanze tra le classi sociali si accorcino e non diventino inarrivabili.

Poche parole delineano un nuovo impegno dei cattolici italiani per la Chiesa e il Paese, ma sentite e condivise: Democrazia, solidarietà, equità, diritti e concorrenza, bene comune, clima, ambiente. Giovanni Grandi fa il punto sulla questione democratica. E poi apertura alle nuove generazioni. Dialogo con la società, la politica e il mondo.

Città di frontiera e fortemente europea, dalle radici profonde e allo stesso tempo sconfinate, Trieste è progetto concreto di futuro possibile, di cittadinanza resiliente e di visioni strategiche. Città della scienza e dell’incontro tra i popoli: lo sa bene il vescovo diocesano mons. Enrico Trevisi che spiega a Segno nel mondo come «mettere d’accordo laicità e pluralismo religioso in una città come Trieste è già un progetto di futuro possibile, un cammino comune tra Vangelo ed etica politica».

Veduta panoramica di Trieste, città di frontiera e incontro di popoli, sede della Settimana Sociale

L'Azione Cattolica nella Storia: Contributo alla Resistenza Italiana

La storia italiana non sarebbe pienamente comprensibile senza considerare l’apporto dell’Azione cattolica, anche nell’approdo alla democrazia dopo il ventennio fascista, come mostra tangibilmente la Resistenza. Senza contare i 1.481 morti, dei quali 112 furono insigniti di medaglia d’oro, 384 d’argento e 358 di bronzo, tra i soci dell’associazione, compresi gli assistenti, fu ancora più significativo il contributo qualitativo a segnare la partecipazione della principale aggregazione laicale alla guerra di Liberazione. In questo senso c’è da leggere, ancora una volta, il sacrificio di Gino Pistoni. I giovani cattolici di Ac infatti contribuirono alla liberazione dell’Italia a costo della propria vita.

La Comunione nel Popolo di Dio

Il giornale chiude con l’abbraccio con il popolo di Dio, nella rubrica Perché credere, questa volta a firma di don Mario Diana. Non possiamo immaginare la Chiesa e i cristiani, se non in comunione.

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