Paolo e Caterina sono due bambini molto curiosi, come tutti i bambini del resto! Hanno sentito da qualcuno la parola “Vangelo” e chiedono alla maestra e ai loro genitori di conoscerne il significato. Come risponderanno gli adulti interpellati alla domanda: che cos’è il Vangelo?
La Buona Notizia: il significato di Vangelo
La parola Vangelo significa “buona notizia”, “lieto annuncio”. Anticamente veniva usata come annuncio di vittoria. Gesù la usò, invece, per confermare che quello che avevano detto i profeti sulla sua venuta si era avverato.
Quando Gesù era in vita diceva infatti: “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è giunto. Convertitevi e credete al Vangelo”. Gesù fu il primo evangelizzatore, annunciò cioè la buona novella, la notizia che: la salvezza era giunta.
San Paolo, che è ritenuto insieme a Gesù Cristo il co-fondatore del Cristianesimo, usò la parola “Vangelo” per indicare l’annuncio della morte e Resurrezione di Gesù. Per San Paolo “Vangelo” è la parola viva e potente del Signore Gesù.

Chi era Giovanni e perché ha scritto il suo Vangelo
Avete ascoltato, ragazzi, questo vangelo? Chi lo ha scritto è Giovanni. Quando questo evangelista scrive il suo vangelo sono trascorsi ormai tanti anni dalla morte e resurrezione di Gesù.
In un periodo di crescenti persecuzioni contro i Cristiani, di apostasia dilagante e di controversie sulla natura di Gesù Cristo, l’apostolo Giovanni scrisse la sua testimonianza del Salvatore. Studiare il Vangelo di Giovanni può aiutare gli studenti a conoscere il Padre Celeste mediante il ministero di Suo Figlio, Gesù Cristo.
Questo libro fu scritto dall’apostolo Giovanni. Giovanni e suo fratello Giacomo erano pescatori. Non sappiamo esattamente dove Giovanni scrisse questo libro. Le date in cui si suppone sia stato scritto oscillano tra il 60 e il 100 d.C.
Le prime notizie riguardo a Giovanni autore del quarto Vangelo provengono dai padri della Chiesa. Ireneo identifica in Giovanni il discepolo del Signore e afferma che abitò ad Efeso, dove avrebbe scritto il Vangelo. Di certo sappiamo che questo Vangelo è l'ultimo ad essere stato scritto (80 - 90 d.C).
Lo scopo del Vangelo di Giovanni
Giovanni dichiarò che il suo scopo nello scrivere questo libro era di persuadere gli altri a “[credere] che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, [abbiano] vita nel suo nome”. Circa il novantadue percento del materiale presente nel Vangelo di Giovanni non è presente negli altri resoconti evangelici e questo perché probabilmente il pubblico a cui si rivolgeva Giovanni, vale a dire i membri della Chiesa che avevano già una comprensione di Gesù Cristo, era decisamente diverso da quello a cui si rivolgevano Matteo, Marco e Luca.
La finalità del Vangelo è espressa alla conclusione del libro: “Perché crediate che Gesù è il Cristo e perché credendo abbiate la vita” (Gv 20,30-31). Scopo del Vangelo di Giovanni è, dunque, favorire la fede in Gesù per ottenere la vita in pienezza.
Avere fede per l’evangelista Giovanni significa, non solo credere in Gesù, ma anche realizzare una relazione vitale, un rapporto profondo di amicizia con il Figlio di Dio. Giovanni non usa la parola "fede", ma il verbo "credere" per indicare il senso dinamico del rapporto personale con Gesù.
Il Vangelo di Giovanni invita, sia a cominciare a credere in Gesù, sia a continuare a credere, per rimanere solidamente attaccati al Signore come i tralci alla vite. Per questo, rispetto ai Vangeli Sinottici, il Vangelo di Giovanni è stato definito il Vangelo del cristiano che ha compiuto un cammino di maturità nelle fede. Il cristiano, vivendo a contatto con la storia, ha bisogno di rinnovare continuamente la sua fede in Gesù e di crescere in essa.

Gesù nel Vangelo di Giovanni: il Verbo di Dio
Nel brano di apertura, Giovanni non chiama mai Gesù con il suo nome umano, ma lo chiama mostrando chi davvero è, lo chiama "Verbo". Attenzione bambini: non vi confondete con il verbo che a scuola la maestra vi fa coniugare e che spesso è pure noioso! Non ha lo stesso significato!
Nel Vangelo "Verbo" è una parola che deriva dal latino e che significa "Parola". Giovanni ci dice che questa Parola era fin dal principio quando non c'era nulla e c'era solo Dio, e Dio, per mezzo di questa "Parola", crea ogni cosa: il sole, la luna, le stelle, le piante, gli esseri viventi e l'uomo.
La Genesi, che è il primo libro della Bibbia, ci racconta appunto la creazione. "Dio disse: Sia la luce: E la luce fu". E poi ancora: "Dio disse: Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque... E così avvenne." E così via. Questa Parola dunque è vita, è luce. Lo sapete anche voi che senza il sole non potrebbe esserci vita! Ebbene, senza il Verbo, senza questa Parola non ci poteva essere vita.
Gesù nel Vangelo di Giovanni è il Rivelatore per eccellenza, colui che permette di vedere veramente e in profondità. Gesù nella sua persona, con le sue parole e le sue opere, mostra il volto del Padre. Gesù è la luce che illumina ogni persona, rendendole possibile il cammino. Tra le formule di rivelazione, con le quali Egli si definisce: "Io sono la Via e la Verità e la Vita" è quella che sintetizza meglio tutte le altre. Gesù afferma di essere l'unica via che conduce al Padre perché è allo stesso tempo la rivelazione fedele che, accolta, dona la vita in pienezza.
Vangelo animato - BO240 - Mc 8,27-35 - Tu sei il Cristo… Il Figlio dell’uomo deve molto soffrire
Le caratteristiche uniche del Vangelo di Giovanni
Dei sette miracoli raccontati da Giovanni, cinque non sono presenti in nessun altro Vangelo. Mentre Matteo, Marco e Luca fornirono importanti informazioni sul ministero di Gesù in Galilea, Giovanni parlò di numerosi eventi che ebbero luogo in Giudea.
Giovanni sottolineò la divinità di Gesù in quanto Figlio di Dio e riportò oltre cento riferimenti fatti da Gesù a Suo Padre, dei quali più di venti soltanto in Giovanni 14.
Uno dei maggiori contributi di Giovanni è l’aver trascritto gli insegnamenti lasciati dal Salvatore ai Suoi discepoli nelle ore prima del Suo arresto, compresa la grande preghiera di intercessione, pronunciata la notte in cui soffrì nel Getsemani.
Riassunto dei capitoli del Vangelo di Giovanni
Ecco una panoramica di ciò che viene narrato nel Vangelo di Giovanni:
- Giovanni 1 rende testimonianza della divinità preterrena di Gesù Cristo e della Sua missione di offrire la salvezza a tutti gli uomini.
- Giovanni 2-4 Gesù Cristo trasforma l’acqua in vino. Insegna a Nicodemo che cos’è la rinascita spirituale e testimonia alla donna presso la fonte di essere il Cristo.
- Giovanni 5-7 Il Salvatore guarisce un infermo presso la vasca di Betesda e proclama il Suo potere e la Sua autorità divini.
- Giovanni 8-10 Usando l’episodio della donna còlta in adulterio, Gesù insegna la compassione e il pentimento. Dichiara di essere Geova, il grande Io Sono.
- Giovanni 11-13 Gesù Cristo risuscita Lazzaro dimostrando il Suo potere sulla morte. Entra trionfante a Gerusalemme.
- Giovanni 14-16 Gesù insegna ai Suoi discepoli il rapporto che esiste tra l’amore e l’obbedienza. Promette di inviare il Consolatore (lo Spirito Santo) e di esercitare personalmente il ministero presso i Suoi discepoli.
- Giovanni 17-19 Gesù offre la preghiera di intercessione in favore dei Suoi discepoli e di coloro che crederanno alle loro parole. Egli viene tradito, arrestato, processato e condannato.
- Giovanni 20-21 Gesù Cristo risorto appare a Maria Maddalena presso la Tomba del Giardino e poi ad alcuni dei Suoi discepoli a Gerusalemme.
Accogliere il dono di Gesù: fede e ascolto
Un Dio che si è fatto bambino, che è vissuto in un tempo storico, che ha sofferto il freddo, ma ha anche gioito per gli amici, per le persone buone. Questo Dio, fatto uomo come noi, è passato in ogni luogo facendo del bene a tutti. Ci ha fatto conoscere Dio come Padre buono e misericordioso.
Davanti a questo grande mistero di amore (amore gratuito, nessuno lo ha meritato!), noi siamo chiamati ad accogliere questo dono. L’accoglienza del cristiano è la fede, e la fede sono come due braccia aperte. Accogliere Gesù Parola, significa dare lo spazio giusto all’ascolto. Chi ascolta impara, chi ascolta accoglie, chi ascolta vive.
Ma per ascoltare bene, bisogna fare silenzio, silenzio esteriore e silenzio dentro noi stessi. In questi giorni di grande frastuono, allora, impegniamoci seriamente a dare tempo al Silenzio e all’Ascolto di Gesù-Parola, Verbo del Padre.
