Il Videocatechismo della Chiesa Cattolica alla Mostra del Cinema di Venezia: Fede nell'Era Digitale

Il progetto del Videocatechismo della Chiesa Cattolica è giunto a compimento, trovando una vetrina d'eccellenza per la sua presentazione ufficiale alla 77.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Sebbene il film fosse già stato presentato alla 76esima edizione, l'occasione del 10 settembre 2020, presso lo spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo al Lido, ha segnato la presentazione complessiva di questa imponente opera, con il lancio della piattaforma digitale ad essa collegata. L'opera, frutto del lavoro del regista Gjon Kolndrekaj, è patrocinata dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, e si pone come un innovativo strumento di diffusione della fede cattolica.

Locandina del Videocatechismo della Chiesa Cattolica alla Mostra del Cinema di Venezia

Un Kolossal Cinematografico per la Fede

Il Videocatechismo della Chiesa Cattolica è un'opera di ben 25 ore, divisa in 46 episodi, che ha impegnato per quasi sei anni il regista kosovaro Gjon Kolndrekaj, già autore di documentari come "Matteo Ricci. Un gesuita nel regno del drago". Realizzato con la più alta tecnologia del 4K e registrato in 25 Paesi nel mondo, il progetto ha coinvolto un numero straordinario di partecipanti: più di tremila lettori di 200 differenti professioni e stati di vita, dal cuoco allo sportivo, dal medico al carabiniere, hanno letto il testo integrale del Catechismo della Chiesa Cattolica in 37 lingue diverse. Accanto a loro, 2600 attori non professionisti e 1200 attori in costume hanno rievocato episodi del Vecchio e Nuovo Testamento, coinvolgendo complessivamente 60 mila persone in 70 Paesi.

L'opera è nata da un'idea di Don Giuseppe Costa SdB, già direttore della Libreria Editrice Vaticana, e dello stesso regista Gjon Kolndrekaj. Kolndrekaj ha anche realizzato altre opere significative, tra cui “Madre Teresa. Una bambina di nome Gonxhe” e la serie “Viaggio nei luoghi del sacro”, prodotta per il Giubileo del 2000. Il regista ha sottolineato come "il cinema fa miracoli, perché sprigiona l’immaginazione, racconta favole, fa diventare le storie delle testimonianze".

La Visione del Patriarca Moraglia: Leggere con gli "Occhi del Cuore"

Il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha presentato il Videocatechismo sottolineando la sua capacità di "farcelo vedere con gli occhi del cuore, una sintesi felice tra l’amore e la verità". Egli descrive il Catechismo come "inclusivo", essendo stato girato tra la gente, nelle strade e nei luoghi di vita e di lavoro, dagli ospedali agli impianti sportivi, dalle cucine alle caserme. Questa modalità, secondo Moraglia, rende possibile per la narrazione "entrare in punta di piedi anche in ambienti che tradizionalmente non conoscono il Catechismo, come le fabbriche, gli uffici e anche le carceri". Il Patriarca ha aggiunto che "il Catechismo ci aiuta a indicare nella fede, nella preghiera, nella celebrazione qualcosa che va al di là dell’uomo, ma rispetta profondamente la coscienza di ogni uomo", e che questo, veicolato da immagini e suoni, "diventa un annuncio di fede".

“La persona al centro: intervista al Patriarca di Venezia”

L'Importanza delle Immagini e del Digitale per la Fede

Padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, ha evidenziato una delle sfide centrali affrontate dal Videocatechismo: la difficoltà di "immaginare" le verità di fede. "La capacità immaginifica della Parola," ha spiegato, "rischia di essere mortificata dall’austerità o dalla eccessiva verbosità del concetto astratto". L'opera di Kolndrekaj è "coraggiosa" perché accetta la sfida di "utilizzare la potenza delle immagini per accendere l’immaginazione collettiva" e salvare la Parola dal rischio della noia e delle troppe parole. Padre Spadaro ha sintetizzato le cinque sfide e ambizioni del progetto: tradurre le parole in immagini, narrare storie, dare valore alla parola e garantire il passaggio forte dalla parola scritta al digitale.

L'iniziativa risponde anche all'esigenza di intercettare le nuove generazioni. "Giovani e bambini si muovono con molta disinvoltura nel mondo del digitale," ha affermato Moraglia, aggiungendo che "declinar la fede cristiana anche con questi nuovi strumenti sia un dovere della Chiesa di oggi". La traduzione in immagini del Catechismo, rendendolo accessibile su piattaforme digitali, "rappresenta una sfida importante, ma adeguata ai nostri tempi". Francesco è affascinato dalla religiosità popolare perché "produce immagini". Questo rende possibile una fruizione più umana della dottrina della Chiesa.

Il periodo del lockdown, che ha visto un boom delle piattaforme on demand, ha dimostrato l'attualità di questa scelta. "L'ambiente digitale fa parte ormai della vita quotidiana e i grandi messaggi, anche di senso, passano attraverso le piattaforme digitali," rendendo il Videocatechismo un modo per comunicare e condividere il messaggio evangelico con un largo numero di persone.

Il Videocatechismo come Strumento di Rinnovamento della Catechesi

Per i catechisti, il Videocatechismo rappresenta una modalità "dirompente" per proporre la catechesi, stimolando gli operatori a vedere immagini, sentire suoni e tradurre la catechesi in un modo molto diverso dal dominante finora. È "una sfida per i catechisti, ma anche un modo di rinnovarsi e forse di riscoprire la catechesi di sempre".

Roberto Crosta, presidente della Fondazione Marcianum, legata al Patriarcato di Venezia, ha spiegato il sostegno all'opera, ritenendola uno strumento "per diffondere la fede cristiana in modo molto innovativo, molto bello e anche con un linguaggio completamente nuovo". L'opera non è rivolta solo ai bambini, ma anche ad adulti che possono "riscoprire in modo diverso la fede" attraverso un linguaggio che, seppur parlando ai giovani, propone "alcuni valori fondanti della fede" in una forma non tradizionale. Il film è stato "costruito con la modalità innovativa di andare nei luoghi di vita", e Crosta auspica una sua diffusione coinvolgendo "il mondo delle imprese, dove va riscoperto un rapporto nuovo tra la fede, il catechismo, l’essere imprenditori, i principi della dottrina sociale della Chiesa".

Un Messaggio Universale e l'Ecologia Integrale

Il critico cinematografico Vittorio Giacci ha elogiato il lavoro di Kolndrekaj per il suo "sguardo universalistico che attraversa le culture, le storie, i luoghi, le persone, le religioni". Questo approccio permette a chiunque di avvicinarsi al testo e cogliere valori universali come la pace, la solidarietà e la fratellanza. Giacci ha concluso che il messaggio di fede del Catechismo "si rafforza grazie alla forza evocatrice delle immagini e all’idea di far leggere e narrare i passaggi del Catechismo a persone che sono normalissime".

Il patriarca Moraglia ha riflettuto su come i mesi del lockdown, un periodo di "sospensione", abbiano costretto a confrontarsi con le grandi domande della vita, della morte e della sofferenza. In questo contesto, i contenuti spirituali, anche in formato digitale, sono "qualcosa di utile che possa aiutare l'uomo a recuperare il rapporto con sé stesso". L'opera invita anche a riflettere sul "grande tema della creazione, del Creato, perché noi uomini abitiamo una casa comune". Il Videocatechismo, portando a riflettere sui limiti e la fragilità dell'uomo, si allinea alla "visione ecologica integrale" promossa da Papa Francesco, valorizzando la natura, il lavoro e l'arte umana in armonia con il creato.

La proiezione di un episodio riguardante la creazione a Venezia assume un significato particolare. Venezia, "città bellissima e unica, ma è anche molto fragile," che vive in equilibrio tra acqua e terra, diventa "un osservatorio privilegiato" e un "laboratorio per pensare la sostenibilità".

La Piattaforma Digitale "LearninGod" e le Voci della Presentazione

Durante la 77.ma Mostra, è stata lanciata la piattaforma digitale “LearninGod”, che offrirà al pubblico, on demand, contenuti religiosi, artistici e culturali ispirati al messaggio del sacro universale. Il Videocatechismo ne è la punta di diamante. Questa iniziativa, prodotta da CrossInMedia, si presenta come un modo per "tradurre in immagini oltre mille pagine", distribuito su tutti i canali possibili: "un libro con un mezzo digitale allegato, un iPad, una serie di dvd e ora la piattaforma".

Alla presentazione hanno partecipato numerose personalità. Oltre al patriarca Francesco Moraglia, erano presenti don Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, Roberto Crosta, presidente della Fondazione Marcianum, Alessandro Di Paolo, docente di Innovazione Sociale all’Università di Padova, Claudia di Giovanni, del Dicastero della Comunicazione Santa Sede, il regista e produttore Gjon Kolndrekaj, il critico cinematografico Vittorio Giacci, e padre Gianmaria Polidoro, ideatore del premio Palma d’Oro della Pace di Assisi, assegnato proprio a Kolndrekaj. Tra gli illustri presenti anche il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

Il sindaco Brugnaro ha definito il Videocatechismo "uno strumento straordinario" e "un'opera fondamentale per insegnare il catechismo ai bambini e ai più giovani", annunciando che il Comune acquisterà l'opera e la metterà a disposizione della cittadinanza, anche nella sezione dedicata ai bambini della Biblioteca Vez. Giulio Rapetti, in arte Mogol, consulente musicale dell’opera, ha lodato il Videocatechismo come "un’opera colossale, grandiosa, che rimarrà nella storia".

Panel di discussione alla presentazione del Videocatechismo alla Mostra del Cinema

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