L'Omelia Funebre di Willy Monteiro Duarte: Un Appello alla Giustizia e al Cambiamento

I funerali di Willy Monteiro Duarte, il giovane assassinato a calci e pugni a Colleferro, si sono svolti nel campo sportivo di Paliano. La cerimonia ha visto la partecipazione di numerose figure istituzionali e migliaia di persone, desiderose di rendere l'ultimo omaggio a Willy e di manifestare sdegno per l'efferato crimine. Moltissimi ragazzi erano presenti sulle sedie in plastica disposte sul manto erboso, indossando maglie bianche con la scritta 'Ciao Willy'.

La Cerimonia Funebre: Un Addio Commosso e Partecipato

Il rito funebre, celebrato da Monsignor Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e Palestrina, si è tenuto presso il Campo Sportivo Comunale "Piergiorgio Tintisona". La scelta del bianco per gli abiti, richiesta dalla famiglia di Willy, aveva un doppio significato: in Italia simbolo di purezza e gioventù, a Capoverde - terra d'origine della famiglia - è anche segno di lutto quando a morire è un giovane. La bara di Willy, di colore marrone chiaro e ricoperta di rose bianche, ha fatto il suo ingresso tra applausi scroscianti, accolta su un piccolo palco dove era stata deposta una maglietta della Roma, la squadra del cuore del ragazzo, lasciata da Bruno Conti. Ai piedi del feretro, spiccava un'immagine sorridente del giovane.

L'organizzazione della cerimonia è stata imponente, con le forze dell'ordine a dirigere il traffico e indicare i parcheggi, mentre le entrate erano contingentate e all'ingresso del campo sportivo si misurava la temperatura nel rispetto delle regole anti-Covid. Esauriti i 1.300 posti allestiti nell'area, molta gente si è assiepata fuori dagli ingressi, supportata dai volontari della protezione civile che distribuivano bottigliette d'acqua a causa del caldo. Erano presenti familiari, amici, rappresentanti della comunità capoverdiana, ex compagni di scuola e della Asd Paliano calcio.

Foto del campo sportivo di Paliano durante il funerale di Willy Monteiro Duarte, con i presenti vestiti di bianco e le autorità

L'Omelia di Monsignor Mauro Parmeggiani: Un Appello alla Riflessione e all'Impegno

L'omelia di Monsignor Mauro Parmeggiani è iniziata con la lettura dal Libro della Sapienza: «Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio». Il vescovo ha sottolineato come la morte di Willy sia un «fatto esecrabile» che ha scosso e colpito profondamente il cuore di tutti. Ha ripreso le parole del Vangelo di Matteo: «Beati i poveri di spirito perché è loro il regno dei cieli... beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché verranno saziati... i puri di cuore perché vedranno Dio».

«Da domenica mattina a oggi tante le parole dette e scritte su un fatto esecrabile - ha affermato il monsignore - oggi qui risuonino le parole di fede che hanno illuminato la vita bella di Willy». Ha evidenziato il gesto di altruismo di Willy: «Willy era lontano da quegli atteggiamenti di violenza, Willy ha voluto proteggere un amico. Non c'è amore più grande che dare la vita per un amico». Ha ricordato che Gesù «non ci ha liberati con la forza dei muscoli ma donando la propria vita sulla croce per amore e assicurando a tutti coloro che come Willy tentano di praticare il suo Vangelo, la vita eterna».

Parmeggiani ha lanciato un forte appello affinché la «morte barbara e ingiusta di Willy non cada nell'oblio». Ha esortato tutti - istituzioni, forze dell'ordine, uomini e donne della politica, della scuola, dello sport e del tempo libero, Chiesa, famiglie e quanti detengono le chiavi di un potere enorme come i media digitali - a «comprometterci insieme, al di là di ogni interesse personale e senza volgere lo sguardo altrove fingendo di non vedere, a riallacciare un patto educativo a 360 gradi». Ha condannato il «culto della forza, dello sballo, dell'indifferenza e della superficialità».

Il vescovo ha espresso anche un pensiero sul perdono: «Chiediamo a Dio anche la forza per saper un giorno perdonare chi ha compiuto l'irreparabile. Perdonare ma anche chiedendo che essi percorrano un cammino di rieducazione secondo quanto la giustizia vorrà disporre e in luoghi, come ad esempio le carceri, che devono essere sempre più ambienti di autentica riabilitazione dell'umano». Ha augurato che l'insegnamento e il ricordo di Willy «non si fermino a targhe e intitolazioni», ma che ispirino un cambiamento duraturo.

Monsignor Parmeggiani ha ringraziato i genitori di Willy per come hanno educato il figlio e ha sottolineato che le offerte raccolte durante la messa saranno devolute, per volere della famiglia, alla Caritas. Ha concluso l'omelia con una riflessione sulla fede di Willy e sul suo ingresso nella vita eterna, esortando i presenti a non permettere che, finita la messa, tutto torni come prima.

Le Parole delle Istituzioni: Giustizia e Impegno Sociale

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Il premier Giuseppe Conte, presente alla cerimonia in camicia bianca per rispettare la richiesta della famiglia, ha confortato i genitori di Willy, Lucia e Armando, e la sorella Milena, affermando: «L'Italia è con voi, vi vuole bene». Ha ribadito con fermezza: «Ora ci aspettiamo condanne severe e certe». Conte ha espresso la necessità di una profonda riflessione sulla violenza: «Abbiamo seguito tutti questa vicenda di efferata violenza. Non possiamo minimizzarla né sottovalutarla. Non possiamo degradarla a singolo episodio. Dobbiamo guardarci in faccia e capire che ci sono alcune frange, alcune sacche sociali che coltivano la mitologia della violenza».

Ha definito questa battaglia contro la "mitologia della violenza" come prima di tutto culturale, un obiettivo che deve mobilitare «tutti, a tutti i livelli: famiglie, genitori, insegnanti, politici, giornalisti». Ha evidenziato come il prossimo anno scolastico, pur essendo quello dell'emergenza sanitaria, debba essere anche «l'anno scolastico dell'inclusione e del contrasto al bullismo», invitando a concentrare le energie mentali e l'attenzione anche sul «contrasto al bullismo, contro il linguaggio di odio e di violenza», perché «le parole sono pietre a tutti i livelli». Il premier ha rimarcato l'importanza di richiamare i valori su cui si fonda la civiltà, in particolare il rispetto della persona e della sua dignità.

Conte ai funerali di Willy: “Ci aspettiamo condanne severe e certe”

Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

Anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, presente al funerale, ha espresso la vicinanza delle istituzioni alla famiglia. Ha dichiarato che la Regione «pagherà e sosterrà la famiglia per le spese legali e uno degli istituti alberghieri della nostra regione sarà dedicato al nome di Willy».

Contesto Sociale: Le Ombre di una Violenza Diffusa

La vicenda di Willy ha portato alla luce un quadro sociale complesso e problematico. Molti, come la consigliera d'opposizione Paola Imperoli, hanno sollevato il problema dell'omertà, affermando: «Se i cinquantenni tacciono, come possiamo pretendere che i ventenni si facciano avanti?». Si è parlato di un «campo di battaglia sociale» dove «regina è la cocaina» e dove per molti giovani è «più facile mettersi a spacciare che tentare un tirocinio formativo o un primo contratto di lavoro subordinato» a causa della disoccupazione (prima del Covid-19, ad Artena era al 17%, a Paliano al 20%) e degli alti tassi di abbandono scolastico, soprattutto nelle contrade. Questo contesto favorisce l'emersione di pratiche come il recupero crediti, l'estorsione e l'usura.

Il sindaco di Artena ha reagito con indignazione alle descrizioni della sua comunità come «degradata» o «deserto dei tartari», cercando di difendere l'immagine del borgo. Tuttavia, la realtà dei «nuovi paesoni senza identità», periferie della periferia, che si aggrappano alle pendici dei borghi antichi, è un problema diffuso. A Paliano, la vecchia crisi economica, con ventimila posti di lavoro persi, non è mai stata superata, e l'ombra del Covid-19 incombeva ulteriormente. L'area metropolitana di Roma è descritta come un "dormitorio", dove la "voglia di menare le mani il sabato sera è proporzionale al nulla che avvolge gli altri giorni della settimana", tra rancori di campanile e miti di vecchi banditi.

Mappa schematica dell'area tra Paliano, Artena e Colleferro con evidenziate le problematiche sociali

Un Ricordo Indelebile: L'Esempio di Willy

Willy Monteiro Duarte è stato ricordato come «il figlio di tutti noi», un ragazzo «smilzo e generoso, gran tifoso romanista e apprendista cuoco all'Hotel degli Amici», con un «sorriso infantile» che è «entrato in casa dalla tv e ci è rimasto attaccato al cuore». Era un «lavoratore serio e un ragazzo dal cuore d'oro». Il suo gesto di coraggio, intervenendo per sedare una lite in difesa di un amico, è stato esaltato come esempio di amore e altruismo. I suoi genitori, di origini capoverdiane, sono molto credenti, e Willy stesso «portava sempre il crocifisso», come hanno testimoniato gli amici. Il suo volto, con «occhi gioiosi, occhi sorridenti alla vita perché espressione di un cuore semplice e buono, giovane e pieno dell’amore di Dio», è diventato il simbolo di un giovane cristiano coraggioso.

Ci si interroga su «cosa è rimasto in noi?» dopo la sua morte, con l'auspicio che il suo gesto «nobilissimo» possa essere fonte d'ispirazione e non cada nell'oblio. L'esempio di Willy, che ha amato e si è speso per l'altro, è un invito a riscoprire e trasmettere il Vangelo. Per i suoi familiari, Monsignor Parmeggiani ha assicurato che Willy è ora entrato nella vita eterna, «divenuto caro a Dio».

Ritratto sorridente di Willy Monteiro Duarte, giovane e di origini capoverdiane

Alla conclusione del funerale, il feretro di Willy ha lasciato il campo sportivo tra un interminabile applauso e un volo di palloncini bianchi liberati in cielo, salutando per l'ultima volta il giovane apprendista cuoco.

tags: #omelia #funerale #willy