Commento al Vangelo della Domenica

La Partenza di Cristo e la Promessa del Paràclito

La liturgia di questi giorni ci prepara un po’ alla volta alla grande festa dell’Ascensione. Gesù dice apertamente ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore».

Gesù prosegue, affermando che è un bene che Egli se ne vada: «Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi». Questa partenza non coincide con un vuoto, ma si trasforma in una forma di presenza più profonda e reale attraverso lo Spirito Santo. Esistenzialmente l'assenza di Gesù coincide con il vuoto, e quando si cercano di riempire questi vuoti, spesso si incorre in errori o peccati.

Gesù che si congeda dai discepoli prima dell'Ascensione

Il Ruolo del Paràclito Riguardo al Peccato, alla Giustizia e al Giudizio

Gesù annuncia anche che il Paràclito «quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio».

Il Peccato

Il vero peccato è non credere al fatto che Gesù è il Figlio del Padre e ci ha resi tutti fratelli. Lo Spirito rivisiterà gli avvenimenti della vita terrena di Gesù, provando ai discepoli che il peccato è dalla parte del mondo perché non ha creduto in lui.

La Giustizia

La giustizia è dalla parte di Gesù, poiché la sua vita non termina nel sepolcro, ma ritorna al Padre. Egli è stato risuscitato dai morti e gli è stata data gloria, in modo che la fede e la speranza dei credenti siano rivolte a Dio.

Il Giudizio

In questo contesto, il "giudizio" significa che lo Spirito di verità dimostrerà la colpa del "mondo" nel rifiutare Cristo o, più generalmente, nel voltare le spalle a Dio. Il "giudizio" si riferisce soprattutto al "principe di questo mondo", cioè a satana. Egli infatti, sin dall’inizio, tenta di volgere l’opera della creazione contro l’alleanza e l’unione dell’uomo con Dio, opponendosi scientemente alla salvezza. Satana è "già stato giudicato" sin dall’inizio, come spiegato nell’enciclica *Dominum et Vivificantem* (27). Se lo Spirito Santo Paràclito deve convincere il mondo proprio di questo "giudizio", senza dubbio lo deve fare per continuare l’opera di Cristo che mira alla universale salvezza.

Possiamo pertanto concludere che, nel rendere testimonianza a Cristo, il Paràclito è un assiduo (anche se invisibile) Avvocato e Difensore dell’opera della salvezza - e di tutti coloro che si impegnano in quest’opera. Ed è anche il garante della vittoria definitiva sul peccato e sul mondo sottomesso al peccato, per liberarlo dal peccato e introdurlo nella via della salvezza.

Vangelo del giorno - Gv 15,26-16,4 - Vi manderò il Paràclito... - Koinonia Giovanni Battista

Il Contesto della Passione e la Richiesta di Giacomo e Giovanni

Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli, ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà». È più che evidente che Gesù parla della sua passione, morte e risurrezione.

Pare però che i dodici non capiscano e non vogliano intendere quel linguaggio, tant’è vero che due di loro, Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, si accostano al maestro per chiedere qualcosa che non ha nulla a che vedere con l’annuncio che egli ha appena fatto: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Tremendo contrasto! Viene da chiedersi come sia possibile nutrire pensieri di gloria e aspirare ai primi posti mentre il maestro sta parlando di passione e di morte. È difficile per noi assimilare i pensieri di Dio, comprendere ed accettare i suoi progetti.

Gesù con Giacomo e Giovanni

La Vera Grandezza e il Servizio

Tuttavia, Gesù non disattende la loro richiesta per quanto assurda possa sembrare, ma nella sua divina sapienza pone le condizioni inderogabili per raggiungere la vera grandezza e il posto che ci è riservato. Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti». Chi è grande, chi è “primo” per Dio? Anzitutto lo sguardo va al comportamento che corrono il rischio di assumere “coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni”: “dominare ed opprimere”. Gesù indica ai discepoli un modo completamente diverso: «Tra voi, però, non è così».

La sua comunità segue un’altra regola, un’altra logica, un altro modello: «Chi vuole diventare grande tra di voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra di voi sarà schiavo di tutti». Il criterio della grandezza e del primato secondo Dio non è il dominio, ma il servizio; la diaconia è la legge fondamentale del discepolo e della comunità cristiana, e ci lascia intravedere qualcosa della “Signoria di Dio”. Gesù indica anche il punto di riferimento: il Figlio dell’uomo, che è venuto per servire; sintetizza cioè la sua missione sotto la categoria del servizio, inteso non in senso generico, ma in quello concreto della Croce, del dono totale della vita come “riscatto”, come redenzione per molti, e lo indica come condizione per la sequela.

Gesù, che è Dio, «non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita». Il Dio altissimo ha voluto essere bassissimo e umiliarsi tra gli ultimi della terra, come il vero Pastore che sta per ultimo, dietro le sue pecore, e le spinge verso pascoli di vita eterna.

La Parola di Dio: Eterna e Incorruttibile

«Carissimi, voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio. Dopo aver purificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna. Perché ogni carne è come l’erba e tutta la sua gloria come un fiore di campo. L’erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore rimane in eterno. E questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato».

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