Le Comunità La Tenda: Accoglienza, Inclusione e Recupero

Il nome "La Tenda" identifica diverse realtà impegnate nel sociale e nella sfera spirituale, accomunate da un profondo spirito di accoglienza e supporto. Questo articolo esplora due di queste manifestazioni: l'associazione "La Tenda di Gionata", focalizzata sull'inclusione delle persone LGBT+ nel contesto della Chiesa Cattolica, e la "Comunità Terapeutica La Tenda", dedicata al recupero dalle dipendenze e al reinserimento sociale.

La Tenda di Gionata e l'Inclusione LGBT+ nella Chiesa

Un Ponte tra Fede e Orientamento Sessuale

«La Chiesa siamo anche noi». Poche parole, ma ad una persona queer e cattolica potrebbero bastare per spiegare come il proprio orientamento sessuale possa convivere con la fede, in una comunità non famosa per le sue posizioni di apertura. L’obiettivo è di creare una comunità dove ciascuno possa sentirsi accolto senza timore e giudizio, e possa vivere la spiritualità che per alcuni è indispensabile.

La Giornata dedicata ai fedeli LGBT+ durante l'Anno Santo

Il 6 settembre prossimo, tra gli eventi ufficiali dell’Anno Santo, è prevista una giornata dedicata ai fedeli Lgbtgia+, alle loro famiglie e agli operatori pastorali che li accompagnano. A proporla è stata l’associazione La Tenda di Gionata, che riunisce realtà cattoliche impegnate nell’accoglienza e nel sostegno verso le persone omosessuali nel mondo cristiano. Il titolo dell’evento non lascia spazio a fraintendimenti: “Chiesa, casa per tutti. Cristiani LGBT+ e altre frontiere esistenziali”.

Illustrazione di una chiesa accogliente con persone di diverse identità

Non si tratta di una provocazione, ma di un’opportunità per aprire un dialogo con chi abita le “periferie” della comunità cattolica. Si tratta di persone escluse e marginalizzate per pregiudizi radicati che la religione porta con sé da secoli. Basta tornare al Giubileo del 2000, quando Papa Giovanni Paolo II definì il World Gay Pride - organizzato non a caso a Roma - come “un’offesa ai valori cristiani”.

Prospettive di Dialogo e Rilettura Teologica

«La Chiesa è come una madre - riflette Tiziano - accoglie, cura, ama senza condizioni ma può anche inciampare, crescere e imparare dai propri errori. La cosa importante è che oggi si parli di argomenti che, fino a pochi anni fa, erano impensabili». Il pontificato di Papa Francesco ha aperto spiragli di miglioramento, ma la strada è ancora lunga e per percorrerla bisogna rileggere e contestualizzare la Bibbia, che per i fedeli rappresenta la parola di Dio e che spesso viene usata come argomento per delegittimare l’omosessualità, facendola passare come una “tendenza” peccaminosa.

Uno dei testi biblici più citati dai conservatori contro la comunità Lgbtgia+ è quello di Sodoma e Gomorra, contenuto nella Genesi. «Il peccato di cui si parla non riguarda l’orientamento sessuale - precisa Tiziano - ma la mancanza di ospitalità verso i viandanti e i pellegrini». Per chi parteciperà, il 6 settembre sarà una giornata di preghiera, di speranza ma soprattutto di accoglienza.

La Comunità Terapeutica La Tenda: Recupero dalle Dipendenze

Origini e Missione

La Comunità Terapeutica La Tenda nasce ufficialmente nel settembre 1981 come esperienza di volontariato, con l'apertura di uno spazio di accoglienza diurna per tossicodipendenti ed emarginati al centro di Foligno. La Comunità, fondata da Don Franco Valeriani e formata da volontari, si è costituita in Associazione nell'aprile 1982, aprendo, nello stesso anno, la Comunità residenziale di S. Martino per il recupero di tossicodipendenti presso Capodacqua di Foligno; i ragazzi accolti provenivano da tutto il territorio nazionale. Nel maggio 1985, la Comunità Terapeutica divenne un elemento determinante per La Tenda.

Nasce in questo stesso periodo l'adesione e la partecipazione al C.N.C.A. (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), nonché l'apertura di una nuova sede a Foligno finalizzata al reinserimento sociale e lavorativo dei ragazzi tossicodipendenti accolti nella realtà locale. L'obiettivo della Cooperativa è prendere coscienza dei problemi sociali del territorio, attivarsi per creare una cittadinanza solidale ed offrire risposte adeguate ai bisogni, utilizzando le risorse presenti e collaborando con i Servizi sociali e sanitari. Nel corso degli anni sono stati elaborati e realizzati progetti e servizi rivolti, oltre che alle dipendenze da sostanze d'abuso, alle diverse problematiche dei minori e dei giovani, all'emarginazione, alla sieropositività, all'inserimento e reinserimento socio-lavorativo, con un focus anche sull'aspetto educativo dei giovani utenti del Centro La Tenda che operano in contesti familiari, sociali e territoriali.

Schema organizzativo della Comunità Terapeutica La Tenda

Struttura Organizzativa e Metodologie

Il Gruppo degli Operatori

Il gruppo degli operatori interni al Centro La Tenda ha lo scopo di progettare, costruire e monitorare i programmi terapeutici individualizzati, di verificare e sostenere il lavoro degli operatori, di coordinare le varie attività presenti al fine di attuare interventi coerenti agli obiettivi definiti per ciascun utente e di favorire un confronto tra gli operatori in modo da poter leggere criticamente ed attivamente gli eventi individuali e di gruppo che avvengono all’interno della Comunità. Durante questo momento si valutano le accoglienze, i nuovi ingressi ed i passaggi di fase. Rappresenta anche uno spazio di riflessione dove ci si può interrogare sull’efficacia del programma offerto e si possono proporre variazione ed innovazioni.

Supervisione

La supervisione è condotta da uno psichiatra-psicoterapeuta esterno alla Comunità ed è rivolta a tutti i membri dell’équipe. Ha la funzione di analizzare i singoli interventi clinici ponendo l’accento sul vissuto emotivo degli operatori e sulle loro modalità relazionali in rapporto all’utenza. Altri obiettivi della supervisione sono quelli di monitorare ed elaborare le eventuali dinamiche interne all’équipe in modo da favorire la collaborazione tra gli operatori e prevenire eventuali situazioni di burn out.

Modalità di Accesso e Requisiti

Come si accede al programma:

  • Con un invio da parte dei servizi territoriali (Ser.D, Centri di accoglienza, Servizi Sociali, …).
  • Autonomamente: contattando telefonicamente la struttura.
  • Dal carcere è possibile scrivere alla struttura e avviare in tal modo l’iter dell’accoglienza.

Requisiti di accesso:

  • Essere iscritti ad un Ser.D.
  • Avere un domicilio a Roma o in zone limitrofe.
  • Aver portato a termine eventuali programmi di disintossicazione.

Se momentaneamente detenuti:

  • Avere una pena non superiore ai termini stabiliti dalla legge per usufruire una pena alternativa.
  • Avere una condanna definitiva.
  • Non si effettuano colloqui al di fuori del comune di Roma, è quindi necessario essere residenti o a Rebibbia o a Regina Coeli.

Obiettivi del Programma Terapeutico

La Comunità terapeutica semiresidenziale per tossicodipendenti “La Tenda” offre un percorso terapeutico che ha come obiettivo principale la promozione e la costruzione dell’autonomia personale per il raggiungimento di una indipendenza individuale ed un reale distacco dall’uso delle sostanze psicotrope. La formula della semiresidenzialità fa sì che la persona si trovi a confrontarsi quotidianamente sia con le sollecitazioni, gli stimoli e la protezione della comunità che con i circuiti sociali, familiari e culturali abituali.

Il confronto continuo con la realtà e la possibilità di analizzare, nel qui ed ora della Comunità, le dinamiche ed i vissuti che ne derivano, offre alla persona l’opportunità di effettuare un lavoro terapeutico profondo che si attualizza costantemente nella realtà del presente. Tale confronto spesso crea crisi ed una crisi accolta, analizzata ed elaborata genera dei cambiamenti evolutivi, promovendo la crescita della persona. Per questo la trasgressione o la ricaduta nell’uso di sostanze non trova solo una risposta normativa, ma viene accolta anche come un segno di riattivazione, di movimento interno e come manifestazione di un disagio che può preavvertire un passaggio evolutivo.

Viste le caratteristiche del tipo di comunità nasce la necessità di affiancare a degli interventi comunitari standardizzati, dei programmi terapeutici individualizzati costruiti sui bisogni, le risorse e gli obiettivi di ogni singola persona, quindi dei programmi che permettano una rielaborazione ed una ridefinizione in itinere degli interventi e degli obiettivi. Inoltre la comunità focalizza la propria attività non solo sull’individuo e sull’individuo nel gruppo, ma anche sul sistema familiare (con la psicoterapia familiare) e quando possibile anche sul sistema sociale attraverso un reinserimento socio-lavorativo.

La Comunità diventa così una base dove la persona può scoprire, ritrovare e sperimentare parti di sé al fine di attualizzarle quotidianamente nella realtà esterna. È un luogo dove ricostruire e valorizzare la propria unicità al fine di sperimentarla e affermarla concretamente nel mondo familiare, relazionale e sociale.

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Il Programma Terapeutico: Fasi e Contratto

L’accoglienza rappresenta un momento importante, l’eventuale inizio del processo terapeutico nel quale entrambe le parti gettano le fondamenta per un rapporto di fiducia e di conoscenza terapeutica. I suoi scopi sono molteplici: da una parte accoglie una richiesta di aiuto a volte confusa e poco chiara e cerca di renderla più definita e certa, dall’altra si impone di far emergere la reale motivazione che ha portato alla formulazione di una tale richiesta, per fare in modo che ci sia coerenza tra ciò che la nostra comunità può offrire e i bisogni dell’individuo in quel momento della sua vita.

La struttura cerca altresì di orientare la persona e la sua domanda verso il percorso che gli può essere più utile, per fare questo lavora a stretto contatto con la rete dei servizi che lo hanno in carico. Accoglie, definisce ed orienta per fare in modo che fin dall’inizio siano chiari gli obiettivi, i presupposti e il cammino da percorrere insieme.

La Comunità accoglie fino ad un massimo di 20 utenti tossicodipendenti o con problematiche di dipendenza ambosessi, non minorenni, con un 30% dei posti riservato a detenuti tossicodipendenti che beneficiano della misura alternativa alla pena detentiva. Il programma terapeutico ha una durata minima di 18 mesi ed è suddiviso in cinque momenti:

  • Osservazione
  • Prima fase: “Il contratto”
  • Seconda fase: “Fiducia e svelamento”
  • Terza fase: “Attivazione e Cambiamento”
  • Quarta fase: “Svincolo e reinserimento”

Per saperne di più sul programma completo, è possibile consultare le sezioni dedicate ai “Momenti” del percorso terapeutico.

Diritti e Doveri dell'Utente

Diritti

  • In comunità l’utente rimarrà per sua libera scelta; non sono permessi atteggiamenti coercitivi che ledono la libertà dell’individuo, né attraverso forme di violenza fisica e né psicologica.
  • L’utente ha diritto ad essere assistito e curato con premura ed attenzione, nel rispetto della dignità umana e delle proprie convinzioni morali, politiche e religiose.
  • Partecipa alla scelta del percorso terapeutico-educativo individualizzato che si concretizza nella stesura e la sottoscrizione del contratto.
  • Ha diritto ad ottenere informazioni dettagliate relative alle prestazioni ed al servizio.
  • Ha diritto di ottenere dal personale che lo cura informazioni complete e comprensibili in merito alla diagnosi della malattia, alla terapia proposta ed alla relativa prognosi.
  • Ha diritto ad essere informato sulla possibilità di indagini e trattamenti alternativi, anche da eseguire in altre strutture.
  • Ha diritto a proporre reclami ed essere informato sull’esito degli stessi.
  • Ha diritto che i dati personali siano trattati in conformità alle normative sulla privacy.

Doveri

  • L’utente è tenuto a rispettare il Programma Terapeutico concordato all’ingresso così come da contratto di ammissione e al rispetto delle norme contenute nel Regolamento Interno, nonché a collaborare nelle verifiche periodiche e alle eventuali revisioni.
  • Ha il dovere di compartecipare alla cura e al mantenimento dell’ambiente educativo secondo l’ottica del mutuo e reciproco aiuto tra pari.
  • Ha il dovere di prendere parte al processo decisionale e regolamentare della struttura di appartenenza, alla salvaguardia e al rispetto delle norme di convivenza.
  • Ha il divieto di introdurre e usare sostanze stupefacenti e alcool, nonché di esercitare atti di violenza sia fisica che verbale, pena l’allontanamento temporaneo o definitivo dal programma riabilitativo.
  • Ha il dovere di informare e concordare con gli operatori ogni eventuale allontanamento e frequentazione al di fuori delle strutture.

La Vita Quotidiana in Comunità

Le Regole

  • È vietato usare violenza sia fisica che verbale.
  • È vietato usare e/o portare sostanze stupefacenti.
  • È obbligatorio rispettare gli orari di entrata e di uscita.
  • È obbligatorio rispettare le mansioni ed i compiti assegnati.
  • È obbligatorio rispettare le norme igieniche.

In Cucina

  • Si devono usare i guanti per cucinare.
  • In caso di ferite si deve avvertire l’operatore.

A Tavola

  • Si pranza tutti insieme.

Il Cellulare

  • L’uso del cellulare è consentito solo per le persone in terza fase.

Le Uscite

  • È vietato uscire senza il permesso dell’operatore.
  • In prima e in seconda fase si può uscire solo se accompagnati da un operatore.
  • In terza fase si può uscire senza essere accompagnati.

Organizzazione dei Lavori

  • Ogni due settimane verrà indicato tra i ragazzi un responsabile del giardino, un responsabile della cucina e un responsabile della manutenzione.

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