L'Amore di Dio: Una Dottrina Complessa e Multiforme

Una delle domande teologiche più comuni è: “Dio ama tutti allo stesso modo?”. Questa interrogazione si spinge a chiedersi se Dio abbia amato figure come Nerone nello stesso modo in cui ama Billy Graham, o se il suo amore per chi lo rifiuta sia paragonabile a quello per i suoi figli redenti. Spesso, a questa complessa domanda sono state date risposte riduttive. Storicamente, alcuni settori teologici hanno risposto con un sì non categorico, mentre altri hanno offerto un no altrettanto non categorico. Tuttavia, la verità spesso risiede nei dettagli e in una comprensione articolata delle Scritture.

La risposta più attenta, articolata e fortemente biblica, secondo D.A. Carson nel suo libro The Difficult Doctrine of the Love of God, rivela una comprensione sfaccettata dell'amore divino, che non può essere ridotto a un unico aspetto.

Le Diverse Espressioni dell'Amore Divino

1. L'Amore Intra-Trinitario di Dio

L'amore intra-trinitario di Dio non solo distingue il monoteismo cristiano da tutti gli altri monoteismi, ma è legato in modo sorprendente alla rivelazione e alla redenzione. Il Vangelo di Giovanni è particolarmente ricco di questo tema, come si vede in passaggi quali Giovanni 3:35 e 5:20. Questo amore si esprime in un rapporto di perfezione tra il Padre e il Figlio, non macchiato dal peccato.

rappresentazione iconografica della Trinità

2. L'Amore Provvidenziale di Dio per la Creazione

Sebbene la Bibbia si astenga in gran parte dall’usare la parola “amore” in questo senso, il tema non è difficile da trovare. Dio creò tutto, e prima che si senta parlare del peccato, dichiara che tutto ciò che ha fatto era “buono” (Genesi 1). Tutto questo deriva da un Creatore amorevole. Il leone ruggisce e caccia la preda, ma Dio lo nutre. Gli uccelli del cielo trovano il cibo, e non un passero cade a terra senza la volontà dell’Onnipotente (Matteo 6).

3. L'Amore Redentore di Dio per il "Mondo"

Un aspetto cruciale è espresso in Giovanni 3:16: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato suo Figlio”. Alcuni cercano di usare il termine kosmos (“mondo”) qui per riferirsi agli eletti, ma questo non è supportato dalle evidenze dell’uso della parola nel Vangelo di Giovanni. Il termine “mondo” in Giovanni si riferisce più alla malvagità che alla grandezza, principalmente all’ordine morale in una ribellione deliberata e colpevole contro Dio. Tuttavia, Giovanni può parlare altrove di “tutto il mondo” (1 Giovanni 2:2), facendo riferimento sia alla grandezza che alla malvagità. Ancora più importante, i discepoli stessi una volta appartenevano al mondo, ma ne sono stati tirati fuori (ad esempio, Giovanni 15:19).

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4. L'Amore Elettivo di Dio per il Suo Popolo

Gli eletti possono essere l’intera nazione di Israele, la Chiesa come corpo o individui. La cosa sorprendente dei passaggi come in Deuteronomio 7:7-8 è che quando Israele è in contrasto con altre nazioni, la caratteristica distintiva non include nulla di personale o di nazionale; non è altro se non l’amore di Dio. Questo quarto modo di parlare dell’amore di Dio è diverso dai tre precedenti e questa caratteristica discriminante dell’amore di Dio viene spesso a galla. “Io ho amato Giacobbe, e ho odiato Esaù”, dichiara Dio (Malachia 1:2-3). Allo stesso modo, nel Nuovo Testamento leggiamo che Cristo “ha amato la Chiesa” (Efesini 5:25).

L'Amore Incondizionato e Condizionato di Dio

Dobbiamo evitare di assolutizzare univocamente una sola espressione biblica dell’amore di Dio. Mettere l’accento esclusivo sull’amore elettivo di Dio potrebbe portare a un freddo ipercalvinismo. Non dobbiamo compartimentare questi modi di articolare l’amore di Dio. Dio non deve essere visto come un interruttore meccanico tra i suoi vari aspetti dell’amore. Dobbiamo pesare sulla bilancia delle Scritture i cliché evangelici ben radicati. Il completo insegnamento della Bibbia sull’amore di Dio deve dare luce in merito ad aforismi come “Dio ama tutti allo stesso modo” o “Dio ci ama incondizionatamente”.

In molti luoghi le Scritture descrivono l’amore di Dio come condizionato dall’obbedienza, sottolinea Carson. L’ubbidienza fa parte della struttura relazionale della conoscenza di Dio; non ha a che fare con il modo in cui lo conosciamo, ma con il nostro rapporto con lui una volta che lo conosciamo. “Per fare una debole analogia”, scrive Carson, “c’è un senso in cui il mio amore per i miei figli è immutabile, indipendentemente da ciò che fanno. C’è un altro senso in cui sanno abbastanza bene che devono continuare a rimanere nel mio amore. Se i miei adolescenti infrangono il coprifuoco senza una buona ragione, il minimo che sperimenteranno sarà un urlo, e potrebbero essere soggetti a qualche sanzione restrittiva. È inutile ricordare loro che lo faccio perché li amo. Questo è vero, ma la manifestazione del mio amore per loro quando li metto in punizione e quando li porto fuori a cena o a uno dei loro concerti o porto mio figlio a pescare o mia figlia a fare un’escursione di qualche tipo è piuttosto diversa in entrambi i sensi.”

L'amore di Dio per i peccatori dovrebbe sempre stupirci e umiliarci. Non deve mai ridursi a una questione puramente accademica. Giustamente il salmista si chiedeva: “che cos’è l’uomo perché tu lo ricordi?”. Dio ama il suo popolo, la sua creazione e questo universo decaduto, e che queste insondabili verità ci portino ad adorarlo con fervore, gridando con il grande apostolo: “Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno”.

L'Amore di Dio per gli Imperfetti e il Donatore Allegro

Dio sa che le persone perfette non esistono. Tutti falliamo. L'amore di Dio per noi è più grande dei nostri errori. L'apostolo Paolo si descrive come il "primo" dei peccatori (1 Timoteo 1:15, KJV), eppure afferma: "Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me" (Galati 2:20). La misura della grandezza dell'amore di Dio è così. Il Figlio di Dio ha dato se stesso per me... e per te. Dio non solo ama il mondo intero, ma ama anche noi, personalmente. Si è offerto sulla croce per te e per me. È morto per te. Se tu fossi stata l'unica persona al mondo, Gesù sarebbe morto per te lo stesso. L'amore di Dio per te è incondizionato, totale e continuo.

Quando si tratta di dare qualcosa, il motivo è importante, non solo per noi, ma soprattutto per Dio. L'apostolo Paolo, volendo incoraggiare i cristiani di Corinto a partecipare ai soccorsi per i compagni di fede bisognosi della Giudea, non li costrinse, ma scrisse: “Ciascuno faccia come ha deciso nel suo cuore, non di malavoglia o per forza, poiché Dio ama il donatore allegro” (2 Corinzi 9:7). Il vero cristiano è generoso perché ha deciso "nel suo cuore" di esserlo, con gioia. L'espressione greca tradotta "di malavoglia" significa letteralmente "per la tristezza (o il dolore)", indicando chi dona spinto "da un cuore che è addolorato al pensiero di separarsi dai soldi". Chi dà con il giusto motivo è felice (Atti 20:35), e il donatore allegro tocca le corde del nostro cuore e scalda anche il cuore di Dio.

illustrazione di una persona che dona con gioia

La Trasformazione Attraverso l'Amore di Dio

Quando Paolo finalmente comprende la profondità dell'amore di Dio, la sua vita cambia radicalmente. La sua vecchia vita giunge al termine: "Sono stato crocifisso con Cristo. Il mio io non è più al centro. La vita che mi vedete vivere ora non è 'mia'" (Galati 2:20, MSG). Una nuova vita è iniziata: "Cristo vive in me" (Galati 2:20). Lo Spirito di Cristo è venuto a vivere in lui. In questo versetto, Paolo riassume il messaggio del Vangelo, così sorprendente e allo stesso tempo così semplice. Ecco perché Paolo difende a gran voce il Vangelo ed ecco perché si confronta con Pietro "faccia a faccia" (Galati 2:11, MSG). Pietro stesso conosce la verità di questo messaggio, ma "dopo la loro venuta" comincia "a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi" (Galati 2:12, MSG).

La verità è che la fede in Gesù Cristo è tutto ciò che è richiesto. Nel suo grande amore, Dio abbraccia tutti coloro che ripongono la loro fede in Cristo, senza distinzioni. Si è giustificati per fede. Questo si traduce in una vita totalmente cambiata. Cristo viene a vivere dentro di noi. Riceviamo poi il suo Spirito (Galati 3:2). I Galati stavano già vivendo un'esperienza dello Spirito Santo. Paolo infatti chiede: "È per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede?" (Galati 3:2). Quando poniamo la nostra fede in Cristo, riceviamo lo Spirito Santo.

La croce di Gesù opera per tutta l'eternità, sia all'indietro che in avanti nel tempo. È stata efficace per Abramo: "Ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia" (Galati 3:6). La Scrittura ha previsto che Dio avrebbe giustificato i Gentili per fede e ha annunciato il Vangelo in anticipo ad Abramo (Galati 3:8).

L'Amore Eterno e la Cura di Dio

L'amore di Dio per noi è eterno. Dio non ci lascerà andare. Il re Ezechia, dopo essere guarito da una malattia mortale, disse: "Tu hai preservato la mia vita dalla fossa della distruzione, perché ti sei gettato dietro le spalle tutti i miei peccati" (Isaia 38:17). Dio ha ascoltato la sua preghiera e ha visto le sue lacrime. La seconda parte del libro di Isaia inizia con le parole citate poi da Giovanni Battista (Isaia 40:3). Il messaggio di Isaia 40-55 è: "Il prigioniero sarà presto liberato". Quando Gesù è venuto, ha annunciato la vera fine dell'esilio.

In termini di grandezza, nessuno può essere paragonato a Dio. Egli è il Creatore dell'universo (Isaia 40:12-14). Al suo confronto "le nazioni sono come una goccia che cade da un secchio" (Isaia 40:15). In confronto a Dio, gli uomini di questo mondo, anche i leader più grandi, sono "come cavallette" (Isaia 40:22). Egli è il Creatore dell'intero universo, comprese le miliardi e miliardi di stelle (Isaia 40:26). Questo è il Dio che ci ama personalmente e ci porta sul suo petto. Non è un Dio di passaggio, che va e che viene. Il Dio che ha creato tutto l'universo è il Dio che ha cura di ognuno di noi. Isaia dice: "Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto" (Isaia 40:11).

pastore che porta agnellini sul petto

Dio è Amore: La Vera Essenza

Il Nuovo Testamento ci ricorda che "Dio è amore" (1 Giovanni 4:8). L'amore vero è questo: non l'amore che abbiamo avuto verso Dio, ma l'amore che Dio ha avuto per noi; il quale ha mandato Gesù suo Figlio, per farci avere il perdono dei nostri peccati. Se uno riconosce pubblicamente che Gesù è Figlio di Dio, è unito a Dio e Dio è presente in lui. Noi sappiamo e crediamo che Dio ci ama. Se l’amore di Dio è perfetto in noi, ci sentiamo sicuri per il giorno del giudizio perché chi vive nell’amore di Dio non ha paura. Anzi, l’amore perfetto caccia via la paura. Noi amiamo Dio, perché egli per primo ci ha mostrato il suo amore. Se uno dice: «Io amo Dio» e poi odia suo fratello, è bugiardo.

L'amore di Dio per il mondo è stato tale che Egli gli ha dato Suo Figlio, il quale si è caricato sulle spalle il peso dei peccati dell’umanità morendo sulla croce. Dio sa essere presente nella vita di chiunque si affidi a Lui così come fa un padre amorevole: in maniera attenta, costante, vigile. Il Suo amore è smisurato, non ha confini, e non teme ostacoli. Al capitolo 31 del libro del profeta Geremia è scritto: “io ti amo di un amore eterno”.

L'invito di Cristo all'amore non è un dovere natalizio ma un comandamento che Dio ci dà per tutto l'anno. "Il 'non commettere adulterio', 'non uccidere', 'non rubare', 'non concupire' e qualsiasi altro comandamento si riassumono in questa parola: 'Ama il tuo prossimo come te stesso'" (Romani 13:9). È facile affermare di amare il genere umano in generale, ma quando si tratta del nostro vicino dispettoso, di quell’irritabile compagno di classe, di quel membro di chiesa tanto antipatico, allora diventa più complicato riflettere l’amore divino. La fonte è Dio, Dio è amore. Permettiamo all’amore di Dio di muoversi in noi, ubbidiamo alla Sua voce, alla Sua Parola facendola nostra, ascoltiamo il Suo invito, e cambierà la nostra vita di ogni giorno.

Conclusioni sulla Complessità dell'Amore Divino

La domanda "Dio ama tutti allo stesso modo?" è estremamente difficile. La Bibbia parla dell’amore di Dio in molti modi diversi. Se l’amore di Dio non fosse altro che la sua cura provvidenziale sopra ogni cosa, avremmo difficoltà nel capire come il vangelo possa essere una buona notizia. Parlare dell’amore di Dio suona come un compito teologico semplice, quando in realtà è uno dei più complicati. Ci sono chiese che enfatizzano così tanto l’amore onnicomprensivo di Dio per tutti e ovunque, che è difficile capire perché qualcuno dovrebbe preoccuparsi di diventare un cristiano.

Il fatto è che Dio ama e non ama tutti. Odia il mondo e ama il mondo. Non può assolutamente amare i suoi figli adottivi più di quanto non faccia, ed è profondamente addolorato per il nostro peccato. Qualsiasi verità sull’amore di Dio portata avanti fino all’esclusione delle altre creerà una divinità distorta e un discepolato mortale. Come consiglia Carson: “abbiamo bisogno di tutto ciò che la Scrittura dice su questo argomento, altrimenti le ramificazioni dottrinali e pastorali si riveleranno disastrose”.

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