Il ciclo di affreschi di San Galgano a Montesiepi: una nuova interpretazione incentrata sulla Vergine Maria

L'arretramento cronologico del ciclo di dipinti murali nella cappella annessa alla chiesa rotonda di San Galgano sul Monte Siepi, oggi sappiamo eseguiti da Ambrogio Lorenzetti intorno al 1334-1336, e il recupero dell’identità del donatore, l’oblato cistercense Ristoro d’Orlando da Selvatella, permettono di considerare in modo nuovo la natura stessa del ciclo di Montesiepi.

A differenza di quanto si è a lungo supposto, esso non è da interpretarsi alla luce delle volontà testamentarie di un laico preoccupato del destino della propria anima, bensì entro la cornice della committenza e della spiritualità dei monaci cistercensi.

Schema della chiesa rotonda di San Galgano sul Monte Siepi con annessa cappella affrescata

La committenza cistercense e la spiritualità monastica

La rinnovata analisi del ciclo evidenzia chiaramente che, assieme allo sperimentalismo iconografico e stilistico del pittore, esso si fonda sull’integrazione di alcuni segmenti topici dell’agiografia di San Galgano. Questi elementi sono inseriti in un quadro dominante, quello dell’esaltazione della Vergine Maria come co-redentrice e Regina Coeli. Tale interpretazione è in linea con la riflessione del maggiore pensatore cistercense, San Bernardo di Chiaravalle, e dei suoi seguaci.

Nella genesi dei dipinti di Montesiepi furono determinanti anche altre spinte, come le laudi mariane nate nell’ambito delle confraternite laicali. È noto da tempo che alcune inedite formulazioni iconografiche furono rifiutate dalla committenza. A breve distanza dal compimento dei dipinti, essi li fece modificare a un altro pittore.

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Elementi chiave del ciclo di Montesiepi

Il ciclo di affreschi si distingue per:

  • L'integrazione dell'agiografia di San Galgano.
  • L'esaltazione della Vergine Maria come co-redentrice e Regina Coeli.
  • L'influenza della spiritualità cistercense, in particolare di San Bernardo di Chiaravalle.
  • L'incorporazione di elementi delle laudi mariane delle confraternite laicali.
  • La presenza di modifiche successive apportate da un altro pittore, su richiesta della committenza.
Dettaglio di un affresco raffigurante la Vergine Maria nel ciclo di Montesiepi

La revisione della datazione e dell'identità del donatore ha permesso di spostare l'asse interpretativo del ciclo di Montesiepi. L'opera non riflette più le preoccupazioni spirituali di un singolo laico, ma si inserisce pienamente nel contesto della committenza e della spiritualità monastica cistercense. Questo cambiamento di prospettiva mette in risalto l'importanza della figura mariana all'interno del programma iconografico, confermando il ruolo centrale della Vergine Maria nella teologia e nella devozione cistercense dell'epoca.

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