La Confessione Generale: Significato, Necessità e Benefici Spirituali

La confessione generale è una pratica spirituale di grande rilevanza nella Chiesa Cattolica, definita come una revisione e l'accusa di tutti i peccati gravi commessi nell’intera vita, o dall’ultima confessione ben fatta. Non è un’invenzione moderna, ma un cammino di purificazione radicale che apre la porta a una vera conversione, portando pace e serenità all'anima.

illustrazione di una persona in ginocchio davanti a un confessore in una chiesa

Cos'è la Confessione Generale?

La Confessione generale è intesa come una confessione in cui, d’accordo con il sacerdote, il penitente fa l’esame di coscienza e l’accusa dei peccati non solo dall’ultima Confessione, bensì tenendo conto di un periodo di tempo più ampio, come l'ultimo anno o l'intera vita. È come un "pit-stop" della nostra vita, un momento per fermarsi e rivedere tutto. Questa pratica mira a ripescare colpe antiche dimenticate o confessate in modo inadeguato.

Secondo San Francesco di Sales, Dottore della Chiesa, spesso le confessioni abituali dei cristiani comuni sono piene di difetti: ci si prepara poco o per niente, manca la contrizione richiesta, o talvolta si va a confessare con il segreto proposito di continuare a peccare, senza intenzione di evitare l’occasione o di prendere accorgimenti per correggersi. In tutti questi casi, la Confessione generale è necessaria per dare una scossa all’anima.

Perché fare una Confessione Generale?

Molti cattolici portano con sé colpe antiche mai pienamente confessate, e si accostano al confessionale ripetendo gli stessi peccati senza trovare la pace dell’anima. La Confessione generale non è un semplice elenco di peccati recenti, ma un esame approfondito di tutta la vita, una purificazione radicale. Dio non vuole che si viva incatenati al passato.

Gli effetti di questa pratica sono molteplici e di grande utilità spirituale. Sempre secondo San Francesco di Sales, la Confessione generale:

  • Ci porta a conoscere noi stessi.
  • Ci provoca una salutare vergogna del nostro passato.
  • Ci fa ammirare la misericordia di Dio, che ci ha atteso con tanta pazienza.
  • Porta la pace nel cuore e la serenità nello spirito.
  • Suscita buoni propositi.
  • Offre l’occasione al nostro padre spirituale di darci consigli più adatti alla nostra reale situazione.
  • Ci apre il cuore alla semplicità fiduciosa che ci farà essere molto sinceri nelle confessioni che seguiranno.

È una cosa meravigliosa e necessaria, affinché tutti facciano questa confessione generale. Gesù Cristo stesso ci attende ogni giorno con la Sua Misericordia per dirci: «Vieni da me!».

Preparazione alla Confessione Generale

A questa confessione ci si prepara chiaramente con un accurato esame di coscienza, avendo come “specchio” di confronto i dieci comandamenti. Sono molto utili anche la lettura delle beatitudini, che aiutano a un profondissimo esame di coscienza e a una rivisitazione della propria vita guardandola con gli occhi della misericordia di Dio.

Si raccomanda di scrivere i peccati commessi durante tutta la vita su carta, così da compiere coscienziosamente la confessione generale. È necessario confessare tutti i peccati, gravi e anche quelli veniali.

L'Esame di Coscienza: Guida ai Dieci Comandamenti

Per fare un serio esame di coscienza, è consigliabile consultare la III parte (n.n. 2052-2557) del Catechismo della Chiesa Cattolica. Di seguito, un elenco di domande utili per la riflessione:

I. Io sono il Signore, tuo Dio. Non avere altri dèi di fronte a me.

  • Credi in Dio, Padre, Provvidenza e Salvatore tuo e di tutti gli uomini?
  • La tua vita è orientata a Dio? L’hai messo al primo posto tra i valori della tua vita?
  • Credi nel Padre, Figlio, Spirito Santo? Preghi mattina e sera?
  • Vivi le virtù cristiane della fede, speranza e carità? Consideri la fede come un dono prezioso da coltivare? Ti impegni a crescere nella fede?
  • Hai avuto e nutrito dubbi sulla tua religione cattolica? Cerchi di conoscere, di studiare e farti spiegare la dottrina della tua santa madre Chiesa?
  • Hai parlato male della religione, del Papa, dei sacerdoti? Hai allontanato qualcuno dalla pratica religiosa?
  • Hai partecipato a riti satanici? Hai aderito a sette eretiche, scismatiche o sataniche? Ti sei iscritto a società segrete illegali?
  • Speri nell’amore di Dio oppure ti scoraggi e disperi davanti alle difficoltà della vita, imprecando e ribellandoti?
  • Adori veramente solo Dio, sentendoti perciò libero da ogni forma di superstizione? Porti addosso amuleti, portafortuna, oggetti scaramantici?
  • Credi davvero all’oroscopo? Sei andato da indovini, o maghi, chiromanti, fattucchiere?
  • Hai partecipato a sedute spiritiche? Hai cercato di evocare e di entrare in contatto con i morti?
  • Credi nelle pratiche occulte o a tesi agnostiche/gnostiche? Ti sei mai costruito un dio che rispecchiasse i tuoi desideri?

II. Non pronuncerai il nome di Dio invano!

  • Hai rispetto e amore per il nome di Dio e della Madonna? Hai bestemmiato?
  • Hai detto affermazioni false o eretiche su Dio, quali per esempio: “Dio non fa le cose giuste”, “Dio è crudele”, “Dio si diverte alle sofferenze degli uomini”, “Dio si dimentica dei buoni”, ecc.?
  • Hai raccontato fatti e barzellette blasfeme? Usi un linguaggio volgare, turpe, immondo (= turpiloquio) indegno di un battezzato?
  • Hai fatto giuramenti senza necessità? Hai mantenuto i voti e le promesse fatte?
  • Hai permesso o approvato il comportamento blasfemo d’altre persone?

III. Santificare le feste.

  • Le 24 ore della domenica e dei giorni festivi costituiscono “il giorno del Signore”: le hai rese sante con la preghiera e facendo opere buone, coltivando i valori sacri della vita (famiglia, amicizia, cultura, natura, solidarietà, pace, ecc.)?
  • Ti sei liberato dalla fatica godendo la libertà di figlio di Dio?
  • Hai partecipato alla Messa, vivendo un’ora insieme agli altri credenti?
  • Alla Messa ti sei distratto, hai chiacchierato, hai disturbato gli altri? Hai commesso peccati mortali di domenica, disonorando il giorno del Signore?

IV. Onora il padre e la madre.

  • Hai amato, rispettato, ubbidito, aiutato i genitori, secondo le tue possibilità?
  • Sei stato gentile e disponibile in famiglia? In casa collabori e condividi la vita con i tuoi?
  • Crei serenità, comunione, conversazione con gli altri o li fai vivere in solitudine e nel silenzio?
  • Rispetti gli anziani, le donne, i bambini, i superiori, le autorità?
  • Ubbidisci con lealtà alle leggi dello Stato? Capisci il valore di partecipare alle votazioni pubbliche?
  • Hai votato secondo coscienza? Hai mai venduto il tuo voto per interessi privati? Paghi con giustizia le tasse?
  • Ti interessi responsabilmente della vita pubblica della tua comunità civile e religiosa, o hai dato “una delega in bianco” ai tuoi rappresentanti?
  • Ti impegni per l’educazione dei figli? Vegli sulle loro amicizie, giochi, divertimenti, letture?
  • Ti senti responsabile della scuola che frequentano? Dai loro esempio di vera vita cristiana?

V. Non uccidere.

  • Consideri la tua vita come un dono di Dio, del quale tu non sei padrone assoluto?
  • La rispetti con la moderazione nel cibo, nelle bevande, nel fumo? Ti concedi il giusto riposo?
  • Fuggi l’alcolismo, la droga? Hai spacciato droga?
  • Sei prudente nel guidare la macchina? Hai messo mai in pericolo la tua vita o quella degli altri? Hai mai tentato il suicidio?
  • Hai procurato mutilazioni a te o ad altri? Hai curato opportunamente la salute tua e dei tuoi cari?
  • Ti sforzi di amare gli altri come te stesso? Hai fatto agli altri quello che vuoi venga fatto a te?
  • Coltivi sentimenti di odio, rancore, vendetta? Sei un prepotente nei tuoi modi di parlare o di agire?
  • Hai invidia o gelosia verso gli altri? Rispetti e aiuti chi è più debole nella società: malati, portatori di handicap, anziani, bambini, poveri?
  • Hai abusato del potere che la tua posizione sociale ti dà? Hai perdonato le offese ricevute?
  • Hai fatto, procurato, consigliato l’aborto, uno dei peccati più gravi al cospetto di Dio e della Chiesa?
  • Hai ucciso qualcuno? Hai mai usato violenza? Sei stato complice in sequestri di persona?
  • Hai plagiato ragazzi o giovani rendendoli schiavi della tua volontà? Hai calunniato?
  • Hai dato percosse, fatto ferite, prodotto malattie a qualcuno? Hai, conservi, usi armi pericolose o offensive?
  • Sei iscritto alla camorra? Da camorrista hai imposto tangenti, ricatti, taglie a persone innocenti o a commercianti?
  • Hai rispettato l’ambiente? Sei stato crudele con gli animali? Hai imprecato o augurato il male ad altri?
  • Nell’affermare le tue idee religiose, culturali, politiche o sportive ti lasci andare al fanatismo?
  • Se sei medico, per colpevole imperizia, leggerezza o distrazione hai causato morte o danni ai tuoi pazienti? Hai praticato l’eutanasia? Pratichi l’aborto?

VI. Non commettere atti impuri.

  • Sul corpo, sull’amore, sulla sessualità, sulla castità hai una concezione cristiana?
  • Hai conservato puro e casto il tuo corpo? Hai commesso atti disonesti, osceni, immorali?
  • Ti sei abbandonato alla lussuria, all’autoerotismo, a perversioni sessuali, all’omosessualità?
  • Hai frequentato orge? Hai avuto delle “avventure”, delle “scappatelle”?
  • Hai dato scandalo con il tuo modo di vestire, di agire, di parlare? Sei stato occasione di peccato a qualcuno?
  • Hai sedotto e/o rovinato qualche persona innocente? Hai molestato sessualmente colleghe/colleghi di lavoro?
  • Hai conservato la tua fedeltà alla fidanzata o fidanzato? Hai rapporti prematrimoniali?
  • Nel matrimonio hai il senso cristiano del sacramento ricevuto? Hai usato male o abusato del matrimonio?
  • Ami, rispetti, aiuti con fedeltà e generosità il tuo coniuge? Eviti le occasioni e le compagnie cattive e pericolose?
  • Sei fedele a tua moglie (o a tuo marito)? Convivi con un uomo (o donna) senza essere sposato?
  • Offendi la dignità del matrimonio con l’uso dei preservativi, pillole anticoncezionali e cose simili?

VII. Non rubare.

  • Sei convinto della parola del Vangelo: È impossibile per chi è attaccato ai soldi entrare nel Regno di Dio?
  • Sai che l’avarizia per la Bibbia è “idolatria”, cioè adorazione del danaro al posto di Dio? Sei usuraio?
  • Hai prestato soldi con eccessivo interesse, rovinando persone bisognose già in difficoltà?
  • Sei onesto nel lavoro, nella professione, in ufficio, nel commercio? Quello che possiedi l’hai guadagnato onestamente?
  • Credi di lavorare lealmente in modo da meritare lo stipendio mensile? Hai preteso regalie, bustarelle, favori non dovuti? Ti sei lasciato corrompere?
  • Hai corrotto o tentato di corrompere impiegati pubblici o privati? Sei convinto che la disonestà degli altri non giustifica mai la tua?
  • Oltre ai tuoi diritti hai mai pensato anche ai tuoi doveri? Hai fatto scioperi ingiusti? Paghi le tasse?
  • Tu, datore di lavoro, paghi il giusto stipendio ai dipendenti? Sei evasore fiscale?
  • Hai fatto danni all’ambiente, a monumenti o cose pubbliche, a proprietà private sporcando imbrattando o scrivendo con robaccia, rifiuti o spray?
  • Hai riparato o risarcito i danni fatti? Hai restituito danaro o altro avuto in prestito? Ti vendi per ottenere favori o vantaggi?
  • Hai frodato le compagnie di assicurazioni dichiarando danni falsi e facendoti pagare ingiustamente? Ti sei sempre assunto le tue responsabilità?
  • Hai sperperato danaro o sciupato beni? Hai fatto giochi d’azzardo? Hai falsificato gli assegni? Hai spacciato coscientemente danaro falso?
  • Hai acquistato merce chiaramente rubata (= ricettazione)? Hai minacciato qualcuno pretendendo del denaro (= ricatto)?
  • Hai preso merce di nascosto nei grandi magazzini senza pagare? Hai scaricato materiale illegale da internet?

VIII. Non pronunciare falsa testimonianza.

  • Sei falso, sleale, doppio? Nelle tue parole inganni il prossimo?
  • Hai detto bugie, menzogne, giudizi avventati? Hai giurato sulla falsità? Testimoniando hai fatto deposizioni false?
  • Con un silenzio colpevole hai coperto fatti delittuosi (= omertà)? Hai messo voci false sul conto di innocenti?
  • Hai riparato ad eventuali calunnie dette? Col tuo esempio non hai insegnato a mentire ai tuoi figli?
  • Sei ostinato nelle tue opinioni, anche se sai di essere nel torto?

IX. Non desiderare la donna d'altri.

Questo comandamento si ricollega strettamente a quanto esaminato nel sesto comandamento, approfondendo le disposizioni interiori relative alla purezza del cuore e ai desideri.

X. Non desiderare la roba d'altri.

Questo comandamento si lega alle riflessioni sul settimo comandamento, concentrandosi sui desideri che possono portare al peccato contro la giustizia e la carità.

Che COS'È la CONFESSIONE? || Breve Riassunto

Tipi di Confessione (Oltre la Generale)

Non tutti devono fare la medesima confessione. Vi sono diverse tipologie:

  • Confessione Settimanale: La solita che si fa ogni otto o quindici giorni e riguarda la settimana che si conclude. Molti santi, come San Giovanni Bosco e San Francesco di Sales, la consigliavano almeno una volta ogni otto o quindici giorni, o perlomeno una volta al mese. San Bonaventura raccomandava addirittura due volte alla settimana.
  • Confessione Annuale: Riguarda un anno intero. Permette di dare uno sguardo generale all'annata passata per eccitarsi al pentimento e rimediare a confessioni affrettate o superficiali.
  • Confessione Straordinaria: Può riguardare due, tre, cinque o sei anni, per rasserenarsi totalmente da turbamenti di coscienza o per dichiarare mancanze contro un comandamento particolare, magari commesse ignorantemente, per non ricadervi più in futuro.
  • Confessione Generale: Come già detto, comprende tutti i tempi della vita, tutti gli anni e tutti gli obblighi, dai comandamenti di Dio ai voti e agli obblighi del proprio stato.

Peccati Mortali e Veniali: Elementi Essenziali

Il peccato è disobbedienza a Dio, che si esplicita nella disobbedienza alla Sua legge. I peccati si dividono in due categorie principali:

  • Peccati Mortali: Tolgono la grazia di Dio, vanno necessariamente confessati, impediscono di fare la Comunione e, se rimasti nell’anima al momento della morte, portano alla dannazione eterna. Per esserci peccato mortale si richiedono tre elementi:
    1. Materia grave: che sia oggettivamente un peccato mortale.
    2. Piena avvertenza: che lo si sappia e se ne sia coscienti mentre lo si compie.
    3. Deliberato consenso: che sia una libera decisione.

    L’ignoranza involontaria può attenuare o annullare l’imputabilità, ma si presume che nessuno ignori i principi della legge morale. La consapevolezza e il libero consenso possono essere attenuati da impulsi, passioni o pressioni esterne. Il peccato commesso con malizia è il più grave. È sufficiente commettere anche solo un peccato grave e morire in esso senza penitenza, affinché l’anima sia dannata. L’eternità è felice o infelice!

  • Peccati Veniali: Possono essere perdonati anche solo attraverso un sincero pentimento interiore di fronte a Dio. Non impediscono di fare la Comunione, ma è comunque utile confessarli, poiché tutta la vita cristiana è un cammino di continua purificazione e santificazione.

L'Importanza del Perdono e della Contrizione

La questione del perdono, la remissione dei debiti in senso simbolico, è fondamentale per il cristianesimo ed è uno dei principali insegnamenti di Cristo. Egli ha chiarito che per ricevere il perdono di Dio, bisogna perdonare i propri fratelli e sorelle (Mt 6,14-15).

La contrizione, ovvero il dolore e il dispiacere d’aver fatto del male, e il fermo proponimento di non commettere più quei peccati, aiutati dalla grazia di Dio, sono essenziali per la confessione. Anche l’attrizione, o contrizione imperfetta (rimpiangere i peccati per paura della punizione o desiderio di purezza basato sull'orgoglio), è una disposizione sufficiente per ricevere il perdono di Dio nella confessione.

Quando si è davanti al confessore, ci si deve immaginare di essere sul Calvario, ai piedi di Gesù Cristo crocefisso, il cui Sangue, grondando da tutte le parti, lava dalle iniquità. Aprire bene il cuore per fare uscire i peccati destinati alla confessione; a misura che usciranno, entrerà il merito prezioso della Passione di Cristo per riempirlo di benedizioni. Questo è il cuore dell'insegnamento di San Francesco di Sales.

Dopo l'assoluzione, si ha tranquillità e serenità. Quale sacramento di misericordia di Dio! È il riassunto della redenzione, in cui il Figlio di Dio ha preso su di sé tutte le nostre iniquità.

La Confessione Generale e la Morte

La morte non è il momento adatto per assicurarsi la salvezza eterna; in quell'ora la luce si estinguerà e non ci sarà più tempo per la preparazione. È assolutamente necessario saldare tutti i conti prima di morire. Sant'Alfonso Maria De’ Liguori, nel suo libro "Nella luce dell’Eternità (Preparazione alla morte)", sottolinea l'importanza di essere pronti. Chi offre a Dio la sua morte, compie l’atto d’amore più perfetto, di cui è capace. Accettando la morte dalla volontà di Dio, Egli stesso ci renderà simili ai martiri.

Il sacramento della confessione dona un cuore contrito e umile, e questa è la cosa più importante. Anche se si dimenticano i peccati, il Signore li conosce e può perdonare anche ciò che è stato dimenticato. Una confessione poco prima della morte si concentrerà sui peccati essenziali, cercando la radice del peccato, cioè la disposizione dell’essere.

Pensiamo al Buon Ladrone, crocifisso accanto a Cristo. Non si confessò, ma andò dritto in paradiso grazie alla sua contrizione perfetta. Questo dimostra che, se non è possibile la confessione sacramentale, una contrizione perfetta è comunque via di salvezza.

D’altra parte, chi ha il cuore chiuso e duro, che non perdona gli altri e non ha l’abitudine di chiedere perdono, avrà difficoltà, con l’avvicinarsi della morte, ad aprirlo. Più si è abituati a confessarsi e a perdonare, più si è nel giusto atteggiamento verso Dio, nell’atteggiamento del bambino che il Signore ci chiede di essere per accedere al Regno dei cieli.

Consigli Pratici e Avvertenze

La confessione generale può essere suggerita a persone che iniziano un nuovo stato di vita, come il matrimonio, la vita consacrata, o prima di ricevere l’ordine sacro. Don Bosco la consigliava nei tempi forti (Natale, Immacolata) e come fioretto da offrire alla Madonna durante il mese di maggio. Anche San Domenico, morente, fece la confessione generale della sua vita.

Va detto con estrema chiarezza che i peccati già confessati e assolti sono stati perdonati e non si deve dubitare di aver ricevuto il perdono di Dio. La Confessione generale rientra nel cammino di conversione permanente e nella costante lotta al peccato.

Attenzione per le persone scrupolose

La confessione generale è sconsigliata, e in alcuni casi nociva, per le anime scrupolose. Queste persone tendono a pensare di mettersi in pace dichiarando tutto una volta, ma poiché non si riesce mai a dichiarare tutti i particolari, finita la confessione le pene e i timori aumentano. Ai confessori è richiesto di impedire esplicitamente tale pratica a chi è scrupoloso, per il loro bene spirituale. Se il confessore ha detto: «Basta per quello che c'è stato finora nella vita, non ripetere mai più», bisogna obbedire, poiché i particolari non sono strettamente necessari se già assolti indirettamente.

Il demonio è astuto e fa sempre ritornare sulle medesime cose che è meglio dimenticare. In questi casi, si dirà in confessione: «Mi confesso anche in generale dei peccati della vita passata», senza scendere a nessun punto particolare. Non si ascoltino i tormenti spirituali; sono una pena interiore da cercare di dimenticare, considerandola una tentazione.

La confessione generale, anche se utile, non deve andare per le lunghe; i teologi medievali dicevano che deve essere “accelerata”.

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